Una storia al giorno

20 Febbraio 2014

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

 

20 febbraio. Dieci anni fa Kenenisa Bekele fece una cosa colossale: sotto i 12'50” nei 5000. Indoor. Tre mesi dopo, sotto i 12’40”. All’aperto. Per gli etiopi, maschi e femmine, correre in sala o all’aria aperta fa poca differenza. Sufficiente pensare a quel che sta combinando di questi tempi Genzebe, la più piccola della nidiata delle Dibaba. Kenenisa, definito delfino di Gebrselassie, portò l’attacco sulla stessa pista (Birmingham, Midlands inglesi, non quella in Alabama dove è nato Carl Lewis) dove cinque anni prima Haile aveva fatto gridare al miracolo strappando il record del mondo a Daniel Komen. Erano già tempi mostruosi sui 25 giri: 12’51”48 per il kenyano sempre un po’ ingrugnato, 12’50”38 per Gebre che diede lezione di ritmo infilando una successione di giri tra i 30”3 e 31”8 e offrendo un’ultima tornata in 28”5.

Kenenisa non ebbe lepri mozzafiato: ai 1000 era indietro un secondo abbondante e ai 2000 era sotto per quasi 2”. Prese l’iniziativa di persona e ai 3000 aveva già ridotto il gap: 7’46”4 Gebre, 7’47”2 lui. Non è neppure il caso di sottolineare che 7’47” è già un tempo di rilievo sulla distanza. Ma Bekele doveva correre ancora due chilometri. A quel punto era lanciatissimo e scese sotto i 10’19” ai 4000, con un margine di quasi 3”, finì per pagare qualche interesse e con il record che era tornato d essere in bilico, bruciò gli ultimi 200 in 27”06, chiudendo in 12’49”60 che nessuno, ovviamente, ha più avvicinato.

Bekele viene da Bekoji, che prima di lui aveva dato i natali a Deratu Tulu, prima africana a conquistare un oro olimpico. Quel luogo sull’altopiano dona capacità inesplorate. Poggiando su queste doti, Kenenisa, fratello maggiore di Tariku (esiste un’altra famiglia al mondo in cui due membri siano stati capaci di correre i cinque chilometri abbondatemente sotto i 13’?), ha regalato una lunga serie di momenti indimenticabili. Nella gran collezione di vittorie (tre olimpiche, cinque mondiali, sedici sui prati), la scelta può non essere facile. Tra le tante perle scegliamo le due metà del record del mondo dei 10000: 13’09” più 13’08”. E altro non c’è da aggiungere.

Giorgio Cimbrico

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