Internazionale, l'europrimavera delle maratone




 
La straordinaria maratona londinese che ha rigenerato il talento di Stefano Baldini non è rimasta, conti alla mano, l'unica vetrina di livello assoluto che il panorama su strada ha offerto nel weekend trascorso. Ad Amburgo si è scatenato lo spagnolo Rey, in Olanda si è assistito ad un arrivo-thrilling spalla a spalla, a Belgrado non si era mai corso così veloce. Iniziamo il nostro giro panoramico sull'attività internazionale delle ultime ore proprio dalle grandi corse su strada di domenica scorsa. Londra, Amburgo, Belgrado, Enschede Londra: Felix Limo (primo a Chicago 2005) ha ingoiato in extremis le ultime energie di Martin Lel, vincitore della scorsa edizione ed autore di un allungo di troppo. I due kenyani hanno macinato la concorrenza ad un pugno di chilometri dal traguardo, ma la prova dei piazzati (Ramaala, Khannouchi, Baldini e Rop) può dirsi superlativa, a leggere il cronometro. Stefano Baldini ha realizzato, oltre al nuovo primato italiano sulla distanza, l'ottava performance continentale all-time. I grandi sconfitti della maratona di domenica sono stati Haile Gebrselassie, che era atteso "dentro" la corsa fino alla fine, il duplice campione del mondo Gharib e quell'Evans Rutto che ha al suo attivo il debutto più veloce di sempre sui 42,195 km. Complessivamente anche la maratona femminile ha regalato prestazioni eccezionali, con ben cinque specialiste sotto l'ora e ventidue minuti: tra una lepre e l'altra è stata Deena Kastor l'unica a scendere sotto le due ore e venti minuti (nuovo primato statunitense di 2h19'35"), con un risultato che la proietta al quarto posto nella graduatoria mondiale di sempre e rappresenta l'ottava maratona in assoluto più veloce corsa da una donna. Primati personali a pioggia scorrendo la classifica: Petrova, Chepkemei, Adere (al debutto in 2h21'52"!), Bogomolova e la sorprendente britannica Mara Myers, ora signora Yamauchi grazie al matrimonio con un giapponese, che è emersa ad alto livello nelle ultime stagioni e sta vivendo un momento d'oro dopo il bronzo sui 10000 metri ai recenti Giochi del Commonwealth. La Okayo, che doveva recitare un ruolo di primo piano assieme alla connazionale Kosgei, ha fatto la fine di Gebre. Nona, e molto più vicina alle due ore e trenta di quanto ci si aspettasse. Rey domina Amburgo a suon di record Amburgo: primato della manifestazione, primato di Spagna e quarta prestazione europea di sempre. Julio Rey ha trionfato nella veloce maratona di Amburgo in 2h06'52", precedendo i kenyani Cheboror (vincitore ad Amsterdam 2004) e James Rotich. Settimo, come avete letto nel report specificatamente dedicato ieri nelle pagine del sito, Danilo Goffi in 2h11'09". Già in evidenza in Germania (2h29'30" in autunno a Francoforte) l'etiope Tola ha vinto la corsa femminile in 2h24'35", davanti ad alcune primedonne dei quarantadue chilometri (e delle corse su strada in generale) quali Edith Masai, Fernanda Ribeiro, Rose Cheruiyot, Liz Chemweno. Belgrado: la corsa dei veterani Ritorno ad alto livello per il 37enne Japhet Kosgei Kipkorir (una vittoria a Torino nel 1999, trionfi anche a Rotterdam, Tokyo, Otsu, e un secondo posto a New York), che a Belgrado ha stabilito il nuovo primato della locale maratona in 2h10'545". Il trittico kenyano che ha composto il podio ha compreso, oltre a Kosgei, Festus Kioko Kikumu (2h11'30") e Ruben Mutumwo (2h13'31"). La gara femminile, di minore rilievo statistico, è andata alla bielorussa Harnatsevich, un'altra 37enne, in 2h34'35". Enschede risolta allo sprint La casistica delle maratone vinte sul filo dei decimi di secondo si è arricchita domenica con il duello al photofinish tra Sammy Rotich (36 anni ed un vecchio primato di 2h17'44") e John Kelai (Kenya naturalmente) che sono stati divisi dal piazzamento ma non dal cronometraggio nella maratona olandese di Enschede (2h12'04" per entrambi). Poco conosciuti gli atleti piazzati: Albert Matebor e Noah Kiplagat per il Kenya, Tekesete Nekatibebe per l'Etiopia. Wariner: vado al massimo Dopo le due interessanti uscite sulla mezza distanza, condite dal personale di 20"37, il campione olimpico e mondiale Jeremy Wariner ha bruciato la pista dell'impianto della Baylor University a Waco, in Texas, chiudendo in un inatteso quanto strabiliante 44"12, sua terza prestazione della carriera. Williamson, il compagno-avversario di tanti duelli nell'orbita universitaria, è stato piantato al secondo posto in un pur sempre onorevole 44"88. A Baton Rouge, in Louisiana, Xavier Carter ha effettuato una velocissima escursione sui cento metri. Il prodotto USA più stimolante (tra gli emergenti) di quest'avvio di stagione ha portato in un colpo solo il personale da 10"38 a 10"12, su una distanza che non correva da quando gareggiava nelle gare high school. Strabattuto l'altro gioiello della velocità del futuro, Trell Kimmons (10"35). Nella stessa riunione universitaria si sono messe in luce anche l'ostacolista Lolo Jones (12"85) e la velocista di Trinidad Baptiste, venti anni da compiere in dicembre, volata sui 200 in un 22"76 ventoso di un'inezia. Da segnalare il ritorno di John Moffitt, grande protagonista alle Olimpiadi di Atene (argento), con un interlocutorio 7,89 nel salto in lungo. Felix e Gatlin a braccetto a Lawrence Allyson Felix è stata la protagonista più brillante della classica manifestazione statunitense: con 11"04 ha migliorato di un centesimo il vecchio primato personale di Yokohama ed ha oscurato la presenza di un altro campione del mondo, il francese Ladji Doucouré, vincitore dei 110 ostacoli in un poco sfavillante 13"53. Bershawn Jackson, un altro iridato, ha vinto i 400 ostacoli in 48"34 davanti all'eterna promessa Ken Ferguson (49"10) ed alla novità Derrick Williams (49"13, primato migliorato di un secondo netto). Nelle gare di staffetta, la Felix ha corso la seconda frazione della selezione americana che comprendeva anche Rachelle Boone-Smith, Kia Davis e Muna Lee (seconda sui cento in 11"13): ottimo il 42"91 conclusivo. L'esordio di Justin Gatlin prevedeva il solo impegno in staffetta: con addosso il body dello Sprint Capitol Track Club, il re della velocità a stelle e strisce ha tagliato il traguardo in 38"16 dopo aver ricevuto il testimone da Shawn Crawford (mister 200 metri, guarito dai problemi fisici dello scorso anno). Nelle due prime frazioni hanno contribuito all'eccellente prestazione il giamaicano Dwight Thomas e lo sprinter USA Rod Martin. In rettilineo Gatlin ha corso senza l'ansia del respiro di Maurice Greene sul collo. L'ex-recordman mondiale dei 100 metri non ha potuto far nulla per recuperare il gap degli altri frazionisti del suo team (l'HSI), ed ha tagliato il traguardo in 39"02. Un po' deludente, visti i nomi dei compagni di staffetta: Kaaron Conwrigth, Allen Johnson e Leonard Scott. Hoffa 21,18 A Fort Worth, nell'ambito del Texas Christian University Invitational, 10"14 legale di DaBryan Blanton e 13"60 di Shawon Harris, che in poche gare ha guadagnato quasi mezzo secondo sul vecchio primato personale. In ascesa anche la velocista delle Isole St.Kitts Virgil Hodge (Kim Collins fa scuola), 22"87 illegale, che a dispetto del nome è una ragazza, per di più dal fisico slanciato. Michael Blackwood, vincitore di una Coppa del Mondo, ha corso i 400 in 45"77 ad Austin, mentre è ormai vicina alla soglia del settanta metri l'argentina Jennifer Dahlgren (69,12 ad Athens, secondo record nazionale in quindici giorni). Sempre ad Athens (Georgia), dopo il titolo mondiale indoor di Mosca, è tornato in pedana Reese Hoffa. Il pesista nero ha avuto facilmente ragione degli avversari fin dal primo turno di lanci: per lui 21,18 all'ultima chiamata in pedana ma anche un 21,14. L'astista Lacy Janson ha invece superato i 4,58 a Winston-Salem, migliorando di oltre venti centimetri il personale outdoor. Altro da pista e strada Qualche risultato dalle scorse settimane di attività: a Riyadh (Arabia Saudita) un interessante 8,19 del lunghista Mohamed Salman Al-Khuwailidi, autore nella scorsa stagione di un sensazionale 8,44 rimasto isolato, ed 8,02 del più conosciuto Hussein Taher Al-Sabee. Dalla Spagna il primo meeting stagionale ad Alfas del Pi: subito in evidenza la saltatrice Concepcion Montaner, che dopo un inizio stentato ha messo a segno un promettente 6,72. Due buone corse su strada ancora in terra spagnola: nei dintorni di Valencia Juan Carlos de la Ossa ha vinto una quindici chilometri in 43'56" allo sprint sul kenyano Samwel Kalya; africane le prime due piaze femminili, con Salome Simotwo (50'40") e la marocchina Malika Assahssah. A Barcellona la locale dieci chilometri è stata dominata da Peter Kamais (27'29") e Paul Kosgei (27'48"). All'etiope Belaynesh Fikadu (31'55") la corsa femminile, seguita da Nancy Kiprop (31'57"). Profondo giallo L'appuntamento cinese di Yangzhou (challenge IAAF di marcia) ha portato altra notorietà al teenager Li Gaobo, che in 1h18'17" ha sfiorato la migliore prestazione mondiale junior dei venti chilometri su strada, della quale è accreditato il russo Burayev (1h18'06" nel 2001). Li Gaobo ha preceduto di un secondo Ilya Markov e soprattutto uno tra i migliori "ventisti" delle ultime stagioni, lo spagnolo Fernandez. Lo scorso anno, nella tappa IAAF di Cixi, Li Gaobo marciò in 1h18'07", alla tenera età di 15 anni e nove mesi esatti! Desta stupore la densità delle prestazioni di qualità: ben quarantadue specialisti (di cui 35 cinesi!) hanno marciato in meno di un'ora e venticinque minuti. Nella 20 chilometri femminile Cina, Cina e solo Cina: i primi dodici posti della classifica sono stati monopolizzati dalle marciatrici cinesi. Di queste, ben nove appartengono alla categoria junior. Ha vinto He Dan, una ventunenne, in 1h28'20". Assolutamente giallo Il primo step del Grand Prix della Cina si è disputato sabato e domenica a Chongqing: da fantascienza il quasi diciassettenne Zhang Xiaoyi (8,17 nel lungo, record asiatico under 18 e under 20, nonché migliore prestazione mondiale per categoria di età), molto bene il velocista Yang Yaozu (un'esperienza alla corte tecnica di Michael Johnson) che ha corso in 10"25 e 20"54 (record nazionale), benino Shi Dongpeng (13"56 sugli ostacoli senza Liu Xiang). Nelle gare femminili buone cose dai concorsi: 14,27 della triplista Xie Limei, 18,56 di Li Ling nel peso, 63,07 di Song Aimin nel disco e 70.86 di Zhang Wenxiu nel lancio del martello. Profeta in un'altra patria Martin Irungu Mathathi ci ha abituati a prestazioni tecnicamente eccellenti (e soprattutto frequenti) sui diecimila metri. Il ventenne kenyano, reduce dal terzo posto ai mondiali di cross di Fukuoka, è tornato in pista nella sua patria d'adozione (il giappone) correndo e vincendo i 10000 a Kobe, nell'ambito delle tradizionali Hyogo Relays, con un gran 27'10"51. Il resto del gruppetto di 19-20enni del Kenya che si allena e vive in Giappone (Muchiri, Murigi, Kariuki, Muturi, Mogusu) ha fatto da degno contraltare chiudendo i venticinque giri di pista in meno di 28 minuti (ad eccezione di Mogusu). Il diecimila femminile di Lucy Wangui (31'39"57, oro ai Giochi del Commonwealth) ha confermato la tradizione recente: seconda l'altra kenyana Mombi, terza l'esperta giapponese Ozaki, a seguire la Oshima-Tanaka ed un'altra piccola africana, Ongori Philes. Tutte sotto i 31'50". Prossimamente La settimana che ci avviamo a vivere ha una copertina di lusso, le Penn Relays di Philadelphia. Assieme alle Drake Relays di Des Moines sarà l'evento di maggior attrattiva nel calendario americano. Si gareggerà anche a Dakar (Grand Prix) e nel caribe francese. Maratone sono in programma a Madrid e Nashville. Le graduatorie mondiali stagionali ed all-time saranno aggiornate nella sezione statistiche del sito nel giro di pochi giorni. Marco Buccellato


Condividi con
Seguici su: