Allievi scatenati, 5 record in un’ora

14 Febbraio 2016

Raffica di MPI ai Campionati Italiani under18 indoor 2016 con Zenoni, Barontini, Di Panfilo, Dallavalle e Oki. Gianmarco Tamberi, arrivato direttamente da Hustopece, è la star dei Tricolori.


 

di Raul Leoni

Chiusura da primato per i Tricolori allievi di Ancona: ne sono arrivati cinque nel giro di un’ora e poco più, in un momento magico che ha entusiasmato i protagonisti e il pubblico del Palaindoor, esaltati infine dall'arrivo a sorpresa, direttamente da Hustopece (Rep. Ceca), del recordman dell'alto Gianmarco Tamberi. L'azzurro, ieri salito ai 2,38 della miglior prestazione mondiale dell'anno, è stato sommerso dagli applausi e dalle richieste di autografi e selfie. "Ci rivediamo qui agli Assoluti!" ha salutato il 23enne, facendo riferimento alla rassegna Tricolore in calendario proprio ad Ancona il 5 e 6 marzo.

Tornando agli under18 dei Tricolore Allievi, Marta Zenoni (Atl. Bergamo 1959), reduce dall’influenza, vola sull’anello marchigiano e sigla il limite di categoria dei 1000m in 2:45.60 (migliorato il 2:45.89 che la bergamasca seguita da Saro Naso aveva fissato nella passata edizione). Nella omologa gara maschile, Simone Barontini (Sef Stamura Ancona) imita alla perfezione il bronzo mondiale di Cali: cavalcata solitaria e arrivo in 2:27.32, gran progresso rispetto al 2:28.75 dello scorso anno. Poi il fuoco di fila di un terzetto che in dieci minuti scala le liste continentali della stagione: al top nei 60hs Desola Oki (Cus Parma: 8.31, 7/100 meglio del suo precedente) e nel triplo Andrea Dallavalle (Atl. Piacenza, l’emiliano toglie dall’albo d’oro il nome di Andrew Howe, 15.47 nel 2001), mentre il romano della E. Servizi Futura, Mattia Di Panfilo, diventa il secondo europeo dell’anno nei 60hs (7.82, 6/100 meglio di Gabriele Segale nel 2014). Un bel segnale nel percorso di avvicinamento ai primi Europei allievi della storia, in programma a Tbilisi (14-17 luglio). E non basta, altri due limiti italiani di gran spessore vengono mancati per un soffio. Ancora una volta vicino alla MPN del doppio giro indoor va Andrea Romani (Centro Ester): il napoletano corre in 48.97, un centesimo peggio del recente personale, e mette nel mirino il 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015. Sulla pedana dell’alto, Andrea Motta (Atl. Bergamo 1959) – codetentore della MPN a 2.14, con il campione mondiale Stefano Sottile - vince senza errori a 2.12 e viene beffato dall’asticella in almeno due tentativi alla nuova quota-record di 2.15.

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Gianmarco Tamberi con 5 allievi da record ad Ancona!

#atletica a meno di 24 ore dal suo spettacolare #record italiano assoluto di Salto in alto, Gianmarco Tamberi è già tornato al Palaindoor Ancona per uno speciale #halfshave con i giovani protagonisti dei Campionati Italiani Allievi #indoor2016 dove oggi sono stati stabiliti 5 primati nazionali under 18! GUARDA L'INTERVISTA e LEGGI LA NOTIZIA: http://goo.gl/Jg4Azg

Pubblicato da Federazione Italiana di Atletica Leggera su Domenica 14 febbraio 2016

IL RACCONTO DELLA SECONDA GIORNATA

ALLIEVI

4x200m (finale): I reatini della CaRiRi mettono le cose in chiaro nella quinta serie con un 1:31.76 che ammette poche repliche. Il crono di Matteo Bianchini, Damiano Sanità, Riccardo Filippini (finalista del lungo) e Marcello Ziyada (quarto sul giro) risulterà inavvicinabile dagli altri quartetti al termine delle nove serie. Proprio dall’ultima emerge l’1:32.63 della Servizi Atl. Futura Roma (dove corrono i delusi della prova individuale, Campana e Marchei) che porta i capitolini all’argento, mentre il bronzo va al collo della Self Montanari Gruzza in 1:33.78.

Triplo (finale): Cade un altro primato giovanile di Andrew Howe, proprio nel giorno in cui il talento reatino prova a tornare in pedana nel lungo di Goteborg: miglioramento che ha del mostruoso, perché Andrea Dallavalle partiva dal 15.19 dello scorso anno, con la sofferta parentesi di un serio problema fisico, e la misura fissata da Howe era un 15.47 di sostanza, risalente al 2001. Però il piacentino ha i numeri, viene da una famiglia che ha la bacheca piena di allori (dalla mamma, l’azzurra Cristina Bobbi, al fratello, Lorenzo, finalista mondiale juniores del triplo nel 2014): un momento di riguardo per i guai passati gli induce la giusta prudenza, tanto che fa due soli salti veri, il PB a 15.27 nel secondo turno e questo esaltante 15.70 nel quarto. Numeri alla mano si tratta del top stagionale nel Vecchio Continente, quest’anno resisteva un 15.63 del romeno Razvan Grecu. Vorrà dire qualcosa in vista di Tbilisi? Il resto della finale scompare un po’: però è giusto citare i due ragazzi del 2000 che vanno sul podio, Fabio Pagan (14.24 per il fratellino di Riccardo, finalista mondiale allievi nel lungo a Lille 2011) e il campione cadetti Salvatore Angelozzi (14.18).

60hs (finale): Stesso copione delle barriere femminili: solo che il nuovo primatista allievi arriva dal litorale romano e si chiama Mattia Di Panfilo. Nel 2014 era stato il primo cadetto di sempre a scendere sotto il muro dei 13”: ora toglie dall’albo d’oro il 7.88 di Gabriele Segale e scende a 7.82, secondo europeo dell’anno sulla distanza indoor (dopo il 7.80 dello svizzero Inglin). Sul podio due ragazzi del 2000, campioni cadetti a Sulmona: quello degli ostacoli Vieri Righi (8.08) ed il dominatore dello sprint puro Lorenzo Paissan (8.14), qui PB per tutti.

Alto (finale): La progressione degli altisti va oltre le attese e fa saltare il programma delle finali di ostacoli: merito di Francesco Ruzza, il veneto che sale a 2.10 (il campione cadetti in carica divernta così il secondo sedicenne di sempre al coperto, dopo il 2.11 di Carollo), ma il protagonista assoluto è Andrea Motta. Scuola bergamasca, per quanto sponda milanese dell’Adda, Andrea sale a 2.12 passando tutte le quote al primo tentativo, poi fa tre salti a 2.15: la misura rappresenterebbe la MPN di categoria, finora detenuta in condominio a 2.14 col campione mondiale allievi Stefano Sottile. Praticamente era già fatta in almeno due occasioni (il terzo salto tocca appena, ma l’asticella cade in modo beffardo), il ragazzo c’è. Bravo anche il sedicenne Giacomo Belli, salito a 2.02: soprattutto perché il livornese, nella sua ancor giovane carriera, vanta più di un credito con la buona sorte.

200m (finale): Lo sprint maschile parla trentino, dopo Lorenzo Paissan è la volta di Enrico Cavagna: 22.42 in una finale emozionante, nella quale finiscono in tre in una spanna. Tutto bello, tutto importante: però un’occhiata alla finale dei delusi bisogna pur darlo, lo impone il cronometro. E lì il campione uscente Mario Marchei fa 22.22 dopo le distrazioni in batteria, mentre il compagno di squadra Davide Campana gli finisce dietro in 22.48. Un’occhiata all’ordine d’arrivo della prova che vale il titolo ed è chiaro che qualcuno ripartirà da Ancona per Roma con un bagaglio di rimpianti.

1000m (finale): Di fronte alla “curva” che si infiamma per lui, Simone Barontini ci prova a fare lo “Zenoni”: condotta di gara quasi speculare, rispetto alla bergamasca, con passaggi da 30.18-59.93-1:28.92-1:57.52 e chiusura in 2:27.32, in questo caso il limite stabilito lo scorso anno (2:28.75) dal marcantonio della Sef Stamura Ancona è strabattuto. E, come nella prova femminile, anche qui i piazzati meritano una menzione di merito, pur avendo chiuso ben lontani dal vincitore: due ragazzi di origini marocchine, Abdelhakim Elliasmine da Ponte San Pietro (2:30.94) e Ouassim El Ammari da Piove di Sacco (2:31.67). Dopo la gara discutono tra di loro, uno con franco accento bergamasco, l’altro con vaga cadenza veneta: eppure, per gli scherzi della burocrazia, il primo non ha potuto nemmeno iniziare il percorso per la cittadinanza, l’altro ci sta provando da due anni ed è speranzoso di indossare, prima o poi la maglia azzurra.

400m (finale): La notizia della mattina è che Andrea Romani rinuncia ai 1000 metri e punta tutto sul doppio giro: il napoletano di Mergellina, allenato da Giampaolo Ciappa, arriva ancora ad un soffio dalla MPN di Vladimir Aceti e stavolta fa 48.97. Negli ultimi 50 metri, a sentir lui, sono mancate un po’ le gambe: ma la sua distribuzione è stata quasi perfetta, 23.73 alla campana, soprattutto perché nell’uscita alla corda c’è stato pure da usare i gomiti e il neo-campione non si è certo tirato indietro. Poi Simone Massa, 49.55 per il cuneese nato come mezzofondista nel Roata Chiusani, e una novità assoluta, Klaudio Gjetja, perché 50.42 è di gran lunga PB, meglio che all’aperto. Di famiglia albanese in Italia da molto tempo, Klaudio è un ex calciatore avviato all’atletica a Busto Garolfo.

60hs (semifinali): Il turno intermedio spesso è nemico del cronometro per gli ostacolisti: invece Mattia Di Panfilo (7.92) si mantiene a livelli vicinissimi alla MPN di categoria.

L’allievo di Maura Cosso mantiene un concreto vantaggio su tutti i rivali, che si attestano in massa a 8.20 (Lorenzo Paissan, Vieri Righi, Pietro Vicentini), manca invece all’appello lo sfortunato Mattia Montini, che dopo la brillante esibizione in batteria qui finisce per onor di firma.

200m (batterie): Il campione uscente, Mario Marchei, abdica già in batteria: esito sicuramente non atteso e potrebbe entrarci qualcosa anche la relativa inesperienza del ragazzo di Pomezia, visto che di sei batterie passano solo i migliori quattro tempi e quindi la vittoria parziale non offre alcuna garanzia. Così, con riscontri cronometrici raccolti in un fazzoletto, i calcoli lasciano il tempo che trovano: 22.53 basta solo per la finale dei secondi, serve 22.51 per passare. Alla fine del turno il migliore è Enrico Cavagna, figlio d’arte trentino e azzurro all’Eyof 2015, con 22.46, mentre è buona l’impressione offerta dal campione in carica dei 300m cadetti David Zobbio (22.50).

Peso (finale): Ennesima riconferma per Andrea Proietti, con doppia soddisfazione per il reatino, un bel PB a 18.07. Alle spalle del portacolori Cariri, c’è però un gruppo di discoboli di belle speranze, tutti seguiti da tecnici che rappresentano un pezzo di storia della specialità, più o meno recente: Alessandro Pace (16.24) allenato a Ostia da Filippo Monforti, poi la scuola ascolana di Armando De Vincentis con Marco Balloni (15.62) e il bussetano di origini agrigentine Marco Volo (15.58), affidatosi da un anno alle cure di Giovanni Rastelli.

60hs (batterie): Si presenta al meglio Mattia Di Panfilo, già un’esperienza mondiale a Cali (semifinale): 7.94 di mattina per il romano di Torvaianica. A parte gli ovvi favori del pronostico, che coinvolgono anche il bronzo Eyof di Tbilisi Cristian Faidiga (8.20), ci sono diversi motivi di interesse in vista delle semifinali e poi della finale: intanto la presenza del campione dello sprint, Lorenzo Paissan (il trentino fa 8.23), poi il rientro al vertice di Luca Merli, che due anni fa aveva subito un infortunio muscolare prima dei Tricolori cadetti che lo aspettavano protagonista. Luca, aostano di Pont St.Martin seguito da Cristina Ratto, ha saltato anche il 2015 per un altro stiramento e ora può finalmente presentarsi in efficienza (8.29 in batteria). C’è il campione dei cadetti a Sulmona, Vieri Righi (8.23) e la novità dell’inverno Mattia Montini (8.21), lecchese di Ballabio con alle spalle problemi di crescita (come il primatista della velocità Filippo Tortu). Insomma, Di Panfilo una spanna davanti a tutti e gerarchie tutte da scoprire alle sue spalle: un primo turno nel quale 15 ostacolisti corrono al limite degli 8.50 si presenta bene.

ALLIEVE

4x200m (finale): L’ultimo titolo di una giornata esaltante va alla Bracco Atletica: ed è una volata, quella delle milanesi, che spegne le speranze della Sef Stamura Ancona, fino ad allora leader con 1:45.78 nella sesta serie. Invece nell’ottava serie, quella conclusiva, il quartetto formato da Silvia Cardinale, Francesca Aquilino (tricolore dei 400m), Valentina Bagnoli e Valeria Paccagnella mette la testa avanti in un confronto all’arma bianca con il Cus Trieste e si prende tutto con 1:44.89.

60hs (finale): Dopo le premesse dei turni eliminatori, una finale dai contenuti tecnici eccezionali firmata Desola Oki: 8.31, record italiano e miglior prestazione europea dell’anno, nonostante le barriere delle allieve vadano un po’ strette alla ragazza del Cus Parma allenata da Maurizio Pratizzoli. Un anno fa “Desi” aveva corso sullo stesso rettilineo in 8.38, poi era arrivato anche l’esordio in nazionale all’aperto e la semifinale mondiale a Cali: ora Tbilisi, gli Europei di luglio, diventano il suo obiettivo stagionale. E comunque, come dicevamo, tutta la finale tricolore ha avuto contenuti tecnici da ricordare: sesta nel ranking di sempre, dopo i successi da cadetta, diventa Noemy Petagna (8.59), nella top-10 di sempre c’è pure Anna Polinari (8.64), già protagonista ieri sul piano.

Asta (finale): Fioccano i titoli tricolori col passaporto: questo va a Maria Roberta Gherca, romena di Iasi cresciuta a Velletri. Soliti esordi nella ginnastica, poi la castellana si trasferisce armi e bagagli sulla pedana dell’asta e ora è alla seconda maglia di categoria, dopo quella cadette di Sulmona. Per vincere basta 3.75, fallito il PB indoor a 3.90: a 3.70 si ferma Martina Molinaro, udinese di scuola Malignani. In pedana si sente l’assenza della campionessa in carica fino a stamattina, Rebecca De Martin, altra friulana ma di estrazione pordenonese, attiva a Sacile: i duelli con la corregionale Molinaro erano diventati una tradizione.

200m (finale): Doppietta sprint per Zaynab Dosso, un esito che sicuramente non avremmo dato per scontato: l’ivoriana di Rubiera parte in quinta corsia e prende le misure ad Elisabetta Vandi, che va sui blocchi davanti a lei, poi mette il naso avanti a metà gara e da lì in poi è un vano inseguimento della pesarese. Il cronometro nobilita la finale: 24.49 dell’allieva di Loredana Riccardi sarebbe a 12/100 dall’annosa MPN di Mariachiara Baccini edizione 1998, ma ovviamente deve andare in calce alla lista. Nella quale invece si inserisce al quinto posto Elisabetta, classe 2000, con 24.63. Nuovo PB per Ilaria Moretti, 25.11 e bronzo.

1000m (finale): Nemmeno i postumi dell’influenza fermano Marta Zenoni: la bergamasca allenata da Saro Naso sembra giocare col cronometro, secondo un copione che si mantiene costante nelle competizioni a livello nazionale. I passaggi dicono 34.16-1:06.57-1:39.69-2:13.49 e cioè qualcosa sopra o qualcosa sotto il percorso ottimale verso la MPN sul chilometro, che lei stessa ha stabilito nella passata edizione (2:45.89). Alla fine Marta decide forse che questa tribuna se lo merita tutto, un bel record: e chiude in 2:45.60 tra applausi da spellarsi le mani. L’altra finale si consuma una cinquantina di metri più indietro: e, con le debite proporzioni, anche le piazzate meritano un plauso. Martina Tozzi (2:56.59) e Gaia Sabbatini (2:57.00), in altre stagioni avrebbero battagliato tra loro per la maglia tricolore: nell’era Zenoni è tutta un’altra storia.

400m (finale): Il killer-event preso nel significato più puro, gran gara! Accende le polveri Letizia Tiso, l’argento dei 300m cadette a Sulmona incarna una specie di vice-Vandi: per 4/5 della distanza è così, poi sull’ultimo rettilineo succede di tutto. Soprattutto esce la figura di Francesca Aquilino, l’ex “running back” del football americano bergamasco, trascinata in pista da Paolo Brambilla: 57.20 e si trascina dietro due ragazze che puntano agli ostacoli intermedi e qui fanno il PB sul piano, 57.39 per la “pariolina” Elisa Coiro e 57.43 per Martina Mladenic, la ragazza di Sarre di padre croato scoperta dai fratelli Ottoz. Il coraggio di Letizia Tiso viene ugualmente premiato dal personale (57.74). Brave, tutte.

60hs (semifinali): Un altro 8.42 per Desola Oki, dopo la batteria in mattinata: per quello che può valere in questo momento, si tratta della seconda prestazione allieve della stagione europea, a 1/100 dal tempo della portoghese Marisa Carvalho. Chiaro che la fidentina di famiglia nigeriana ha come obiettivo la MPN da lei fissata un anno fa a 8.38 e ci riproverà in finale. C’è ancora di buono che il livello complessivo è tutt’altro che trascurabile, come abbiamo già notato nelle note della mattina: nella seconda schiera, che corre comunque in massa sotto gli 8.80 o appena sopra, la più veloce è la pluricampionessa cadette Noemy Petagna (8.75).

Triplo (finale): Dopo quasi 30 anni il nome Challancin torna a primeggiare in una finale del triplo: il merito è di Corinne, che poi è la figlia di Paolo, eccellente specialista negli anni ’80 (e nipote-figlioccia del gemello Piero, buon triplista anche lui). Il livello non è trascendentale, ma la ragazza di Donnas può festeggiare il primo salto della carriera oltre i 12 metri (12.10 al quarto turno).

200m (batterie): Dopo aver rinunciato al doppio giro, dove era naturale favorita, Elisabetta Vandi si presenta al cospetto della regina dei 60m Zaynab Dosso: e c’è da aspettarsi qualche scintilla nella finale di stasera, perché l’italo-ivoriana risponde per le rime alla figlia d’arte pesarese e il display dice 24.83 per entrambe. La terza forza del turno è Ilaria Moretti (PB a 25.11).

60hs (batterie): Prima di affrontare il turno dei 200m, la campionessa dello sprint Zaynab Dosso passa a salutare la corregionale Desola Oki: un augurio che porta bene alla ragazza di Fidenza, che sigla un 8.42 a soli 4/100 dal suo limite italiano dello scorso anno. La seconda del gruppo è la bicampionessa cadette, Noemy Petagna (8.84). Sui blocchi ci sono diverse ragazze già impegnate ieri in altre specialità, come la neo-tricolore dell’alto Giulia Poeta, che passa col ripescaggio, e altre che si sono divise tra i 60 metri e la pedana del lungo: reattiva la pluricampionessa delle multiple, Sofia Montagna (8.85) e l’altra polivalente Rebecca Gennari (8.89). La novità, sia pure relativa, è Daria Sinatra – originaria di San Pietroburgo e adottata da una famiglia di Parma a tre mesi – che scende a 8.89, mentre tra tante specialiste già collaudate si inserisce l’ex pattinatrice brianzola Valeria Arosio (8.91). Dietro la primatista italiana non sarà facile trovare una corsia per la finale.

IL VIDEO DELLE 5 MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE UNDER 18 DI ANCONA 2016: MARTA ZENONI (1000m), SIMONE BARONTINI (1000m), DESOLA OKI (60hs), ANDREA DALLAVALLE (triplo), MATTIA DI PANFILO (60hs)

 

#atletica i 5 #record dei Campionati Italiani Allievi #indoor2016 di Ancona in 90 secondi! COMPLIMENTI a Marta Zenoni, Simone Barontini, Desola Oki, Andrea Dallavalle e Mattia Di Panfilo! NOTIZIE & RISULTATI: http://goo.gl/ZZO5h8

Pubblicato da Federazione Italiana di Atletica Leggera su Domenica 14 febbraio 2016


(foto Colombo/FIDAL)


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