Mondo, la firma di Holzdeppe

25 Gennaio 2016

Il tedesco batte le star Lavillenie e Barber. Novità da Iran e Venezuela, in una stagione indoor in procinto di spiegare le ali.


 

di Marco Buccellato

Primo round a Raphael Holzdeppe: il tedesco campione mondiale a Mosca e argento a Pechino ha battuto ancora una volta Renaud Lavillenie nel primo scontro diretto stagionale disputato sabato a Rouen nell'ambito del French Perche Elite Tour. L'olimpionico e recordman mondiale è entrato in gara a 5,70 per poi "passare" i 5,77 e sbagliare tre volte a 5,84, misura superata dal tedesco (personale indoor), che poi ha fallito a 5,91. Davanti a Lavillenie anche il greco Filippidis (campione mondiale indoor in carica) con 5,77 e il giovane connazionale Menaldo (5,77). Solo quinto l'iridato Shawn Barber (5,70), a pochi giorni dall'ingresso nel "club" dei seimetristi.

Prossime puntate: Barber-Filippidis-Holzdeppe a Dusseldorf il 3 febbraio, Barber-Lavillenie-Holzdeppe il 6 a Karlsruhe, gli ultimi due anche il 13 a Berlino. Negli scontri diretti il bilancio aggiornato a sabato scorso è il seguente: Lavillenie-Holzdeppe 39 a 11, Barber-Holzdeppe 6 a 2, Lavillenie-Barber 5 a 2. Nella gara femminile di Rouen 4,71 della greca Nikoléta Kiriakopoúlou. La 17enne finnlandese Murto, in costante progresso nelle recenti uscite, si è fermata a 4,48. Altrove, a Mosca, 4,75 di Anzhelika Sidorova, seconda misura mondiale dell'anno dopo il 4,91 di Jenn Suhr.

Iran, l'Asia con vista sul mondo

Reza Ghasemi è un velocista iraniano che vanta tre partecipazioni ai mondiali indoor, dove si è sempre fermato in semifinale. Giovedì scorso a Teheran ha fermato il cronometro a 6"52, record mondiale stagionale dei 60 metri maschili, nella finale dei campionati nazionali validi come selezione per i campionati asiatici indoor (Doha, 19-21 febbraio). Ghasemi ha sfiorato di un centesimo il record asiatico dei qataregni Talal Mansoor e Femi Ogunode. Entrambi vantano il miglior piazzamento di un velocista asiatico ai mondiali indoor, la medaglia di bronzo. Per Mansoor il podio coincise coi mondiali del 1993 a Toronto, per Ogunode con l'ultima edizione di due anni fa a Sopot.

Volo venezuelano

E' il momento della triplista venezuelana Yolimar Rojas, venti anni, fresca del titolo di campionessa del Sud America. Di stanza a Madrid per gestione tecnica, con un personale di 14,20 all'aperto, si era portata a 13,97 nove giorni fa (limite nazionale indoor), prima di esplodere sabato scorso con tre primati in sequenza: 14,19, 14,25 e atterraggio finale a 14,69, che oltre a essere il primato indoor dell'area è anche il nuovo limite mondiale 2016. Per una misura migliore al coperto occorre risalire a tre anni fa (14,85 dell'ucraina Saladukha), mentre lo scorso anno il top stagionale fu proprio di 14,69, misura con la quale la russa Koneva si laureò campionessa d'Europa a Praga.

Per inciso, la Koneva ha saltato 14,20 a metà settimana.

Prandini, Bromell, Akela Jones

Buoni risultati nel secondo meeting della serie High Performance, nell'impianto che ospiterà il mondiale indoor a Portland: a registro l'esordio di Jenna Prandini (7"28 sui 60) e i due mondiali stagionali di Andrew Wheating sui 1500 (3'39"82) e di Paul Chelimo sui 3000 (7'44"68). Altri limiti 2016 riguardano  Kim Conley, che ha corso il miglio in 4'27"88, Kate Grace (4'07"86 sui 1500, entrambe a New York) e Dayeshon Roberson (52"62 sui 400). Rodaggio positivo anche per il bronzo mondiale dei 100 metri Trayvon Bromell: dopo l'assaggio di una settimana fa in 6"59 è sceso a 6"54 a Lexington eguagliando il personal best. I risultati dalla velocità USA iniziano a fioccare anche grazie al 7"83 di Kendra Harrison sui 60 ostacoli (stesso meeting, personal best), mentre l'iridata di Mosca 2013 Brianna Rollins ha esordito nel New Mexico in 7"99, oltre a correre i 60 in 7"29 e i 200 in 23"64.

Ci scappa anche il mezzo metro di progresso del pesista croato Mihaljevic, campione europeo under 23, portatosi a 20,69. Nell'alto donne, dopo la tedesca Friedrich, è rientrata anche Brigetta Barrett: prima pedana dopo un anno e mezzo e vittoria con 1,84. In tema salti vola al mondiale stagionale Janay DeLoach con 6,75 in Colorado, ma eccelle anche Quanesha Burks (6,71 in Alabama). La DeLoach ha vinto anche i 60 ostacoli in 7"94 (8"00 per Lolo Jones). Dalle prove multiple l'eccellente 4.678 punti di Akela Jones (Barbados, iridata a Eugene 2014 nel lungo), in cui ha corso i 60 ostacoli in 8"25, ha saltato 1,85 in alto e 6,64 in lungo, conquistando anche due record nazionali, quello del pentathlon e, appunto, del salto in lungo, oltre al primato dell'area centroamericana. Nell'alto maschile prime rincorse del vice-campione olimpico Erik Kynard (2,25 in Kansas).

British talent

Due anni fa si laureò campione europeo junior a Rieti, e dopo un anno di stop è pronto a decollare Nethaneel Mitchell-Blake, sprinter britannico capace di correre i 200 in 20"57 in Alabama, largamente mondiale stagionale. L'impianto della Birmingham sul suolo americano ha portato fortuna anche a Felicia Brown, anche lei al mondiale stagionale col primo sub-23 dell'anno (22"88). Altra britannica sotto osservazione è Cindy Ofili, sorella minore di Tiffany Porter: nell'esordio stagionale in Indiana ha abbassato il record personale sui 60 ostacoli a 8"04.

Kuchina 1,93 non basta

L'iridata di salto in alto è salita di altri due centimetri a Mosca per poi fallire a 1,97, ma la misura non le è tata sufficiente per mantenere la vetta delle liste stagionali più di due giorni: a Karlsruhe la tedesca Jungfleisch ha saltato ieri 1,94. Buon momento dei tedeschi anche grazie a Eike Onnen, che ha superato i 2,31 a Hannover.

Si registra anche un 2,30 del russo Tsyplakov e la vittoria con 2,26 del britannico Allan Smith nel meeting francese di Hirson. Stessa misura per il polacco Theiner e lo slovacco Bubenik. Dai lanci, 20,72 dello spagnolo Vivas, ottenuto però all'aperto.

Altro sotto il cielo

L'attività su pista all'aperto riporta un buon miglio di Nick Willis in Nuova Zelanda (3'55"56) e un raro 60 metri in Giamaica dove Kim Collins, prossimo alla boa dei quarant'anni, è stato cronometrato in 6"53 con l'indubbio favore di vento di due metri al secondo. In zona Caraibi già un 2,30 nel salto in alto del bahamense Jamal Wilson e l'esordio del quattrocentista Steven Gardiner (44"27 l'anno scorso), che a Nassau ha corso i 300 metri in 32"64.

Cross e strada

Dopo Antrim, la conquista di Elgoibar da parte del bahrainita di origini etiopi Aweke Ayalew. La gara si è disputata in condizioni tutt'altro che proibitive per il rialzo delle temperature negli ultimi giorni. Battuto l'etiooe Tamirat Tola, capofila di una serie di avversari più impegnativi per Ayalew rispetto alla campestre irlandese di sette giorni prima. Cross donne a Irene Cheptai, Kenya. Dalla strada arriva la singolare impresa di un record mondiale (ovviamente da ratificare) ottenuto da tre atleti in contemporanea. E' successo nella maratona di Dubai, dove al transito del 30° chilometro ben tre atleti, i kenyani Amos Kipruto e Edwin Kibet Koech (pacemakers che non hanno concluso la prova) e l'etiope Sisay Lemma (probabilmente l'unico eleggibile per il primato), sono stati cronometrati in 1h27'20", il crono più veloce mai registrato sulla distanza, seguiti da altri cinque runners sotto il limite precendete di 1h27'37" detenuto da Wilson Kipsang Kamworor e Emmanuel Mutai, ottenuto due anni fa, sempre di passaggio, alla maratona di Berlino.

La scomparsa di Dave Sime

Il suo nome rimanda alla favolosa Olimpiade romana del 1960. David William Sime, morto a 79 anni qualche giorno fa a Miami, fu un grande velocista con un fisico perfetto, ottantuno chili distribuiti su un metro e ottantanove di altezza. Talento bianco esploso già nel percorso high school, fu conteso anche da baseball e football. Ancora alle prese con basi e diamanti, fu iscritto sulle 100 yards in una gara in Nord Carolina nel 1956, dopo aver provato la distanza su una superficie erbosa e abbigliamento da giocatore di baseball, coperta in 9"8. Nella gara di Raleigh tutti e tre i cronometri registrarono 9"3, record mondiale eguagliato. Pareggiò il limite mondiale altre due volte, in California e ancora a Raleigh. Sfumata per infortunio la partecipazione ai Giochi del 1956, fu selezionato per le Olmpiadi di Roma, dove vinse la medaglia d'argento nei 100 metri perdendo da Armin Hary e precedendo il britannico Peter Radford. Portò al successo la 4x100 USA rimontando due metri alla formazione tedesca federale, ma l'oro olimpico sfumò per la squalifica degli statunitensi a causa del primo cambio irregolare. Chiuso con lo sport, portò a termine gli studi di medicina divenendo oculista. Tra i suoi pazienti, anche l'ex-presidente USA Richard Nixon. Nel suo curriculum, altri record mondiali sulle 220 yards piane e a ostacoli.

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