Olimpiadi: Trost e Rossit, finale per due

18 Agosto 2016

A Rio 2016, le due altiste azzurre conquistano la qualificazione diretta con 1,94


 

di Alessio Giovannini

La vicecampionessa europea indoor Alessia Trost è in finale nel salto in alto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La 23enne pordenonese delle Fiamme Gialle supera brillantemente la qualificazione centrando l'1,94 che vale la promozione diretta con una progressione quasi netta (per lei una sola incertezza a quota 1,89). Missione compiuta anche per l'altra friulana in gara Desirée Rossit, 22enne delle Fiamme Oro, che con grande carattere azzecca l'1,94 all'ultimo tentativo a disposizione. Le allieve del tecnico Gianfranco Chessa torneranno in pedana sabato (ore 1:30 di domenica 21 agosto in Italia). Nella storia dell'atletica italiana non era mai successo di vedere due altiste azzurre nella stessa finale ai Giochi Olimpici. L'ultima italiana in una finale a Cinque Cerchi è stata la primatista nazionale Antonietta Di Martino, decima a Pechino 2008.

IL RACCONTO - Anche oggi è una calda mattinata di sole allo stadio Engenhão. Si va in finale saltando 1,94 o rientrando nelle migliori 12 atlete della qualificazione. Le due azzurre aprono la loro progressione olimpica a 1,80, facile come il successivo 1,85. Qualche piccola complicazione a 1,89: un'indecisione negli ultimi appoggi della rincorsa compromette il primo salto della Trost che poi, però, fa in fretta a riscattarsi. Doppio brivido, invece, per la Rossit che ha ragione dell'asticella soltanto alla terza prova dopo due approcci poco efficaci. Si sale a 1,92, misura che inizia a sfoltire (ma non troppo) il lotto delle avversarie. Superarla alla prima vuol dire acquisire un bel vantaggio e stavolta le altiste italiane non hanno nessuna incertezza: OK entrambe alla prima prova. 1,94 è la porta d'accesso diretto per la finale olimpica e ci sono ancora ben 21 atlete pronte a darle l'assalto. La Trost non ci pensa due volte e il primo attacco ad 1,94 è quello buono: l'asticella trema un po' sui ritti, ma resta al suo posto. Bella reazione di carattere per la Rossit che, dopo due "X", è costretta a giocarsi l'ultimo tentativo a disposizione in mezzo alla confusione della partenza delle batterie della 4x100 maschile. L'azzurra è pronta a saltare, ma deve fare retromarcia per lasciare spazio agli staffettisti. La tensione e la concentrazione, però, non calano e Desirée spicca il volo. La finale è realtà anche per lei. Situazione in apparenza molto equilibrata con diciassette atlete qualificate di cui sei con una progressione immacolata: le statunitensi Lowe e McPherson, la croata Vlasic, la spagnola Beitia, la caraibica Spencer e l'uzbeka Radzivil. A segno, con 1,94 alla terza, anche la giovanissima iridata indoor Vashti Cunningham (18 anni).

TROST: "EMOZIONE UNICA, CE LA POSSIAMO GIOCARE" - “Sono contenta, è stata una bella qualificazione. All’inizio correvo con troppa velocità, e in questo momento per saltare non mi serve, poi controllandola sono riuscita anche ad avere una stabilità tecnica che mi mancava da un po’ di tempo. Il miglior salto è stato quello a 1,92 e poi a 1,94 ho cercato di spingere maggiormente alla fine. Ovviamente il pensiero va al mio allenatore che ha lavorato quattro anni insieme a me, e che per problemi di salute non ha potuto essere qui. L’Olimpiade è un’emozione unica, Gianmarco Tamberi aveva provato a raccontarmela però è una cosa che non si può immaginare. Ma l’ho vissuta con tranquillità ed è andata bene. Gimbo mi ha detto: “Vai lì e divertiti, voglio vederti con il sorriso”, che sembra banale ma significa anche qualcosa di tecnico. Adesso testa alla finale, sarà una gara completamente nuova. Non ho visto nessuna avversaria nettamente superiore, ce la possiamo giocare”.

ROSSIT: "FELICISSIMA!" - “Nei salti alla terza prova, mi sono detta di stare calma e ho pensato solo a quello che so fare, soprattutto nell’ultimo a 1,94 durante le batterie delle staffette. Quest’anno ho trovato maggiore sicurezza, ho voluto conquistare la finale anche per il mio allenatore. Pensavo che potesse essere sufficiente 1,92 ed ero felicissima, poi sono riuscita a salire ancora. Sto vivendo tranquillamente l’esperienza olimpica, senza particolari pressioni. La pedana è molto reattiva e in finale sarà tosta, però sono convinta che posso far bene”.

AZZURRI IN GARA - Nella notte la campionessa tricolore degli 800 metri Yusneysi Santiusti prenderà il via nella prima delle tre semifinali, alle ore 2:15 italiane. Ad aprire il programma dell’ottava giornata per l’atletica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, venerdì 19 agosto, sarà la 50 chilometri di marcia alle ore 13:00 in Italia (8:00 locali), con tre azzurri alla partenza: Marco De Luca, Teodorico Caporaso e Matteo Giupponi, che una settimana fa è riuscito a centrare l’ottavo posto ai Giochi nella 20 chilometri. Tutti e tre sono stati protagonisti nei Mondiali a squadre, disputati a Roma nel mese di maggio, piazzandosi nei primi otto e conquistando il successo per team. Alle ore 19:30 italiane scatterà invece la 20 chilometri di marcia femminile con la primatista nazionale Eleonora Giorgi insieme ad Elisa Rigaudo, bronzo olimpico a Pechino nel 2008, e Antonella Palmisano, quinta nei Mondiali della scorsa stagione. La sessione notturna prevede il turno eliminatorio della staffetta 4x400 donne, alle ore 20:40 brasiliane (1:40 di sabato in Italia). Definita la formazione azzurra, che sarà schierata con Maria Benedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca, Ayomide Folorunso e la campionessa europea dei 400 metri Libania Grenot, finalista nella gara individuale sulla pista di Rio de Janeiro.

(ha collaborato Luca Cassai)

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Desirée Rossit (foto Colombo/FIDAL)


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