Mondo, Trials esaltanti

25 Giugno 2013

Trials superlativi in USA. In Giamaica Usain Bolt vince i 100 in bellezza, Asafa Powell delude. La Baptiste è super a Trinidad.

 

di Marco Buccellato

Trials USA

Nella quattro giorni al Drake Stadium di Des Moines se ne sono viste di tutti i colori, come da tradizione per un evento così importante per l'atletica statunitense, compresa la decisione di invertire il senso di corsa per i 100 e gli ostacoli alti, dopo una prima giornata di mortificazioni cronometriche causa forte vento in direzione contraria. Non sono mancati i grandissimi acuti, le sorprese, le delusioni, e mai come quest'anno l'arrembaggio delle nuove e nuovissime generazioni. I principali protagonisti dei campionati USA sono stati Tyson Gay (formidabile doppietta nello sprint), Brianna Rollins e Brigetta Barrett, con risultati che ormai tutto il mondo conosce.

Grandi numeri

Sono stati stabiliti quattro record nazionali, tutti al femminile, nello straordinario pomeriggio di sabato (Rollins, la pesista Carter, la martellista Bingson per due volte in pochi minuti) e sei primati dei campionati (le stesse tre più Gay nei 100 e Solomon negli 800). Primati mondiali stagionali: ben nove, con Sharon Day nell'eptathlon (6.550 punti), Barbara Pierre e English Gardner nei 100 (con 10.85, poi superate dalla Baptiste a Trinidad), Tyson Gay su 100 e 200, Duane Solomon sugli 800, Mike Tinsley nei 400 ostacoli, Brigetta Barrett nell'alto e Brianna Rollins nei 100 ostacoli. A ciò vanno aggiunti una quindicina di primati stagionali USA e quasi 20 nuovi record del Drake Stadium. Tra le altre note, va detto che Galen Rupp ha vinto il quinto titolo consecutivo nei 10000 metri e che il giavellottista Riley Dolezal ha pescato il jolly della manifestazione vincendo il titolo nazionale migliorandosi di quasi 10 metri!

Tra le assenti, chi in convalescenza chi per scelta (ma andranno ai Mondiali perché iridate in carica), Carmelita Jeter e Lashinda Demus. Hanno gareggiato pur se in possesso della wild card Jason Richardson (quarto nei 110 ostacoli), Jesse Williams (deludente nell'alto), Dwight Phillips (idem nel lungo), Christian Taylor (ha mancato la qualificazione nel lungo ma è iridato nel triplo), Brittney Reese (solo salti nulli) e Jenny Simpson, l'unica a vincere un titolo, ma sui 5000. Trey Hardee, altro iridato in carica, nel decathlon, si è ritirato in seguito a squalifica per invasione di corsia. Assenti illustri dell'ultima ora: Ryan Bailey nei 100 (K.O. in riscaldamento) e l'ex campione del mondo Cantwell nel peso.

I delusissimi

Nei 400 piani Jeremy Wariner, Bryshon Nellum nei 400 (entrambi mestamente fuori in batteria), e Sanya Richards-Ross (sesta in finale con una preparazione peecaria alle spalle), poi Walter Dix, Wallace Spearmon (quarto nei 200), Johnny Dutch (quarto nei 400 ostacoli con 48.21), e le ostacoliste Kellie Wells e Lolo Jones (sulla pista che ben conosce), che nelle vicine corsie hanno trovato tre indiavolate come la Rollins, la Harrison e la Ali.

Non si danno pace

L'ottocentista barbuto Tyler Mulder, in odor di qualificazione fino a 150 metri dall'arrivo, poi risucchiato dal fenomenale Symmonds e dal nero Brandon Johnson, e alla fine quinto, sulle ginocchia. Il lunghista Hartfield, che al quinto turno aggancia con 8.11 Ronnie Taylor, ma ha un secondo miglior salto di 8.11 contro 8.10 (!), poi allunga a fine gara con 8.13 ma Taylor lo beffa a sua volta con 8.14! Il centista Rodgers, quarto con lo stesso tempo del terzo e silurato dalla prova individuale a Mosca dalla bellezza di due millesimi di secondo. Altri sentimenti di delusione agitano Barbara Pierre, che dopo l'exploit della semifinale dei 100 (10.85, mondiale 2013) è incappata in una finale statosferica delle altre (tutte al personale) e con 10.94 è arrivata quinta, e Kamaria Brown (quarta nei 200 per un centesimo). Nella massima sintesi possibile, ecco i Trials.

Gay senza rivali

Come nell'anno della doppietta iridata di Osaka, Tyson Gay è stato sorretto dalla condizione muscolare (che lo ha a più riprese tradito nel corso della carriera), e dominato i 100 in 9.75 e i 200 in 19.74! Nei 100 ha battuto Gatlin (9.89) e l'emergente Charlie Silmon (9.98), che dopo il titolo mondiale junior con la 4x100 e l'argento individuale nei 100, trova la grande manifestazione all'indomani del titolo NCAA conquistato due settimane orsono. Per Rodgers, come dicevamo e come probabile, il ruolo di riserva a Mosca. Nei 200, in cui Gay è parso più simile a Michael Johnson che a se stesso, grande secondo posto di Isiah Young (19.86), il "nuovo" che avanza, e ritorno sotto i 20 netti per Curtis Mitchell (19.99), dopo un eclissi di tre anni e una serie di infortuni da guinness. Quarto Spearmon, il "vecchio" che arretra.

Rollins vicina al record del mondo

Altra universitaria ruggente. Dopo il titolo NCAA in 12.39, che sembrava già cosa di un altro mondo, è arrivato un devastante 12.26, terza performer di sempre, a cinque centesimi dal record mondiale della Donkova. Mai una esitazione, azione travolgente, una furia come nella finale NCAA di Eugene. La miglior gara di 100 ostacoli della storia USA, con il datato primato di Gail Devers che va in archivio, e la gara della vita anche per Queen Harrison (12.43) e Nia Ali (12.48, la ricordiamo recentemente quarta a Torino, seconda a Cagliari, nona al Golden Gala). Solo quarta Kellie Wells in 12.54, quinta Lolo Jones in 12.55. L'impresa della Rollins era nell'aria: in batteria e in semifinale si era espressa in 12.33 e 12.30, pur se con vento oltre i limiti. Con Eolo calato a 1,2, i limiti sono stati superati.

Sprint donne: onda verde, perde la Felix

I 100 a English Gardner un un favoloso 10.85, seguita da Octavious Freeman (10.87). Hanno 21 anni, divise alla nascita da due giorni.

La terza è la Anderson, più esperta, 10.91 come in semifinale Personale per tutte, anche per la quarta, Jeneba Tarmoh. La muscolata Pierre, come detto, dopo il 10.85 della semifinale, è quinta. In sette a 11 secondi o meno, fantascienza. Erano 22 anni che una sprinter non si aggiudicava nella stessa stagione titolo NCAA e titolo USA. Sotto gli undici anche la Scott in semifinale (10.96). Nei 200 Allyson Felix è stata battuta da una straordinaria Kimberlyn Duncan (21.80 ventoso, per cinque centesimi). Anche nel caso della Duncan, il nome della campionessa universitaria e di quella nazionale coincidono. La Tarmoh è terza in 22.15, un centesimo meno di Kamaria Brown, atleta in grande ascesa. Abbondanza di crono dalle parti dei 22.40-22.50 fin dalle batterie, ventosi e no.

Brigetta Barrett 2.04

Sulla stessa pedana, tre anni fa, Chaunté Howard-Lowe portò il primato USA di salto in alto a 2.05. La Barrett di sabato, forse, l'avrebbe anche superato, se il suo coach le avesse vietato di proseguire dopo il 2.04 ottenuto alla seconda prova, dopo una progressione esente da errori fino ai due metri. E' stato il sabato dei record nazionali al femminile. Ci è andata vicina la Barrett, ci è riuscita la Rollins, ce l'hanno fatta anche Michelle Carter (20.24 nel peso) e la martellista Amanda Bingson, prima con 74.92 poi con 75.73. La seconda, Jeneva McCall, mai avrebbe immaginato di perdere con 74 metri, men che meno Amber Campbell, terza con 73.03. Fuori dai primi tre posti l'ex-primatista Jessica Cosby, inverosimilmente, per un campionato USA, con 72.58.

I due Merritt a Mosca

LaShawn Merritt rilancia la sfida a Kirani James (in tribuna, gareggerà a Ostrava in settimana) dopo la vittoria di Eugene, e vince il titolo in 44.21 su McQuay (44.72) e il 19enne Arman Hall, a sorpresa tra i primi tre, pur se le sue quotazioni erano salite dopo la semifinale corsa in 44.82, mondiale stagionale junior. Aries Merritt non è ancora quello dello scorso anno e ha tenuto a stento il terzo posto nella finale dei 110 ostacoli vinta da Ryan Wilson (13.08), su Oliver (13.11). Merritt (13.23) ha tenuto il campione del mondo Richardson a un centesimo.

Bella anche la finale dei 400 ostacoli maschili, con l'argento di Londra Tinsley (in sesta corsia) che complice un disgraziato passaggio di Kerron Clement sul penultimo ostacolo si trova un'autostrada spianata e vince in 47.96 proprio su Clement (prodigioso recupero negli ultimi 25 metri), secondo in 48.06. Promosso anche Bershawn Jackson (48.09), che ai Trials olimpici dell'anno scorso vide le streghe in finale. Nella finale donne, assente la nuova stella Kori Carter per un'indisposizione fisica dell'ultimo momento, l'ex-iridata allievi Dalilah Muhammad si migliora di sei decimi e in 53.83 piega la coetanea Moline (23 anni). Prima di quest'anno non era mai scesa sotto i 56 secondi. Al Memorial Nebiolo di Torino, aveva vinto in 54.66, poi a Oslo si era portata a 54.33

Cain la più giovane di sempre

Nella ultratattica finale dei 1500 donne, la 17enne Mary Cain (fisico da adolescente, pallida, orecchie a sventola e grinta da vendere), si mette in coda e mostra segni di vita solo dopo due minuti abbondanti, risalendo la china all'esterno. Alla campana, cambia passo e nel giro di 25 metri lascia di sasso fior di mezzofondiste e perde solo negli ultimi 2 metri dalla nera Moser-Clement, più grande e soprattutto esperta di 15 anni, ma la ragazza è veramente il fenomeno che si dice. Dall'inverno non c'è distanza del dagli 800 ai 5000 in cui non abbia distrutto i primati high school se non quelli nazionali junior. Alla fine se la abbracciano e baciano in tanti, perchè una così la si adora a prescindere. L'atleta USA più giovane a guadagnarsi una selezione iridata, col minimo già suo.

Sempre più giovani

Pass mondiale anche per Ashley Spencer, altro grande talento che l'anno scorso ha vinto il titolo iridato junior dei 400: in finale è terza in 50.58, battuta da una eccellente Natasha Hastings (49.94) che precede anche la favorita McCorory (50.01). A Mosca pure Ajee' Wilson, classe '94, terza negli 800 in 1:59.55, battuta dalle favorite Montano-Johnson (1:58.67) e Martinez (1:58.78).

Le altre finali

Decathlon a Ashton Eaton con 8.291 punti. Il campione mondiale junior Nixon è secondo ma a due punti dal minimo A per Mosca. Il minimo invece ce l'ha Jeremy Taiwo, terzo, che in prospettiva ha grandi potenzialità. Primo titolo USA per Eric Kynard nell'alto (2.28), che è argento olimpico. Che dire della bellissima finale degli 800? Vince Duane Solomon in un grande 1:43.27, precedendo Nick Symmonds, autore di un 300 finale fantastico (1:43.70) e Brandon Johnson, anche lui sotto l'1:44 per tre centesimi. Bernard Lagat ha battuto Rupp nella finale più lenta dei 5000 a memoria d'uomo. Ryan Whiting ancora oltre i 22 metri nel peso: con 22.11 ha sbaragliato Hoffa (21.34). Personale per il terzo (Zachary Lloyd) con 21.09. Nell'asta donne titolo alla campionessa olimpica Jenn Suhr con 4.70, il lungo va alla DeLoach con 6.89 ventoso e al fortunato Kitchens (8.23 ventoso), laddove altri, con vento nei limiti, sono stati più regolari di lui attorno agli 8.10.

Giamaica, Bolt facile

Usain Bolt vince contovento la finale dei 100 in 9.94, arrivando al traguardo in souplesse dopo aver strattonato la gara dai 50 agli 80 metri. Gli serviva la qualificazione perché a Daegu si fece fregare dalla falsa partenza, come noto. Delusione Asafa Powell: dopo una buona impressione nei turni preliminari (10.02 e 10.05), in finale non è esistito, chiudendo settimo in 10.22, rialzato come di consueto quando l'obbiettivo gli sfugge. Sotto i 10 anche Bailey-Cole (9.98) e Ashmeade (9.99).

Quest'ultimo centra la qualificazione anche nei 200 (secondo in 20.06), dove vince in un grande 19.79 il bronzo olimpico Warren Weir. Eccezionale il terzo posto di Jason Livermore (20.13), su cui non avrebbe scommesso nessuno. Yohan Blake non è ancora recuperato, e su consiglio del coach ha disertato i campionati, avendo il posto garantito nei 100 come campione mondiale uscente.

Fraser-Pryce al fulmicotone

Nella finale donne vince Kerron Stewart in 10.96, in assenza della Fraser-Pryce, che è grandissima sui 200 imponendosi in 22.13, mondiale stagionale. Nelle altre gare: 400 alle nuove leve Javere Bell (45.08) e Javon Francis (18 anni, 45.24). Parchment si fa male nella finale dei 110 ostacoli (ma sarà selezionato): vince Riley in 13.35. Nel lungo, 8.25 di Forbes. Donne: risorge Novlene Williams-Mills nei 400 (50.01), davanti alla McPherson (50.28 dopo il 50.16 della semifinale). Nei 100 ostacoli, gran 12.69 di Danielle Williams, ha 21 anni e studia negli States. Ancora ventunenni alla ribalta: la Tracey fa suoi i 400 ostacoli in 54.52.

Trinidad, vola la Baptiste

Il miglior risultato dei campionati di Trinidad & Tobago è di Kelly-Ann Baptiste, al settimo titolo nazionale in 10.83, record mondiale stagionale e primato nazionale, che bissa sui 200 in 22.36. Vento oltre i limiti nella finale maschile, ma i numeri spaventano lo stesso: Bledman 9.86, Thompson 9.91, Sorillo 9.99. I 200 vanno a Lalonde Gordon in 20.26, dopo il deludente quarto posto sui suoi 400. La finale dei 110 è sul filo del rasoio: vince il neo-primatista nazionale Mikel Thomas in 13.29 ventoso, un centesimo su Wayne Davis.

Bahamas, Strachan 22.32
 
Ai campionati di Nassau l'iridata junior Anthonique Strachan ha vinto la finale dei 200 in 22.32, e la seconda Shaunae Miller ha migliorato il primato centroamericano-caraibico junior in 22.45. Ai campionati canadesi di Moncton, sorpresa per la sconfitta di Dylan Armstrong nel peso (20.31), battuto da Tim Nedow (20.72). Nell'alto, 2.31 di Drouin. L'eptathlon è di Brianne Theisen con 6.399 punti. Senza Kim Collins (in rotta con la federazione dalla scorsa estate), ai campionati di St.Kitts & Nevis altri due sprinters avvicinano i 10 netti: sono Antoine Adams e Jason Rogers, entrmabi cronometrati in 10.01 con un solo millesimo a dividerli.

Campionati kenyani

Titoli a Geoffrey Mutai (10000 in 27:55.3), Job Kinyor (800 in 1:44.9 sulla novità Rotich Cheruiyot e Asbel Kiprop) e Augustine Choge (bravo in 3:34.7 su Magut e Chepseba). Nei 1500 donne domina la Obiri in 4:05.3 sulla Cherono e la Langat. Ai campionati nigeriani di Calabar, 50.99 di Regina George sui 400.

Vlasic, ritorno a 2.00 
 
Blanka Vlasic è tornata a superare i due metri in un meeting di salto in alto a Buhl, in Germania, ma la croata era già strafelice dopo aver supearto con successo l'1.97. Ancora salti: l'australiano Lapierre ha ottenuto 8.25 con vento legale a Houston. Prima di gareggiare ai Trials (seconda con 4.60), Kylie Hutson ha superato i 4.70 nell'Indiana. Sempre dal salto con l'asta, record sudamericano di Augusto Dutra de Oliveira (5.82 a Hof in Germania). Nello stesos meeting 4.71 di Fabiana Murer (Strutz e Hingst a 4.61). Infine la sollta gara in piazza (stavolta a Praga) con 5.83 del ceco Jan Kudlicka, ovviamente non valido come primato nazionale.

European Athletics Team Championships, le altre sedi

In First League (Dublino) dominano i cechi su Svezia e Olanda, che per soli due punti mette fuori gioco la Romania. In Second League (Kaunas) vincono gli sloveni su lituani e serbi. Nella Third League di Banska Bystrica successo dei padroni di casa slovacchi su lettoni e moldavi. I Principali risultati: a Dublino Denisa Rosolova ha vinto i 400 ostacoli in 55.34, Ivet Lalova non poteva far meglio di 11.79 contro oltre 5 metri di vento in faccia nei 100, l'olimpionico del martello Krisztian Pars ha fatto il suo con 76.56, l'ungherese Baji ha vinto i 110 ostacoli in 13.45. Kaunas: non deludono Sandra Perkovic (65.77 nel disco) e Snezana Rodic nel triplo (14.07). I danesi (quinti) non l'hanno portato in Coppa, ma sembrano aver trovato il talento del futuro: si chiama Kristoffer Hari, ha 15 anni, e si esprime già a 10.37 nei 100. A Banska Bystrica, infine, temperature-record: non ne soffre la 17enne islandese Anita Hinriksdottir che sugli 800 fa un interessantissimo 2:01.17, senza avversarie. Nel martello, 71.49 della Hrasnova.

Ritiri: Sebrle e Mulaudzi

Roman Sebrle è stato uno dei più grandi decatleti di sempre: solo i malanni fisici gli hanno impedito di competere per garantirsi la qualificazione ai Mondiali di Mosca, e a 38 anni e mezzo ha detto basta. Ex-primatista mondiale e primo atleta a superare i 9.000 punti, ha vinto l'Olimpiade di Atene, il mondiale a Osaka, due edizioni degli Europei, due mondiali e tre europei indoor. Fine carriera anche per il sudafricano Mbulaeni Mulaudzi, campione del mondo degli 800 metri a Berlino 2009 e argento olimpico a Pechino. Al suo attivo anche il titolo mondiale indoor del 2004.

Nuovo sprinter per i britannici

Delano Williams (Turks & Caicos) è britannico, e può gareggiare con effetto immeditato per l'Union Jack. Allenatosi recentemente alla corte giamaicana, il 19enne sprinter quest'anno si è portato a 20.27 nei 200 metri. Lo scorso anno è stato campione del mondo junior a Barcellona vincendo la finale in 20.48.

Infortuni

Fuori dal Mondiale e per tutta la stagione due altisti illustri: l'ex-campione olimpico Andrey Silnov e il bronzo mondiale Trevor Barry. Anno già finito anche per il campione europeo di decathlon Romain Barras e per la ostacolista tedesca Carolin Nytra. Il nome più grosso tra quelli dei recenti infortunati, però, è quello di Pamela Jelimo, la kenyana olimpionica degli 800 a Pechino e quarta a Londra.



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