Zurigo: 200 metri targati Lyles, 19.67

30 Agosto 2018

Nella prima finale di Diamond League lo sprinter statunitense domina il mezzo giro di pista. Quinta Vallortigara e decima Trost nell'alto con 1,85, sesto Bencosme sui 400hs (50.01), quinte anche le azzurre della 4x100 in 44.13.


 

di Marco Buccellato

La prima finale della IAAF Diamond League 2018 a Zurigo ha assegnato i primi sedici trofei del prestigioso circuito internazionale. Copertina per il 21enne statunitense Noah Lyles che vince i 200 metri in 19.67 (-0.2) a un centesimo dal primato del meeting di Usain Bolt, battendo il turco campione del mondo ed europeo Ramil Guliyev (19.98), che resta lontano dal tentativo di migliorare il record continentale di Pietro Mennea. Le azzurre del salto in alto Elena Vallortigara (quinta) e Alessia Trost (decima) si fermano entrambe a 1,85, sbagliando la misura di 1,90. Il primo posto e il trofeo vanno alla favorita Mariya Lasitskene con 1,97. Sesto posto di José Bencosme sui 400 ostacoli (50.01) vinti con tuffo da Kyron McMaster in 48.08 su Karsten Warholm (48.10). Nella 4x100 femminile le azzurre (Irene Siragusa, Gloria Hooper, Johanelis Herrera, Audrey Alloh) chiudono quinte in 44.13 precedendo di 3 centesimi la selezione giamaicana. Vince con volata imperiale e sorpasso la Gran Bretagna di Dina Asher-Smith in 42.28. Cannonate nel peso uomini, dove il neozelandese Tom Walsh stabilisce il primato della Diamond League con 22,60 con altri due lanciatori a superare i 22 metri, per la seconda volta nella storia. Successi firmati da atleti keniani sui 3000 metri siepi con Conseslus Kipruto (8:10.15), protagonista di un'impresa fuori norma per aver corso gran parte della gara con una sola scarpa e sorpasso in extremis sul marocchino El Bakkali, con Timothy Cheruiyot ancora re dei 1500 metri in un rapidissimo 3:30.27 e con Hellen Obiri che ha vinto i 5000 metri in 14:38.39 piegando il tentativo di aggancio finale della primatista europea Sifan Hassan. Il lungo si decide in extremis con la vittoria del sudafricano Luvo Manyonga con 8,36 (-0.3). Caster Semenya domina gli 800 metri in 1:55.27, Ekaterini Stefanidi l'asta con 4,87, Andreas Hofmann il giavellotto con 91,44. Murielle Ahouré vince i 100 metri in 11.01 (-0.5). Altri successi USA nelle corse con Dalilah Muhammad sui 400 ostacoli (53.88) e Fred Kerley sui 400 metri (44.80). Vincono Caterine Ibargüen nel triplo con 14,56 (-0.3) e Tatsiana Khaladovich nel giavellotto con 66,99. Ad appena 24 ore di distanza, venerdì 31 agosto, saranno in palio i restanti 16 trofei nella seconda finale a Bruxelles.

LA CRONACA DELLE GARE

L'alto donne ha archiviato una gara di contenuti non eccezionali, con le sole Mariya Lasitskene e Yuliya Levchenko capaci di salire sopra l'1,94. Per la russa, al terzo successo di specialità (secondo consecutivo) il primo posto con 1,97 superato al secondo tentativo e tre errori a due metri. Terza con 1,90 la tedesca Jungfleisch. Prova non brillante per le due azzurre impegnate al Letzigrund: progressione senza errori per Elena Vallortigara a 1,80 e 1,85, e tre errori a 1,90. Per la capofila italiana stagionale con 2,02, un quinto posto condiviso con altre quattro avversarie. Per Alessia Trost una macchia iniziale a 1,80 e l'1,85 al primo tentativo le sono valsi il decimo posto in classifica.

Assegnati i trofei dei 400 metri ostacoli con due gare diversissime: al maschile, duello serrato fino al traguardo e doppio tuffo per Kyron McMaster e Karsten Warholm. Vince lo specialista delle Isole Vergini Britanniche (secondo successo in due anni) in 48.08, due soli centesimi sul campione europeo. Terzo il turco Copello in 48.73. Schierato in prima corsia, José Bencosme ha fatto la sua parte con un ottimo avvio e una discreta parte centrale di gara, patendo un po' il rettilineo e chiudendo al sesto posto in 50.01, lasciandosi dietro l'ex-campione del mondo Jackson e l'ostacolista USA T.J. Holmes. Un assolo trionfale per l'olimpionica Dalilah Muhammad sui 400 ostacoli. La statunitense (53.88 al traguardo) ha subito accumulato vantaggio e non ha dato scampo alle avversarie, la connazionale Shamier Little e la giamaicana Janieve Russell, rispettivamente cronometrate in 54.21 e 54.38. Anche la Muhammad conferma, con questo successo, la vittoria di specialità conquistata per la prima volta l'anno scorso.

Epilogo del Weltklasse con la formidabile volata di Dina Asher-Smith che ha trascinato il team della Gran Bretagna a una nuova vittoria in 42.28 con rimonta spettacolare e sorpasso sulla svizzera Kambundji (42.29 per le elvetiche, terze le tedesche in 42.69). Il team azzurro, schierato con Irene Siragusa, Gloria Hooper, Johanelis Herrera e Audrey Alloh, ha vinto la resistenza della Giamaica (con Evans, Simpson e Stewart in formazione) conquistando il quinto posto in 44.13, ma lontano dal primato stagionale di 43.42.

LYLES ANCORA SOTTO I 19.70! - Sui 200 uomini ancora una volta impressionante e imbattibile il 21enne Noah Lyles, che porta a casa il secondo diamante dopo quello del 2017. Lo statunitense ha messo un'enormità tra sé e il turco Ramil Guliyev, che aspirava al limite europeo di Pietro Mennea. Per il giovane sprinter una volata potente e leggera, firmata in 19.67, a due centesimi dal personale e a uno dal record del meeting di Usain Bolt, un crono sensazionale ottenuto con vento contrario di 0.2, per il quarto sub-19.70 consecutivo. Guliyev ha retto per 120 metri poi si è arreso ma ha chiuso nuovamente sotto i 20 secondi in 19.98. La vittoria degli "altri" è andata allo sprinter di Trinidad Richards, terzo in 20.04. Pietro Mennea resta in sella, un Lyles così si candida per restarci a lungo.

KIPRUTO VINCE CON UNA SCARPA SOLA - Conseslus Kipruto ha vinto forse la finale più bella della carriera, correndo quasi tutta la gara dopo aver perso la scarpa sinistra dopo il primo giro. Un'impresa colossale, figlia del talento e della testa da match-winner. Il keniano è riuscito nell'impresa di rimontare negli ultimi metri il marocchino Soufiane El Bakkali, pur con un piede nudo a calcare la pista, e beffarlo di quattro centesimi in 8:10.15 contro 8:10.19. Magnifico Kipruto ma per il marocchino un'occasione buttata per vincere il montepremi. Terzo in 8:13.22 Evan Jager, in lizza per il successo fino a 250 metri dal traguardo. Kenya formato diamante anche sui 1500 metri vinti in carrozza da Timothy Cheruiyot, al bis del trofeo dopo il successo del 2017, che ha fulminato il cronometro con un enorme 3:30.27 dopo aver piegato la resistenza di Elijah Manangoi (3:31.16), alla fine quasi ripreso dal gibutiano Souleiman (3:31.24). Gara lanciata su ritmi molto rapidi da Jackson Kivuva. Gran finale anche per il marocchino Iguider (3:31.59), cedimento di Filip Ingebrigtsen (settimo in 3:34.13). Terzo successo con Hellen Obiri, che ha lanciato la volata a 230 metri dal traguardo inseguita solo da Sifan Hassan. L'olandese ha dato l'impressione di poter riprendere la keniana, che ha respinto le velleità di rimonta della primatista europea riguadagnando qualcosa nel finale, vincendo in 14:38.39. Per la Hassan 14:38.77, terza l'etiope Teferi in 14:40.97. Caster Semenya ha fortemente voluto un crono-super, e forse si aspettava meno dell'1:55.27 segnato al traguardo. La sudafricana ha lasciato dopo 200 metri la compagnia di atlete qualificatissime passando ai 400 in 56.06, ma il transito ai 600 (1:26.03) lasciava i sogni-record per un'altra occasione. Per la Semenya è il terzo successo in Diamond League. Sul podio zurighese finiscono la statunitense Ajee' Wilson con 1:57.86 e la giamaicana Natoya Goule con 1:58.49. Crampi per la Niyonsaba, di solito ombra più prossima alla Semenya, sesta in 1:59.11.

PESO SUPER, WALSH: 22,60 - Zurigo ha mandato in archivio una gara di peso maschile straordinaria, vinta dal neozelandese Tomas Walsh (al secondo trofeo) con un lancio di 22,60 (quattordicesima misura all-time tra outdoor e indoor), ma soprattutto i piazzamenti clamorosi degli statunitensi Darrell Hill (22,40 e tutto over-22 nei lanci validi) e Ryan Crouser (22,18) decretano tre uomini sopra i 22 metri per la seconda volta nella storia, a 32 anni dalla prima e unica occasione (Tallinn). Non solo: la gara archivia le migliori misure all-time dal secondo al quinto posto, con il brasiliano Romani (21,94) e il ceco Stanek (21,87) a contribuire alla favolosa statistica. Ancora oltre i 90 metri Andreas Hofmann nel giavellotto. Il tedesco riporta dopo quattro anni il diamante in Germania con un lancio di 91,44.

Secondi senza appello l'estone Kirt (87,57) e il campione olimpico Rohler (85,76).

Niente super-crono sui 100 metri donne, complici le temperature non propriamente estive (18 gradi), ma una vittoria poco pronosticata in 11.01 (-0.5) per l'ivoriana Murielle Ahouré, che non superava la connazionale Marie-Josée Ta Lou da due stagioni, perdendo anche gli ultimi sette confronti diretti in Diamond League. Stasera, partenza bruciante al secondo start (squalifica della nigeriana Okagbare al primo), poi la Ahouré non ha mollato l'osso resistendo al ritorno della campionessa d'Europa Dina Asher-Smith (11.08) e di una Ta Lou meno composta del solito (11.10). Mai in lizza per il successo Dafne Schippers, quinta in 11.15, preceduta di un centesimo anche dalla svizzera Kambundji.

Scacco matto di Ekaterini Stefanidi nell'asta, in sole cinque mosse. La greca è stata l'ultima a entrare in gara, a 4,67, ha sbagliato il primo assalto a 4,77 (buona la seconda) poi è volata senza incertezze a 4,82 e 4,87, il suo miglior risultato stagionale. Il diamante è suo per la terza volta di fila, vincendo la concorrenza delle solite avversarie di punta, la statunitense Sandi Morris e la russa Anzhelika Sidorova, seconda e terza con 4,82. Bellissimo l'epilogo del lungo, dove Manyonga ha prima subìto il sorpasso del connazionale Samaai con 8,32 (-0.2), pari centimetri ma miglior seconda misura di Samaai, poi ha centrato l'8,36 (0,3) della seconda Diamond consecutiva all'ultimo salto. Terzo l'australiano Frayne con 8,16 (1.2). Il triplo donne è andato per la quinta volta in sei anni alla colombiana Caterine Ibargüen 14,56/-0.3, che si è imposta di un solo centimetro sulla giamaicana Shanieka Ricketts (14,55/-0,8) e sull'altra giamaicana Kimberly Williams (14,47/0,3), per una classifica con quattro specialiste del nuovo continente davanti ad altrettante europee. Molto più combattuto il giavellotto con lancio vincente in extremis della bielorussa Tatsiana Khaladovich (66,99), brava a beffare la cinese Lyu Shiying (66,00). Terza a sorpresa la statunitense Kara Winger-Patterson con 64,75.

LE ALTRE GARE - Nel prologo indoor di ieri dell'asta uomini, non valido per il montepremi (si assegna domani a Bruxelles) vittoria del russo vice-campione europeo Morgunov con 5,91 (personale al coperto) sul canadese Barber e sull'australiano Marschall, entrambi e 5,96 (personale per il secondo). A seguire con 5,81 Wojciechowski, Lavillenie e Lisek. Gara di altissimo livello, per la quarta volta nella storia con sei atleti sopra i 5,81. Negli eventi Young Diamonds, l'elvetico 19enne campione d'Europa under 20 Jason Joseph ha vinto i 110hs in 13.46 (-0,6), mentre i 400hs sono andati al ceco Vit Müller in 50.19, gli 800 donne alla lituana Egle Balciunaite in 2:04.91 e i 400hs donne alla svizzera Yasmin Giger in 57.03. Nelle tre serie aggiuntive dei 100 donne, il miglior crono è stato della britannica Lansiquot nella terza batteria in 11.36 (-1.0)

ZURIGO - VINCITORI IAAF DIAMOND LEAGUE 2018

UOMINI DONNE
200m: Noah Lyles (USA)
400m: Fred Kerley (USA)
1500m: Timothy Cheruiyot (KEN)
3000m siepi: Conseslus Kipruto (KEN)
400hs: Kyron McMaster (IVB)
Lungo: Luvo Manyonga (RSA)
Peso: Tomas Walsh (NZL)
Giavellotto: Andreas Hofmann (GER)
100m: Murielle Ahouré (CIV)
800m: Caster Semenya (RSA)
5000m: Hellen Obiri (KEN)
400hs: Dalilah Muhammad (USA)
Alto: Mariya Lasitskene (ANA)
Asta: Ekaterini Stefanidi (GRE)
Triplo: Caterine Ibargüen (COL)
Giavellotto: Tatsiana Khaladovich (BLR)


VIDEO | HIGHLIGHTS DELLA FINALE IAAF DIAMOND LEAGUE DI ZURIGO 2018

IL SITO DELLA IAAF DIAMOND LEAGUE

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File allegati:
- RISULTATI/Results

I vincitori dei Diamond Trophy nella finale di Zurigo (foto Shearman/IAAF Diamond League)


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