Salto nel vento, impronta nella storia

10 Giugno 2018

Conosciamo meglio il non ancora ventenne cubano Juan Miguel Echevarria, campione mondiale indoor del lungo, che a Stoccolma ha saltato un portentoso 8,83 con vento di poco sopra la norma (+2.1)


 

di Giorgio Cimbrico

“Ha un potenziale illimitato”, dice di lui Daniel Osorio che l’ha scoperto e allena il muchacho di Camaguey, provincia orientale di Cuba. Ha visto bene. A due mesi dal 20° compleanno, Juan Miguel Echevarria, nato l’11 agosto 1998, è stato lunghissimo e sfortunatissimo: 8,83 con 2.1 di vento a favore. Viene in mente che con quel pugno di centimetri in più rispetto alla norma, a Sestriere 1992, Heike Drechsler atterrò a 7,63. Ma c’erano 2000 metri abbondanti di altitudine: al vecchio stadio olimpico di Stoccolma, costruito mattone dopo mattone nel 1912, i metri sono zero.

8,53 a Roma (cedendo di 5 centimetri a Luvo Manyonga), 8,50 oggi al quarto salto (prendendosi la rivincita sul sudafricano) lasciando una dozzina di centimetri allo stacco prima di quel volo chiuso con qualche incertezza all’impatto sulla sabbia. La schiena ha “rubato” qualcosa. Sarebbe stato record cubano (8,71 di Ivan Pedroso, leggero come un uccello) e il muchacho sarebbe diventato il quinto della storia dopo Mike Powell 8,95, Bob Beamon 8,90 (tra quattro mesi il cinquantesimo anniversario), Carl Lewis 8,87, Robert Emmiyan 8,86 ai 2000 metri della caucasica Tsakhadzor. Sarebbe. Ma il clan cubano si è lanciato ugualmente in una fiesta spontanea, allegra come l’inno dell’isola nella corrente.

Echevarria è esploso ai Mondiali di Birmingham, alla prima esperienza indoor della sua giovane vita: a Cuba si gareggia all’aperto tutto l’anno. Nei turni caldi e decisivi di una finale extralusso, lui 8,46, Luvo Manyonga 8,44, Marquis Dendy 8,42. L’anno scorso, con 8,28, aveva chiuso da secondo dei cubani, dietro Maykel Massò, 8,33, di quasi un anno più giovane di lui.

Dopo l’8,40 in patria, Juan Miguel ha rinunciato alla prima tappa della Diamond a Shanghai. “Ha bisogno di stabilità tecnica”, ha spiegato Osorio, prima di prendere a braccetto il giovanotto e partire per il quartiere d’allenamento, a Stoccarda. Se c’è da saltare in estensione, i cubani sono maestri e capaci di rinnovarsi, un’ondata dopo l’altra: dieci triplisti tra 18,08 e 17,51 (e l’anno scorso 17,30 di Jordan Diaz, anno di nascita 2001), cinque lunghisti tra 8,71 e 8,43. I giamaicani saranno più potenti, ma i cubani sono più elastici.

Per Juan Miguel l’obiettivo della stagione, dicono dalla federazione cubana, sono i Giochi Centroamericani e del Caribe, in programma a Barranquilla, Colombia, tra fine luglio e inizio agosto. Ma ci sarà tempo e occasioni per rivederlo nella League a molti carati. Da oggi Echevarria si è trasformato in una specie di Koh-i-noor (il brillante più grande del mondo, conservato alla Torre di Londra) che deve essere ancora definitivamente ripulito. Manyonga giura da tempo di esser lui l’uomo dei 9 metri (“sono nato nell’anno del balzo di Powell e sento di essere io il predestinato”), ma da ieri ha trovato un insidiosissimo pretendente. Un Atteso.

VIDEO | JUAN MIGUEL ECHEVARRIA 8,83 (+2.1) NEL LUNGO A STOCCOLMA

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