Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra

09 Agosto 2017

 A Londra il giovane velocista azzurro è sesto nella semifinale dei 200 metri sotto il diluvio


 

di Alessio Giovannini
interviste di Anna Chiara Spigarolo

Stasera a Londra, nella sesta giornata dei Campionati del Mondo, ci sono due avversari in più per tutti: il freddo (14 gradi) e la pioggia che ormai da ore cade sulla capitale britannica. Su una pista completamente allagata Filippo Tortu si presenta ai blocchi di partenza della prima delle tre semifinali. In prima corsia c'è Isaac Makwala a cui, dopo le 48 ore di quarantena per il virus intestinale, è stato concesso dalla IAAF di correre in solitaria i 200 metri. 20.20 il responso del cronometro che ha dato al velocista del Botswana il diritto di affrontare, due ore più tardi, la semifinale insieme al giovane azzurro. Il 19enne lombardo indovina una buona partenza che lo lancia in curva, ma sul rettilineo si ritrova spalla a spalla in un terzetto che al traguardo sarà diviso soltanto da pochi millesimi. Il fotofinish assegna a Filippo la sesta posizione in 20.62 (+2.1) tra il giapponese Shota Iizuka e il sudafricano Akani Simbine, tutti con lo stesso tempo. Vince lo statunitense Isiah Young in 20.12, due centesimi meglio di Makwala (20.14). La finale ovviamente per il campione europeo under 20 dei 100 metri resta fuori portata, ma al giovane Tortu qualcuno ha già dato l'appellativo di Capitan Futuro. Nota statistica: in 16 edizioni della rassegna iridata solo tre italiani sono approdati all'ultimo round del mezzo giro di pista: Pietro Mennea e Carlo Simionato, terzo e settimo nell'inaugurale Helsinki 1983, e Pierfrancesco Pavoni, settimo a Roma 1987.  

“Il mio miglior 200 – esordisce così Filippo Tortu in zona mista, ancora zuppo dopo la volata sotto la pioggia – la gara di oggi per me vale anche di più del 20.34 del Golden Gala, anche se il crono è più alto. Ho avuto sensazioni molto buone, superando atleti che sono stati in finale nei 100 metri e altri che mi avevano battuto in batteria. Non è finita nel migliore dei modi, perché volevo ancora correre, ma mi sono piaciuto molto di più oggi che in passato, sono felice al 100%. Oggettivamente non potevo giocarmela per il secondo posto, ho provato ad andare in finale ma sono conscio che fosse difficilissimo”. Ti chiedi mai cosa sarebbe stato questo Mondiale senza l’infortunio di giugno? “L’infortunio, paradossalmente, è stata la cosa migliore che mi sia capitata. Mi ha dato due cose importantissime: la consapevolezza di saper reagire alle difficoltà e quella di avere il migliore allenatore. Papà mi conosce come nessun altro ed è stato bravissimo a gestire quell’incidente, portandomi a vincere l’oro a Grosseto sui 100 e poi alla semifinale mondiale sui 200”. È stato un 2017 ad alta velocità. “Il momento più bello dell’anno per me è stato l’argento con la 4x100 agli Europei U20 di Grosseto. Ma entrambe le manifestazioni, Grosseto e Londra, mi hanno fatto crescere. Ora vado un po’ in vacanza nella mia Sardegna e poi penseremo al futuro”.

BRIVIDO VAN NIEKERK - Meno brillante del solito il fenomeno sudafricano Wayde van Niekerk. All’indomani della conferma iridata sui 400 metri, conquista la finale dei 200 soltanto con l’ultimo tempo di recupero piazzandosi terzo nella propria semifinale in 20.28. Alle sue spalle il francese Christophe Lemaitre, quarto con 20.30 e out per appena due centesimi, mentre lascia una buona impressione il turco Ramil Guliyev (20.17) davanti allo statunitense Ameer Webb (20.22). Nella seconda semifinale, vittoria parziale del trinidegno Jereem Richards (20.14) sul 18enne giapponese Abdul Hakim Sani Brown (20.43), che diventa il più giovane finalista di sempre in questa specialità ai Mondiali eliminando il giamaicano Yohan Blake (20.52).

STRATI - Le condizioni climatiche hanno un impatto inevitabile sulla qualificazione del lungo femminile dove è impegnata anche Laura Strati che quest'anno è diventata la terza italiana di sempre con 6,72. La saltatrice vicentina piazza subito quella che sarà la sua miglior misura di stasera: un 6,21 (+0.9) che la vede lasciare allo stacco 9 centimetri abbondanti. Nullo di pedana alla seconda prova dell'azzurra che poi all'ultimo ingresso in gara quasi fotocopia la cifra del salto d'esordio con 6,19 (+0.3). Nessuna atleta riesce a centrare il 6,70 che porta in dote la "Q" maiuscola, ma in quattro ci vanno vicine: la russa Dariya Klishina (6,66/-0.5), la statunitense Tianna Bartoletta (6,64/-0.4), la britannica Lorraine Ugen (6,63/+0.8) e la serba Ivana Spanovic (6,62/-0.2). La Strati chiude 24esima, mentre l'ultimo posto per la finale se lo aggiudica la brasiliana Eliane Martins con 6,46 (+1.0).

“Sono arrabbiata con me stessa. È vero, le condizioni erano completamente sfavorevoli: appena toglievi la calzamaglia ti raffreddavi. Ma valeva per tutte. Io ho fatto degli errori tecnici: nel primo tentativo sono arrivata troppo vicina all’asse di battuta e non ho avuto lo spazio per realizzare un buon salto; il secondo era buono, e sicuramente valeva la qualificazione, ma era nullo di un paio di centimetri; nel terzo salto ho sbagliato la seconda parte di rincorsa. Abbiamo saltato tutte poco ma non è rilevante, l’unica cosa che conta è centrare un salto che valga la qualificazione”. Continua la vicentina: “La finale sarebbe stata una sorpresa grandissima. Ma ho avuto un buon approccio, senza paura e con i nervi saldi. Ora penserò al finale di stagione, voglio gareggiare al Fly Europe di Berlino, Parigi e anche a Roma, in piazza, davanti al pubblico italiano!”.

BERTONI - A Pavullo nel Frignano, la cittadina modenese dove è nata e cresciuta, stasera c'era un bel gruppo di concittadini davanti alla tv: tutti a fare il tifo per lei. Francesca Bertoni, 23 anni, è all'esordio assoluto sui 3000 siepi in una grande rassegna globale. Si è presentata qui con il 9:43.80 della terza prestazione italiana alltime, ma per l'emiliana allenata dal prof. Luciano Gigliotti il compito oggi è decisamente arduo. La terza batteria si avvia con un passaggio da 3:13.50 al primo chilometro, 6:22.55 al secondo con l'azzurra che resta nelle retrovie. Gli ultimi 1000 metri (chiusi in 3:04.80) vedono in testa la keniana Celliphine Chespol (9:27.35) seguita dalla statunitense Emma Coburn (9:27.42) e dall'australiana Genevieve LaCaze (9:27.53). La Bertoni è dodicesima in 10:01.36, il suo sesto tempo di sempre e il 34esimo nel riepilogo delle batterie di Londra 2017.

DOMANI TROST, FURLANI E SANTIUSTI - Nella settima giornata dei Mondiali di Londra, giovedì 10 agosto, in pedana due atlete italiane per le qualificazioni del salto in alto femminile: Alessia Trost (Fiamme Gialle), quinta alle Olimpiadi nella scorsa stagione, ed Erika Furlani (Fiamme Oro), medaglia di bronzo quest’anno agli Europei under 23. Il via alle ore 19.10 locali (20.10 in Italia) con la misura di qualificazione posta a 1,94, anche se le migliori dodici andranno comunque in finale. Alle 20.52 scenderà in pista Yusneysi Santiusti (Assindustria Sport Padova), nella quarta batteria degli 800 metri opposta tra le altre alla bielorussa Marina Arzamasova, campionessa iridata in carica. Passano in semifinale le prime tre, con recupero di sei tempi.

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