Legnante: "Ora comincio a sognare i 20 metri"



Un botto d’inizio anno. Va bene, non è un record, ma il 19,01 di Assunta Legnante ottenuto sabato a Schio è una misura che apre le porte a tanti sogni, innanzitutto perché viene alla prima uscita stagionale della campionessa italiana, poi perché le permette di salire in cima alle graduatorie mondiali stagionali del getto del peso con ben 70 cm di vantaggio sull’accreditata tedesca Lammert. Un dato che pur riempiendo d’orgoglio la campionessa campana non la illude più di tanto: “Diciamo che almeno per una settimana potrò sentirmi la migliore del mondo, è una bella sensazione… So benissimo che le più forti hanno gareggiato poco o, come russe e bielorusse, ancora non si sono presentate in pedana. Nel prossimo weekend ci saranno i campionati invernali russi, sono quasi certa che la mia prestazione verrà battuta, è normale che sia così”. - Com’è nata una prestazione così eclatante a inizio stagione? - E’ nata con tanti sacrifici, in quanto non essendo più seguita direttamente da Silvaggi, che vista la sua carica non aveva il tempo materiale per farlo, lavoro insieme a Giovanni Tubini e quindi vado a Verona ogni due settimane. E’ un risultato frutto di tanto lavoro: la preparazione è rimasta quella che mi ha portato al record italiano, quella che è cambiata, e molto, è la mia testa, ora sono molto più convinta di quello che faccio. - Una convinzione figlia del record italiano di fine 2006? - Io dico che la svolta c’è stata il giorno della vigilia della finale di Goteborg, quando Silvaggi mi ha fatto un discorso molto chiaro e franco. Mi sono sentita un po’ in colpa perché in gara tendevo sempre a guardare quello che facevano le altre, ora invece non mi distraggo più e penso a quello che devo fare io e basta. - Il suo risultato lo scorso anno le sarebbe valso il quinto posto ai Mondiali Indoor e il settimo nelle graduatorie mondiali al coperto, sesta fra le europee. Proprio questo fatto di competere in una specialità dove le altre rappresentanti del Vecchio Continente dominano, non le dispiace? - E’ un discorso vecchio, sappiamo bene che per noi pesiste un Europeo ha lo stesso valore di un Mondiale o un’Olimpiade, in fin dei conti mancano appena un paio di atlete. Ma questo dipende sempre da come si guarda la cosa, io che sono arrivata quinta a un’Europeo posso dire di essere stata tra le migliori del mondo, perché appunto mancava ben poca gente dello stesso livello o superiore. - E’ rimasta sorpresa di questo risultato? - Molto. Non pensavo di stare così bene, ho caricato fino a due giorni prima della gara, ma già nel riscaldamento vedevo che il peso andava da solo. Poi purtroppo mi sono un po’ scaricata, ero quasi deconcentrata perché non me l’aspettavo, in una gara più tirata avrei anche potuto pensare di fare di più. - Ora che obiettivi ha per la stagione al chiuso? - Prima una finale a Birmingham mi avrebbe accontentato, ora non mi basta fare presenza, vorrei almeno mettere paura a qualcuna delle grandi. Poi c’è il discorso record, è a 19 centimetri, come si fa a non pensarci? - E a proposito di misure a cui pensare, che cosa rappresentano per lei i 20 metri? - Un sogno, però… Io a inizio stagione programmavo i 19 metri al chiuso e i 19,40 all’aperto, adesso non so, se facessi 19,50 nell’arco del 2007 un pensierino a questa mitica soglia potremmo anche farlo. Gabriele Gentili Nella foto: Assunta Legnante agli Europei di Goteborg (foto Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)

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