Mosca, Vizzoni: ''Missione compiuta''

10 Agosto 2013

Il martellista azzurro, capitano della Nazionale, in finale al suo nono Mondiale in carriera

 

Le parole di Nicola Vizzoni esprimono tutta la fermezza del capitano della squadra azzurra: "Ieri il presidente Giomi ci ha chiesto di lottare fino all'ultimo ed non potevo certamente essere io da capitano a disattendere oggi questo impegno. Sì, sono in finale a quasi 40 anni e al mio nono Mondiale in carriera. Volevo esserci. In pedana durante l'esecuzione mi manca ancora di trovare il giusto accordo tra velocità ed equilibrio. Conto di lavorarci ancora da qui a lunedì. Ripeto: un conto sono le graduatorie stagionali e un altro è venire qui e giocarsela, perchè si azzera tutto e anche quelli che sulla carta sembrano i più forti possono saltare. In allenamento ho sensazioni diverse che mi dicono che se funziona tutto posso trovare un bel lancio. Il lavoro paga sempre. Questo è anche quello che ci ha insegnato Pietro Mennea del quale portiamo il nome sulle maglie. Dobbiamo fargli onore". 

Il vicecampione europeo dei 10.000 metri Daniele Meucci analizza la sua finale iridata che l'ha visto chiudere al 19° posto: "Ho fatto il mio, ma a questi livelli è veramente dura e questo è il tipo di la gara che ci si deve aspettare ad un Mondiale. Ci ho provato fino in fondo e finchè ho potuto ho cercato di restare con il gruppo tenendo il mio ritmo. Poi, però, loro hanno allungato ed io non sono sono riuscito a seguirli. Rimasto da solo ho ripreso un paio di avversari, ma ormai la gara vera era troppo più avanti.

Con questo caldo immaginavo che sarebbe saltato qualche altro avversario, invece non è stato così. Peccato". 

Prima soddisfazione per Libania Grenot e Chiara Bazzoni, entrambe promosse in semifinale nei 400 metri:  Più che le parole - dichiara la Grenot - conta quello che si fa in pista. E' meglio parlare con i fatti. Mi sono trovata bene in questa pista, si corre abbastanza bene, forte. Però questo è l’inizio, bisogna aspettare fino alla fine. L'esperienza di allenamento in Florida con Loren Seagrave  mi è servita tantissimo e penso che mi sia servita molto per maturare in questi due anni.  In pista servono cuore e mente, poi se sei allenato le gambe vanno da sole". "Guai accontentarsi - prosegue la Bazzoni - anche se 52.14 è il mio secondo tempo di quest'anno. Piuttosto, rimbocchiamoci le maniche perchè domani è un’altra storia. Correre sotto i 52 secondi? E' quello che vorrei anch’io, quindi sicuramente ce la metterò tutta. Oggi mi sono "lanciata" gli ultimi 80 metri, se avessi iniziato a spingere un po’ prima, forse quei 14 centesimi...

Un ringraziamento all’Esercito e alla Federazione che quest’anno mi ha permesso di allenarmi in modo diverso e quindi qualche risultato si è visto".

Un pizzico di amarezza per la 20enne Dariya Derkach che non riesce a superare l'impegnativa qualificazione nel salto in lungo: "Rispetto alle ultime gare, ho allungato di parecchio la rincorsa, ma ancora c'è qualcosa che non va. Mi dispiace davvero troppo per quei due nulli. Sapevo che qualificarsi sarebbe stato molto difficile, ma almeno speravo di avvicinare il personale (6,67, ndr). Il mio battesimo "mondiale" si chiude con la consapevolezza che questa volta è stata per l'esperienza, la prossima dovrà essere per l'ambizione. E' stata un'emozione grandissima trovarmi in uno stadio del genere con simili avversarie, una sensazione che ammetto un po' fa tremare le gambe in pedana. Adesso datemi tempo di recuperare perchè non vedo l'ora di rimettermi sotto e saltare. Lungo e triplo, voglio migliorare ancora perchè dopo un'avventura come questa posso dire che l'atletica mi piace sempre di più!"

Alessio Giovannini

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Libania Grenot (foto Colombo/FIDAL)


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