Mosca, finale per Giulio Ciotti ed Andrew Howe




 
Tre promozioni e due bocciature per gli azzurri nella sessione d’apertura dei Campionati del Mondo indoor. La mattinata moscovita manda in finale Andrew Howe nel lungo (8,05) e Giulio Ciotti nell’alto (2,24), in semifinale Francesco Scuderi nei 60 metri (6.70, secondo nella sua batteria), mentre spedisce a casa Nicola Ciotti (sempre nell’alto) e Simona La Mantia (triplo, 13,61). L'apertura del racconto spetta di diritto, per la positiva impressione suscitata, al lampo di Rieti, ovvero ad Andrew Howe. L'azzurro è stato magnifico. Primo salto, e via, qualificazione raggiunta all’istante. Performance tecnicamente ancora perfettibile, ma l’8,05 (terza misura assoluta) vale il passaggio del turno immediato, alla stregua dei grandi campioni. Concentratissimo, l’azzurro ha sfoderato una rincorsa da sprinter puro, entrando allo stacco con una velocità elevata: buona pedana, parabola radente, e uscita dalla sabbia in piedi, frontale, per un risultato che porta direttamente alla finale di domani (ore 18.25, le 16.25 italiane). “Era il mio obiettivo – racconta l’azzurro – volevo qualificarmi subito, senza sprecare energie. Al mattino non sono mai molto brillante, è una questione di metabolismo, quindi il risultato ottenuto mi conforta. Ora posso giocarmi tutto in finale, si gareggerà nel pomeriggio, avrò un po’ di tempo per recuperare da un punto di vista mentale”. Gli avversari sono numerosi (8,10 la misura ottenuta dai due migliori, il panamense Saladino e il greco Tsatoumas), lottare per un piazzamento dalle parti del podio non sarà facile: “Sono tutti grandi atleti, difficile dire chi sia il più pericoloso. A quelli che mi sono arrivati davanti, aggiungerei il mio amico Mokoena: non va sottovalutato”. Mosca regala sorrisi anche a Giulio Ciotti,: il romagnolo è settimo al termine delle qualificazioni dell’alto, grazie al 2,24 superato con ampio margine alla prima prova. La stessa misura ottenuta dal fratello Nicola, eliminato però per aver avuto bisogno di un tentativo in più per valicare l’asticella. I gemelli si sono poi dovuti arrendere a 2,27, con almeno un paio di prove a testa fallite però davvero di un soffio. “E’ una grande gioia – commenta Giulio – che mi ripaga dei sacrifici fatti, ma anche del fatto di essere rimasto al palo praticamente in ogni occasione dell’ultimo biennio, alle spalle di Nicola, Talotti e Bettinelli. Qualcosa è scattata in me lo scorso anno a Parigi, al Décanation: lì, convocato in azzurro, ho risposto molto bene, dimostrando agli altri ma soprattutto a me stesso di aver raggiunto la giusta maturazione”. Le dediche arrivano a pioggia: “Alla mia famiglia, alla mia ragazza, al mio allenatore Angelo Zamperin, ad Andrea Benvenuti, e a Livio Sgarbi, il mio “preparatore mentale”. Mi dispiace ovviamente per Nicola, ma sapevamo che, visto il campo dei partecipanti, c’era in pratica una sola chance da dividere tra tutti e due. Non abbiamo sbagliato i calcoli”. Eliminata anche Simona La Mantia, autrice di una prova incolore. Tre salti, tre misure che non le possono appartenere, per un 13,61 finale davvero inspiegabile. In chiusura di mattinata, esultanza speciale per Francesco Scuderi. Lo sprinter catanese ha dimostrato sul campo quello che vale, cosa ha dentro dopo la lunga assenza per malattia, qualificandosi, da secondo (dunque di diritto) alle spalle del favorito per l’oro, lo statunitense Trammel. Il tempo non è nulla di che (6.70), ma “ciccio” merita una menzione particolare per tanti motivi: per la voglia che ha dimostrato di tornare, per quello che il suo percorso di vita può significare. Bravo Francesco; molto probabilmente non vincerai medaglie, ma quella maglia azzurra sul petto, ti dona davvero. Marco Sicari Nella foto in alto, Andrew Howe in azione; in basso, l'esultanza di Giulio Ciotti (Omega/FIDAL) File allegati:
- IL SITO DELLA FEDERAZIONE MONDIALE



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