Mondo: all'Est lo sprint è sempre più Su

28 Agosto 2018

Il cinese vince una finale da record ai Giochi Asiatici di Giakarta. Samba 47.66, Chopra 88,06 nel giavellotto.


 

di Marco Buccellato

I Giochi Asiatici di Giakarta sono iniziati da quattro giorni, con due sessioni ancora da disputare, ma si sono rivelati già un'edizione-record. Alcune finali hanno archiviato numeri mai registrati in precedenza, una su tutte i 100 uomini, dove non si è mai corso così veloce dal primo all'ottavo posto. La stella dello sprint è il cinese Su Bingtian, indubbiamente alla migliore stagione della carriera, che in finale ha folgorato il cronometro in 9.92, solo un centesimo sopra al record asiatico registrato a Madrid e otto giorni dopo bissato a Parigi. La prestazione di Madrid, com'è noto, è quella della finale vinta contro Filippo Tortu, nell'occasione in cui l'azzurro ha ritoccato il record italiano scendendo a 9.99.

SU E GLI ALTRI - Cose mai viste in Oriente: 9.92 per il cinese, 10.00 per Tosin Ogunode (fratello dell'altro primatista continentale Femi) e per il giapponese Yamagata, solo settimo in 10.20 il campione mondiale under 20 Zohri. E' il picco di una manifestazione molto sentita nell'area, con 730 atleti in rappresentanza di 43 stati, che nei primi tre giorni ha già offerto una trentina di record nazionali, seppur alcuni di valenza relativa a piccoli paesi, ma segnale di un movimento in crescita in tutta la vastissima area. In tale contesto, superassi come l'ostacolista Samba hanno recitato la parte del leone. Il qatarino ha vinto ieri la finale dei 400hs in 47.66, un crono che nell'ultima decade è stato ottenuto contando sulle dita di una mano, e che nel 2018 rappresenta "appena" la dodicesima prestazione annuale, con lo stesso Samba stella tra le stelle con il suo 46.98 di Parigi.

INDIAN SUMMER - L'India ha il miglior rappresentante della nuove generazioni nel giavellottista Chopra, campione mondiale under 20 nel 2016, che ha portato il record nazionale a 88,06 dopo averlo già migliorato quest'anno in Diamond League a Doha. Dopodomani si giocherà il trofeo della manifestazione di vertice IAAF nella prima finale di Zurigo, volando dall'Indonesia.

L'India non è solo Chopra: la campionessa del mondo under 20 dei 400 metri Hima Das (classe 2000) è scesa in finale a 50.79, battuta solo dalla straordinaria Salwa Eid Naser del Bahrain, che ha dominato la stagione della Diamond League e registrato 50.09 nella finale. Alcune gare hanno sofferto il gran caldo e il tasso di umidità misto all'inquinamento. Ovvio che chi ne abbia risentito di più siano stati gli attori di maratona, in due gare vinte con crono non interessanti ma indicativi delle cattive condizioni ambientali, come lamentato dalla campionessa del mondo dei 42km Rose Chelimo, prima al traguardo in 2h34:51. 

HAROUN PER IL QATAR - Con Barshim e Samba è tra gli assi dello stato del Golfo Persico. Pur se qualificato (e con il miglior punteggio) per la finale dei 400 uomini di Diamond League di dopodomani a Zurigo, Haroun è in Indonesia per i Giochi Asiatici, dove si è già assicurato l'oro individuale in 44.89. Tra gli altri risultati dei primi tre giorni di gare, l'uno-due dell'India sugli 800 maschili (poco sopra l'1:46), il 2,30 di Wang Yu nell'alto e l'8,24 del connazionale Wang Jianan nel lungo, il ritorno in condizione dell'ostacolista Adekoya (54.48) e i soliti ottimi riscontri dalle lanciatrici cinesi, la campionessa del mondo Gong nel peso (19,66 e venerdì a Bruxelles per la probabile vittoria in Diamond League) e la giavellottista Liu Shiying (66,09 e già in Svizzera per la finale al Letzigrund).

RISULTATI AL SETACCIO - Vittoria o no, meritano menzione in rapporto allo stato di provenienza: l'iraniano Keyhani (8:22.79 nelle siepi), l'ostacolista di Taipei Chen (13.39), gli indiani Dharun (48.96 sui 400hs dietro Samba) e T.P. Singh (20,75 nel peso), un indonesiano dal nome impossibile (Sapwaturrahman) a 8,09 nel lungo, un pakistano che supera ancora gli 80 metri nel giavellotto (Nadeem), una vietnamita da 9:43 sulle siepi (Nguyen Thi Oanh II) e un'altra da 55.30 sugli ostacoli bassi (Quach Thi Lan).

Festa per tutti.

TRUJILLO - Il campionato Ibero-Americano, giunto alla diciottesima edizione, si è disputato in tre giorni in Peru. Largo successo del Brasile con 34 medaglie di cui 18 d'oro. Risultati nel complesso non trascendentali, con qualche picco, come i 10000 metri di marcia della colombiana Arenas, coperti in 42:02.99 (record sudamericano), i 20.74 del pesista Romani (in finale in Diamond League), il 20.34 dell'altro brasiliano Vides sui 200, uno sprinter recentemente sceso sui 100 metri a 10.08.

STAHL NUMERO UNO - Il discobolo svedese Daniel Stahl, noto per perdere le finali importanti per un niente (2 cm a Londra, 23 cm a Berlino e sempre contro il lituano Gudzius), ha messo a registro la miglior prestazione mondiale 2018 ai campionati svedesi di Eskilstuna con un lancio di 69,72, seconda miglior misura della carriera dopo il formidabile 71,29 di un anno fa.

CLASSIFICHE DEL MARTELLO - L'Hammer Throw Challenge IAAF è stato vinto per la sesta volta in nove edizioni dalla primatista mondiale Anita Wlodarczyk. La polacca ha preceduto la statunitense Berry e la connazionale Fiodorow. E' ovviamente polacco anche il numero uno maschile, Wojciech Nowicki (al primo successo), davanti a Pawel Fajdek e all'ungherese Bence Halasz. La fotocopia della finale degli Europei.

RITORNO IN STRADA - L'attività "on the road" sta per tornare di prepotenza nelle cronache. Per ora gustiamoci il miglior tempo mai registrato in Sud America in una mezza maratona, firmato dall'etiope Mosinet Geremew a Buenos Aires (59:48), che ha preceduto di due secondi il keniano Bedan Karoki. Nelle maratone del fine settimana, 2h28:32 della giapponese Ayuko Suzuki a Sapporo e 2h10:37 del keniano Eriku a Città del Messico (risultato di ottima fattura in considerazione della quota e della qualità dell'aria).

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