Mondo: Wanders, l'orologio svizzero

02 Gennaio 2019

Nelle corse di fine anno, 10 km da record europeo per Julien Wanders e il crono mondiale più veloce di sempre con l'ugandese Jacob Kiplimo. Panoramica di San Silvestro, premi e riconoscimenti nella stagione appena conclusa.


 

di Marco Buccellato

Il botto di fine anno è arrivato 24 ore prima della scadenza della mezzanotte. Brindisi anticipato e cin-cin da ricordare per lo svizzero Julien Wanders, che nella Corrida francese di Houilles ha tolto altri secondi al suo fresco limite europeo dei 10 chilometri su strada (sia assoluto che under 23), portandolo a 27:25. Un tempo che di fatto rappresenta anche il secondo crono di sempre di un caucasico, 3" più "pesante" del 27:22 datato 1984 dello statunitense Nenow, all'epoca miglior prestazione mondiale. L'elvetico ha così bissato il successo del 2017 a Houilles, quando s'impose in 28:02, migliorato di 22" il primato della corsa e limato di 7" il record europeo firmato a Durban lo scorso 14 ottobre. Da notare, nelle retrovie, il brillante settimo posto del due volte campione europeo under 23 di cross Jimmy Gressier, e nella classifica donne l'arrivo serrato tra le etiopi Gete Alemayehu (31:12) e Helen Bekele Tola (31:13).

NESSUNO COME KIPLIMO - Altra dimostrazione di talento cristallino dell'ugandese Jacob Kiplimo (tesserato per l'Atletica Casone Noceto), che nella Vallecana madrilena di San Silvestro si è imposto, sulla distanza dei 10 km, in uno strepitoso 26:41. Un crono mai registrato in precedenza (il record mondiale è 26:44 di Leonard Komon) ma non valido nel tabellino dei primati, per il declivio di 55 metri lungo il percorso. Resta, di fatto, la corsa più veloce mai registrata, anche per il 26:54 dell'etiope secondo classificato, Abadi Hadis Embaye. Le caratteristiche del percorso hanno favorito exploit cronometrici anche al femminile: la star Tirunesh Dibaba, pur correndo in 30:40, si è piazzata solo terza dietro la coppia keniana Brigid Kosgei (29:54) e Hellen Obiri (29:59). L'unica a scendere in condizioni regolari sotto i 30' resta la primatista mondiale Joyciline Jepkosgei (29:43 nel 2017 a Praga). Peccato - poteva aggiungere ancor più pepe - per l'assenza dell'altro ugandese Joshua Cheptegei, scampato senza grossi danni a un incidente stradale in Uganda prima di Natale, ma impossibilitato a gareggiare a Madrid.

SAN SILVESTRO, TUTTO IL MEGLIO - Nella classicissima di San Paolo (15 km, edizione n. 94), vittorie del vice-campione uscente, l'etiope Belay Tilahun (in un poco significativo 45:03) e della keniana Sandra Chebet Tuei (50:02), all'esordio sulla distanza e capace di tenere a bada le velleità di successo del bronzo mondiale di mezza maratona Pauline Kamulu (50:19). Kenya ai vertici con Germania di contorno nell'austriaca Peuerbach: vincono Davis Kiplangat con quasi un minuto sui tedeschi Grau e Hendel, e Eva Cherono.

La keniana ha avuto la meglio sulla campionessa europea under 23 di cross 2017 Alina Reh, seconda a 11". La tedesca vincente è invece Elena Burkard, prima nella "Silvesterlauf" di Trier, con successo uomini del belga Isaac Kimeli, argento europeo di cross a Tilburg. In Portogallo doppia corsa di fine anno con donne in evidenza: il 29 a Lisbona, sesto successo di Dulce Felix, e il 30 a Porto, quarta vittoria di Sara Moreira, che ha eguagliato il record di vittorie di Fernanda Ribeiro (grazie a Juck, Martins, Nakamura, Fuchs).

CORSE SOTTO L'ALBERO - Antivigilia di Natale con la classica Ladies Road Race di Okayama: la mezza maratona che chiude il calendario è stata vinta da Honami Maeda in 1h09:12, con gran progresso dell'australiana Pashley (1h09:20), e molti nomi di prestigio nelle retrovie, in particolare la Yamanouchi e la Fukushi, in odor di maratona a Osaka in gennaio. Sui 10 km, record della corsa eguagliato in 31:54 dalla keniana Kimanzi. Interessante, dal Sud Africa, il tris di vittorie, in soli cinque giorni, di Ryan Mphahlele nel circuito di gare di miglio su strada: 4:02 a Hartenbos, 3:58 a George, 3:56 a Oudtshoorn.

SUBITO ALTE, ALTISSIME - La notizia ha 10 giorni, ma va sviscerata: l'esordio di Mariya Lasitskene-Kuchina a Minsk ha fatto notizia sia per i 2,00 subito archiviati sia per i tentativi, vicini al successo, a 2,07. Dietro la russa, la polveriera ucraina con 1,98 di Kateryna Tabashnyk (personale assoluto) e Yuliya Levchenko (personale indoor), e soprattutto con l'1,96 di Yaroslava Mahuchikh, classe 2001, oro mondiale ed europeo under 18 oltre che oro agli Youth Olympic Games, che in un sol colpo ha realizzato il record europeo under 20 indoor, la miglior prestazione europea e mondiale under 18 indoor, eguagliando il limite mondiale under 18 omnicomprensivo indoor-outdoor, finora detenuto dal poker di giovanissime Gale (Sud Africa), Turchak (URSS, ma kazaka), Patterson (Australia) e Cunningham (USA).

LIU HONG, IL RITORNO - Assente dalla gara che le valse l'oro olimpico a Rio 2016, la primatista mondiale dei 20 km di marcia Liu Hong, è rientrata alle competizioni ieri a Hong Kong dopo la maternità, vincendo facilmente in 1h30:43. Il vero obiettivo della cinese è l'oro iridato sulla distanza dei 50 km a Doha, dopo aver superato il durissimo scoglio delle selezioni nazionali, in calendario in marzo.

I NUMERI UNO - Panoramica sui polls di fine anno.

Per Track and Field News, gli eletti in casa USA sono Noah Lyles (sull'altro sprinter Coleman e e sull'astista Kendricks) e Shelby Houlihan (sull'astista Morris e l'ostacolista Harrison). Nel mondo, la prestigiosa rivista statunitense assegna il vertice a Eliud Kipchoge e Caster Semenya: il maratoneta (che ha vinto anche il poll per la miglior performance maschile del 2018) ha preceduto l'ostacolista qatarino Samba e il primatista mondiale di decathlon Mayer. Fra i primi tre nei ranking di specialità l'azzurro Massimo Stano, terzo in quello dei 20 km di marcia. La sudafricana ha preceduto, nei consensi, la neo-primatista delle siepi Beatrice Chepkoech (a lei il premio per la performance dell'anno) e la bahamense Shaunae Miller-Uibo. La sprinter caraibica si è rifatta con il poll del magazine britannico Athletics International, dove è stata votata numero uno. Kipchoge, e chi altri, al top del poll uomini. Sul podio, ancora Mayer e Samba (stavolta il francese è secondo), e la keniana Chepkoech con Mariya Lasitskene-Kuchina terza. Chiudiamo con il settimanale inglese Athletics Weekly: plebiscito per Eliud Kipchoge e la regina dell'Europeo di Berlino, Dina Asher-Smith. Sul podio, il tornado Jakob Ingebrigtsen e il colosso kiwi Tom Walsh tra gli uomini, ancora la Miller-Uibo e "Miss Heptathlon" Nafi Thiam.

A OGNUNO IL SUO - Paese che vai, atleta dell'anno che trovi: l'elenco conta i supertalenti Armand Duplantis (Svezia) e Jakob Ingebrigtsen (Norvegia), i marciatori Matej Toth (Slovacchia), Maryan Zakalnytskyy (Ucraina) e Maria Perez (Spagna), i discoboli Andrius Gudzius (Lituania) e Sandra Perkovic (Croazia), i quartermiler Shaunae Miller-Uibo e Steven Gardiner (Bahamas), il pesista Darlan Romani (Brasile), Dina Asher-Smith e Zharnel Hughes (UK), Sifan Hassan (Olanda), il giavellottista Magnus Kirt (Estonia), le star dell'alto Mariya Lasitskene (Russia) e Mutaz Barshim (Qatar), e la coppia di martellisti Anita Wlodarczyk e Wojciech Nowicki (Polonia).

PREVIEW, SUBITO MUIR - La scozzese Laura Muir torna in pista già venerdì sull'anello-record di Glasgow, dove due anni fa centrò il record nazionale sui 5000 metri indoor in 14:49.12. Si prevede una performance sul ritmo a caccia del limite europeo di Gabriela Szabo (14:47.35). Prima maratona internazionale del 2019 a Xiamen, domenica 6 gennaio. Al via, l'argento iridato di Daegu Vincent Kipruto (di recente ritirato a Fukuoka), già primo nel 2015 nella 42 km cinese che di fatto apre il calendario delle maratone di rilevanza tecnica del globo.

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Jacob Kiplimo (foto San Silvestre Vallecana)


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