Internazionale: le staffette-spettacolo di Philade




 
L'atletica di primo piano ritorna negli stadi al termine degli show offerti dalle grandi maratone di primavera: alla ribalta, questa settimana, le spettacolari staffette dell'attività USA ed i meetings del caribe francese. Cantwell la spara grossa Nonostante il clou della settimana fosse ospitato a Philadelphia, il risultato tecnico di maggior spessore degli ultimi giorni si è registrato a Des Moines, in occasione dell'altro grande evento americano in programma, le Drake Relays. L'autore è stato ancora una volta un lanciatore, quel Christian Cantwell finora foriero di exploit a ripetizione ma di scarsa fortuna in zona medaglia (un solo oro ai mondiali indoor 2004 su tre partecipazioni iridate). Il gigante statunitense (quasi 2 metri per 145 chili) ha ottenuto un magnifico 22,10 (mondiale stagionale), superando di quasi due metri Dan Taylor (secondo con 20,25), nonostante le condizioni ambientali tutt'altro che favorevoli. Il pesista barbuto ha superato per la quarta volta nella carriera la fettuccia dei ventidue metri, la linea dell'Olimpo dei pesisti. Cantwell era reduce dal 21,43 ottenuto a Lawrence la scorsa settimana, nel debutto stagionale all'aperto, a seguito della delusione patita ai mondiali indoor di Mosca (eliminato in qualificazione). In rapida successione gli altri eventi dalle Drake Relays, col maltempo che ha fatto impazzire il sistema di cronometraggio (molti i tempi riveduti e corretti): Jeremy Wariner ha colto un nuovo successo sui 200 dopo l'exploit della scorsa settimana sui 400 (44"12), portando a casa la sola vittoria (20"67) senza pretese. La fidanzatina d'America Allyson Felix non ha trovato le frequenze sui 100 metri, accontentandosi del terzo posto dietro l'ottima Harrigan di quest'inizio stagione (Isole Vergini) e la bahamense Ferguson, ora sposata McKenzie. Lavoro di squadra Il festival delle staffette di Philadelphia ha onorato la secolare tradizione (centidodicesima edizione), offrendo qualche spunto anche in chiave individuale: personalità in evidenza, nella cinque giorni di Philadelphia, quelle maschili di Asafa Powell (10"10) e del pesista Garrett Johnson (20,84), un altro lanciatore nero in crescita dopo Reese Hoffa, e quella femminile di Kelly-Ann Baptiste (Trinidad, 20 anni da compiere, 11"10 per il nuovo record nazionale), della quale abbiamo ripetutamente parlato nelle scorse edizioni delle news. Quella che praticamente è la squadra titolare americana (parliamo di 4x100) si è espressa a 38"33. Le frazioni sono state a carico di Gay, Scott, Crawford e Gatlin. Pur se con molte riserve in squadra è andata davvero piano la selezione britannica, che contava su Lewis-Francis per l'ultimo cambio (40"21), ed ancor peggio quella tedesca. Sul limite dei tre minuti si sono espresse le due staffette del miglio che gli USA hanno messo in pista nella serie migliore. Mancava solo Wariner tra i nomi di maggior grido. Washington, Brew, Harris e Spearmon hanno preceduto di quattro centesimi il quartetto composto da Merritt, Rock, Clement e Williamson, che sulla carta sembrava destinato a primeggiare. Senza la Felix, tra le ragazze, un nuovo crono sotto i 43 secondi (42"81) per il quartetto formato dalla Boone-Smith, Lee, Colander e Williams. Nella selezione All-Stars (ultima) si è ripresentata Chandra Sturrup in prima frazione. Da notare che nella seconda serie ben sei formazioni hanno corso in meno di 44 secondi, alcune comprendenti atlete dei Caraibi. Bene il quartetto della 4x400, con Demus, Hennagan, Henderson e Richards, che ha battuto largamente le giamaicane (lontane dal quartetto titolare) in 3'23"51. Mediocre l'apporto delle russe (la sola Nazarova a rappresentare le migliori specialiste nazionali), appena quarta in tre minuti e trenta secondi. La nuova frontiera di Alan Webb Non meno interessante l'attività in California: nell'ambito del Cardinal di Palo Alto (l'impianto era quello dell'università di Stanford), Alan Webb ha fatto il suo debutto assoluto sui diecimila metri segnando un ottimo 27'34"72, precedendo Dathan Ritzenheim (specialista del mezzofondo con buoni numeri nel cross) ed un altro esordiente sulla distanza, il siepista Anthony Famiglietti. Per i due piazzati 27'35"65 e 27'37"74. Isabella Ochichi ha messo a segno il miglior risultato delle gare femminili, grazie ad un cinquemila corso in 14'59"79. Instancabile Virginia Powell, detta "Ginnie", è già al sesto weekend outdoor della stagione: sabato ha gareggiato a Westwood in occasione del match tra le università dell'UCLA e del Sud California, centrando il personale sui 100 (11"26) e sui 200 (23"29), lo stagionale sui 100 ostacoli (12"70), e la vittoria in staffetta (43"26), dove ricopriva la prima frazione. Quest'anno ha vinto gli NCAA indoor. All'aperto si è già imposta nella Texas Relays ed a Walnut. Chi si rivede Dopo una lunghissima assenza dalle piste è riapparsa la velocista cingalese Susanthika Jayasinghe, divenuta celebre ai mondiali di Atene per la medaglia d'argento conquistata sui 200 metri e per quella di bronzo dei Giochi di Sydney. Il ritorno, dopo quasi due anni di inattività, si è celebrato ad Irvine, a suon di incoraggianti 11"37 e 23"11. Grand Prix in Africa Sei atleti italiani presenti nella seconda tappa stagionale del World Athletics Tour: Nicola Trentin ha raggiunto gli 8,12 nel salto in lungo sfruttando un vento a favore di 2,5 metri al secondo, classificandosi terzo alle spalle del neoprimatista algerino Issan Nima (8,15) e del marocchino Berrabah (8,13). Andrea Giaconi ha corso gli ostacoli in 13"91 (quarto) nella gara vinta dallo statunitense Oliver (13"60). Discreta la prova di Zahra Bani nel giavellotto: terzo posto con 57,66, dietro la danese Scherwin (61,40) e l'eterna Felicia Tilea (58,52). Meno brillanti le prove dei pesisti Dodoni (sesto con 18,02) e Capponi (settimo con 17,50), nella prova vinta dal vicecampione olimpico Adam Nelson (21,28) che ha battuto la star iridata Reese Hoffa (20,81). Nel triplo donne quinta posizione per Thaimi O'Reilly (13,36, vento appena oltre il consentito), e vittoria alla romena Gavrila (14,16 ventosissimo). Walter Davis uno-due Doppio appuntamento tra Martinica e Guadalupa. A Fort-de-France, sabato scorso, eccellenti prestazioni di Trammell (13"22), di Usain Bolt (20"08 per il giamaicano al debutto stagionale, con arrivo rilassato) e dei lunghisti: il campione del mondo Davis ha accorciato le consuete triple acrobazie planando a 8,36, precedendo Brian Johnson (8,33), il francese Sdiri (8,16), il vice-campione oimpico Moffitt (8,10) ed il sempreverde Beckford (8,03). Ieri a Baie Mahault, in Guadalupa, il ritorno di Maurice Greene, che nei cento metri si è lasciato precedere dal francese nero Pognon (10"29, ma anche 10"16 a Fort-de-France) e dall'altro americano Blanton. Per il pluricampione del mondo ed ex-primatista solo 10"35. A conferma dello stato di grazia si è ben espresso Trammell (13"24) su Allen Johnson (13"47, in ripresa dopo l'inciampo di cui è stato vittima in Martinica due giorni prima) e Doucouré (13"45). Ancora Davis in grande spolvero: a conferma dei numeri mostrati sabato nel lungo, si è concesso un gran 17,62 nel triplo (ad un centimetro dal personale), superando Aarik Wilson (17,21, primato) ed il giovane cubano Copello (17,21 ventoso). Da segnalare lo sconcertante 11"90 di Christine Arron sui 100 metri (vinti dalla Edwards in 11"26). Sempre a proposito di donne, l'emergente Akiba McKinney ha sconfitto l'iridata Madison su misure modeste (6,59). Per finire, l'ennesimo ritorno in pista di Angelo Taylor, ex-campione olimpico dei 400 ostacoli, che si è imposto nella seconda serie dei 400 piani in un discreto 45"77. Al cubano Lopez la serie migliore in 45"36. Europa: riecco la Halkia Tim Lobinger ha valicato i 5,70 a Rechberghausen. In Grecia, il primo step ad un anno e mezzo dalla finale di Atene per Fani Halkia, la campionessa olimpica dei 400 ostacoli. Data per rientrante dopo un lungo infortunio, per lei 57"03. Sempre nell'ambito della prima fase dei societari greci, 14,64 di Hrysopigi Devetzi nel triplo (mondiale stagionale) e 49"43 dell'altro ostacolista Iakovakis. In Spagna 64,01 del discobolo cubano Casanas. Dall'Ucraina il Memorial Vystavkin, con doppio successo per il campione olimpico ed europeo Belonog (20,29 e 61,30). Apertura giapponese In avvicinamento al Grand Prix di Osaka ed ai meetings di Mito e Shizuoka, classici appuntamenti del calendario primaverile, ecco il Memorial Oda di Hiroshima: all-Kenya nel mezzofondo, grazie al solito gruppo di teen-agers capeggiati nella circostanza da Josphat Muchiri (13'24"40) e da Winfredah Kebaso (15'23"78). La giamaicana Bliss ha vinto gli ostacoli in 12"97. Negli ostacoli maschili 13"45 si Naito, ma con vento irregolare. Dalle pedane arabe un nuovo ottimo risultato del lunghista Al-Khuwalidi, che ha ottenuto 8,21 a Qatif, con vento nella norma. Maratone In archivio le grandi corse delle ultime settimane, ecco due maratone più tranquille: a Madrid si è imposto Joseph Ngolepus in 2h11'30" (migliorato dopo 15 anni il record della corsa), con i connazionali Sang (2h11'44") e Moiben (2h12'20") a completare il podio. Le kenyane Florence Barsosio (2h36'13") e Onwanza (2h37'26") sono invece state precedute dalla tanzaniana Banuelia Katesigwa (2h34'54"). A Nashville alcuni nomi ben conosciuti hanno popolato la Country Music Marathon, maratona che ha onorato il calendario con risultati modesti: vittorie per Tatyana Mironova (2h36'51") davanti alla kenyana Jelegat ed all'etiope Tune, e per Feyissa Tusse (Etiopia, 2h15'06"), primo per quindici secondi su David Kirui e per trenta sul connazionale Degefu. Marcia Nell'imminenza della Coppa del Mondo di La Coruna va segnalato l'eccezionale 1h26'11"che Margaryta Turava ha ottenuto ai campionati bielorussi di Nesvizh, due settimane fa. Si tratta del miglior risultato di sempre per un'atleta di nazionalità non russa. Nel prossimo weekend: summit americano in California con le Modesto relays, meetings di elevato significato tecnico a Kingston, Osaka, Abuja (Nigeria) e Porto Alegre. Maratone sono in programma a Hannover e Vienna, oltre alla 25 chilometri di Berlino che promette il consueto bottino kenyano. Marco Buccellato

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