Mondo: James esordio in 44.31, Bolt 20.20

12 Aprile 2015

L'olimpionico di Londra apre con una grande prestazione a Tempe e aspetta LaShawn Merritt. Bolt 20.20 a Kingston. Gatlin risponde con 20.10. Il peso di Kovacs a 22,35. Maratone a Parigi e Vienna. In arrivo c'è Boston.


 

Kirani James 44.31, ora c'è Merritt

Kirani James brilla e splende anche Bralon Taplin, altro elemento della nidiata di quattrocentisti del piccolo stato caraibico di Grenada. Il campione olimpico, all'esordio stagionale nel Sun Angel Classic di Tempe, ha fatto il vuoto sui 400 in 44.31, portando al personale il coetaneo e connazionale Taplin (44.89). Entrambi hanno preceduto Lendore, specialista di Trinidad, terzo in 45.18. Inizio probante per James, in attesa del primo scontro stagionale con LaShawn Merritt, in programma tra due settimane alle Drake Relays di Des Moines. L'anno scorso, nella stessa manifestazione, James perse contro Merritt, ma si trattò dell'unica sconfitta stagionale del grenadino sui 400 metri. Nei confronti diretti con Merritt, James è in vantagio per 7 a 5. A Tempe bravi anche l'altro olimpionico Aries Merritt in 13.29 sui 110 hs e la novità Shaquille Walker sugli 800 1:45.78 (buona stagione indoor comprendente distanze spurie come 500 e 600).

Bolt 20.20

Per il primo 200 metri dopo la vittoria ai Mondiali di Mosca 2013, Usain Bolt ha scelto l'UTech Classic di Kingston, dove non sono mancati risultati interessanti e qualcuno inaspettato. Se i 200 metri del recordman mondiale si sono risolti in una sorta di allungo non particolarmente brillante (ne è comunque uscito un 20.20), i 100 femminili hanno lanciato in orbita la giovane Elaine Thompson, 11.17 l'anno scorso e 11.10 controvento pochi giorni fa, scesa abbondantemente sotto gli 11.00 in 10.92, record mondiale stagionale. Un limite stagionale è stato realizzato anche da Shericka Jackson sui 400 (51.39). Parata di stelle sui 200 donne, vinti da Shelly-Ann Fraser-Pryce in 22.96 di un centesimo su Sherone Simpson. Quarta (22.37) Kerron Stewart

Gatlin 20.10 con un soffio di vento in più

Al 20.20 di Usain, Justin Gatlin ha idealmente risposto correndo in 20.10 con 2,1 metri di vento al secondo a favore in un meeting a Tampa. E' andata meglio, nella prova femminile, a Candyce McGrone, che ha fermato il cronometro con vento legale a 22.56, mondiale stagionale.

Kovacs, bordata da 22,35 nel fine settimana USA

Grande risultato nel Johnson/JJK Invitational di Los Angeles del pesista Joe Kovacs: migliorandosi fino a 22,35 ha realizzato la dodicesima prestazione all-time, progredendo di 32 centimetri rispetto al 22,03 col quale conquistò le vette stagionali nel 2014 a Sacramento. Tra le altre cose Made in USA del weekend, ricordiamo il 21,03 del collega di specialità Reese Hoffa, gli 8.232 punti del decatleta Scantling a Athens, i 2,32 del canadese Derek Drouin a Austin e un buon 110 ostacoli a Greensboro con Ash a 13.30 e Porter, marito dell'ostacolista britannica Tiffany, a 13.40. Ancora dai lanci, 84,09 del giavellottista Glover a Knoxville.

Salti: Sandi Morris conferma i progressi della stagione indoor superandosi all'aperto con 4,62 a Fayetteville. La stellina Prandini ha esordito all'aperto vincendo i lungo di Fayetteville con 6,41. La travolgente ostacolista Brianna Rollins ha corso una serie minore dei 200 a Austin, vincendo in 23.70, tenendosi per ora alla larga dai 100 ostacoli, vinti da Queen Harrison in 12.97. Nella serie migliore dei 200, 22.70 della Akinosun e 22.76 della Hastings. In Europa, nei campionati spagnoli dei 10000 a Huelva si è registrato un ottimo 31:12.93 dell'ospite portoghese Sara Moreira davanti alla connazionale Ana Dulce Felix (31:34.17). Ancora in tour in Argentina, il campione del mondo di lancio del martello Fajdek ha ottenuto 79,79 nella capitale Buenos Aires.



Parigi: exploits di Korir e Mengistu

Sorpresa doppia nella 39ª maratona di Parigi: la corona di successori a Kenenisa Bekele e Flomena Cheyech, vincitori un anno fa, è finita sul capo di due outsiders, il 30enne Mark Korir e la 25enne Meseret Mengistu. L'etiope è rimasta sempre in posizioni di avanguardia tra le prime quattro per gran parte della corsa, e solo nell'ultimo chilometro ha sfruttato il cedimento della connazionale Amane Gobena, mentre Korir ha trovato energie per rimontare atleti più accreditati nei cinque km finali per vincere con largo margine, al traguardo, in 2:05:48, terzo crono della storia parigina, arricchito anche da un ottimo "negative split" (1:03:21 a metà gara, 1:02:27 nella seconda parte).

Un mese fa, sempre a Parigi, aveva corso la mezza con un ottimo secondo posto in 1:00:48. Michael Kigen, favorito e per buona parte della seconda metà di gara con speranze di vittoria, ha perso freschezza dopo il 38° km, rimontato anche da Luka Kanda (2:07:20, personale per l'ex-vincitore della maratona di Roma) e dall'etiope Seboka Tola (2:07:33), chiudendo quarto in 2:07:42. Classifica cronometricamente brillante, con sette atleti sotto le 2:08 (tra cui Kirwa e Laban Korir) e ben dieci sotto le 2:10.

Altrettanto imprevisto il miglioramento della Mengistu (2:23:26, sei minuti di progresso), giunta al traguardo con gambe e polmoni ancora in condizioni di efficienza, al contrario della Gobena, sfinita, pur se accreditata di un crono eccellente (2:23:33, personale). Eccellente il terzo posto in 2:24:43 della kenyana Visiline Jepkesho, alla terza maratona della carriera dopo i successi di Milano e Lisbona nel 2014. Al terzo step, sale sul podio di una maratona-top e sottrae altri due minuti al personale. I primi francesi al traguardo sono Abdellatif Meftah, undicesimo in 2:11:11 e Martha Komu (origini africane come Meftah), cronometrata in 2:33:33. Aveva vinto a Parigi, ma da kenyana, nel 2008. Sophie Duarte, sotto osservazione all'esordio, si è ritirata dopo 30 km e una metà gara non male in 1:14:14.

Vienna, kenyane sconfitte da una svizzera

L'elvetica Maja Neuenschwander, nona agli Europei di Zurigo, ha vinto la maratona di Vienna in 2:30:09. Se da un lato era attesa una prestazione importante, alla luce delle ultime uscite della maratoneta svizzera, non era previsto addirittura un successo contro kenyane di buon valore come Agnes Mutune (seconda in 2:30:19), Esther Chemtai (terza in 2:30:32) e Caroline Chepkwony (quarta in 2:30:36), tantomeno contro la tedesca Anna Hahner (quinta in 2:30:50), la cui partecipazione alla 42 km austriaca era stata annunciata con grandi clamori dai media, avendo vinto l'anno scorso.

Nella corsa maschile si è imposto l'etiope Sisay Lemma (era tra i 3-4 possibili candidati a un piazzamento di vertice alle spalle del favoritissimo Feleke, ritirato per problemi muscolari), in 2:07.31, vicino al personale di 2:07:06 stabilito in gennaio a Dubai. Nettissimo il suo successo, con quasi cinque minuti di margine sul secondo classificato. I record della corsa restano saldamente nelle gambe di Getu Feleke (2:05:41, l'anno scorso) e di Maura Viceconte (2:23:47, record italiano dal 2000 al 2012).

Brighton, doppietta kenyana

Nella città marinara inglese vincono Duncan Maiyo in 2:10:15 e Peninah Wanjiru in 2:34:24. Maiyo ha preceduto il vincitore dell'edizione di due anni fa, Dominic Kangor (2:11:52), secondo l'anno scorso. Per la 30enne Wanjiru, invece, si trattava dell'esordio sulla distanza, un successo arricchito dalla soddisfazione di aver battuto atlete esperte quali Lishan Dula e Eunice Kales, che vinse a Brighton due anni fa.



Incontro a metà strada

La 57ª edizione delle Mt SAC Relays di Walnut è in calendario dal 16 al 18 aprile, con adesioni di atleti di primo piano quali la nigeriana Okagbare, due volte sul podio a Mosca 2013 su lungo e 200, che si cimenterà, allungando, sui 400. Troverà Alysia Johnson-Montaño, che dimezzerà i giri, essendo gli 800 la sua distanza preferita. Altra specialista in cerca di sensazioni nuove è l'ostacolista Lashinda Demus, a sua volta impegnata sugli 800 contro Martinez e Vessey. Sprint donne con Gardner e Duncan, il cinese Zhang Guowei nell'alto, il ritorno di Jill Camarena nel peso. Sempre nel peso, vertice in Kansas, col primo duello al sole tra Cantwell, Whiting e Hoffa e molta altra gente capace di over 21 metri. Ripresosi dall'infortunio invernale, nel weekend potrebbe esordire lo sprinter francese Vicaut, in trasferta d'oltremare a Réunion assieme all'argento europeo indoor dei 60 hs Bascou.

La maratona di Boston

Fino al record mondiale di Dennis Kimetto a Berlino, tra i tanti capitoli sportivi scritti nella storia della maratona di Boston c'era anche quello di 42 km più veloce di sempre. Nel 2011, ricorderete, il tracciato fuori dalle regole e alcune condizioni ambientali difficilmente ricombinabili produssero cose mirabolanti, come il 2:03:02 di Geoffrey Mutai e il 2:03:06 di Moses Mosop. Due anni dopo, la tragedia dell'attentato ordito da due folli in prossimità del traguardo. Un anno fa, la rinascita della corsa con storia solo sportiva, a firma di Meb Keflezighi, capace di riportare il successo agli Stati Uniti dopo 29 anni (ci riproverà anche lunedì 20).

Per la 119ª edizione le news riportano i forfaits femminili della etiope Daska, sostituita però dalla 19enne Shure Demise, capace a Dubai della miglior prestazione mondiale junior in 2:20:59, della lusitana Barros e della kenyana Cynthia Limo (esordio rinviato). Per gli USA c'è Shalane Flanagan, che l'anno scorso partì a razzo e chiuse settima in 2:22.02. Nella lunga scia africana al via, spiccano i nomi di Sharon Cherop, Caroline Kilel, Joyce Chepkirui, Caroline Rotich (Kenya) e di Aberu Kebede, Mare Dibaba, Bizunesh Deba e Ejegayehu Dibaba, la sorella maggiore della neo-mamma Tirunesh e della pluriprimatista indoor Genzebe, per l'Etiopia. Dall'Europa, torna a Boston la bielorussa Duliba (2:21:29 l'anno scorso, già 2:23:06 quest'anno).

Tra gli uomini, il ritorno dell'ex-recordman mondiale Patrick Makau, gli altri kenyan Wilson Chebet e Franklin Chepkwony (sul podio con "Meb" lo scorso anno), gli ex-vincitori di Boston Wesley Korir e Lelisa Desisa (argento a Mosca), il due volte iridato Abel Kirui, l'altro medagliato mondiale Tadesse Tola, il kenyano Bernard Kipyego. Non è finita: al via anche gli etiopi Tsegay, Gebremariam, e la ciliegina dell'iscrizione dell'eritreo Zersenay Tadese, multicampione del mondo di mezza maratona. Altre maratone della prossima settimana; Hannover (Benjamin Kiptoo e Souad Ait Salem al via), la prima edizione della 42 km di Rabat (anche campionato nazionale), Nagano e Zurigo.

Marco Buccellato

Usain Bolt (foto Colombo/FIDAL)

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