Messina a convegno sugli 800 metri




 
Una gara di atletica leggera non è soltanto un concentrato di fascino ed emozioni. Essa mostra anche come l’integrazione ottimale tra la tecnica e la tattica rappresenti la condizione necessaria per raggiungere risultati di rilievo. Tale aspetto è stato sottolineato nel corso del convegno nazionale di scienza e tecnica dello sport su “Gli 800 metri nel XXI secolo”, svoltosi sabato 13 gennaio al Centro Congressi del Policlinico messinese, che ha registrato una nutrita e qualificata adesione con oltre 230 partecipanti. L’evento è stato organizzato dall’Università peloritana, dalla Fondazione Bonino-Pulejo e dalla Fidal, in collaborazione con l’Assessorato provinciale allo Sport turismo e politiche culturali, con le Opere sportive italiane (Opes) e con la Polisportiva Europa-Messina. Hanno introdotto i lavori il rettore dell’Ateneo messinese, Franco Tomasello; Emanuele Scribano, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia; Agatino Santoro, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina dello sport; Ludovico Magaudda, coordinatore del Corso di laurea in Scienze motorie e sportive; Giovanni Bonanno, presidente del CONI-Messina; Luciano Gigliotti (tecnico degli olimpionici Baldini e Bordin); Nino Urso, in rappresentanza dell’amministrazione comunale messinese; Costantino Crisafulli, presidente provinciale FIDAL-Messina; i consiglieri FIDAL Bartolo Vultaggio e Luciano Baraldo. Presenti anche Annarita Sidoti, campionessa mondiale di marcia agli Europei di Budapest nel ’98 ed il Presidente del Comitato Regionale FIDAL Paolo Gozzo. Si è entrati nel vivo dell’argomento con le relazioni dei professori Gigliotti e Magaudda e dall’ing. Salvatore La Fauci, dopo emozioni forti suscitate dalle immagini di alcune splendide gare di Giuseppe D’Urso, uno dei massimi interpreti della specialità, siciliano vice campione del mondo a Stoccarda nel 1993 guidato fino ai vertici mondiali da Pietro Collura. Il dottore Pierluigi Fiorella (medico sportivo FIDAL) si è innanzitutto soffermato sull’importanza del lavoro d’équipe anche in uno sport individuale come l’atletica leggera. Ricordando quanto l’organismo umano sia simile ad una macchina di formula uno, Fiorella ha detto che nelle gare di fondo e mezzofondo bisogna tenere in grande considerazione la relazione velocità/distanza e il contributo dei vari meccanismi energetici. Fondamentale è inoltre la distinzione tra condizioni anaerobiche e aerobiche. Le prime sono costituite da movimenti intensi della durata di pochi minuti e al termine dei quali il soggetto contrae un debito di ossigeno, mentre l’impegno aerobico è più lento e prolungato. Nel successivo intervento, il prof. Piero Incalza, responsabile dei progetti speciali FIDAL, ha ribadito quanto sia indispensabile la collaborazione tra figure diverse: “i tecnici devono prestare uguale attenzione alle dinamiche fisiche e psichiche degli sportivi, laddove, ai nostri giorni, non si può discutere di metodologie di allenamento senza l’aggancio col mondo della scienza”. Il lavoro, quindi, dovrebbe essere organizzato tenendo conto delle caratteristiche di ciascun atleta, cercando nel contempo di metterne in risalto le qualità e di colmare le lacune. Successivamente il relatore ha evidenziato come la specialità degli 800 metri goda di un’identità propria, nella quale atleti come il grande Billy Konchellah (iridato a Roma ’97 e Tokyo ’91), il talentuoso russo Yuri Borzakovsky (campione alle Olimpiadi di Atene 2004) e il keniano naturalizzato danese Wilson Kipketer (detentore del record del mondo sugli 800m sia indoor che all'aperto) riescono ad esprimersi al meglio. Incalza ha anche affrontato i temi della produzione e del trasferimento di energia nel corpo umano; della meccanica della contrazione muscolare; del rapporto tra la frequenza cardiaca e l’intensità del lavoro e dell’importanza della velocità aerobica, anaerobica e mista. La seconda sessione, pomeridiana, ha invece visto relazionare per primo Nardino Degortes, relativamente agli aspetti dell’allenamento della forza per l’800ista e le interrelazione del suo sviluppo con la potenza aerobica: una sorta di conseguenza della precedente relazione di Incalza. Dopo una panoramica generale sui meccanismi di attivazione neuromuscolare e della contrazione si è entrati nel vivo della relazione, affrontando dapprima le problematiche della programmazione dell’allenamento della forza, secondo una logica di successione dei mezzi allenanti, orientati verso una sempre maggiore specificità del gesto tecnico. Si è focalizzata molto l’attenzione sugli esercizi con sovraccarico, in particolare utilizzando i metodi a contrasto, ormai di normale routine nella programmazione dell’800ista di alta qualificazione. Si è quindi parlato delle esercitazioni a carico naturale, in particolare salite ed esercizi di raccordo ed infine sui circuit training, sui quali Degortes ha speso più di qualche parola. E’ stato mostrato come attraverso una adeguata scelta degli esercizi e delle pause attive sia possibile organizzare dei circuiti che agiscono sia sulla sfera ergogena che sul versante aerobico, dapprima sulla resistenza aerobica fino ad arrivare alla potenza del meccanismo aerobico. E’ susseguito poi un interessante dibattito. La relazione conclusiva, infine, è stata illustrata da Salvatore La Fauci (Centro Studi e Formazione - FIDAL Sicilia), principale promoter del convegno. L’argomento, la distribuzione dello sforzo: tra fatti e teorie, ha permesso di focalizzare molto l’attenzione sulle peculiarità ritmico distributive dei migliori ottocentisti mondiali, differenziando, tra l’altro, i modelli distributivi tipici delle gare di meeting e di campionato (gare tendenzialmente tattiche). E’ stato poi presentato un modello matematico sperimentale attraverso il quale è possibile dimostrare come variano alcuni parametri fisiologici attraverso diversi modelli distributivi: ad esempio un avvio rapido tende ad innalzare rapidamente il massimo consumo d’ossigeno, riducendo, seppur di poco (1,2%) il lavoro anaerobico totale. Per tale ragione, afferma l’ingegnere, è facile intuire che i tecnici, ancor prima degli uomini di laboratorio, abbiano intuito che il rapido avvio sia decisamente più conveniente di partenze lente con distribuzione regolare. D’altronde, come ha affermato anche Degortes durante la successiva tavola rotonda, è strano che si accetti tacitamente che nei 400 metri la prima metà di gara sia molto più forte della seconda, e negli 800 metri si faccia un gran baccano quando il primo giro è “ragionevolmente” più forte del secondo: il motivo, come illustrato nella relazione potrebbe verosimilmente essere in una rapida e conveniente impennata cinetica del consumo di ossigeno, con tutti i vantaggi che è facile intuire. A coronamento delle splendide relazioni illustrate c’è da elogiare l’impeccabile organizzazione che ha permesso di portare al convegno, anche grazie alla buona conferenza stampa organizzata presso il Royal Palace Hotel ben oltre 240 persone, divise tra tecnici, studenti di Scienze Motorie e Medicina, Specializzandi, insegnati di E.F. ed esponenti del mondo accademico messinese. Ci si augura davvero che iniziative del genere vengano riproposte, almeno a cadenza annuale per divenire nel tempo appuntamenti fissi come quelli di Abano T., Albisola, Gemona. Riccardo D’Andrea / Comitato Organizzatore / Nella foto in alto, un momento del convegno (Foto Organizzatori)


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