Mondiali, Benedetti: ''Ora la semifinale''

10 Agosto 2013

Le dichiarazioni post-gara degli italiani impegnati nella prima giornata della rassegna iridata

 

Giordano Benedetti arriva in zona mista coperto di sudore e di soddisfazione per la qualificazione appena raggiunta nella prima batteria degli 800 metri: "Bene così - le parole del finanziere trentino - per come si erano messe le cose lottare per una posizione in più sarebbe stata una perdita di energie. All'inizio sono rimasto un po' ingarbugliato nel gruppo, perdendo un paio di passi. Poi subito dopo la campana, via in progressione fino all'ultimo rettilineo dove mi sono lanciato in quel tunnel che si era aperto in prima corsia e che mi ha portato al terzo posto. Ho controllato bene nel finale, ma domani sera in semifinale non bisognerà risparmiare niente e mettere in pista tutto quello che ho in corpo. Entrare in finale sarebbe importantissimo".  

Delusione nelle parole del primatista italiano di salto con l'asta, Giuseppe Gibilisco, dieci anni dopo l'oro mondiale di Parigi 2003: “Una giornata no.

Purtroppo non riuscivo a spingere l’asta oggi, facevo fatica, non ho avuto problemi negli ultimi allenamenti, non riesco ancora a darmi una spiegazione su cosa non ha funzionato. Mi volevo divertire, purtroppo non mi sono divertito. Nei giorni scorsi abbiamo fatto delle belle cose, venivo qua fiducioso, però questa qualificazione è stata un po’ un disastro. Il secondo salto non era malaccio, bisognava spingere un po’ di più l’asta, essere un po’ più decisi. Peccato, oggi vestivamo una maglia importante con il nome di Pietro Mennea, non sono riuscito a onorarlo come bisognava fare. Pietro era un mito, mi ricordo quando siamo stati a una cena, eravamo io, lui e Tilli, più di cinque anni fa, quando parlavo con lui io facevo silenzio, perché parlava un mito, se guardavi i suoi occhi sprigionavano una cattiveria, una energia, ascoltarlo era bello, ti faceva capire che dentro di lui c’era ancora la furia che ti fa essere un mito, e lui era un mito. Avevo un anno quando ha vinto l'oro olimpico qui a Mosca, ma ho visto mille volte su YouTube quella sua vittoria meravigliosa. Sono leggende, come Pietro ne nascono uno ogni mille anni. Questa qualificazione mi ha lasciato un po’ di negatività.

Continuerò? Non so, vedremo”.

Non sorride nemmeno Claudio Stecchi. Il 21enne astista fiorentino esce di pedana con parecchio rammarico: "Con 5,55 si entrava in finale ed è una misura che io ho saltato anche quest'anno. I primi due salti erano abbastanza buoni, il terzo non c'era proprio. Eppure ce l'ho nelle gambe, ma oggi non riuscivo ad essere abbastanza veloce nella rincorsa. Peccato veramente...".

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