Rieti, due bronzi per l'Italia dei record

21 Luglio 2013

Agli Europei Juniores la 4x100 maschile strappa il bronzo a Francia e Gran Bretagna, stesso metallo per la Malavisi nell'asta.

 

di Raul Leoni

Con un bilancio già migliore dell’ultima edizione di Tallinn, l’Italia non si ferma nell'ultima giornata del "Guidobaldi": Giacomo Isolano, Lorenzo Bilotti, Roberto Rigali (scoperto un eccellente “curvista”) e il ritrovato “Fausto” Desalu strappano a francesi e britannici un bronzo spettacolare (40.00, quinto quartetto di sempre). Davvero amara l’ottava medaglia della spedizione italiana: la capolista stagionale Sonia Malavisi (4.20) è “solo” di bronzo nell’asta e la rientrante Roberta Bruni (4.15) difende il quinto posto dopo il lungo infortunio. Cade, dopo quasi trent’anni, uno dei più vecchi primati italiani juniores (quello della 4x400 azzurra, 3:38.82 a Schwechat 1983): la formazione composta da Ilenia Vitale, Irene Morelli, “Raffaella” Lukudo e Lucia Pasquale corre in 3:37.61 e conquista un grande quinto posto (settimi gli azzurri, 3:11.44). Un formidabile Italo Quazzola demolisce il personale (8:55.65) e finisce quinto dei 3000m siepi (settimo Osama Zoghlami, 8:59.62 PB). Ancora staffette veloci: seste le azzurre sotto una pioggia battente (45.34). Stesso piazzamento per Lorenzo Dallavalle nel triplo (15.51/+0.7 PB). In apertura di pomeriggio, bel settimo posto e ancora un personale nel disco per Gian Piero Ragonesi (56.98). Nella finale degli 800, Stefano Migliorati chiude ottavo (1:53.46). La campionessa europea del triplo Ottavia Cestonaro conquista un’altra finale nel lungo (8^ con 6.07). Fuori dalla “zona punti” Edoardo Accetta, nono nel triplo (15.37 ventoso), il discobolo Martin Pilato (12° con 54.62) e l’altista Desirée Rossit (10^ con 1.78). L’Italia chiude con otto medaglie (1-4-3) e ben 26 finalisti (record assoluto: sfondata di un punto quota 100 nella speciale classifica, non accadeva da San Sebastian 1993, vent’anni esatti): per gli azzurri un grandissimo Campionato. Appuntamento ad Eskilstuna per la prossima edizione nel 2015.

A questo LINK le parole degli azzurri.

RISULTATI/Results
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LE SCHEDE DELLA SQUADRA ITALIANA | LISTE ITALIANE JUNIORES DI SEMPRE

LE GARE DELLA QUARTA GIORNATA

4x400m Uomini (finale): E’ la Russia a succedere ai nostri ragazzi d’oro di Tallinn: la lotta per le medaglie è spettacolare, il quartetto italiano – con Luca Cropelli (gran praziale, 47"4)  a rilevare in terza frazione Nicolò Ghilardi, insieme a Mirko Romano (ottimo lancio, 47"6), Francesco Conti (un po' affaticato dopo l'eccellente batteria, 48"5) e Vincenzo Vigliotti (coraggiosa ultima frazione, 47"9) – finisce settimo. La finale non è un premio trascurabile.

Lungo Donne (finale): stanchissima la campionessa europea del triplo, Ottavia Cestonaro: e, adispetto di una determinazione agonistica straordinaria, probabilmente anche un po’ scarica. La vicentina salta 6.07 ed è già molto che si guadagni un posto nella finale ad otto: per le medaglie si lotta molto più in là.

Asta Donne (finale): Pedana bagnata, pioggia durante il riscaldamento, gara ritardata di oltre mezz’ora. Poi è una ragazzina russa, Alena Lutkovskaya, reduce dall’argento dei Mondiali U18 di Donetsk, a spegnere l’entusiasmo della tribuna del “Guidobaldi”, tutti gli occhi puntati sulla pedana dell’asta per sostenere Roberta Bruni. E la stessa portacolori della Cariri attendeva questo giorno da tre anni: arriva un 4.15 e un quinto posto amaro – frutto soprattutto dell’infortunio che ha costretto l’azzurra ad un affrettato recupero – come agrodolce può definirsi l’ottava medaglia portata a casa dalla spedizione italiana. Una Sonia Malavisi in giornata non felice, salta 4.20 e strappa il bronzo, mentre a far festa sono unicamente la giovanissima Lutkovskaya e un’altra protagonista inattesa, l’olandese Femke Pluim: personale per entrambe, rispettivamente 4.30 e 4.25, in quella che doveva essere la gara più “azzurra” del programma.

4x400m Donne (finale): Cade dopo quasi trent’anni (manca un mese e una settimana …) uno dei più vecchi primati italiani di categoria, quello detenuto dal quartetto azzurro che corse agli Europei juniores di Schwechat 1983 in 3:38.82. E’ una fantastica cavalcata quella che porta le azzurre al 3:37.61 che vale il quinto posto: affidabile come sempre Ilenia Vitale (54.0), il valore aggiunto viene da Irene Morelli (54.2), generosa come sempre “Raffi” Lukudo (55.2, pagando nel finale il tentativo di recuperare la zona podio) e ottima chiusura di Lucia Pasquale (54.1). Tre su quattro sono ragazze del ’95: rotta già sui Mondiali U20 di Eugene 2014. 

Triplo Uomini (finale): Anche questa gara viene interrotta per la pioggia, le condizioni della pedana non sono agevoli: però i due azzurri, Lorenzo Dallavalle ed Edoardo Accetta, hanno una gran voglia di esserci, fino in fondo. Si vede dal primo salto del piacentino, l’unico effettuato  all’asciutto, subito al personale (15.51) e anche Accetta entra bene nella mischia con 15.31: poi c’è da mettere il battistrada da bagnato, cosa non così agevole per due debuttanti assoluti a questi livelli. Uno solo va oltre i 16 metri, l’armeno Levon Aghasian, un buon atleta che finora non aveva avuto dalla stagione i valori attesi: in ogni caso l’oro risente anche della (molto) sorprendente eliminazione del francese Cretinoir nelle qualificazioni di ieri.

3000st Uomini (finale): Zak Seddon e Viktor Bakharev sono una spanna sopra a tutti gli altri, così si lotta essenzialmente per il bronzo. I gemelli Ala e Osama Zoghlami entrano nel cuore della corsa, rintuzzando tutti gli attacchi: poi riemerge dalle retrovie l’azzurro che non ti aspetti, Italo Quazzola (che su questa pista era giunto terzo ai Tricolori, dietro i due italo-tunisini). Il ragazzo della Valsesia, che da allievo era stato argento all’EYOF 2011, risale il gruppo negli ultimi due giri, supera anche il più intrepido dei Zoghlami, Osama, e poi si getta nella volata che vale il bronzo: gran cuore, ma le doti di velocità non sono sufficienti ad insidiare il turco Ersin Tekal. Demolito il personale del bravo atleta piemontese, che quest’anno non aveva mai trovato una gara adatta alle sue aspettative: 8:55.65 vale ampiamente un posto tra i primi vernti juniores di sempre negli ultimi 15 anni solo Marzetta, Gerratana e Sanguinetti avevano fatto meglio in questa fascia di età. PB anche per Osama (8:59.62).

Alto Donne (finale): Purtroppo, appena prima che si scateni il temporale che interrompe la gara per mezz’ora, Desirée Rossit fa appena in tempo ad uscire sulla quota di 1.81: discreto il primo tentativo, poi la friulana (decima con 1.78) non trova la misura che rappresenterebbe il suo personale all’aperto eguagliato. Dopo la pioggia troviamo due ucraine sul podio (ora alla Tabashnyk, 1.90 alla terza prova).

4x100m Uomini (finale): Rispetto al mattino, c’è il recuperato “Fausto” Desalu in ultima, al posto di Luca Cassano: Italia in settima corsia. La pista è ancora ovviamente bagnata, il campo al completo dopo l’accoglimento dei ricorsi di Gran Bretagna e Germania e il “salvataggio” della Francia. Sembra il viatico per il solito “onorevole” piazzamento ed invece arriva addirittura una medaglia: cambio molto audace tra Giacomo Isolano e Lorenzo Bilotti, poi l’imolese innesca un Roberto Rigali scopertosi eccezionale “curvista” e Desalu non ci sta a finire fuori dal podio. In 40.00 (quinto quartetto junior di sempre) gli azzurri infilano addirittura Francia e Gran Bregana e per poco non puniscono anche i tedeschi: è comunque la settima medaglia di Rieti e – incrociando le dita – si punta al record di Salonicco 1991 (nove).   

4x100m Donne (finale): il nubifragio che si sta abbattendo su Rieti conferisce un tocco surreale a questa gara: ma c’è addirittura chi fa meglio delle assolate batterie mattutine (nuovi record nazionali per le britanniche, che schieravano le prime due dei 200 – Henry e Asher-Smith - ma non l’argento dei 100 Papps, e il sorprendente Belgio, quarto). Azzurre in prima corsia, già abbastanza penalizzate, seste in 45.34: peggiorano di un decimo il tempo della mattina ed arrivano ad un solo centesimo dalle svizzere. 

800m Uomini (finale): Tre turni in tre giorni sono troppi per un semi-esordiente come Stefano Migliorati: il calvino ci prova comunque, ma appena la corsa si anima all’ingresso dell’ultima curva, molla la compagnia e poi finisce al passo. Il terzetto azzurro, completato fino in semifinale da Ayoub Akil ed Enrico Riccobon, ha retto la scena: se si considera anche l’assenza forzata di Emilio Perco, un gruppo da cui ripartire. Per l’oro, strapotere del lungo Zwicker, capofila stagionale.

Disco Uomini (finale): Subito un’eliminazione a sorpresa, quella dello statuario croato Filip Mihaljevic, già argento nel peso e miglior misura delle qualificazioni. Dei due azzurri, invece, la sorpresa la fa Gian Piero Ragonesi, in continuo progresso durante tutti gli Europei: 56.98, meglio del 56.83 di ieri che già migliorava il suo personale “spagnolo”. Considerato che il ragazzo italo-peruviano si allena praticamente da solo a Madrid, la struttura federale ha fatto sicuramente un buon lavoro qui a Rieti. Invece Martin Pilato non riesce a carburare, una brutta giornata per il ravennate. Nonostante il primato bosniaco, l’oro del peso Mesud Pezer deve accontentarsi della medaglia di legno: dopo un inizio incerto, Robert Szikszai porta un altro titolo alla grande scuola ungherese.

Aggiornamento: Viene accolto il reclamo della Germania, che quindi viene riammessa in finale con il secondo posto nella seconda batteria. Allo stesso modo la Gran Bretagna vince il suo ricorso per procurato danneggiamento degli ucraini  e quindi ottiene il tempo di ripescaggio correndo da sola in 39.96. Quanto alle staffette azzurre, lo staff federale sta valutando l’impiego in finale di “Fausto” Desalu e anche di Lorenzo Perini. L’altoatesina Anna Stefani, quinta ieri sui 3000 metri, non sarà invece al via dei 5000 oggi.

4x100m Uomini (finale): Gran Bretagna che pasticcio! Due medagliati dei 200m, il podio del premiato monopolio UK, non trovano il testimone: Mitchell-Blake e Reid leggono il manuale sbagliato sui cambi in staffetta e mandano alle ortiche la più comoda delle vittorie possibili. Sotto esame della giuria un ricorso britannico relativo all’eventuale danneggiamento subito nell’occasione da parte dell’Ucraina. Anche la Repubblica Ceca, come in campo femminile, perde l’occasione con un gruppo di qualità guidato da Zdenek Stromsik: premiata la Svizzera (40.19 di record junior!) e la sorprendente Irlanda vista in gran spolvero qui a Rieti (altro RN, 40.60). Nel quartetto azzurro manca “Fausto” Desalu, estremamente affaticato dal doppio impegno di ieri, e quindi va Luca Cassano in ultima frazione: ci si arriva addirittura in testa, con interpretazione assolutamente in sicurezza da parte di Isolano e Bilotti, ma soprattutto con il fondamentale contributo del curvista Roberto Rigali. Come per le ragazze, la prestazione è dignitosa: 40.22 migliora il tempo di Gavardo (40.33 con Pettenati e Desalu) oltre a piazzarsi intorno alle prime 15 staffette di sempre. Anche qui coda regolamentare: squalificati i tedeschi, incriminato il secondo cambio dei francesi (miglior tempo in 39.97) e riesame della giuria.

4x100m Donne (finale): Un solo esperimento in stagione, con il 46.02 di Gavardo. Qui si parte in corsia esterna, senza riferimenti, e alla prova dei fatti – con l’inserimento di Martina Piergallini in prima frazione – c’è un netto miglioramento, frutto di cambi fluidi e parziali all’altezza della situazione. Con 45.24 siamo già vicini alla top-10 di sempre per le formazioni azzurre, in pratica il ripescaggio è cosa fatta: ratificato dall’uscita della Repubblica Ceca nella seconda batteria, per un pasticcio nell’ultimo cambio. Miglior tempo del turno il 43.89 delle immancabili britanniche, primato nazionale come il 44.99 della Svizzera (che non schiera la campionessa degli ostacoli Noemi Zbaeren).  

GLI AZZURRI IN GARA NELLA QUARTA GIORNATA

(21 luglio - mattina)

4x100m Donne (batterie): (4)b1 Italia (M.Piergallini, S.Galimberti, S.Corbucci, J.Herrera) 45.24 (7^ Q)

4x100m Uomini (batterie): (2)b2 Italia (G.Isolano, L.Bilotti, R.Rigali, L.Cassano) 40.22 (4° Q)

(21 luglio - pomeriggio)

Disco Uomini (finale): (1) Robert Szikszai HUN 64.75, (2) Nicholas Percy GBR 62.04, (3) Aleksandr Dobrenkiy RUS 61.54, (7) GIAN PIERO RAGONESI 56.98 PB, (12) MARTIN PILATO 54.62

800m Uomini (finale): (1) Patrick Zwicker GER 1:49.58, (2) Aaron Botterman BEL 1:49.80, (3) Leo Morgana FRA 1:50.04, (8) STEFANO MIGLIORATI 1:53.46

4x100m Donne (finale): (1) Gran Bretagna 43.81, (2) Francia 44.00, (3) Olanda 44.22, (6) ITALIA (M.Piergallini, S.Galimberti, S.Corbucci, J.Herrera) 45.34

4x100m Uomini (finale): (1) Polonia 39.80, (2) Germania 39.96, (3) ITALIA (G.Isolano, L.Bilotti, R.Rigali, E.Desalu) 40.00

Alto Donne (finale): (1) Kateryna Tabasnyk UKR 1.90, (2) Aleksandra Yaryshkina RUS 1.88, (3) Iryna Herashchenko UKR 1.84, (10)= DESIREE ROSSIT 1.78

3000st Uomini (finale): (1) Zak Seddon GBR 8:45.91, (2) Viktor Bakharev RUS 8:47.81, (3) Ersin Tekal TUR 8:54.54, (5) ITALO QUAZZOLA 8:55.65 PB, (7) OSAMA ZOGHLAMI 8:59.62 PB, (12) ALA ZOGHLAMI 9:17.62

Triplo Uomini (finale): (1) Levon Aghasian ARM 16.01/+1.4, (2) Kristian Pulli FIN 15.88/-0.1, (3) Vladimir Kozlov RUS 15.85/-0.1, (6) LORENZO DALLAVALLE 15.51/+0.7 PB, (9) EDOARDO ACCETTA 15.37/+3.2 (15.31/+1.0)

4x400m Donne (finale): (1) Polonia 3:32.63, (2) Russia 3:33.36, (3) Germania 3:33.40, (5) ITALIA (I.Vitale, I.Morelli, R.Lukudo, L.Pasquale) 3:37.61 RNJr (prec. 3:38.82 Italia Schwechat 27/8/1983)

Asta Donne (finale): (1) Alena Lutkovskaya RUS 4.30, (2) Femke Pluim NED 4.25, (3) SONIA MALAVISI 4.20, (5) ROBERTA BRUNI 4.15

Lungo Donne (finale): (1) Malaika Mihambo GER 6.70/+0.9, (2) Jazmin Sawyers GBR 6.63/+0.5, (3) Maryna Bekh UKR 6.44/-0.3, (8) OTTAVIA CESTONARO 6.07/+0.5

4x400m Uomini (finale): (1) Russia 3:04.87, (2) Polonia 3:05.07, (3) Gran Bretagna 3:05.14, (7) ITALIA (M.Romano, F.Conti, L.Cropelli, V.Vigliotti) 3:11.44

File allegati:
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