Mondo: Simbine Pretoria-express

20 Marzo 2017

In Sud Africa, Akani Simbine e la novità Roto sfrecciano sui 100. A Cuba tre triplisti oltre i 17 metri. Le migliori corse del weekend a Seul, Lisbona e New York.


 

di Marco Buccellato

Dagli oltre 1200 metri abbondanti di altura, dove la terrazza di Pretoria si affaccia (idealmente) sul mare ben distante, arrivano le prime volate stagionali sotto i 10". Uno degli autori, Akani Simbine, è già noto nel club dei "meno dieci". L'altro, il 22enne Thando Roto, è la new entry di un elenco che, al limite del crono da lui registrato due giorni fa (9.95, tre decimi di progresso in un anno), conta settantaquattro velocisti. Simbine ha già corso tre volte in meno di 10" negli ultimi giorni (dieci in carriera e un best di 9.89 a Szekesfehervar, in Ungheria): prima 9.93 a Bloemfontein (ancora più in alto di Pretoria e condito da un 19.95 sui 200), poi due volte nel weekend, 9.98 in batteria e 9.92 (vento 1.2) in finale, in occasione dei Gauteng North Championships. Sono anche le migliori volate mai registrate nella "early season" (marzo compreso), alle prime battute del lungo calendario internazionale.

400HS RECORD ALLIEVI, MA.. - I campionati hanno anche registrato il primato mondiale under 18 (ma con le barriere di categoria, 84 centimetri) di Sokwakhana Zazini, ragazzo del settembre 2000, progredito di due secondi sul personale fino a 48.84. Sempre in Sud Africa va cercato chi in passato scese già sotto i 49" da allievo, ma con le barriere senior da 91 centimetri: è L.J. van Zyl, che vinse il Mondiale junior di Kingston 2002 (quello che lanciò nel firmamento il quindicenne Usain Bolt) in 48.89.

CUBA, TRIS DI TRIPLISTI - Exploit nella Copa Cuba a L'Avana: oltre mezzo metro di progresso del triplista Andy Diaz, atterrato con vento legale a 17,40 in una gara in cui il 18enne Cristian Atanay Nápoles ha infranto per la prima volta la barriera dei 17 metri (17,27, settimo under 20 all-time) e Lazaro Martinez, a sua volta primo allievo oltre i 17 metri e con tre titoli mondiali in tasca (uno da allievo e due da junior) ha saltato 17,05 (due volte) con vento eccessivo. Nella manifestazione anche il 2:00.12 di Rose Almanza sugli 800, il 13.33 di Yordan O'Farrill nei 110hs e i buoni riscontri delle discobole: Yaime Perez 65,57 e Denia Caballero 64,08.

Esordio di Yarisley Silva, senza macchia fino a 4,40 con tre errori a 4,50.

AMERICA, SI PARTE - Prime battute di una stagione USA lunga 100 giorni. L'allievo del 2000 Tyrese Cooper è sceso a 20.55 a Jacksonville (già 45.55 sui 400 un mese fa). La 17enne Symone Mason gli fa eco con 11.24 e 23.00 (legali). Candace Hill, la prima allieva a correre i 100 sotto gli 11" è partita con un 200 da 22.76 a Atlanta. Tre centesimi in più (22.79) per Kendall Ellis a Los Angeles. La ragazza si è battuta come un leone nella finale dei 400 agli NCAA della settimana scorsa, perdendo da Shakima Wimbley ma pareggiandone la world lead indoor in 51.07. Ancora dalla California arriva il primato norvegese di Amalie Iuel sui 400 piani in 51.81, precoce record europeo stagionale. Dagli ostacoli, 12.78 di Kori Carter a 0.02 dal personale a Tempe. Concorsi: personale di Morgann LeLeux nell'asta (4,61) e 5,65 dell'astista Chris Nielsen, altro leone ruggente under 20 sulla scia di "Mondo" Duplantis.

AMOS KIPRUTO 2H05:54 A SEUL - Il miglior risultato del weekend su strada arriva dalla Corea, dove il keniano Amos Kipruto, vincitore della maratona di Roma 2016, in 2h05:54 ha realizzato la quarta prestazione stagionale. Va detto che nella maratona di Dubai di due mesi fa Kipruto transitò al 30° km in 1h27:39 da pacemaker, un secondo davanti a Tamirat Tola, poi vincitore in 2h04:11. L'anno prima, sempre a Dubai e sempre da pacemaker, coprì i primi 30 km in 1h27:20, tempo da record del mondo, assieme a Edwin Kibet Koech e Sisay Lemma Kasaye. Il primato valse per quest'ultimi, poiché Kipruto non terminò la gara, requisito necessario per l'omologazione di un primato su distanza intermedia. Il primato fu poi abbassato a 1h27:13 da Eliud Kipchoge e Stanley Biwott a Londra. Per tornare alla Seul Marathon, dieci keniani ai primi dieci posti, con crono di valore anche per Felix Kipchirchir (2h06:03), Mark Korir (2h06:05), Norbert Kipkoech (2h06:07) e il vincitore uscente Wilson Loyanae (2h06:27). Donne: prima Margaret Agai in 2h25:52 davanti a Ashete Bekele (2h25:57, già seconda a Roma) e Mercy Kibarus (2h26:52), già vincitrice a Venezia.



PRIMEDONNE A LISBONA - L'olimpionica dei 5000 Vivian Cheruiyot ha perso la mezza maratona di Lisbona (1h09:44) da un'altra titolata, l'oro di maratona a Pechino 2015 Mare Dibaba (1h09:43). La Cheruiyot era alla seconda esperienza sui 21,097 km dopo il vittorioso debutto di Newcastle del settembre scorso. Tra un mese esordirà sui 42 km a Londra. Al maschile vittoria del neozelandese Jake Robertson (debutto sulla distanza e al rientro dopo un anno e mezzo) in 1h00:01 sul kenyano James Mwangi (1h00:11). Nelle altre corse del weekend, record del percorso dell'etiope Mesfin a Chongqing (2h09:49) con successo femminile di Rael Kiyara in 2h26:22, e terza vittoria di fila di Molly Huddle nella mezza maratona di New York (1h08:19, due secondi meglio dell'esordiente Emily Sisson). Nella gara maschile successo di Feyisa Lilesa in 1h00:04 e altra ottima prova dello scozzese Callum Hawkins, secondo in 1h00:08 a ottto secondi dal personale.  

MONDO IN MARCIA - A Lugano vince la 20 km uomini l'irlandese Alex Wright in 1h21:19 sul britannico Tom Bosworth (1h21:53) e sul plurimedagliato spagnolo Miguel Angel Lopez (1h22:01). Alla lituana Brigita Virbalyte-Dimsiene la 20 km donne in 1h32:17. Assegnati i titoli d'Asia a Nomi: vincitori il coreano Kim Hyu-Sub in 1h19:50 e la cinese Wang Na in 1h30:51. Nella gara maschile, però, il primo al traguardo è stato in 1h21:40 il giapponese Matsunaga, che ha gareggiato fuori classifica. A Monterrey, per lo IAAF Race Walking Challenge, il canadese Evan Dunfee (quarto a Pechino e primatista del continente americano) si è imposto sui 50 km in 3h46:02.

RITIRI - Negli ultimi 15 giorni hanno lasciato l'attività alcuni atleti di gran nome. Oltre alle svedesi Susanna Kallur e Emma Green (fine carriera agli Euroindoor di Belgrado), salutano piste e pedane Francis Obikwelu (argento olimpico dei 100 a Atene e tre titoli europei all'aperto, primatista europeo in 9.86), i russi Natalya Antyukh (oro olimpico a Londra sui 400hs) e Aleksandr Shustov (campione europeo nell'alto a Barcellona), il 26enne giavellottista statunitense Sam Crouser (cugino del pesista oro olimpico a Rio) e la neozelandese Kim Smith, tre partecipazioni olimpiche e tre iridate e primatista in Oceania su 5000 e 1000 metri.

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