Tamberi a Ostrava, meeting stellare con Bolt & Co.

27 Giugno 2017

Mercoledì 28 giugno il Golden Spike mette in pista un cast "olimpico" con l'immancabile presenza del fulmine giamaicano sui 100 metri. Van Niekerk all'attacco del record dei 300, Rudisha sui 1000 e Farah nei 10.000.


 

Gianmarco Tamberi, il ritorno, fase 2. Dopo l'esordio a sorpresa di San Marino, il campione mondiale indoor ed europeo di salto in alto, mercoledì 28 giugno (ore 16:45), tornerà in pedana in un grande meeting internazionale: il Golden Spike di Ostrava, in Repubblica Ceca. Dal 2,18 sul Titano ad una pedana dove lo attendono avversari con cui ha già battagliato tante volte prima dell'infortunio: l'ucraino Andriy Protsenko, il siriano Majed Ghazal, il polacco Sylwester Bednarek e il ceco Jaroslav Baba. "Fisicamente sto bene, la gara di San Marino - spiega Gimbo - è servita soprattutto per rompere il ghiaccio e porre fine alle parola "riabilitazione". Con quella gara, con quel salto che mi ha fatto piangere dall'emozione, ho finalmente girato pagina su questi interminabili 11 mesi lontano dalle competizioni. Adesso si pensa solo a salire. Non ho pressioni per Ostrava perché devo ancora costruire tanto e stabilizzare cose che in allenamento sento una volta su mille salti. Quando le consoliderò a una volta su tre - aggiunge mister HalfShave - potrò puntare di nuovo in alto. L'obiettivo nella mia testa sono i Mondiali di Londra e ogni gara che farò è davvero fondamentale per ritrovare per ritrovare tecnica e sensazioni. D'ora in avanti, non posso sprecare nemmeno un salto solo per l'adrenalina e la voglia di divertirmi". Per l'Italia in pista anche un'altra atleta delle Fiamme Gialle: la mezzofondista Margherita Magnani sempre a caccia del 4:07.50 dello standard di iscrizione per i Mondiali di Londra. Un obiettivo che l'azzurra ha già sfiorato al Golden Gala di Roma (4:07.99) e che mercoledì proverà a inseguire sulla scia dell'etiope Gudaf Tsegay e della marocchina Rababe Arafi. Giovedì 29 giugno, sulla stessa distanza, ma nel Folksam Grand Prix di Sollentuna (Svezia), Yassin Bouih sarà al via con ambizioni da personal best.

TV - Il Golden Spike di Ostrava sarà trasmesso in diretta su Fox Sports mercoledì 28 giugno dalle ore 19.00.

ISCRITTI/Entries - Il sito del meeting

di Giorgio Cimbrico

Ostrava, vecchio cuore d’acciaio e di carbone, da sempre pulsa d’amore per l’atletica. La città ceca, capoluogo della Moravia-Slesia, a un tiro di sasso dal confine con la Polonia, e la sua creatura, Golden Spike (Zlata Tretra), mercoledì festeggeranno un altro appuntamento che non è troppo impegnativo definire sontuoso: Usain Bolt, per la nona volta in azione sulla pista dello stadio Vitkovice, Wayde van Niekerk all’assalto del record del mondo dei 300, David Rudisha per la prima volta sui 1000, Mo Farah nei 10.000, Gimbo Tamberi nell’alto (il record del meeting è 2,33 di Bohdan Bondarenko), Thomas Rohler e una schiera di giavellottisti tedeschi e cechi sono le stelle del cast messo assieme dall’uomo dal braccio d’oro, Jan Zelezny. Con la progressiva decadenza dei meeting scandinavi, non è azzardato pensare a Ostrava promossa in Diamond League.

Il meeting è nato nel 1961 ma la città era balzata sul proscenio nel 1949 quando, in due tentativi di record pressoché solitari (sia nella prima che nella seconda occasione il secondo accusò un distacco di tre minuti!), Emil Zatopek si era impossessato del limite dei 10.000, in entrambi i casi privandone il finlandese Viljo Heino. Un’annotazione curiosa: sia il 29:28.2 del giugno ’49 che il 29:21.2 dell’ottobre dello stesso anno risultano superiori a quanto ottenuto a Rio dalla piccola e fragile Almaz Ayana, 29:17.45. Un brusco e violento progresso sarebbe venuto l’anno dopo a Turku, quando Emil chiuse in 29:02.6 aprendosi la strada all’abbattimento della barriera dei 29 minuti. Nel tentativo andato a buon fine nel 2004 sulla pista cara a Zatopek, Kenenisa Bekele portò il record a 26:20.31.

Uno degli strumenti vincenti di Ostrava è stata la scelta delle gare, spesso singolari, dimenticate o poco battute. Così, sfogliando il volume spesso dei risultati dei Golden Moments del Golden Spike è possibile rintracciare l’accoppiata di record del mondo 20.000-ora conquistata dieci anni fa da Haile Gebrselassie, con 56:25.98 e 21.285 metri, e i 18.517 metri di un’altra etiope, Dire Tune. Tutte queste prestazioni occupano tuttora il vertice e portano il totale dei record a quota 14.

Dal molto lungo al molto breve: sono ostraviani i correnti record del mondo di una distanza un tempo assai frequentata e nobile, anche a livello di Giochi di Commonwealth e di campionati americani e britannici, le 100 yards: 9.07 di Asafa Powell e 9.91 di Veronica Campbell-Brown. Nella velocità il meeting, allora cecoslovacco, si era già segnalato negli anni Settanta con i record mondiali manuali di Renate Stecher, 10.9, e di Silvio Leonard, 9.9.

Usain Bolt, ospite quasi fisso dell’appuntamento e al via anche quest’anno in uno dei suoi ultimi canti del cigno, ha offerto all’albo d’oro un solidissimo 19.83 ed è andato vicino a impossessarsi del mondiale dei 300 sette anni fa, in una serata autunnale e piovosa: il 30.97 del Lampo è tuttora la seconda prestazione di sempre e la prima non influenzata dall’altura. Il 30.85, datato 2000 e firmato Michael Johnson, venne a Pretoria, a 1300 metri sul livello del mare.

Un assalto molto serio verrà portato da Wayde van Niekerk che, reduce dal 19.84 giamaicano e dal 9.94 sloveno, ha tutte le carte in regola per sottrarre all’Espresso di Waco l’ultimo recinto mondiale e per avvicinarlo sempre più nella combinata sulle distanze che vanno di 100 al giro di pista. Precisando che l’ultima cifra è la somma dei tempi, un virtuale e bruciante chilometro, questa è attualmente la situazione:
- Michael Johnson 10.09, 19.32, 30.85, 43.18: 1:43.44
- Wayde van Niekerk 9.94, 19.84, 31.63*, 43.03: 1:44.48
- Usain Bolt 9.58, 19.19, 30.97, 45.28: 1:45.02
*Durante la finale olimpica di Rio, van Niekerk è stato cronometrato in un ufficioso 31.0.

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