Un giorno, un'impresa

06 Luglio 2013

Appuntamento quotidiano con le storie dell'atletica

 

6 luglio. Per chi nasce in un anno olimpico, quello di Roma ‘60, normale che le gioie siano venute dai Giochi. E’ il primo ricordo visivo di Valerie Brisco maritata Hooks che oggi compie 53 anni: quel bambino mostrato al pubblico del Coliseum è ormai oltre la trentina.

Valerie, una delle comete che attraversarono il cielo dell’84, la protagonista di una quelle storie tempestate di sorpresa e di volontà che fanno impazzire e cadere in amore gli americani: è una ragazzina quando suo fratello muore colpito da un pallottola vagante mentre corre su una pista di Los Angeles. Lei ne è sconvolta, continua con l‘atletica ma si sposa giovane, rimane incinta e dopo il parto si accorge che i chili accumulati non vanno via. Ci riprova, butta via il superfluo, nell’83 torna a essere competitiva e ai Trials guadagna il posto su 200 e 400, sul giro di pista alle spalle di Chandra Cheeseborough, in quel momento la favorita al titolo che tedesche est e russe non potranno inseguire. Ma all’Olimpiade l’ordine d’arrivo si inverte: il finale di Valerie è quel che gli anglofoni chiamano kick, calcio, vlolento e implacabile: quel 48”83 resisterà come primato statunitense sino al 2006, quando Sanya Richards (in realtà, giamaicana trapiantata) lo porterà a 48”70.

“Gravidanza e maternità mi hanno reso più forte”, dice. Tre giorni dopo, il bis sui 200, in 21”81, al tempo vicinissimo al mondiale di Marita Koch, davanti due decimi abbondanti a un personaggio che farà molto parlare di sé nello splendore, nell’iperbole, nel dubbio, nella morte: Florence Griffith. In quel momento, è il 9 agosto 1984, Valerie scrive una pagina nella storia dei Giochi: nella combinata uomini/donne è la prima a metter le mani sulle medaglie d’oro dei 200 e dei 400, affiancando la capacità di toccare i massimi picchi di velocità a quella della resistenza alle alte andature. Sarà in un’altra edizione su suolo americano - Atlanta ’96 – che l’accoppiata troverà anche un interprete maschio: Michael Johnson.

I giorni trionfali di Valerie si chiusero con il titolo della 4x400, la staffetta che contribuirà ad arricchire la sua collezione con il bronzo mondiale di Roma ’87 e soprattutto con l’argento di Seul ’88. Schierata in terza frazione, fece calare la scure sul margine delle sovietiche tranciandolo da otto a due metri per lanciare Florence Griffith nella sua rincorsa alla quarta medaglia d’oro, ma Olga Bryzgina riuscì a tenere a bada la donna bionica mantenendo quel vantaggio.

Giorgio Cimbrico



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