Mondo: Masai-Karoki, duetto kenyano

22 Settembre 2014

L'iridata dei 10000 di Berlino risorge in Olanda, Karoki 59:22 a Philadelphia, estoni in copertina con Pahapill e Kanter.

 

Dieci miglia di Kenya

Ancora un grande successo di iscritti per la Dam tot Damloop (dieci miglia su strada, 45.000 partecipanti, trentesima edizione) da Amsterdam a Zaandam: i fuochi sono nuovamente tutti kenyani, dopo le vittorie a matrice "mista" dello scorso anno dell'eritreo Nguse Tesfaldet Amlosom e di Joyce Chepkirui. Nella doppietta kenyana fa notizia soprattutto il ritorno al successo di Linet Masai, campionessa mondiale dei 1000 a Berlino, che non vinceva una gara dal 31 dicembre scorso. Per la Masai, già proiettata verso la stagione del cross, una netta affermazione in 53:09 sulla campionessa olimpica di maratona Tiki Gelana (Etiopia, 53:57) e sulla sempreverde Hilda Kibet (54:25).

Per John Mwangangi, secondo l'anno scorso dietro Amlosom, un ritorno alla vittoria a Zaandam dopo il successo del 2010, in 45:45, a debita distanza dal record mondiale di Leonard Komon (44:27), ottenuto sullo stesso percorso, Il kenyano, prossimo a correre la maratona di Amsterdam tra meno di un mese, ha preceduto il vincitore uscente Amlosom di due secondi, e di sette Kinde Atanaw, etiope, in una corsa dove i primi chilometri sono stati percorsi a ritmo particolarmente alto. Per tutti, le difficoltà ambientali dovute alle raffiche di vento.

Philadelphia: Kenya-Etiopia, Kastor poker mondiale

Nella 37esima edizione della Rock 'N' Roll Philadelphia Half-Marathon di Philadelphia successo kenyano con Bedan Karoki nella gara maschile e etiope con Aberu Kebede in quella femminile. La copertina dei media va però in larga parte alla 41enne Deena Kastor-Drossin, bronzo olimpico di maratona nel 2004, che in 1:09:36, a due minuti dal personale, ha celebrato il bel terzo posto a suon di record mondiale Master, migliorato di 20 secondi (abbassando il primato americano Master di ben due minuti). In aggiunta, ha stabilito altri tre primati mondiali di categoria, sui 15 km (49:03), sulle dieci miglia (52:41, meglio della Masai a Zaandam) e sui 20 km (1:05:52).

Per Karoki un 59:21 che lo colloca sulla soglia delle 50 migliori prestazioni assolute sulla distanza, nonostante i propositi che indicavano un sub-59 come obiettivo principale. Sotto l'ora anche l'altro kenyano Cyprean Kotut, in 59:58. Dejen Gebremeskel, etiope argento olimpico a Londra sui 5000, ha esordito sulla distanza in 1:02:35. Il vincitore uscente Geoffrey Mutai ha invece dirottato il proprio impegno del fine settimana in una corsa su strada in Kenya. Nella gara femminile la questione si è risolta in favore di Aberu Kebede in un buonissimo 1:08:39 davanti alla kenyana Caroline Rotich (1:09:20). Poi, la Kastor, e più indietro Kara Goucher (sesta in 1:11:39). Entrambe correranno la maratona di New York.

Si è corso anche un 5 km vinto da Lawi Lalang in 13:29 su Bernard Lagat (13:31).

Provvidenza Huddle

La miglior fondista USA della stagione, Molly Huddle, ha vinto per la quarta volta il campionato USA dei 5 km sul percorso della sua città, a Providence, in un ottimo 15:10, precedendo di 15 secondi Jordan Hasay (settima la junior Mary Cain). Tra le migliori corse del fine settimana internazionale, vanno in archivio anche la Sydney Marathon e la Siberian Marathon di Omsk. In Australia record della corsa per due etiopi, Gebo Burka in 2:11:18 e Biruktayit Eshetu Degefa in 2:29:42, che ha migliorato se stessa e bissato il titolo di vincitrice uscente. Burka ha battuto diversi atleti con personali intorno alle 2:06-2:07. Nella siberiana Omsk doppia affermazione kenyana con John Kyalo (2:14:50) e Purity Kimetto (2:38:52). Tra i mancati vincitori, il qatariano Nicholas Kemboi. In Africa, in considerazione delle caratteristiche del percorso emerge l'ottimo 2:10:45 registrato dal kenyano Willy Kibor a Città del Capo nella Sanlam Cape Town Marathon. Egualmente buono il 2:31:00 della etiope Meseret Biru, vincitrice della 42 km femminile.

Comebacks

Ormai corre solo per divertirsi, ma ogni volta che calza le scarpette, Paula Radcliffe fa notizia. A 41 anni e a trenta mesi dall'ultima gara, la britannica cinque volte campionessa mondiale ha corso una 10 km a Worcester in 35:49, chiudendo terza a circa un minuto e mezzo dalla vincitrice Jennifer Nesbit. Nei programmi, il ritorno alla 42 km nella London Marathon di aprile. E' prossima al rientro anche Vivian Cheruiyot, quattro volte iridata, reduce dalla sosta per maternità. Riprenderà in novembre col cross, prima di tornare in pista in estate sui 5000. Sulla via della ripresa degli allenamenti, tra poche settimane, ci sono anche Yelena Isinbayeva e la campionessa mondiale di lancio del giavellotto Christina Obergföll, entrambe neo-mamme.

Talence, vincono Pahapill e la Schäfer

L'estone Mikk Pahapill, campione europeo indoor di eptathlon a Torino nel 2009, ha vinto il Decastar di Talence non senza sorpresa. Al 31enne di Kuressaare è bastato superare di poco gli ottomila punti (8.077) per assicurarsi il successo contro l'ucraino Oleksiy Kasyanov (8.062), rimontato nella seconda giornata,  e il cubano Yordani Garcia (7.945). Miglior qualità tecnica nell'eptathlon, dove la tedesca Caroline Schäfer (6.383) ha battuto l'ucraina Anastasiya Mokhnyuk (al personale con 6.220 punti), e la bielorussa Yana Maksimava (6.189). Solo undicesima la campionessa mondiale Hanna Melnychenko (non ha corso gli 800 finali).

A dispetto dell'annunciata partecipazione sulle dieci erculee fatiche, il campione europeo di salto triplo Benjamin Compaore ha dato forfait per un problema all'adduttore. Sempre per infortunio, assenti Pascal Behrenbruch e Laura Ikauniece.

Ultime grida dalla pedana

Nel finale di stagione Gerd Kanter ha trovato le misure più lunghe dell'anno. Il campione olimpico di Pechino si è migliorato prima a Tallinn con 65,44, poi due giorni fa in un campionato regionale estone a Turi con 66,26. In entrambe le occasioni ha battuto il connazionale Martin Kupper (64,98 e 64,26). Nella Repubblica Ceca i giavellotti di Barbora Spotakova e di Petr Frydrych (rispettivamente 61,75 e 81,71 a Domazlice), e di Vitezslav Vesely (81,55 a Prostejov) regalano ancora qualche sussulto. Un Decanation in versione slovena si è disputato a Lubiana (Balkanation): otto squadre nazionali in un programma di sedici gare. Ha vinto la Slovenia, unica squadra a superare i 100 punti, su croati e turchi. Risultati tecnici modesti, ma successi di atleti di vertice quali Amela Terzic sui 1500, Primoz Kozmus nel martello, Martina Ratej nel giavellotto.

Giochi asiatici con Barshim

Il caldendario internazionale su pista si sposta in Oriente tra pochi giorni. Nella manifestazione panasiatica di Incheon non mancheranno atleti di primo piano, su tutti Mutaz Essa Barshim nel salto in alto, il primatista asiatico dei 400 metri Yousef Al-Masrahi, Albert Rop sui 5000 e lo sprinter qatariano Femi Ogunode. Qualità è attesa anche dai lanci e nelle gare di marcia.

Berlino, première d'autunno

Oltre un milione di spettatori è previsto lungo il percorso della Berlin Marathon di domenica prossima, giunta alla quarantunesima edizione. Berlino, la città dei record mondiali, torna ad ospitare la maratona dell'ultimo primato del mondo maschile in senso cronologico, il sensazionale 2:03:23 ottenuto un anno fa dal kenyano Wilson Kipsang Kiprotich. Anche stavolta il line-up dei partenti è grandioso: al via nella corsa maschile ci saranno Dennis Kimetto e Emmanuel Mutai, di nuovo uno contro l'altro dopo la favolosa maratona di Chicago 2013 (2:03:45 e 2:03:52), il campione del mondo di mezza maratona Geoffrey Kipsang Kamworor, e l'etiope Tsegaye Kebede. Tra le donne, la più ambiziosa sotto il profilo cronometrico sembra la statunitense Shalane Flanagan, che ha intenzione si migliorare il record americano di 2:19:36 di Deena Kastor, contando sull'aiuto di due pacemakers dedicati. Dovrà fare i conti con il duo etiope composto da Tirfi Tsegaye e Feyse Tadese, e con la giapponese Kayoko Fukushi.

Marco Buccellato

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