Una storia al giorno

14 Agosto 2013

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

 

14 agosto. I Mondiali di Helsinki 2005 sono passati alla storia come i più impietosi sotto il profilo climatico: a parte il 12 agosto, quando Yelena Isinbayeva ebbe in dono una luminosa giornata di estate del nord (in realtà la gara era programmata per il 10 agosto, ma venne spostata per cause di forza maggiore) e ne approfittò scavalcando 5,01 e concedendo vita breve alla premiere londinese oltre il muro, pioggia, buio notte e scrosci violentissimi furono le costanti dell’edizione più bagnata. Il tempo non era clemente neppure quando prese il via la finale del giavellotto, come è universalmente noto la specialità più amata nella vecchia Suomi, anche nella versione muliebre.

La tedesca Christina Obergfoll, in possesso di una delle azioni più lineari dell’intero cast, aprì spostando il record europeo a 70,03 e alzando un ammirato brusio da un pubblico che non era stato fiaccato da giorni difficili e che allo stadio olimpico si presentava equipaggiato come per un trekking estremo. La risposta di Osleidys Menendez fu un fulmine che invece di scendere dal cielo, ascendeva verso l’alto per andare a spegnersi nel prato lucido di pioggia: 71,70, con ritocco di un palmo sul limite, già suo, firmato quattro anni prima a Creta. L’acuto la svuotò: un nullo, due passi, un 63,80, un 65,53. In quella gara Zharah Bani diede il meglio di sè e con 62,75 finì quinta.

La massiccia e poderosa Osleydis (a Cuba i nomi di fiori hanno finito per prendere il sopravvento sulle Caridad, sulle Concepcion, etc) viene da Martì, provincia di Matanzas, la città che ha preso il nome dal primo grande eroe nazionale, José Martì. Quella sua grande giornata vecchia otto anni giusti è lo strumento per riesumare una collezione con pochi eguali: sotto la torre dedicata a Matti Jarvinen, Menendez conquistò il suo secondo titolo mondiale e diede seguito alla vittoria olimpica dell’anno precedente ad Atene, quando con 71,53 aveva pizzicato il suo record del mondo rimanendo l’inezia di un centimetro sotto. Prima, negli anni della formazione e del costante progresso, il successo nei Giochi del Caribe, nei Panamericani, nei Mondiali juniores, alle Universiadi, ai Goodwill Games e il bronzo di Sydney, la seconda medaglia olimpica conquistata da una giavellottista cubana dopo il successo datato ’80 di Maria Colon. Un repertorio completo per una delle più grandi specialiste della storia.

Giorgio Cimbrico



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