Mondo, Francoforte a Kiptoo e Kebede

27 Ottobre 2014

Francoforte è del 38enne Kiptoo in 2:06:49, sfuma il record per la Kebede. Maratone veloci anche a Rennes, Lubiana e Chuncheon.

 

La rivincita del veterano

Un atleta completo e versatile, alla bella età di 38 anni. Questo è in sintesi Mark Kiptoo Kosgei, il vincitore della maratona di Francoforte, un ragazzo avviato tardi alla pratica della corsa, dopo aver speso buona parte della gioventù nelle forze armate kenyane, in patria e all'estero. Dopo aver conquistato credibilità nazionale nel cross, da trentenne, ha ottenuto i migliori risultati in pista sui 5000, dove è stato campione d'Africa (vanta 12:53.86 e 26:54.64 sui 10000). L'anno scorso, al debutto in maratona, aveva perso negli ultimi metri a Francoforte da Vincent Kipruto, segnando un 2:06:16 insolito per un runner di 37 anni. Stavolta, ha rischiato di uscire fuori giri ancor prima del traguardo, quando Mike Kigen e Gilbert Yego hanno provato ad allungare, dopo due ore di corsa. Riuscito a rientrare in gioco nello spazio di 500 metri, Kiptoo ha poi staccato i connazionali, incapaci di reagire al cambio di ritmo.

Il crono premia il 38enne Kiptoo (2:06:49), va il personale al secondo classificato Mike Kipruto Kigen (2:06:59), e coglie il secondo crono della carriera il terzo, Gilbert Yegon (2:07:08). A lungo in lizza per un posto in prima fila, sono giunti uno dopo l'altro al traguardo, tutti col personale, gli etiopi Tebalu Zawude (2:07:10) e Deriba Robi Melka (2:07:16) e il kenyano Ronald Kipkoech Korir, pacemaker che ha corso fino all'arrivo in 2:07:29. Il vincitore uscente Vincent Kipruto ha perso contatto con i primi dopo il 30° km, chiudendo tredicesimo in 2:12:09. L'altro esordiente Vincent Chepkok non ha fatto meglio di 2:13:21 (quindicesimo).

Gabius OK, Mekonnen KO

Sotto le due ore e dieci anche il debuttante tedesco Arne Gabius, bravo a centrare la terza prestazione europea stagionale in 2:09:32 (il miglior tempo di un tedesco da 24 anni), correndo la seconda parte di gara in 1:04:24 dopo la prima metà chiusa in 1:05:08. Pur se partiti molto forte (al 15° km la proiezione finale era di 2:04:22), il primato della corsa di Wilson Kipsang non è mai stato in discussione, e dopo il 35° km il ritmo dei battistrada è salito di 6-7 secondi a chilometro. Le ambizioni di Tsegaye Mekonnen, junior capace di vincere a Dibai in 2:04:32 in gennaio e con l'occhio al record nazionale di Gebrselassie, sono sfumate per il veloce ritmo impresso alla corsa nei primi quindici chilometri, e ha detto basta dopo due terzi di gara.

Aberu Kebede "vede" il record, poi cede

Diverso lo sviluppo della maratona femminile: i passaggi di Aberu Kebede sono stati a lungo al di sotto del record della corsa (2:21:01 di Meselech Melkamu). L'etiope, dopo la prima metà chiusa in 1:10:35, è transitata al 25° km in 1:23:21 (due secondi più rapida della Melkamu, in gara ma ritirata dopo 30 km), al 30° in 1:39:50 (otto secondi) e al 35° in 1:56:38 (ben diciotto secondi), aumentando via via il vantaggio sulle avversarie, ma nel finale la stanchezza ha prevalso e la Kebede ha chiuso in 2:22:22, quarto tempo della storia della 42 km di Francoforte e ottavo crono della stagione.

Solo Africa fino al sesto posto, con Sharon Cherop seconda in 2:23:44, terza l'etiope Ashete Bekele Didi in 2:24:59 (personale), poi ancora tre kenyane, la sorprendente Emily Chemutai Ngetich in 2:25:15, Helah Kiprop in 2:27:14 (anche loro al personale) e Winny Jepkorir in 2:29:05. L'Europa registra il settimo posto di una britannica 44enne della Cornovaglia, Emma Stepto (2:32:40) e l'ottavo posto della tedesca Mona Stockhecke in 2:33:50. Anche loro festeggiano il personal best.

Rennes, primato doppio

Alla quarta edizione, la Vert Marathon di Rennes festeggia per i nuovi record della corsa stabiliti dal kenyano Felix Kiprotich (2:08:05, il precedente era di 2:09:00) e dall'ucraina Olha Kotovska (2:28:47, cancellato il 2:33:08 dell'anno scorso). Kiprotich, che si è migliorato di sei minuti, ha battuto l'esordiente 19enne etiope Birhanu Addisie Achamie (2:10:20) e Benjamin Bitok (2:10:41). Crollati in posizioni di rincalzo gli altri etiopi Roba (2:15:32, finalista olimpico sui 3000 siepi) e Gezahegn (2:16:09), atleti con credenziali di tutto rispetto. La Kotovska ha nettamente battuto un duo di kenyane, Valary Jemeli Aiyabei (2:30:19, sette minuti in meno del precedente personale) e Sara Jebet (2:31:09).

Maratona anche a Tolosa, con successi di Raymond Kemboi in 2:10:59 e della russa Sardana Trofimova, una 26enne che si è superata per ben sette minuti e mezzo, scendendo a 2:28:18. Ha preceduto la kenyana Gladys Kipsoi (2:33:00). Ancora dalla Francia, Il kenyano Titus Kipjumba Mbishei (59:55 sulla mezza maratona una settimana fa a Valencia) ha vinto la 20 km delle 36ª edizione della Marsiglia-Cassis in 59:11, superando l'etiope Mulle Wasihum (59:22), che aveva vinto un anno fa. Successo femminile alla 21enne kenyana Peris Jepchirchir in 1:10:04. I primati della manifestazione restano 58:10 per gli uomini e 1:07:58 per le donne.

Lubiana tris kenyano

Nella maratona slovena di Lubiana (record da battere 2:08:25 di Daniel Too e 2:27:27 di Chepkwony Caroline), l'impresa riesce solo a metà, per merito del kenyano Ismael Bushendich, che eguaglia il primato di Too e vince in 2:08:25 su Elijah Keitany (2:08:37) e Edwin Kibet Koech (2:09:04), realizzando l'ennesima tripletta maschile della stagione in una maratona internazionale (come a Francoforte). Lo strapotere si estende fino all'ottava posizione, con buoni risultati (Julius Chepkwopny 2:10:16, Augustine Ronoh 2:10:17 e Wilfred Kirwa 2:10:26). Tra le donne, manco a dirlo, vince Janet Rono in 2:29:16 sull'etiope Rehima Kedir (2:32:29) e sull'altra kenyana Agnes Mutune (2:33:34). Dal Montenegro la maratona di Podgorica, vinta dal kenyano Silas Toek (2:16:05) e dalla serba Olivera Jevtic (2:38:22).

Corse svizzere: a Losanna si è imposto il kenyano 32enne Jaboc Kiplagat Yator in 2:18:38.

Nella "swisscitymarathon" disputata nell'incantevole Lucerna, risultati trascurabili sui 42 km ma nota per la vittoria nella mezza maratona della siepista, finalista europea a Zurigo, Fabienne Schlumpf, prima in 1:14:52. Nell'ultima corsa in ordine di tempo, oggi a Dublino, successi kenyani con Eliud Too in 2:14:47 su Paul Koech Kimutai (2:14:56) e sul russo Dmitriy Safronov (2:15:12), e di Esther Macharia che in 2:34:15 ha superato l'irlandese Maria McCambridge (2:34:19).

Osaka e Chuncheon

La quarta edizione della Osaka Marathon (quella solo femminile si disputa a fine inverno) è stata vinta dal kenyano Jackson Limo, primo anche la scorsa stagione, in 2:11:43. Sul podio anche i due giapponesi Yusei Nakao (2:14:02), e Sho Matsumoto (2.14:54). Tra le donne vittoria della bielorussa Maryna Damantsevich (diciottesima aglie Europei di Zurigo), in 2:33:04. Quasi 30.000 al via, poco più di 28.000 al traguardo. In Corea, successo di Nixson Kurgat a Chuncheon in un ottimo 2:07:11. In aprile aveva chiuso terzo a Daegu in 2:07:18.

Maratone in Africa

Casablanca: settima edizione della Grand Marathon, con successo di Philemon Rotich in 2:10:19 sull'etiope Sahle Warga (2:11:14) e l'altro kenyano Justus Kimutai 2:12:40. Sarah Kiptoo ha vinto la gara femminile in 2:35:22. Il 26enne Peter Kosgei ha vinto la Standard Chartered Nairobi Marathon, una corsa che premia tradizionalmente atleti poco conosciuti, in 2:12:24, precedendo con uno spunto vincente negli ultimi 200 metri i più conosciuti Elisha Kiprop (2:12:28) e Weldon Kirui (2:12:44). Nella corsa femminile vittoria di Eunice Jeptoo in 2:43:05.

Outdoor: il giavellotto di Arai a 86,83

Il giavellottista giapponese Ryohei Arai è stato il protagonista del Festival Nazionale dello Sport di Nagasaki, portando il personale a 86,83, risultato che gli vale la sesta prestazione al mondo della stagione. Di buon livello anche la gara femminile (Ebihara a 60,25), e i 10 km di marcia maschile, vinti da Yusuke Suzuki in 39:06.43. Nei 50 km di marcia di Takahata in evidenza Hiroki Arai (3:40:34) davanti a Takuya Yoshida (3:43:02). Avvio di stagione australiana con primo exploit di un 19enne, il saltatore in alto Joel Baden, che a Melbourne è salito di ben nove centimetri superando i 2,29 (ringraziamenti a Juck, Jenes, Nakamura).  

Atleti

Sono sulla via del ritorno all'attività diversi atleti tedeschi di primo piano che. per un motivo o per l'altro. nel 2013 sono rimasti a guardare: si tratta di Björn Otto (asta), Christina Obergföll (giavellotto) e Denise Hinrichs (peso, medagliata a Torino 2009, due gravi infortuni ai legamenti). Il campione europeo di salto in lungo a Barcellona 2010 Christian Reif ha invece annunciato a sorpresa il ritiro. Nella stagione in corso aveva portato il personale a 8,49, seconda misura della stagione al mondo. Passaporti nuovi di zecca: potrebbe cambiare nazionalità la sprinter USA Jeneba Tarmoh (11.11 e 22.41 quest'anno), i cui genitori sono nati in Sierra Leone, lo stato che la Tarmoh intende rappresentare a Rio 2016.

Marco Buccellato

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Christian Reif, fine carriera (foto Colombo/FIDAL)


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