Italia d’oro con la 4x100, sei podi in un giorno

15 Luglio 2023

Super pomeriggio azzurro agli Euro U23: Marek, Melluzzo, Ricci e Tardioli conquistano il titolo con 38.92. Argenti negli ostacoli per Simonelli e Carraro, argento e bronzo nei 10.000 per Nestola e Bado, bronzo Fina nel giavellotto

Pomeriggio ricco per l’Italia agli Europei under 23 con sei medaglie a Espoo, in Finlandia, nella penultima giornata di gare: un oro, tre argenti e due bronzi. Esulta la staffetta 4x100 maschile, al successo in 38.92 con Eric Marek, Matteo Melluzzo, Marco Ricci e Junior Tardioli, oltre a Angelo Ulisse in batteria. È festa per la vittoria conquistata sulla Francia, seconda con lo stesso crono e rimasta dietro per appena tre millesimi di secondo, dopo aver recuperato nei confronti della Polonia, terza in 39.06. Per gli azzurri c’è la migliore prestazione nazionale di categoria: riscritto il 39.05 di Tumi, Basciani, Obou e Manenti, medaglia d’oro a Ostrava nel 2011. Protagonisti gli sprinter azzurri, sull’onda dei trionfi olimpici, ma brillano i due argenti degli ostacolisti: sui 110hs Lorenzo Simonelli riesce di nuovo a esprimersi su crono di valore assoluto, in 13.36 (+0.5) a tre centesimi dal personale ottenuto in semifinale, e il romano impegna fino al traguardo il francese Sasha Zhoya, 13.31. Splendida anche la bresciana Elena Carraro, ancora sotto i 13 secondi in 12.97 (0.0) per agguantare l’argento con un tuffo lasciandosi alle spalle di cinque millesimi l’ungherese Anna Toth (12.97) mentre è irraggiungibile il 12.68 della svizzera Ditaji Kambundji e cade sull’ottavo ostacolo Veronica Besana quando era in seconda posizione. Doppio podio nei 10.000 metri: argento per la reggiana Sara Nestola (33:17.51), sempre in scia della britannica Alice Goodall (33:16.45), e bronzo in rimonta alla ligure Aurora Bado (34:12.75). Per la prima volta arriva una medaglia azzurra in questa rassegna nel giavellotto: il friulano Michele Fina si prende il bronzo migliorandosi a 77,23. Nell’alto sesto Massimiliano Luiu (2,15), nel triplo settimo Enrico Montanari (15,87/+2.0 prima di fermarsi per infortunio), nei 10.000 anche l’ottavo posto di Greta Settino (35:01.46). Tra gli altri finalisti decima l’astista Giada Pozzato (4,00), undicesimi Riccardo Ferrara (18,17 nel peso) e Gabriele Tosti (15,36 nel triplo). Alla vigilia dell’ultima giornata l’Italia è a quota 8 medaglie (1-5-2).

di Nazareno Orlandi

È in giornate come questa che si capisce fino in fondo l’effetto-Tokyo, la spinta che l’oro di Jacobs e della staffetta hanno dato a tutta la velocità italiana, e in generale a tutta l’atletica, frutto di quei 5 ori da sogno. L’Italia torna sul tetto d’Europa con la staffetta 4x100 agli Europei under 23 di Espoo, in Finlandia. È il capolavoro di Eric Marek, Matteo Melluzzo, Marco Ricci e Junior Tardioli, titolari in finale, senza dimenticare il contributo di Angelo Ulisse in batteria. Gli azzurri volano al 38.92 della migliore prestazione italiana U23 superando il 39.05 di un altro quartetto che aveva trionfato agli Europei U23: Tumi, Basciani, Obou, Manenti a Ostrava nel 2011. 

Tre millesimi. Un soffio. È quanto separa l’Italia d’oro dalla Francia d’argento, al termine di una grandiosa rimonta di Tardioli, vent’anni, umbro, sull’ultimo frazionista polacco Krupa che aveva ricevuto il testimone al comando, mentre lo staffettista francese Mateo incalzava ma non a sufficienza. Il ‘tuffo’ sul traguardo finalizza il lavoro cominciato dal bergamasco ex giocatore di football americano Eric Marek, a sua volta 2003, alla prima Nazionale in carriera, ad appena un anno dalla sua prima gara d’atletica datata giugno 2022. Un compito proseguito da Matteo Melluzzo, siracusano, classe 2002, già visto in Nazionale maggiore a Monaco e a Firenze per il 38.38 che al momento qualifica i campioni olimpici per Budapest (ma che andrà blindato). E in terza frazione il bastoncino passa a Marco Ricci, lo sprinter della provincia di Latina, unico 2001 del gruppo e già inserito nel quartetto maggiore agli Europei a squadre. I cambi, certo, sono ancora perfezionabili, in particolare il secondo che risulta piuttosto schiacciato. Ma nella testa c’è lo spirito di Tokyo e nelle gambe l’energia di chi vuole riscattarsi da un prova individuale non esaltante (Melluzzo, Marek), e la freschezza di Tardioli e Ricci, che neanche si gode le celebrazioni post-gara, tanto è concentrato sulle batterie dei 200 in arrivo subito dopo. Argento Francia con lo stesso tempo azzurro (38.92), bronzo Polonia (39.06), ci prova anche la Grecia che resta fuori dal podio con 39.09. Frecce azzurre crescono. 

“Non ci credo ancora, questa staffetta l’abbiamo preparata in pochissimo tempo ma siamo stati davvero bravi a riuscirci in un ‘niente’. Ci stimoliamo a vicenda, negli ultimi due anni il livello si è alzato in maniera esponenziale”, sottolinea Melluzzo. “Per me è un punto di partenza, spero le cose possano continuare al meglio, ho iniziato nel migliore dei modi”, commenta Marek. “Abbiamo lavorato molto per arrivare qui bene, questo traguardo alimenta ancora i miei sogni e le mie motivazioni. Siamo una bella squadra, siamo veramente forti”, le parole di Tardioli. 

OSTACOLI D’ARGENTO, BESANA PECCATO
Sorridente, all’apparenza rilassato, è così che si presenta sui blocchi Lorenzo Simonelli, forte del suo 13.33 in batteria. Più teso, si mostra invece il francese Sasha Zhoya, l’uomo da battere, ieri 13.22. La partenza premia l’azzurro, avanti fino a metà gara, poi lentamente risale il fenomenale avversario che nel finale è più brillante, nonostante l’impatto con l’ultimo ostacolo (così come Simonelli) e chiude in 13.31 (+0.5) precedendo di cinque centesimi il romano allenato da Giorgio Frinolli: “Molto contento ma un po’ di amaro in bocca mi resta - commenta a caldo l’azzurro - perché in riscaldamento mi sentivo davvero a bomba. Forse mi sono fatto prendere un po’ dalla situazione. Credo di aver fatto una buona partenza, nei primi cinque-sei ostacoli ero messo bene, poi qualche piccolo errore forse per il vento. Ma veramente una bella gara. Sì, speriamo di essere davvero il futuro degli ostacoli, insieme a Sasha Zhoya, e spero di prendermi presto qualche rivincita nei suoi confronti. Quest’anno l’obiettivo sono i Mondiali e voglio far bene anche lì. Oggi l’Italia ha vinto tanto, sei medaglie: stiamo dimostrando di essere forti e combattivi”. Bronzo ancora alla Francia, 13.47 per Erwann Cinna. 

Tra le donne, nei 100hs, Elena Carraro corona un momento sensazionale, cominciato con il 12.89 di Agropoli e illuminato da questa medaglia d’argento con un tempo nuovamente sotto i tredici secondi (ieri 12.98, oggi 12.97, inizia a diventare una felice abitudine). Felice, purtroppo, non può esserlo Veronica Besana che mentre viaggia a mille centra l’ottavo ostacolo con la gamba di richiamo, cade a terra ed è costretta al ritiro, in lacrime e dolorante: peccato davvero perché una medaglia, anche per lei, era ampiamente alla portata. La più pregiata la coglie la svizzera sorella d’arte Ditaji Kambundji (12.68/0.0, record dei campionati) e soltanto cinque millesimi garantiscono l’argento alla bresciana allenata da Andrea Uberti, ai danni dell’ungherese Anna Toth (12.97). “Sono felicissima, ci ho creduto fino in fondo - esulta la 22enne - Ho corso bene, è andato tutto liscio, negli ultimi ostacoli ho fatto fatica, mi sono un po’ sbilanciata ma ho fatto tutto quello che dovevo fare. Negli ultimi due mesi sono riuscita ad allenarmi al top, ho finito gli esami all’università e i risultati sono arrivati. Adesso gli Assoluti di Molfetta e poi si sogna!”

NESTOLA, BADO, FINA: CHE SPETTACOLO!
In pochi minuti, dopo le emozioni della staffetta, l’Italia gioisce per tre medaglie pesantissime, una d’argento con Sara Nestola, autorevole protagonista dei 10.000 metri, e due di bronzo con Michele Fina (mai un azzurro del giavellotto sul podio agli Europei U23) e Aurora Bado (10.000). Nella gara più lunga del programma, la reggiana allenata dal campione olimpico della maratona di Atene 2004 Stefano Baldini duetta con la britannica Alice Goodall (33:16.45) a partire dal sesto chilometro e mezzo, quando si stacca la greca Maria Kassou che resta da sola, con Bado al suo inseguimento. Una rincorsa che si concretizza, per Bado, all’inizio dell’ultimo giro, e che porta due azzurre sul podio. Parla Nestola (33:17.51): “Ora piangerò fino a domani! Avevo belle sensazioni e ci ho creduto fino all’ultimo. I due km finali sono stati tosti perché la britannica mi ha dato filo da torcere, ho visto che stava cambiando ritmo, la gara stava entrando nel vivo ma non potevo mollare. Mi dicevo ‘manca un giro in meno, manca un giro in meno’ e ho realizzato questo sogno”. “Anche io l’ho sognata tantissimo - fa eco Bado (34:12.75), di Imperia, figlia d’arte (mamma la maratoneta azzurra Ornella Ferrara, papà Corrado) e allenata dal fratello Riccardo - Ho avuto una stagione difficile, prendere questo bronzo è la carica in più che mi serviva per rimettere mano a tutto quello che avevo lasciato in sospeso. Oggi è il compleanno di mia nonna, 85 anni, e gliela dedico, come a tutte le persone che hanno sempre creduto in me”. Da segnalare anche l’ottavo posto di Greta Settino con 35:01.46. 

Nel giavellotto la medaglia a sorpresa è quella di Michele Fina, pordenonese sbocciato a Sacile sotto la guida del primatista italiano Carlo Sonego: per il ventenne alto quasi due metri (198 centimetri), sul podio con gli azzurri agli EuroTeam di Chorzow, serve un progresso fino a 77,23 (aveva 75,52) per aggiudicarsi il bronzo alle spalle dell’ucraino Artur Felfner (83,04) e del finlandese Topias Laine (79,77). “Tanta roba! Sono entrato in riscaldamento e ho detto… ma se oggi arrivo terzo? È così impossibile? Al secondo lancio ho fatto il personale di 76,19, poi ho visto la finale della staffetta 4x100 e mi sono gasato tantissimo: ho pensato ‘adesso faccio il botto anche io’ ed è arrivato il lancio da 77 metri. Ho un po’ tremato sull’ultimo turno del finlandese Laspa che per fortuna non mi ha superato per quattro centimetri (77,19, ndr). Non ero nessuno, non ero tra i più attesi: anche per questo la medaglia vale molto di più”.

LE ALTRE GARE
Dalia Kaddari promossa in semifinale nei 200 con il secondo tempo complessivo delle batterie (23.00/+2.0), Marco Ricci dopo il successo con la 4x100 vince la batteria dei 200 in 20.98 (+2.7) e accede alla semifinale con l’ottavo tempo generale. Avanti anche Edoardo Luraschi che sigla il personale di 21.10 (+0.1), fuori Jacopo Albertin con 21.23 (+0.4). Nell’alto che regala il titolo al turco Ali Unlu (2,22) è sesto Massimiliano Luiu con 2,15 alla seconda prova, un errore a 2,19 e due ‘x’ a 2,22. Nel triplo è sfortunato Enrico Montanari che prova a onorare la gara nonostante un fastidio muscolare avvertito in riscaldamento: il suo 15,87 (+2.0) nell’unico salto gli vale il settimo posto, è undicesimo invece Gabriele Tosti (15,36/+1.3), oro al francese Simon Gore (16,40/+0.9). Decima Giada Pozzato nella finale dell’asta (4,00) vinta con 4,50 dalla francese Marie-Julie Bonnin, undicesimo posto nel peso per Riccardo Ferrara (18,17), successo per la Germania con Tizian Lauria (19,80).

DOMENICA GIORNATA FINALE
Domani, nell’ultima giornata degli Europei U23, è folto il programma di gare da seguire in chiave azzurra. C’è Larissa Iapichino alla ricerca di una medaglia nel lungo dalle ore 17.35 dopo essersi qualificata con la miglior misura di 6,67 al primo salto. Ma il pomeriggio attende anche le finali della staffetta 4x400 maschile e di Francesco Pernici (800 metri), leader del primo turno, di Matteo Oliveri (asta), Asia Tavernini e Idea Pieroni (alto), Cesare Caiani (3000 siepi) e Federica Botter (giavellotto). Al mattino finale per Michele Bertoldo nei 400 ostacoli, Emily Conte e Diletta Fortuna nel disco, per i mezzofondisti nei 10.000 metri (Francesco Guerra, Nicolò Bedini, Konjoneh Maggi) oltre alle semifinali dei 200 con Dalia Kaddari, Marco Ricci e Edoardo Luraschi.

(Ha collaborato Luca Cassai)

DIRETTA STREAMING - I Campionati Europei under 23 di Espoo (Finlandia) sono trasmessi in diretta streaming su allathletics.tv, raggiungibile da questo LINK o dall’home page del sito ufficiale di European Athletics.

FOTOGALLERY (Colombo/FIDAL)

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