Tamberi 2,31: Gimbo terzo a Bruxelles

31 Agosto 2018

Nella seconda finale della IAAF Diamond League, l’azzurro protagonista sulla pedana dell’alto: “Sono tornato a divertirmi”. Lo statunitense Coleman vola in 9.79 sui 100, l’etiope Barega 12:43.02 nei 5000


 

di Marco Buccellato

La notte di Bruxelles assegna gli ultimi sedici trofei della IAAF Diamond League 2018, regala emozioni e prestazioni straordinarie di Christian Coleman (9.79 nei 100 metri) e Selemon Barega sui 5000 metri (12:43.02), ma il protagonista in chiave italiana è Gianmarco Tamberi, terzo nel salto in alto con 2,31, battuto dall'australiano Starc e dal tedesco Przybylko (2,33), dopo essere stato al comando parziale della classifica. Serata no per Marco Fassinotti, con tre errori alla misura di ingresso a 2,15. Ayomide Folorunso chiude terza i 400hs non Diamond League in 56.12 dopo un finale in rimonta. Spettacolare Christian Coleman, che in 9.79 (-0.3) pareggia la settima prestazione all-time dei 100 metri scavando un abisso già allo start tra sé e gli avversari. Quarta prestazione di sempre e record mondiale under 20 dell'etiope Selemon Barega sui 5000 metri, dove ben otto atleti hanno corso sotto i 13 minuti. Grandi prestazioni femminili sui 3000 siepi con Beatrice Chepkoech (8:55.10), Salwa Eid Naser sui 400 (49.33) e Shauner Miller-Uibo sui 200 (22.12/0.1). Vittoria di Laura Muir sui 1500 metri (3:58.49), ostacoli a Sergey Shubenkov in 12.97 (-0.1) e Brianna McNeal in 12.61 (0.1). Emmanuel Korir conquista gli 800 in 1:44.72, la colombiana Caterine Ibargüen fa suo anche il lungo con 6,80 (0,3) dopo aver dominato il triplo ieri a Zurigo. Asta uomini con 5,93 al russo Timur Morgunov, che supera nettamente il campione d'Europa Duplantis. Sorpresa nel disco donne vinto dalla cubana Yaime Perez (65,00) per battere all'ultimo lancio la favorita Perkovic, solo terza e senza la settima vittoria consecutiva, così come Christian Taylor che perde da Pedro Pablo Pichardo (17,49/0,2). Disco uomini al giamaicano Fedrick Dacres (68,67), peso donne alla cinese Gong Lijiao con 19,83.

LA CRONACA DELLE GARE

Nella seconda finale della IAAF Diamond League al prestigioso Memorial Van Damme di Bruxelles, il primatista italiano Gianmarco Tamberi regala emozioni e si piazza terzo con 2,31, alle spalle soltanto dell'australiano Brandon Starc e del campione europeo Przybylko, stasera entrambi a quota 2,33. Bellissima la gara di "Gimbo", sostenuto a chiare note dagli spettatori con continui applausi e incoraggiamenti, che dopo il recente 2,33 di Eberstadt è tornato a dare segnali di un nuovo inizio per superare il doloroso periodo del post-infortunio di Montecarlo nel 2016. Dopo l'avvio immacolato a 2,15 e 2,20, un'incertezza a 2,23 (superati alla seconda prova), il marchigiano delle Fiamme Gialle è dovuto ricorrere al terzo tentativo per superare 2,26. Poi a 2,29 e 2,31 mister HalfShave è andato subito a segno, sfiorando il colpaccio all'ultimo assalto a 2,33, mancato non di molto. L'uomo del momento è l'australiano Starc, che dopo aver pareggiato il record oceanico ha confermato lo stato di grazia allo stadio di Re Baldovino. In ombra Marco Fassinotti: il torinese dell'Aeronautica esce di scena con tre errori a 2,15. Italia presente anche con Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) nei 400hs non Diamond League. La primatista italiana under 23 ha iniziato nel segno della prudenza per chiudere in spinta rimontando due posizioni, cogliendo un bel terzo posto in 56.12 (leggero progresso rispetto alla gara di Rovereto), preceduta dall'ucraina Ryzhykova-Yaroshchuk (55.38) e dalla belga Claes (55.87), ma davanti di tre centesimi alla britannica Beesley, bronzo a Berlino.

TAMBERI: "SONO TORNATO A DIVERTIRMI"“È bello tornare a lottare per vincere - le parole di Gianmarco Tamberi - esco per la seconda volta di fila da una gara in cui mi diverto, dopo aver passato due anni ad aspettare questi momenti. L’obiettivo era confermare il risultato di Eberstadt e fisicamente stavo anche meglio. Ho fatto buoni salti all’inizio, purtroppo mi manca ancora la costanza perché ho ritrovato il nuovo salto da pochissimo e allora a 2,26 ho avuto qualche difficoltà, però poi mi sono sbloccato. Gli ultimi due tentativi a 2,33 erano molto buoni, sbagliati davvero di poco. Tutto sommato sono contento per la misura, anche se mi sarebbe piaciuto portare a casa la vittoria, ma Starc e Przybylko hanno sicuramente meritato per quello che hanno fatto in tutta la stagione. Il gesto dopo il salto a 2,26? Niente di particolare, era rivolto a Donald Thomas che si era messo a urlare durante il mio salto e anche di altri atleti, infatti poi è stato ammonito dai giudici. Ma sono riuscito a trasformare tutto in energie positive. Ora posso guardare al futuro, dopo Eberstadt non avevo ancora festeggiato...

Nelle prossime ore valuterò se gareggiare di nuovo in questa stagione, adesso che ho ritrovato la competitività, anche se ormai il calendario internazionale è alla fine”.

FULMINE-COLEMAN 9.79! - Il risultato-top della serata assieme al quello dell'etiope Barega sui 5000 metri, e tra le gemme della stagione che sta per chiudersi, è il 9.79 sui 100 metri di Christian Coleman, ottenuto peraltro con vento leggermente contrario (-0.3). Lo statunitense ha fulminato la concorrenza con uno start che ha rasentato la perfezione, guadagnando subito un metro e accelerando in modalità turbo. Ai 50 metri il verdetto era già scritto, ma il crono ha impressionato. Il 9.79 del 22enne sprinter, atteso domenica sera al meeting di Padova, toglie otto centesimi alla "world lead" di Ronnie Baker (stasera secondo in 9.93) ed eguaglia la settima prestazione all-time in condivisione con Maurice Greene. Terzo e sorprendente Yohan Blake in 9.94, uno cui l'aria di Bruxelles (corse in 19.26 sui 200 metri nel 2011) fa davvero bene. Sotto i 10 secondi anche l'argento europeo Prescod in 9.99, lasciato letteralmente sul posto allo start da Coleman nella corsia accanto.

BAREGA MONDIALE UNDER 20 - Barega, dunque. L'etiope di 18 anni e mezzo, già campione mondiale under 18 e under 20, è stato il protagonista del miglior 5000 metri della stagione, con otto atleti sotto i 13 minuti (è successo solo altre quattro volte nella storia). Che fosse un "affair" tra etiopi si è capito dopo due chilometri, il ritmo impresso dai battitori liberi Kejelcha & Co. ha sfilacciato la concorrenza. Nel finale ormai ridotto a un duello Barega-Kejelcha, il piccolo e più giovane Barega è letteralmente andato via dall'ombra dell'avversario filando verso il traguardo con la sicurezza del Bekele dei tempi belli, che in questo stadio ha lasciato ricordi intramontabili. Barega ha frantumato il mondiale stagionale, il record del meeting e della Diamond League e il primato mondiale under 20 con quattro secondi e mezzo di miglioramento, tutto in una serata, in 12:43.02, prestazione che ne fa da stasera il quarto performer di sempre. Chapeau. Hagos Gebrhiwet, appena detronizzato del mondiale junior, chiude secondo in 12:45.82, Kejelcha è terzo in 12:46.79. Edris, che lo scorso anno fece vedere le streghe nella finale di Diamond League a Farah, è quarto in 12:55.18.

CHEPKOECH TERZO CRONO ALL-TIME - La primatista mondiale dei 3000 siepi Beatrice Chepkoech ha dominato, ma un secondo chilometro più lento di quello iniziale (passaggio ai 2000 metri in 5:56.30) ne ha vanificato le ambizioni di limare il record stabilito a Monaco. La keniana ha comunque chiuso in un eccezionale 8:55.10, terza prestazione assoluta e primato del meeting, conquistando la prima vittoria di specialità in Diamond League. In scia, velocissime anche le connazionali Norah Jeruto (primo sub-9 in 8:59.62) e Hyvin Kiyeng (9:01.60), che hanno stabilito la miglior performance di sempre per la seconda e la terza classificata, così come la quinta (Chespol in 9:06.75). Meno clamorosa cronometricamente, ma bellissima, l'assegnazione del trofeo nei 1500 donne, vinti dalla scozzese Laura Muir (secondo urrà dopo quello del 2016), con una gara delle sue, ringhiosa e implacabile, in 3:58.49. La miler britannica ha regolato un nobile plotoncino di candidate al successo capitanato dalla statunitense Shelby Houlihan (3:58.94). Terza, dopo il secondo posto di ieri a Zurigo sui 5000 e una trasferta notturna in auto a Bruxelles, l'olandese Sifan Hassan (3:59.41). Sotto i quattro minuti anche l'etiope Tsegay (3:59.68). Altrettanto ricco di verve l'800 uomini che ha incoronato il keniano Emmanuel Korir, pur se il crono (1:44.72) non è stato quello di altre occasioni. Si è sganciato in progressione dalla compagnia vincendo un po' scomposto ma efficace davanti all'imprescindibile Lewandowski (1:45.21) e all'altro keniano Rotich (1:45.28).

COPPIA RUSSA - Grandissima esibizione di Sergey Shubenkov nello stadio che ha regalato il record mondiale di Aries Merritt. Il russo non si è disunito dopo una piccola incertezza allo start per divenire dirompente dal terzo ostacolo in poi. Ha accarezzato un ostacolo, ma la sua è stata una prova di maestrìa tecnica. E' sceso ancora sotto i 13 secondi, come già successo tre volte quest'anno, chiudendo in 12.97 (-0.1) e lasciando le briciole a un pur ottimo Ortega (13.10) e al giamaicano Parchment (13.35). Quarto il francese Martinot-Lagarde, vittorioso su Shubenkov a Berlino in un fotofinish quasi impossibile da decifrare. Per Shubenkov, bis consecutivo in tema diamante. Primo successo invece per Brianna McNeal, che ha vinto i 100hs in 12.61 (0.1) sul filo dei centesimi contro la primatista mondiale Kendra Harrison (12.63) e la giamaicana Danielle Williams (12.64). Altra vittoria di un atleta russo in quota ANA, nell'asta con Timur Morgunov, che ha sugellato una lunghissima battaglia con un eccellente 5,93. Battuti Kendricks (5,88), Barber (5,83) e tutto il top della specialità, compreso Duplantis, settimo con 5,68. 

DOPPIETTA IBARGUEN, NASER & MILLER - Sui 400 metri primo trofeo, suggellato con una esibizione straordinaria, di Salwa Eid Naser.

La piccola quattrocentista del Bahrain ha surclassato le avversarie ingoiandole dai 150 ai 300 metri per poi chiudere leggera in 49.33, secondo miglior crono in carriera, davanti alla coppia statunitense Francis (50.51) e Wimbley (50.77). La Naser è la più giovane atleta a vincere il trofeo sui 400 donne. Impresa da primato anche di Caterine Ibargüen, che con il successo di stasera nel salto in lungo con 6,80 (0.3) coglie la prima doppietta formato diamante sull'asse lungo-triplo. Tre balzi vincenti ieri a Zurigo, uno oggi a Bruxelles. Dietro la colombiana, la britannica Proctor (6,70/-0.4) e la statunitense Saunders (6,68/-0,2). Solo quarta con 6,61 l'oro di Berlino Mihambo. La legge del Caribe echeggia anche sui 200 metri, ri-vinti a distanza di un anno da Shaunae Miller-Uibo, regina delle Bahamas, volata verso il traguardo in 22.12 (0.1). Lo scorso anno fece l'uno-due con i 400, che quest'anno ha lasciato alla piccola Naser. In scia, debitamente distanti, la coppia "orange" Schippers (22.53) e Samuel (22.64).

IL SETTE PROIBITO - Clamoroso esito nel disco donne: il settimo sigillo consecutivo della campionessa di tutto Sandra Perkovic è sfumato all'ultimo turno di lanci, superata in extremis dalla cubana Yaime Perez con 65 metri esatti e, sorpresa nelle sorprese, dalla brasiliana primatista del Sud America Andressa de Morais (64,65), che hanno inseguito l'iniziale 64,31 della Perkovic, non in una delle sue giornate più ispirate. Il trofeo torna dopo sette stagioni a Cuba (primi due successi della Barrios). Casi del destino, ma anche Christian Taylor ha visto interrotta la collezione di diamanti perdendo la settima possibilità da Pedro Pablo Pichardo, che ora è portoghese ma è stato cubano come la Perez. Bella gara, con Pichardo subito in testa con 17,31, superato da Taylor ancora con 17,31 con vento nullo e seconda miglior misura, e quarto turno decisivo per Pichardo con 17,49 (0,5). Terzo Donald Scott con 17,25 (0,2).

Meno sorpresa per il successo nel disco uomini di Fedrick Dacres (68,67), ma si tratta della prima "fuga" del trofeo dall'Europa in nove stagioni di Diamond League. Il giamaicano ha sparato la cartuccia migliore al primo lancio, precedendo l'oro e l'argento d'Europa Gudzius (67,56) e Stahl (66,74). Il primo degli ultimi sedici titoli in palio a Bruxelles è stato assegnato ieri nella gara di peso donne in una delle più suggestive piazze della capitale belga. Vittoria da pronostico, e secondo trofeo consecutivo, all'iridata cinese Gong Lijiao con 19,83 sulla statunitense Raven Saunders (19,64) e sulla vicecampionessa europea Christina Schwanitz (19,50).

CAIRONI E CONTRAFATTO: UNO-DUE AZZURRO - Nei 100 metri paralimpici successo italiano e doppietta: la campionessa d'Europa e primatista mondiale Martina Caironi si è imposta in 14.94 (-0,5) a tre centesimi dal primato stagionale di 14.91 stabilito a Parigi e pareggiato agli Europei di Berlino. Seconda Monica Contrafatto, come la Caironi di categoria T63, in 15.55, primato stagionale limato di due centesimi. Le azzurre hanno preceduto la belga Gitte Haenen (16.17). Prima vittoria della stagione per la britannica Lynsey Sharp sugli 800 metri in 1:59.93. La campionessa europea di Helsinki 2012 ha preceduto la svedese Hermansson (2:00.96) e l'africana del Benin Yarigo (2:01.35). Sui 400 uomini la sfida tra belgi si è conclusa con il successo in rimonta e di stretto margine del campione del mondo U20 Jonathan Sacoor in 45.59 su Kevin Borlée (45.62). Ancora Belgio con l'alto donne vinto dall'olimpionica di eptathlon Nafi Thiam a 1,89 sull'australiana McDermott (1,87) e sull'ucraina Okuneva (1,87).

BRUXELLES - VINCITORI IAAF DIAMOND LEAGUE 2018

UOMINI DONNE
100m: Christian Coleman (USA)
800m: Emmanuel Korir (KEN)
5000m: Selemon Barega (ETH)
110hs: Sergey Shubenkov (ANA)
Alto: Brandon Starc (AUS)
Asta: Timur Morgunov (ANA)
Triplo: Pedro Pablo Pichardo (POR)
Disco: Fedrick Dacres (JAM)
200m: Shaunae Miller-Uibo (BAH)
400m: Salwa Eid Naser (BRN)
1500m: Laura Muir (GBR)
3000 siepi: Beatrice Chepkoech (KEN)
100hs: Brianna McNeal (USA)
Lungo: Caterine Ibargüen (COL)
Peso: Gong Lijiao (CHN)
Disco: Yaime Perez (CUB)


VIDEO | HIGHLIGHTS DELLA FINALE IAAF DIAMOND LEAGUE DI BRUXELLES 2018


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File allegati:
- RISULTATI/Results

I vincitori dei Diamond Trophy nella finale di Bruxelles (foto Chai/IAAF Diamond League)


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