Kinder+Sport Cup: Paissan va veloce

10 Ottobre 2015

A Sulmona, lo sprinter trentino diventa il secondo cadetto di sempre negli 80m (8.97). Tricolore bis per Petagna (80hs), Martinis (martello) e Battocletti (2000m).


 

di Raul Leoni

La pioggia che scende fitta a Sulmona costringe al rinvio l’alto cadette (domattina alle 8.45), ma non spegne l’entusiasmo dei ragazzi impegnati nella prima giornata della Kinder+Sport Cup. Il miglior risultato tecnico arriva dallo sprint, con il trentino Lorenzo Paissan che diventa il secondo cadetto di sempre sotto i nove secondi sugli 80m (8.97 con -0.2), mentre in campo femminile si rivela la varesina Eleonora Alberti (10.06/0.0 dopo il 10.04 nella batteria della mattinata), figlia dell’ex velocista azzurra Antonella Avigni. In tre riescono a confermare il tricolore vinto un anno fa a Borgo Valsugana: l’ostacolista Noemy Petagna (11.56/+0.5 sugli 80hs), la martellista Isabella Martinis (56.78) e la trentina Nadia Battocletti (6:26.71 per la figlia d’arte sui 2000m). Sulla pedana dell’asta, nonostante le condizioni proibitive, brilla Pierre Ahoua, ragazzo di famiglia ivoriana allenato a Vigevano dall’ex azzurro Andrea Giannini e capace di 4.30 dopo una gara durata dieci ore, tra interruzioni e riprese. Al primo anno di categoria vincono il titolo la veneta Veronica Zanon (5.71 nel lungo) e la marciatrice Ida Mastrangelo (14:42.17), ennesimo prodotto della scuola della Don Milani a Mottola. L’atletica abruzzese festeggia in casa il primo titolo di Salvatore Angelozzi, avviato al triplo dal tecnico teramano Claudio Mazzaufo, 14.05 all’ultimo salto. Entra nella top-10 di categoria l'ostacolista toscano Vieri Righi (13.24/-0.2 sui 100hs) e in chiusura di giornata la vicentina Emma Peron domina il disco (38.28). Al termine della prima giornata di gare è il Veneto a guidare con 143 punti la calssifica combinata del trofeo per regioni davanti ai campioni in carica della Lombardia (141) e al Friuli Venezia Giulia (136).

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IL RACCONTO della PRIMA GIORNATA

CADETTI

Disco (finale): Lacrime e pioggia sul viso di Enrico Zangari: il romagnolo di Bellaria l’anno scorso aveva fatto tre nulli nel peso a Borgo e stavolta vince con il personale (40.73). Gran bella soddisfazione - e commozione - per il neo-campione, che brilla anche nel basket e si allena con il giavellottista Giacomo Mancini e con Alessandro Grassi. Il friulano Igor Bobaz finisce secondo (37.97), identico piazzamento della sorella maggiore Danila a Jesolo 2012, mentre l’Emilia-Romagna occupa anche il terzo posto: è di Simon Zeudjo (37.28), ragazzone di origini camerunensi.

Triplo (finale): Considerato il tempo, gran bella gara: molto attesa, perché questa era una delle carte migliori nella formazione abruzzese, grazie alla presenza di Salvatore Angelozzi, una specie di marcantonio alto 1.90 che è stato scoperto a scuola dal tecnico teramano Claudio Mazzaufo e trascinato in pedana. L’anno scorso era stato quinto, stavolta non ce n’è per nessuno: prima volta oltre i 14 metri (14.05/0.0), misura sempre suadente per i cadetti. Ci va vicino anche Alessandro Amadio (13.94/+0.9), superato proprio all’ultimo turno, dopo aver accarezzato un clamoroso successo “in trasferta”: è un trevigiano di San Vendemmiano, che si allena a Vittorio Veneto con Giampaolo Scottà ed Enrico Lazzarin.

Asta (finale): Gara per maratoneti, iniziata stamattina alle 9 e conclusasi alle cinque del pomeriggio: l’impresa è quella di Pierre Ahoua, un ragazzo di famiglia ivoriana nato a Lione che si è poi trasferito nel 2007 a Vigevano. Scoperto dall’ex azzurro Andrea Giannini, sta bruciando le tappe: qui ha saltato 4.30 sotto la pioggia, da sempre nemica giurata di questa specialità. Il fratello d’arte Luca Semeraro fa il suo, 4.20 alla terza prova, e spegne i sogni del romano Leonardo Orlandi (4.15), costretto al bronzo come nella passata edizione a Borgo. Con le condizioni di oggi è un mezzo miracolo che in quattro vadano sopra i quattro metri, con l’altro laziale Paolo Calabrò (4.10).

2000m (finale): Dopo l’esperienza sulle siepi di un anno fa a Borgo, Giulio Palummieri trova il suo giorno di gloria nei 2000m: il protagonista sfortunato è però il frascatano Francesco Guerra, appena recuperato da un infortunio, che conduce fino all’ultima curva e poi finisce fuori dal podio. Il vincitore vive a Busto Arsizio, studia a Novara e si allena a Magnago, perciò è un miracolo che riesca a raggiungere questi risultati, sotto la guida di Ivan Ferraresi e Fiorella Colombo: chiude in 5:47.62 (PB), resistendo al bel forcing di Costantino Seghi (5:48.86 per il fiorentino).

Marcia 5000m (finale): Come nella gara femminile, un pronostico abbastanza facile: ma Riccardo Orsoni, cremonese di Piàdena, non ha voluto riservare alla tribuna neanche il brivido della suspense e – praticamente dal primo giro – il suo è stato u n duello con il cronometro. Un confronto che si è concluso in parità, visto che il personale di partenza era di 23:11.15 e il neo-tricolore ha tagliato il traguardo in 23:11.14: nel suo futuro, considerato che il tecnico di Riccardo è l’ex cinquantista Roberto Cervi, potrebbe esserci anche la distanza più lunga (esperienza che a suo dire, nella vita di un marciatore, non può mancare: una sfida ineludibile).

80m (finale): Profezia troppo facile dopo le batterie della mattinata: ma Lorenzo Paissan ci mette del suo, fa il secondo tempo di sempre (8.97/-0.2), strapazzando il muro dei 9” sotto gli occhi del detentore in carica Giovanni Galbieri, fresco campione europeo under 23 dei 100m. Del trentino abbiamo già parlato stamattina, ma la sorpresa di giornata è il secondo, Luca Biancardi, savonese che si allena a Celle Ligure: 9.22 per un ragazzo che fino a un anno fa era playmaker nel Vado Ligure e ha lasciato il basket per ripicca verso la società, scegliendo la pista.

Si rivede dopo il lungo stop dovuto ad un incidente stradale, il piombinese di origini indiane Manu Orlando: 9.27 per il bronzo.

100hs (finale): Stride un tantino il confronto tecnico con la storica gara di un anno fa a Borgo – con i primi -13” nella storia della categoria – eppure il 13.24 (-0.2) di Vieri Righi nobilita il livello tecnico di questa finale: il toscano di Montevarchi entra di gran carriera nella top-10 di sempre anche con il crono elettrico. Solo il secondo va sotto i 14”: per Cristopher Cecchet, bellunese di Sedico, arriva un 13.87 che non muove le liste ma vale l’argento.

Lungo (finale): Gran bella finale, segnata nella prima parte dai progressi di Davide Rossi (da 6.44 a 6.64/-0.5 per il saltatore di Gemona, figlio dell’ex sprinter Maria Grazia Kravina ) e poi dalla zampata in extremis di Alessandro Marasco. Il salernitano di Battipaglia, liste alla mano, era il logico favorito: ma solo il 6.67/+1.1 dell’ultimo turno gli ha dato la maglia tricolore, facendo felice il suo tecnico e scopritore Cosimo Melchionda (papà dell’ex eptatleta azzurra Alessandra).

Giavellotto (esathlon): Mentre le altre gare vengono sospese, in particolare l’asta maschile (a 3.80), arriva in porto la terza e ultima prova della prima giornata per i multipli: ribaltone al vertice, perché va in testa il torinese Alessandro Mortara (2366), davanti al migliore di questa prova, Alessio Di Blasio (45.20 in pedana e 2304 punti).

300m (batterie): Viste le condizioni meteo, è già un miracolo che ci si avvicini ai 36”: il migliore dell’anno, David Zobbio, fa 36.12 e la Lombardia apre la pratica per una possibile doppietta firmata da Edoardo Scotti. Attenzione però a Patrick Baù (36.68), altoatesino di Bressanone allenato dall’ex sprinter bolzanino Franco Cubich, che punta a replicare il successo del corregionale Michael Albrecht edizione Borgo 2014.

300hs (batterie): Ospite indesiderata, la pioggia: adesso viene giù abbastanza fitta e quindi gli ostacolisti fanno il meglio che possono. Il miglior tempo è di un padovano di Piove di Sacco, nato da genitori nigeriani, Edwin Ebem: ex calciatore, si allena sull’erba (sic …) a Corte e qui fa 40.23. Poi un fratello d’arte, Leonardo Puca: l’aquilano (40.84) ha iniziato tre anni fa sulla scia di Samuele, il maggiore, che aveva partecipato sui 300 piani alla Kinder+Sport Cup.

Alto (esathlon): I ragazzi dei multipli fanno appena in tempo ad evitare la pedana bagnata: ne approfitta l’altoatesino Alberto Masera, che prende la testa della classifica provvisoria (1835 punti) grazie al suo 1.92 di questa mattina. Sarebbe una misura quasi da podio anche per la gara singola: e manca non di molto addirittura 1.95.

80m (batterie): Lampo del trentino Lorenzo Paissan, di gran lunga leader stagionale: eguaglia il personale a 9.02, nonostante la brezza contraria (-0.8). Dalle cinque batterie emerge la bella condizione del siciliano Raffaele Di Maggio (9.24/+0.2), mentre un altro possibile outsider è Davide Kisyov, torinese di Settimo con papà bulgaro (9.28/+1.0). Se l’allievo di Giorgio Tovazzi, che viene da San Rocco di Villazzano, sembra una spanna sopra agli altri, la lotta per il podio appare già rovente.

Martello (finale): Finale dal pronostico segnato, se ce n’è una: talmente grande il dominio di Giorgio Olivieri, il ragazzo di Porto San Giorgio allenato da Alfio Petrelli. Il neo-tricolore – anche lui figlio d’arte (il papà Luigi è stato un buon giavellottista all’inizio degli anni ’90) - manda a referto un’intera serie con lanci di almeno cinque metri superiori a quelli di tutti i rivali, il migliore al secondo turno con 64.98. Manca poco che le Marche facciano doppietta: proprio all’ultimo lancio il veneto Nicola Longhi piazza un 58.74 che toglie dalla seconda piazza l’ascolano di origini albanesi Orges Hazisllari (56.91, seguito dall’ex DT azzurro Nicola Silvaggi e anche da un ex nazionale giovanile come Massimo Marussi, primatista italiano juniores).

100hs (batterie): Si continua con le barriere e la Toscana presenta uno dei suoi pezzi migliori: Vieri Righi è il capolista dell’anno con un 13.0 manuale e qui capeggia il turno con 13.57 (+0.4). Il ragazzo nato a Figline Valdarno, ma di stanza a Montevarchi, è un bel po’ davanti al corregionale Lorenzo Bellè (14.02/+0.5). Come spesso succede, i ragazzi appena impegnati nei multipli avrebbero potuto dire la loro: eppure la norma di qualificazione 1+5 avrebbe dovuto imporre il meglio agli ostacolisti fin dalle batterie.

100hs (esathlon): Specialità multipla nuova di zecca: ancora in cerca d’autore. I migliori punteggi della stagione sono appena oltre i 4000 punti, praticamente a livello del vecchio pentathlon: segno che il disco non è prova “digeribile” da non specialisti. Per la cronaca il leader provvisorio è Chandra Passerini, ragazzo originario del Nepal e adottato a quattro anni da famiglia bolognese: 13.89 (-0.7). Invece, con il capolista stagionale trentino Stefano Galli impegnato nel giavellotto, il miglior punteggio tra gli iscritti è per il romano di Lanuvio Riccardo Filippini, che a Cecchina si allena per gli ostacoli con Daniele Focaccetti, indimenticato interprete nelle categorie giovanili troppo presto passato nei ruoli tecnici.

CADETTE

Disco (finale): In condizioni proibitive è one-woman-show. Con giacche e pantaloni protettivi indosso, per le discobole è anche difficile esprimersi con il necessario dinamismo: quindi, un mezzo miracolo il 38.28 vincente di Emma Peron. Vicentina di Schiavon, seguita a Marostica dal guru locale dei lanci Pietro Bordignon e da un giovane ex lanciatore, Luca Merlo, la neocampionessa sarebbe ormai matura per questi benedetti 40 metri: stavolta non è il caso di pensarci, nelle ultime gare della stagione chissà. Abisso sulle altre: ma, a otto metri di distanza, c’è almeno soddisfazione per il primo +30 della toscana Viola Pieroni (30.54).

Giavellotto (pentathlon): Fabiola Avoledo non è soltanto una brillante mezzofondista, ma anche una discreta giavellottista: grazie al suo 34.38 di stasera può risalire la classifica fino alla seconda piazza con 2503 punti. Ma resiste in testa l’anziate Teuta Cala: 31.53 di parziale e nella prima giornata fa 2552 punti.

Triplo (finale): Il triplo mantovano cala un altro jolly, dopo la finalista mondiale U18 Chiara Bertuzzi: è Alice Rodiani, 14enne di Goito che si allena proprio con la campionessa allieve sotto la guida di Roberta Benedini. Alice succede all’abruzzese Valeria Latino, che in questa finale è quinta, e la sopravanza nelle liste stagionali di categoria con l’11.80 (+1.4) vincente di oggi (al penultimo salto).

In progresso anche l’argento: la mestrina Camilla Vigato fa subito 11.74 (-1.3) e sogna il tricolore fino all’exploit della vittoriosa rivale mantovana.

2000m (finale): Dopo la martellista Martinis e l’ostacolista Petagna, un’altra campionessa uscente offre la replica del tricolore di Borgo: ma Nadia Battocletti deve vincere la resistenza di una coriacea Giada Romano, grossetana che pratica anche il triathlon e regge a lungo l’onere dell’andatura. Poi la toscana si spegne nel finale e dietro la figlia d’arte trentina (6:26.71) si fanno strada la ligure Ludovica Cavalli (6:32.87 per la migliore della stagione) e la lombarda Camilla Bossi (6:33.65).

Alto (pentathlon): Miracoli di equilibrio per le specialiste dei multipli, che d’altronde devono dimostrare la capacità di adattamento tipica delle combinate: con 1.56, la miglior misura, va in testa Teuta Cala (1786), la ragazza di Anzio di famiglia albanese che già aveva dimostrato sugli ostacoli la sua voglia di fare bene. Regge bene il campo Carlotta De Marco, la piombinese che deteneva la leadership provvisoria dopo la prima prova: 1703 il suo punteggio parziale.

Martello (finale): Sguazzando sulla pedana, difficile fare misure: Isabella Martinis ci riesce solo al quinto turno, quando la pioggia si è finalmente attenuata. L’allieva di Mario Vecchiato fa 56.78 e dimostra che la sua spallata è tutt’altro che annacquata, peccato per le condizioni di partenza: dopo l’esordio in azzurro di Tbilisi arriva anche la seconda maglia tricolore. Molto lontane le altre: a quasi dieci metri c’è la torinese di Rivoli Elisa Foresta (47.00), seguita da un altro ex azzurro – il giavellottista Vincenzo Marchetti – mentre le Marche portano sul podio Sara Zuccaro, dopo i due cadetti di stamattina (fabrianese classe 2001, terza a 45.79).

80m (finale): Dopo aver impressionato per la sua fluidità in batteria, Eleonora Alberti si conferma sulla pista bagnata nel pomeriggio: per tre quarti di gara è avanti Aurora Berton, poi gli ultimi metri della varesina (10.06, vento nullo) – come abbiamo ricordato in mattinata figlia dell’ex azzurra Antonella Avigni – spengono le speranze della brava rivale di Palmanova (10.10). Bronzo per Margherita Zuecco (10.16): un podio di alto profilo e peccato solo per il cronometro, appesantito dal meteo.

Marcia 3000m (finale): Il sigillo della Don Milani di Tommaso Gentile arriva puntuale: Ida Mastrangelo, 14 anni compiuti da un mese, è la cugina di Antonella Palmisano e quindi il suo destino era segnato almeno in parte. In realtà qui era la favorita indiscussa, ha disposto delle avversarie più o meno come ha voluto: due chilometri in comitiva, poi l’allungo decisivo e la chiusura in 14:42.17 per questa mini-campionessa (1.45 la statura dichiarata). Il gruppo di Mottola fa doppietta con Alessandra Lentini (14:46.24) e al bronzo la pontina Valentina Mansutti (14:47.74), una famiglia votata alla marciaacol fratello azzurro giovanile.

80hs (finale): Se c’erano dei dubbi sulla tempra agonistica di Noemy Petagna, la bellunese li ha cancellati in questa finale: un vero e proprio killer istinct, che ha distrutto le ambizioni di rivali pericolose che la stagione aveva messo in luce. Il secondo titolo consecutivo per la veneta, a suon di PB – 11.56 – mentre il podio viene completato da Rebecca Menchini (11.74, la migliore in mattinata) e Fabrizia De Meo (11.85): ci sono tutte e l’ordine d’arrivo ha sempre ragione.

80hs (pentathlon): Si riprende con la prima gara delle multiple cadette: nessuna ha superato in stagione i 4000 punti e questa potrebbe essere l’occasione giusta per migliorarsi. La migliore dell’anno è una mezzofondista, Fabiola Avoledo, che sulle barriere si difende (13.01), ma non può certo competere con le specialiste: per ora in testa c’è la toscana Carlotta De Marco (12.39/0.0), ma attenzione alla laziale Teuta Cala – nata ad Anzio da genitori albanesi e avviata all’atletica a Passo Corese – che segna un bel progresso a 12.41.

300m (batterie): All’arrivo tanti riccioli grondanti e qualche sorriso un po’ infreddolito: se il giudice unico fosse il cronometro, Letizia Tiso sarebbe più che in pole position per la finale di domani, perché la vercellese allenata da Corrado Zennaro – già finalista a Borgo - sopravanza di quasi un secondo tutte le rivali (40.47). Il fatto è che in corsia ci saranno un bel po’ di valide avversarie: a cominciare dalla primatista italiana Elisabetta Vandi (41.44 stamattina), che ha prontamente digerito la disavventura dell’Eyof di Tbilisi (un muro di vento contro, nelle batterie dei 200 metri) e ora vuole prendersi le sue soddisfazioni. Filo di nota,in finale B ci sarà Alessia Baldini: il papà è un certo olimpionico di maratona …

300hs (batterie): Appena prima che la pioggia arrivi a farsi sentire scende in pista Greta Zuccarini, una delle ragazze di casa accreditate per una maglia tricolore: e la pescarese, allenata dall’ex azzurro Daniele Fontecchio, rompe subito gli indugi e avvicina il suo PB con 44.73, di gran lunga il miglior tempo del turno. Molto più coperta la campionessa uscente, Valeria Paccagnella (45.63) e anche un’altra delle protagoniste della scorsa edizione di Borgo Valsugana, l’altra lombarda Marisabel Nespoli (45.48).

Lungo (finale): Il meglio arriva proprio all’ultimo salto, 5.71 (-0.1) e nuovo PB per Veronica Zanon: questa bella ragazza di Galliera Veneta sembra nata per saltare e le sue misure sono tutt’altro che trascurabili per un primo anno di categoria. Novità di giornata è la lombarda di origini cubane Adanis Cuesta (5.42/-0.9), un passato soprattutto da sprinter.

80m (batterie): Una gara con diverse pretendenti, ma una sola padrona – almeno a giudicare dal riscontro delle batterie – visto che Eleonora Alberti è di gran lunga la migliore del lotto: 10.04 (+0.3) per la varesina, che è figlia di Antonella Avigni, già azzurra dello sprint qualche annetto fa, ed è allenata dall’immancabile Bruno Pinzin. Più indietro quelle che al momento vantano le migliori prestazioni stagionali, Aurora Berton (10.18/-0.9 per la ragazza di Palmanova) e Margherita Zuecco (10.23/-0.5, vicentina di Schio allenata da Lucio Caravani).

80hs (batterie): Anche qui “dura lex”, vanno in finale la vincitrice più i cinque migliori tempi. Si presenta subito la capolista di stagione Fabrizia De Meo, che parte da 11.56 e fa 11.96 (+1.1): ma per l’argento degli Studenteschi di Desenzano la strada non sarà affatto in discesa, perché la figlia d’arte (classe 2001) Rebecca Menchini arriva ad un centesimo dal PB (11.68/+0.9) e la veneta Noemy Petagna (11.73/+1.4) non ha alcuna voglia di abdicare rispetto a Borgo Valsugana. Curiosità, nelle due finali di ostacoli ci saranno entrambi i gemelli Landi: in quella maschile Gabriele e in questa Ludovica, romani della zona di Mostacciano che si allenano agli Eucalipti con Michele Sicolo.


Nadia Battocletti in testa ai 2000 metri (foto Colombo/FIDAL)


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