Nicola Silvaggi nuovo Direttore Tecnico azzurro




 
Iniziamo dalla notizia principale: tocca a Nicola Silvaggi il timone tecnico dell’atletica italiana. L’ex responsabile del settore lanci, 48enne di Pescara, assume il ruolo di direttore tecnico della nazionale, a capo di una struttura tecnica che è stata presentata alla stampa a Roma nel corso di un incontro con la stampa al quale hanno partecipato, insieme al presidente federale Franco Arese, i vicepresidenti Alberto Morini e Adriano Rossi, il consigliere con delega al settore tecnico Mauro Nasciuti, il consigliere con delega alla Comunicazione Franco Angelotti e il capoufficio stampa Marco Sicari. E’ stato lo stesso Arese a spiegare le ragioni della scelta: “Vogliamo impostare un lavoro nuovo che vada in profondità. Silvaggi non è solo un tecnico, ma è uomo di cultura, uno sportivo, docente universitario. Ci ha pensato, ed ha accettato una sfida che lui sa essere impegnativa, ma è giovane, ha voglia di fare bene ed ha il tempo a sua disposizione, perché vogliamo lavorare a lungo termine. Ringrazio Frinolli, D’Agostino e D’Aprile per quanto hanno fatto in precedenza, per il loro importante lavoro svolto. Con Silvaggi intendiamo dare una svolta all’impostazione del lavoro, perché crediamo molto nel futuro di questo sport: sono stato agli Europei di cross dopo tanti anni di lontananza dall’atletica sul campo, ed ho notato con piacere l’attaccamento alla maglia azzurra sul quale contiamo per il futuro. Per il 2005 ho due sogni: vedere uno Stadio Olimpico finalmente pieno per il Golden Gala, e allestire una grande edizione di Coppa Europa a Firenze, perché l’impianto del Ridolfi è un gioiello e abbiamo tutte le possibilità per fare bene a tutti i livelli”. Nasciuti ha illustrato in breve la nuova filosofia di base: “Silvaggi è la punta della piramide, a lui rispondono tutti i capisettore, che avranno poi dalla loro parte il compito di relazionarsi strettamente con la periferia, con gli allenatori dei singoli atleti, con le realtà societarie. La struttura tecnica sarà divisa in un’organizzazione centrale e una periferica, con la prima più contenuta nei numeri di quanto fosse prima e con la seconda che si terrà strettamente a contatto con il territorio e le esigenze degli atleti. Serve un rilancio culturale, la riapertura di un dibattito tecnico serio, per questo abbiamo pensato anche di dare vita a un Comitato Tecnico Scientifico per il quale hanno già dato la loro disponibilità personaggi affermati come Carlo Vittori, Elio Locatelli, Antonio La Torre. Chiaramente gli atleti lavoreranno con chi li ha già seguiti: Gibilisco ad esempio continuerà ad essere allenato da Petrov, che anzi vorremmo coinvolgere di più affidandogli qualche giovane elemento”. Alla sua prima uscita da D.T., Silvaggi è apparso emozionato ma anche sicuro nella propria impostazione di lavoro: “E’ un ruolo prestigioso, il massimo ottenibile, ma devo dire che il mio sogno rimane portare un mio atleta alla medaglia olimpica. Ora ho l’opportunità di fare in modo che ciò non sia un caso isolato, ma anzi spero di portare quanti più atleti possibile al podio olimpico. Ora non resta che lavorare con una struttura agile ma il cui funzionamento è fondamentale per il futuro dell’atletica italiana: il mio compito sarà dirigere il gruppo, farlo lavorare al meglio sia con gli atleti di vertice, sia con i giovani”. Nel suo intervento, Silvaggi ha posto con forza l’accento sull’evoluzione dei tecnici: “Dobbiamo lavorare affinché ce ne siano di più, si allarghi il loro numero, farne crescere tanti sarà un obiettivo primario per la Federazione. Ci sono settori da rilanciare, come il mezzofondo, gli atleti dovranno essere seguiti a tempo pieno, anche dal punto di vista medico, per questo servirà un lavoro a strettissimo contatto con la base, con la periferia, con i campi di allenamento”. Su questo tema Arese ha voluto dire la sua attraverso un piccolo aneddoto: “Si parla tanto di quel che l’atletica deve cercare al di fuori senza pensare a quanto già ha: ero a Cagliari per le premiazioni del 2004, ed ho trovato ragazzi validi, che già fisicamente promettono di essere atleti di vaglia. Sta ai tecnici fare in modo che il talento cresca e non sia disperso, perché il tecnico deve sapere che a 15 anni un ragazzo può essere maturo e già formato, oppure essere un bambino che deve ancora svilupparsi. La valutazione segnerà il suo destino atletico. Dobbiamo lavorare molto sui giovani, anche attraverso la scuola, sapendo che è un mondo difficile come quello universitario. Ho in mente un progetto di recupero attraverso nuove forme di un’iniziativa agonistica rivolta agli studenti, attraverso varie fasi, ma avremo modo di riparlarne”. La struttura tecnica coordinata da Silvaggi ha come suoi “vice” Francesco Uguagliati come Assistente al Settore Giovanile e Tonico Andreozzi come Assistente all’Attività Territioriale. Questi i capisettore: Velocità ed ostacoli: Giovanni Bongiorni; 800/1500: Gianni Ghidini; 500/10000/maratona: Piero Incalza, con Luciano Gigliotti supervisore all’intero settore corse; Salti: Givanni Tucciarone; Lanci: Domenico Di Molfetta; Prove Multiple: Renzo Avogaro; Marcia: Vittorio Visini; Montagna: Raimondo Balicco. Venendo alla stretta attualità, Silvaggi ha specificato come ritenga il calendario del 2005 molto serrato: “Ci sarà da lavorare duramente, basti pensare che a giugno in 19 giorni avremo quattro grandi appuntamenti: Societari, Coppa Europa, Tricolori e Giochi del Mediterraneo. Per gli Europei Indoor di Madrid, primo grande evento, pensiamo di poter schierare, anche in base ai minimi di ammissione introdotti, una squadra di 20-24 atleti almeno. Vogliamo che più gente possibile faccia esperienza in gare internazionali, in modo che non compaiano più alibi dettati dall’emozione e da cali psicologici nelle grandi manifestazioni: sono convinto che quando c’è il lavoro i risultati arrivano, l’aspetto psicologico è secondario, è l’esperienza che aiuta, insieme all’ambiente: un ambiente positivo intorno all’atleta lo influenza nella maniera giusta, è una spinta per migliorarsi. Bisogna sentirsi tutti partecipi di una gara, di un risultato, noi tecnici per primi come sostenitori dei nostri atleti”. Gabriele Gentili Nella foto piccola: Nicola Silvaggi. Nella foto grande: la stretta di mano con il presidente federale Franco Arese (foto Giuliani). File allegati:
- IL NUOVO ORGANIGRAMMA TECNICO



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