Mondo: Istanbul, antipasto londinese

05 Marzo 2012

A pochi giorni dal via, i Mondiali indoor di Istanbul presentano stelle affermate e giovani leoni a caccia di gloria. Nel mirino, però, c'è l'estate, e le Olimpiadi di Londra

di FIDAL


 

Istanbul, numeri in anteprima

Poco più della meta dei detentori del titolo mondiale indoor conquistato due anni fa a Doha non sarà a Istanbul per la difesa e la riconquista della medaglia d'oro mondiale. Tra le ragioni, alcune sono da ricercare in alcuni infortuni (Kaki, Vlasic, Lolo Jones, la Dunn) e in altri casi in seguito una programmazione mirata ai Giochi Olimpici. Qualcuno non si è qualificato (Cantwell) ed altri non sono in una forma accettabile (Hooker, Savinova). Quasi settecento atleti (cento più che nell'edizione di Doha) di ben 172 federazioni nazionali (un record) daranno vita al mondiale indoor all'Atakoy Arena di Istanbul.

Squadre europee, i protagonisti del mondiale indoor

Iniziamo dall'Est: per la Slovacchia c'è la due volte finalista mondiale del triplo Dana Veldakova. Estonia col campione europeo di Torino Pahapill e con la saltatrice in alto Iljustsenko. Slovenia con le due accreditate tripliste Sestak e Rodic. Occhio all'Azerbaijan: due iscritti, entrambi mine vaganti dei 3000 metri, Layes Abdullayeva e Hayle Ibrahimov, entrambi ex-etiopi e con ottime credenziali. Bielorussia con Kravchenko nell'eptathlon e con molte ragazze di grande livello, tra le quali la co-favorita del peso Ostapchuk, la Arzamasava sugli 800, la Kareiva sui 1500, la lunghista Mironchyk-Ivanova. La veterana Veneva guida il team bulgaro, del quale fanno aprte anche la velocista Lalova e la fortissima quattrocentista Stambolova. Romania con Oprea nel triplo e l'emergente Petre nell'alto donne. Una ex-romena è attesa con la divisa della Moldova: è l'ottocentista Popescu.

Europa centro-occidentale

Alla settima partecipazione iridata indoor, l'altista Ruth Beitia guida una selezione spagnola di venti elementi, dove spiccano i mezzofondisti Reina, Marco e Bustos e il talento del lungo Caceres. Sara Moreira (3000) e il pesista Fortes sono le carte del Portogallo. Germania: 17 atleti, con punte di grande caratura quali il campione del mondo outdoor di getto del peso David Storl, gli astisti Otto e Mohr (entrambi in forma invidiabile, il primo ancora su grandi misure con 5,84 a Dessau), e le ragazze Spiegelburg (asta), Kleinert e Schwanitz (peso). Per la Svizzera la lunghista Pusterla, per gli austriaci l'ostacolista Beate Schrott e un paio di discreti mezzofondisti.

Benelux e paesi dell'area scandinava

Attesissima all'esame mondiale la junior olandese Dafne Schippers (con la ventenne Jamile Samuel) sui 60 metri. Per il Belgio c'è Tia Hellebaut, olimpionica di salto in alto. Assente la Finlandia, la Svezia ripone ambizioni nelle altiste Ebba Jungmark e Emma Green Tregaro. Spedizione di una sola unità per la Norvegia, che seleziona sulla pedana dell'alto Tonje Angelsen.

La Turchia padrona di casa

Ben venti atleti selezionati per onorare al meglio il mondiale in casa: di questi, le maggiori chances sembrano esserci per due atleti ex-kenyani, Polat Kemboi e Ilham Tanui, entrambi ovviamente mezzofondisti. Discreta qualità è attesa dalle partecipazioni dell'altista Ayhan, dalla mezzofondista Karakaya.

Curiosità per la presenza della lanciatrice Demeli, 16 anni ancora da compiere e già vicina ai 17 metri.

Altri teams: Etiopia, pochi ma buoni

Sono solamente 10 gli iscritti per le gare iridate, ma tutti potenzialmente nell'orbita-medaglia, ad iniziare da Meseret Defar (3000) Genzebe Dibaba, Tizita Bogale, e sul versante maschile Mohamed Aman Geleto sugli 800,  Mekonnen e Wote nei 1500, ed il terribile duo Gebremeskel-Alamirew nei 3000 maschili. Ancora Africa: tra gli otto atleti marocchini selezionati per Istanbul spiccano i nomi della Akkaoui e della Selsouli (800 metri la prima, ancora indecisa tra 1500 metri e 3000 la seconda), e dei maschi Laalou e Iguider nei 1500. Il Ghana ripropone il forte lunghista Gaisah e il neo-acquisto Abeiye, un velocista al debutto con la divisa ghanese, di provenienza britannica. Per l'Algeria la Rahouli nel triplo e l'ostacolista Lazib, migliorato moltissimo nelle ultime due stagioni sotto guida tecnica francese. Per il Sud Africa c'è l'immancabile lunghista Godfrey Khotso Mokoena.

USA, sono in 51

La spedizione più numerosa dei campionati: tra i nomi di maggior peso troviamo Bernard Lagat, Brittney Reese, Sanya Richards-Ross e Reese Hoffa. Attesissimi Tianna Madison, lo choc stagionale dei 60 piani femminili, e Will Claye, che continua a progredire nel triplo battagliando col campione del mondo all'aperto Christian Taylor. Ci saranno anche Ashton Eaton, Jess Williams, i velocisti Gatlin e Kimmons, Walker nell'asta, Aries Merritt e la semi-novità Craddock sugli ostacoli, Chaunté Howard-Lowe nell'alto, la Suhr-Stuczynski nell'asta, la Camarena-Williams nel peso. Per restare in Nord America, i canadesi portano in pedana i lanciatori Armstrong e Rodhe (pronto per i 21 metri).

Area caraibica: confermati Veronica Campbell-Brown, Lerone Clarke e Nesta Carter per la Giamaica, sembra tuttavia godere di maggiori prospettive la selezione cubana, forte della presenza della Savigne nel triplo, di Robles sui 60 ostacoli, e dei saltatori Borges e Silva (asta) e del duo maschile del triplo formato da Copello e Girat. Grenada: uno solo atleta, Kirani James, oro mondiale dei 400 a Daegu. Chiudiamo con le Bahamas, col solito Chris Brown (e con il forte Pinder) per i 400 metri, i saltatori Barry e Thomas, la lunghista Stuart e, ancora sulla breccia a 40 anni, la sprinter Sturrup. Altri paesi dal mondo: Valerie Adams è l'unica atleta che rappresenterà la Nuova Zelanda, ed è la co-favorita del peso femminile. Kazakistan: c'è la Rypakova nel triplo a gareggiare per l'oro.

Indoor, Shustov da record

Il campione d'Europa di salto in alto Aleksandr Shustov ha gareggiato nella coppa russa di prove multiple. Il punteggio e il piazzamento (4.564 punti per un undicesimo posto di nessun significato), passano però in secondo piano per il risultato conseguito da Shustov nella prova di salto in alto, un 2,30 che è la miglior misura mai realizzata nella specialità in un concorso indoor di eptathlon. Per la cronaca, vittorie a Logvinenko (5.948 punti) e a Olga Kurban nel pentathlon con 4.577 punti. Ancora dalla Russia, con i ampionati nazionali promesse a Saransk: tra i migliori risultati il 17,04 di Kovalyov nel triplo e il 7"56 dell'ostacolista Shubenkov.

USA, ecco gli NCAA

Ancora un progresso per la velocista nigeriana ex-statunitense Gloria Asumnu, che in Alabama ha corso i 60 pini in 7"07, record nazionale. Per la Asumnu l'ideale rampa per Istanbul, dove è iscritta alle gare iridate.

A Fayetteville esordio di Jeremy Wariner, sconfitto sui 200 metri (20"93) da LaShwan Butler (20"79), ma in altre serie sono più veloci Mitchell (20"70) e Gauntlett (20"75). La stagione indoor volge al termine con la kermesse dei Campionati Universitari NCAA a Nampa, in Idaho, e i campionati High School Nationals a New York, entrambi in programma nel prossimo week-end.

Outdoor, la Pearson all'assalto di Istanbul

Sally Pearson è stata la protagonista assoluta della due giorni di Melbourne, Trials australiani comprensivi della prima tappa del World Challenge IAAF. Con 12"49 sui 100 metri ostacoli, per di più sotto la pioggia, ha realizzato il miglior tempo della carriera sul suolo australiano, candidandosi al ruolo di favorita per i mondiali indoor di Istanbul per la finale dei 60 ostacoli. Dopo aver perso all'esordio stagionale sui 400, il primatista del mondo degli 800 David Rudisha ha debuttato sulla distanza che l'ha reso celebre, segnando un eccellente 1'44"33. Nelle altre gare, 82,97 del giavellottista Bannister e primato personale del pesista Stevenson con 20,16. Nella prima giornata di gare conferma della forma smagliante del saltatore Henry Frayne (17,23 e 17,34 ventoso nel triplo), vittorioso 24 ore dopo anche nel lungo con 8,09, e 49"39 dell'ostacolista Cole. Solo quinto l'olimpionico Asbel Kiprop nei 1500 metri (3'42"52) vinti da Ryan Gregson in 3'38"51.

Marcia, il via in Messico

Il Race Walking Challenge della IAAF è partito con le gare in altitudine a Chihuahua. Nella 50 chilometri successo di Omar Zepeda in 3h48'37" sull'emergente Clemente Garcia (3h50'56") e Jose Leyver Ojeda (3h51'30"). Nella 20 km successo di Eder Sanchez in 1h21'17" sul fortissimo australiano Tallent (1h21'50"). La moglie di Tallent, Claire, ha colto il secondo posto nella 20 km femminile in 1h33'21", battuta dalla portoghese Ines Henriques (1h33'16"). In Spagna si sono assegnati i titoli nazionali della nuova stagione: fa ancora notizia, a 42 anni, Jesus Angel Garcia, capace di vincere l'ennesimo titolo dei 50 chilometri in 3h51'29" e infliggere sette minuti e mezzo di distacco a Benjamin Sanchez. Titolo e primato personale per Maria Jose Poves nei 20 km donne (1h28'15"). Sul podio anche la Vasco (1h28'54") e la Pascual (1h30'29").

Lanci in Russia

Alla vigilia della Coppa Europa di lanci invernali, in Russia si sono assegnati i relativi titoli nazionali: in evidenza subito le campionesse del mondo di Daegu Mariya Abakumova (64 metri nel giavellotto) e Tatyana Lysenko (71,25 nel martello). Altri titoli al 39enne Makarov nel giavellotto maschile (82,20), e al martellista Litvinov, figlio d'arte, con 79,06. La Coppa Europa a Bar, in Montenegro, vedrà tra gli atleti partecipanti la discobola Perkovic (splendido il suo esordio nel weekend a Spalato con 66,85), la tedesca Kleinert nel peso e l'altra discobola Müller. Nell'ultimo fine settimana pre-Coppa anche il 70,40 della martellista inglese Hitchon e il 75,98 di Krisztian Pars in Ungheria.

Maratone e corse su strada, perde Mosop

Primato della corsa nella mezza maratona di Parigi, vinta dal 26enne Stanley Kipleting Biwott in 59'44" sui poco noti Bernard Koech (1h00'06") e Reuben Lemaa (1h00'57"). Solo sesto Moses Mosop, primo a Chicago in autunno e secondo nella straordinaria maratona di Boston dello scorso aprile. Vittoria femminile in 1h07'55" a Pauline Njeri, per un altro tris kenyano sul podio, completato da Peninah Arusei (1h08'12") e Sarah Jepchirchir (1h08'34"). Ancora, dalle strade americane. In Messico il kenyano Erick Monyenye si è imposto in 2h10'40" nella Lala Marathon (ventiquattresima edizione). Marilson Gomes dos Santos si è classificato secondo nella mezza di San Paolo in 1h01'46", battuto di otto secondi dallo sconosciuto kenyano Kachapim.

Cross, campionati nazionali

In Spagna vittoria di Carles Castillejo a Gijon, primo su Guerra e Sergio Sanchez. Netta sconfitta di Nuria Fernandez nel cross nazionale femminile, battuta da Diana Martin. Francia (La Roche sur Yon): titoli sul percorso di 11,275 chilometri a Banjamin Malaty su Belabbas, e alla Picoche che ha preceduto la veterana Bardelle e la siepista Duarte, che partiva con i favori del pronostico. In Svizzera, titoli a Philippe Bandi e Livia Burri.



Condividi con
Seguici su: