A Berlino l'atletica è da guinness

26 Settembre 2016

Nella capitale tedesca stabiliti i primati del fulmine Usain Bolt, oltre a 6 record maschili e 3 femminili della maratona 


 

di Giorgio Cimbrico

Berlino è stata la culla del migliore e ineguagliabile Usain Bolt, 9.58 e 19.19 della pregiatissima annata 2009, ma i fulmini lanciati dal Lampo di Giamaica sono lontane luci all’orizzonte se confrontate con quanto la città doppia e una che nello scudo gentilizio offre un orso può esibire nella maratona. Normale, storicamente, per i luoghi che 80 anni or sono, ospitarono il commovente exploit di Kitei-son, coreano costretto a correre per il Giappone conquistatore della sua patria.

Ora 12 delle 20 migliori prestazioni della storia vengono da quell’agevole percorso che si snoda dall’uno all’altro agglomerato che formano una delle metropoli più vibranti del mondo.

Con 2h03:03 Kenenisa Bekele è diventato molte cose: il secondo di tutti i tempi, all’inezia di sei secondi dal record mondiale del keniano Dennis Kimetto che ovviamente ha firmato su queste strade il limite, il nuovo recordman dell’Etiopia (con 56 secondi di progresso su Haile Gebrselassie in formato berlinese), il primatista stagionale, con due secondi di progresso su Eliud Kipchoge, 2h03:05 a Londra, il robustissimo “riformatore” di se stesso (due minuti spaccati di miglioramento su quanto aveva ottenuto a Parigi due anni fa in uno degli esordi più brilllanti sulla distanza) e di gran lunga il miglior all-arounder di tutti i tempi su 5000-10000-maratona: due record mondiali e un terzo sfiorato. Con rammarico, precisa il 34enne fuoriclasse di Bekoji.

Un faccia a faccia tra Kenenisa e Eliud, campione olimpico e a segno in sette delle otto maratone corse, diventa l’obiettivo degli organizzatori più ambiziosi e con riserve finanziarie rilevanti. Londra può essere un buon terreno di scontro.

Potrebbe anche essere l’occasione per risolvere vecchie rivalità accese in pista, a partire da Parigi 2003, quando un giovanissimo Kipchoge ebbe la meglio sui 5000 che assegnavano il titolo mondiale.

Berlino ha nel suo albo d’oro 6 record del mondo maschili e 3 femminili in un crescendo che ha avuto inizio con il brasiliano Ronaldo da Costa nel 1998 (2h06:05) e che ha conosciuto la prima grande svolta nel 2003 con il primo tempo sotto le 2h05 (2h04:55) di Paul Tergat che regolò per un secondo Sammy Korir. Oggi, per dare l’idea del violento progresso conosciuto dai 42 chilometri in questo scorcio storico, Paul e Sammy sono rispettivamente 29° e 30° di sempre. Tra il 2007 e il 2008 toccò a Haile Gebrselassie accendere di una luce violenta la corsa berlinese con il mondiale portato a 2h04:26 e a 2h03:59. Il superamento di un’altra barriera, nella città del Muro, incitò altri a cercare il meglio: nel 2013, 2h03:23 di Wilson Kipsang; nel 2014, 2h02:57 di Dennis Kimetto, con il valico di un’altra barriera, per ora l’unico ad aver varcato i cancelli dei 123 minuti.

LA TOP-12 ALLTIME DELLA MARATONA DI BERLINO
2h02:57 WR Dennis Kimetto (KEN) 2014
2h03:03 Kenenisa Bekele (ETH) 2016
2h03:13 (2) Emmanuel Mutai (KEN) 2014
2h03:13 (2) Wilson Kipsang (KEN) 2016
2h03:23 WR Kipsang 2013
2h03:28 Patrick Musyoki (KEN) 2011
2h03:59 WR Haile Gebrselassie (ETH) 2008
2h04:00 Eliud Kipchoge 2015
2h04:05 (2) Kipchoge 2013
2h04:15 Geoffrey Mutai (KEN) 2012
2h04:16 (2) Kimetto 2012
2h04:26 WR Gebrselassie 2007

E’ inutile sottolineare la portata dei tempi non vincenti. Solo Stanley Biwott, 2h03:51 quest’anno a Londra, si inserisce tra i migliori perdenti. Emmanuel Mutai, secondo tre anni fa a Chicago in 2h03:52, a Berlino ha fatto meglio.

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