Montecarlo-show, Rudisha 1:42.61, Bolt 9.88




 

Grande serata a Montecarlo, dove si è svolta la tappa del Principato di Monaco della Samsung Diamond League IAAF. Il meglio è arrivato in fondo, con tre gare che hanno davvero entusiasmato il folto pubblico dello Stade Louis II. La migliore, i 3000 siepi maschili, che hanno visto il record del mondo letteralmente tremare: il campione olimpico di Pechino, il keniano Brimin Kiprop Kipruto ha vinto alla grandissima in 7:53.64, ad un solo centesimo (!) dal limite assoluto, il 7:53.63 di Saif Saeed Shaeen del settembre 2004. Dietro Kipruto, altri due keniani finiscono al di sotto degli otto minuti, siglando una serata magnifica: Kemboi (7:55.76), e Paul Koech (7:57.32). Prima di loro, a prendersi la scena era stato il giamaicano Usain Bolt, vincitore - con brivido - dei 100 metri, con un 9.88 (+1.0) che rappresenta sì la sua miglior prestazione stagionale, ma che distanzia di appena due centesimi il petto del connazionale Nesta Carter, 9.90, battuto davvero di un soffio.

Magnifica anche la prova sui 5000 metri: Mohammed Farah ha dimostrato di essere cresciuto a tal punto da essere ormai l'uomo da battere in tutte le distanze del mezzofondo prolungato in pista. Il britannico di origine somala si è imposto in 12:53.11, record nazionale e miglior prestazione mondiale 2011, superando il re delle volate, lo statunitense (anche lui d'origine africana, ma keniana) Bernard Lagat (12:53.60, primato nazionale, anzi, addirittura record continentale). Il livello della gara è tale che in sette scendono sotto i 13 minuti, ed il settimo è addirittura uno come Tariku Bekele (12:59.25). Il poker di prestazioni monstre lo firma David Rudisha negli 800 metri, che stampa la miglior prestazione mondiale a 1:42.61, trascinando nella sua scia Asbel Kiprop (1:43.15) e altri due atleti al di sotto dell'1:44 (lo statunitense Symmonds. 1:43.83, e l'altro keniano Mutua, 1:43.99). WL anche per Barbora Spotackova nel giavellotto, capace di un bel 69,45. Vittoria ristoratrice per Blanka Vlasic nell'alto (1,97), primato personale nei 200 metri per la statunitense Carmelita Jeter (22.20, -0.4, e la soddisfazione di aver battuto la connazionale Felix, 22.32), e bella prova di Amantle Montsho nei 400 donne, chiusi in 49.71. Si esalta Renaud Lavillenie, che sale nell'asta fino a 5,90, ed ennesino successo infine, nei 100hs , per l'australiana Sally Pearsons, che sta vivendo una stagione magica: 12.51 il suo tempo-vittoria. In chiave italiana, piccoli progressi per Giusppe Gibilisco nell'asta (5,45), e conferma al di sotto dei 60 metri (57,04) per Zahra Bani nel giavellotto.

Nella foto d'archivio, il keniano David Rudisha (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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