Milano commossa nel ricordo di Tammaro

09 Aprile 2015

Oggi nel capoluogo lombardo i funerali dello storico presidente dell'Atletica Riccardi


 

Folla, commozione e tanto Verde “Riccardi” all’addio a Renato Tammaro. Si faticava a trovare posto questo pomeriggio nella chiesa di Santa Croce in Via Sidoli a Milano: sono stati infatti tantissimi gli esponenti del mondo dell'atletica ad aver partecipato all’ultimo saluto al “presidentissimo” dell’Atletica Riccardi scomparso domenica a 89 anni. Tanti amici dell’atletica ma anche dello stesso Tammaro, raccolti nei 69 anni che l’hanno visto prima fondatore (nel 1946) e poi unico presidente del club biancoverde, storico sodalizio milanese approdato proprio nelle ultime stagioni a quattro scudetti nei Campionati di Società Assoluti.

A stringersi attorno ai figli di Renato, Sergio e Daniela (presenti anche i giovani nipoti, Bianca e Matteo) sono stati in primis gli amici di sempre, come Enrico Parodi e Nino Moleti. Proprio un commosso Moleti ha ricordato (ripetendo più volte la parola “grazie”) come scoprì il mondo dell’atletica proprio grazie a Tammaro, che lo coinvolse nell’avventura Riccardi e nelle manifestazioni che hanno reso celebre il club, la Pasqua dell’Atleta e il Ragazzo Più Veloce di Milano. A rendere omaggio al “presidentissimo” durante le esequie è stata anche una folta delegazione di dirigenti e degli atleti attuali della società, idealmente capitanati da Enrico Saraceni (che ha ricordato «la tenerezza negli occhi di Renato quando parlava della sua Riccardi») e tutti in tuta biancoverde. Il club deve il nome a Gianni Riccardi, giovane scomparso negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale in un concentramento nazista e figlio del conte Ludovico Riccardi: a portare l’omaggio a Tammaro durante i funerali è stato il nipote del conte Riccardi, Luca.

A portare idealmente la casacca della Nazionale di oggi è stato invece il triplista lombardo Fabrizio Schembri. Per la FIDAL sono intervenuti il vicepresidente Mauro Nasciuti e il segretario generale Fabio Pagliara. In chiave regionale presenti il presidente del Comitato FIDAL Lombardia Grazia Vanni e Pino Zoppini, presidente onorario del CONI Lombardia. Non sono voluti mancare nemmeno tanti atleti di ieri e dell’altro ieri, da Andrea Colombo a Letizia Bertoni e Giancarlo Sisti per arrivare fino a Franco Sar e al “decano” dell’atletica milanese, il 95enne Carlo Monti, senza dimenticare coach come Aldo Maggi e Giampiero Alberti e rappresentanti di altri club come Franco Angelotti (Bracco), Alessandro Castelli (CUS Pro Patria Milano) e numerosi altri: a unirli il ricordo della passione senza confini del “presidentissimo”, dimostrata dalla “fuga” da casa nel settembre 2013 per arrivare in taxi al “Mennea Day” all’Arena di Milano.

La casa della Riccardi, e anche un po’ la sua.  Renato Tammaro riposa ora presso il cimitero di Lambrate nella cappella di famiglia Tammaro-Bellini.

Di seguito la lettera che Enrico Saraceni, storico capitano dell'Atletica Riccardi, ha letto a margine del rito funebre a nome di tutti gli atleti del club milanese:
"Caro Presidente, è davvero difficile per me Suo Capitano scrivere queste parole, perchè la commozione che mi assale è forte proprio come lo era la sua ogni qualvolta si nominava la Riccardi ed ogni suo atleta prima di una competizione od una premiazione. Ci ha salutato il giorno di Pasqua, non un giorno qualunque e questo è stato un altro segnale forte che Lei ha voluto darci per rievocare le 50 edizioni della Pasqua dell'atleta, manifestazione degna dei migliori atleti italiani ed internazionali, altra sua creatura che, grazie a questo ed in suo onore, riprenderà forza e vigore negli anni a venire. Il dolce sguardo che sempre rivolgeva alla sua Riccardi, che  ha fatto nascere ed in maniera ineguagliabile e' riuscito a far crescere con amore, dedizione totale e valori fuori dal comune, rimarrà per sempre impresso nel cuore e nel ricordo di tutti coloro che hanno avuto il grande privilegio di conoscerla nella sua ammirevole interezza ed integrità. Coccolando ed avvolgendo i suoi atleti, che con coraggio e sacrificio andavano in pista con i colori magici di quel verde speranza di uno sport pulito, ha lasciato un segno ed un esempio che resteranno per sempre indelebili in tutti noi, suoi "figli". Ora è in viaggio verso un mondo migliore, dove ritroverà un altro uomo speciale dell'atletica, il nostro Pietro Mennea, considerato il più grande di sempre...e sono felice, perchè sono certo che insieme da lassù continuerete a trasmettere i valori saldi di cui questo grande sport ora ha più che mai bisogno. Mi auguro che tutti noi veri atleti, innamorati di esso nella sua essenza più autentica e pulita, saremo in grado di onorare e prendere ad esempio dalla sua esperienza per far sì che l'atletica leggera torni ad essere riconosciuta sport nazionale, uno sport di cui sentirci fieri ed orgogliosi. Caro Presidente, questo non è un addio, sono certo che, seppur dall'alto, ma con la stessa umiltà di sempre, continuera' a "dirigerci" e ad indicarci la strada giusta, perchè nessuno piu' di Lei sa quanto ne abbiamo bisogno. L'atletica è nata come sport pulito e trasparente e con tali qualità vogliamo che continui ad esistere ed a nutrire tutti noi che ce ne alimentiamo, nel corpo e nell'anima, con sacrificio e passione instancabili. Il suo esempio mi auguro apra gli occhi e le coscienze di tutti gli appassionati e coloro che fanno parte di questa realtà, facendo sì che con impegno ed onestà si porti avanti il testamento che coraggiosamente lei ha lasciato, fatto di valori autentici e di rispetto dell'avversario,che non deve essere altro che un amico con cui condividere tutto ciò che rende unico tale sport.
Per sempre, fortissimamente, il suo capitano".

(ha collaborato Cesare Rizzi - CR FIDAL Lombardia)



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