Roma: trionfo africano, titoli a Bourifa e Iozzia




 
Per una volta la Maratona della Città di Roma assurge a vette inusuali grazie alla gara femminile. Loro più che gli uomini hanno contraddistinto a livello qualitativo la maratona numero uno d'Italia (lo dicono i numeri). Una gara eccezionale con quattro atlete soto le 2h30 e soprattutto una nuova stella del firmamento mondiale che entra di diritto fra le grandi, l'algerina Ait Salem Souad. L'avevamo già ammirata dominare la Roma-Ostia (senza contare le tante vittorie ottenute in Italia lo scorso anno e il 9. posto al Mondiale su strada): a Roma era venuta con l'obiettivo del primato personale e lo ha ottenuto. 2h25:08 il tempo finale, nuovo primato della gara e prova stradominata, con la seconda, la keniana Hellen Kimutai staccata di 1:38. Ora la Salem punta direttamente ai Mondiali di Osaka: è un nome da sottolineare in rosso. In chiave italiana buona prestazione per Ivana Iozzia, ottava in 2h35:26 che lima il proprio personale e le vale la seconda maglia tricolore dopo quella vinta a Padova nel 2005. La gara maschile aveva tantissimi protagonisti attesi, ma quello più di richiamo ha visto sfumare le proprie chances fin dalla partenza: Alberico Di Cecco, già primo a Roma nel 2005, ha subìto nella concitata partenza due colpi al bicipite femorale destro: "Il problema era che la prima parte in discesa, dove il muscolo normalmente si distende, lo ha ulteriormente indurito, trasformando la mia corsa in un calvario. Ho tenuto duro fino al 25. km, poi ho lasciato andare il gruppo e mi sono ritirato. Se è un danno di poco conto, proverò a correre un'altra maratona nella fase primaverile". Venuto a mancare Di Cecco, è stato Bourifa il leader della pattuglia azzurra. Il corridore bergamasco è rimasto nel gruppo di testa fino al 36. km quando l'attacco del keniano Kemboi ha fatto esplodere la battaglia. Il portacolori dell'Atl.Vallebrembana non si è nascosto, ha mantenuto i nervi saldi fino a recuperare posizioni nel finale per chiudere ottimo quarto in 2h10:30, tempo che gli vale la conquista del titolo italiano: "Io sono un atleta costante, sono dal 1998 ogni anno su questi livelli: se in Nazionale mi vorranno per i Mondiali attraverso un percorso guidato, non mi tirerò indietro, mi pare di non aver mai tradito quando c'è stato bisogno di me". La vittoria è andata come detto al keniano Kemboi Chelimo, al suo esordio in maratona con 2h09:36. Un'azione perentoria la sua con la quale ha staccato il gruppo degli immediati inseguitori tra i quali nel finale si è distinto lo spagnolo José Manuel Martinez, il vicecampione europeo dei 10000 metri, che ha chiuso alle sue spalle in 2h10:12. Terzo l'altro keniano Jonathan Kosgei, primo a Venezia lo scorso anno in 2h10:25. In ambito italiano decimo posto per un deluso Denis Curzi, poco a suo agio sui sampietrini (2h13:40 il tempo del carabiniere) mentre intorno alle 2h16 è stato il riscontro dell'esordiente Federico Simionato (Aeronautica). Roma si è confermata nel complesso una festa autentica per la maratona, con oltre 15 mila iscritti e una città che finalmente ha accolto quest'evento come una propria festa, in ogni piazza. E' un patrimonio che non va disperso. Gabriele Gentili Nelle foto: l'arrivo di Ait Salem Souad e Migidio Bourifa in azione (foto Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL) RISULTATI Uomini: 1. Kemboi (Ken) 2h09:36; 2. Martinez (Esp) 2h10:12; 3. Kosgei J. (Ken) 2h10:25; 4. Bourifa (Atl.Vallebrembana) 2h10:30; 5. Matebor (Ken) 2h10:42; 6. Tola (Eth) 2h10:45; 7. Dlomo (Rsa) 2h11:47; 8. Kopsgei S. (Ken) 2h12:39; 9. Sang (Ken) 2h12:48; 10. Curzi (Carabinieri) 2h13:40. Donne: 1. Ait Salem (Alg) 2h25:08; 2. Kimutai (Ken) 2h26:46; 3. Javornik (Slo) 2h28:53; 4. Cheruiyot (Ken) 2h29:43; 5. Volgina (Rus) 2h30:31; 6. Fengxia (Chn) 2h34:45; 7. Lema (Eth) 2h35:01; 8. Iozzia (Corradini Excelsior) 2h35:26. File allegati:
- IL SITO DELLA MANIFESTAZIONE



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