Internazionale, il ritorno del Samurai




 
Questa settimana le news partono con l'ultimo evento in ordine cronologico, il prologo del Golden Spike di Ostrava di oggi, vale a dire le gare di martello disputate ieri, con un ritorno attesissimo: quello di Koji Murofushi. Il campione olimpico è tornato in pedana sfiorando gli ottanta metri all'ultimo lancio (79,82), risultato che gli ha permesso di scavalcare il polacco Ziolkowski, altro campione olimpico. Devyatovskiy, il bielorusso andato a medaglia mondiale a Helsinki, è stato buon terzo con 78,20. Tikhon, il due volte campione del mondo ed argento olimpico, ha confermato il ritardo di forma già espresso nei primi meeting bielorussi, accontentandosi del quinto posto con 77,93. Gran gara femminile: torna al top la cubana Moreno con un lancio di 74,69, seguita da Olga Tsander (74,54) e da Betty Heidler (72,91, primato tedesco). Saladino? No, grazie Le voci dell'etere davano il panamense presente al Prefontaine Classic di Eugene, ma l'attrazione stagionale del salto in lungo maschile, negli States, non si è vista. E' stata una gara, quella del nostro Andrew Howe, chiusa in crescendo, come a Mosca. 7,55 per saggiare la pedana, un nullo, un 7,88 ventoso, poi il 7,91 che gli ha garantito la terza piazza. Ultimi due turni alla ricerca della misura: 7,94 d'incoraggiamento, poi gli 8,01 con vento al limite del consentito. Le stars americane Pate e Phillips avevano chiuso la gara al terzo turno, con 8,27 ed 8,20. E Saladino? Si è fermato dopo l'ennesimo prodigio (8,42) ottenuto ai campionati ibero-americani di Ponce, a Portorico, venerdì. Cronache dall'Oregon Numerosi i motivi d'interesse da Eugene, ad iniziare dai "separati in casa" Gatlin e Powell. L'americano ha confermato il magic moment con 9"88, il giamaicano è sfrecciato in un 9"93 non omologabile. Gli altri temi: Bernard Lagat si è preso la rivincita sul campione del mondo Ramzi, che lo aveva battuto sui 1500 metri a Carson la scorsa settimana. Tra i due si è infilato Alex Kipchirchir. Figuraccia per Alan Webb, di ritorno nel classico miglio dopo l'exploit di alcune settimane fa sui diecimila. Solo undicesimo. Spallate di titani Adam Nelson, primo lancio a 21,44, ha pensato probabilmente di aver trovato il più giovane Cantwell in una di quelle giornate un po' così. Mica vero: il gigante di Jefferson City ha pareggiato il conto al secondo turno, per poi prendere il largo fino al 22,17 finale, mondiale 2006. A Nelson restano cinque punti interrogativi sanciti dalla bandierina rossa del nullo. Gli altri ciclopi, i discoboli, hanno sbattuto contro il muro Alekna, che da tre settimane sale e scende dagli aerei e gareggia ovunque. 67,97 al termine di una serie dove il lancio peggiore è stato di 65,50. Ester Balassini ha perso il secondo posto al quinto turno, superata dalla piccola Brkljacic. Miglior lancio della bolognese (68,20) appena scesa in pedana. Poi 65,83, 67,55, tre nulli. Vince la Gilreath che sta tornando su: quasi settanta a Tucson pochi giorni fa, 69,82 ieri notte. La lunga notte Tre settimane dopo Osaka, riecco Liu Xiang, versione fotocopia. Un centesimo meglio del debutto (13"21), ma non è ancora gara vera: Doucouré fa la prima bella figura della stagione in 13"33, Allen Johnson quasi con 13"39. Al terzo tentativo sulla quota di 1,99 l'olimpionica Slesarenko si è liberata della lunga ombra bionda di Amy Acuff, una vita sui sacconi, e della Howard. Kajsa Bergqvist aveva già detto basta sull'1,96. La graziosissima Kuptsova, che non è più lei, si arena sull'1,90. Michelle Perry ha ritrovato il passo della scorsa stagione. Da considerare molto buono il suo 12"63, viste le condizioni ambientali in Oregon, intrinsecamente ben più valido del 12"61 del giorno precedente di Ginnie Powell, ottenuto sulle nuvole dello Utah, a Provo, con quasi il doppio del vento a favore. Ancora una segnalazione per la Cherry, all'ennesimo "personal best" dopo il rientro dalla sospensione, con 12"64. In chiave europea, Susi Kallur piazza un 12"77 da podio svedese. Sui 400 il campione del mondo junior Merritt si è imposto in un normale 44"88. Tra i piazzati ecco il ritorno di Tyler Christopher, che dopo un paio di staffette ed un 400 d'assaggio è già a ridosso dei 45 secondi (45"16). Nel triplo Walter Davis si è riservato le energie per l'ultima tornata di salti, dopo due soste ai box. 17,40 per respingere l'assalto del britannico Douglas, planato a 17,26 in extremis. Rimbalza male Gregorio, modesto a 16,73 e fuori fase pe via dei troppi salti nulli. Per palati fini il 48"22 di Bershawn Jackson sui 400 ostacoli e l'1'58"86 della Mutola. Il resto del Prefontaine femminile, inoltratosi nella notte italiana: ottima la solidissima Tomashova, con in 4'01"81 ha regolato la speranza d'Asia Jamal (ex-Etiopia), seconda in 4'02"55. L'etiope vera, la junior Burika, è terza in 4'02"68. Nessuna avversaria per la Lebedeva nel lungo, ma una brutta parte centrale di gara. Buono l'inizio con 6,79, aggancio ai sette metri in chiusura. La sorpresa di Helsinki, la Madison, annaspa ormai da troppe gare a non raggiunge i sei metri e mezzo. Ultimi giorni di scuola Si prepara il calderone degli NCAA: il giorno dei giorni è tra due settimane a Sacramento, per ora ci scaldiamo con le fasi regionali e le divisioni due, tre, e NAIA. Dalla bagarre emerge un po' di gioventù di belle speranze e pure qualche nome da annotare sul taccuino: il giamaicano Wilbert Walker ha trovato un bell'8,13 con vento nella norma a Emporia, in Kansas. Sempre da Emporia 2,29 di Keith Moffatt, che cresce un centimetro a gara. A Fresno la novità della ghanese Abdulai, che ha saltato 6,79 dal nulla, con vento-beffa di 2,1 metri al secondo. La ragazza studia arte contemporanea alla Simon Fraser university. L'età? venti, ventidue o ventitre (dipende dalle fonti). Si diletta anche nell'alto (1,85), 200 e 400, ostacoli e triplo. I nipotini del vento Vento o no, le ultime riunioni universitarie hanno mandato in orbita un bel po' di personaggi nuovi e nuovissimi. A Knoxville la ventenne texana Cleo Dunyel Tyson ha pescato un 11"10 in batteria, beneficiando dell'unica serie con vento legale. Nessuno sconto da Eolo per i ragazzi, e tempi ottimi nei quattro atti dei preliminari: 9"96 per Omole (argento a Grosseto e oro con la staffetta), 10"04 per Willie, 10"07 di Orlando Reid (Manchester, Giamaica), 10"08 del tormentone Xavier Carter, il più forte di tutti. Sabato le finali: 200 donne alla Baptiste di Trinidad in 22"73, 400 ostacoli a Markita James (54"54). Sprofonda la Tyson, appena quarta con 11"37 sui 100, vanno forte sugli ostacoli Aries Merritt in 13"36 e Mike Tinsley in 48"63. E Xavier Carter? il metro e novanta di potenza arriva al primo meno-45 della carriera con 44"84, oltre a vincere i 100 in 10"22. La fase regionale universitaria Est (a Greensboro) ha prodotto il miglior risultato maschile dello sprint, tra tutte le sedi: lo ha ottenuto Travis Padgett, vent'anni il prossimo dicembre, running back in Nord Carolina, che ha pescato il jolly in batteria con 10"06 legale, migliorandosi di oltre venti centesimi, per poi sbalordire in finale in dieci netti! In questa sede l'argentina Jenny Dahlgren ha migliorato ancora una volta il primato nazionaledel martello, portandolo a 72,01! Nella velocità doppietta ventosa per Shalonda Solomon, con 11"07 e 22"36. L'antillano Martina, l'uomo del 9"76 ventosissimo di due settimane orsono, ha vinto nella fase di Austin con 9"99, ancora con troppo aiuto, davanti al britannico Edgar (10"05). In pedana, 20,82 di Brian Robison, texano bianco con la frangetta sulla fronte. Dalle sprint-girls, 11"10 e 22"57 della Hodge (St.Kitts, 11"07 in batteria) e di Ale Anderson. In pedana 1,90 della junior Destinee Hooker. Corri sopra il cielo A Provo, alta quota, batterie spettacolari grazie al 10"93 di Virginia Powell, con tre metri di vento a favore, ed alla clemenza delle folate nelle altre batterie, duecento compresi. Ne hanno tratto vantaggio la misconosciuta Bayne (11"15) e soprattutto un'atleta poco conosciuta emersa durante la stagione indoor, la fascinosa portoricana Carol Rodriguez, che ha portato ad un mostruoso 22"23 il primato nazionale dei 200. La Rodriguez vantava, al termine della scorsa stagione, un primato di 23"74. Dietro di lei, immensi miglioramenti anche per Antonette Carter, con 22"72, ed ancora per la Bayne (22"87). Bis della Rodriguez in finale: con 11"09 vince i cento, con 22"69 i duecento. Dallo Utah anche il 69,10 della martellista ungherese Orban, Clay e Klueft a Goetzis La miglior espressione delle prove multiple su scala mondiale è, manifestazioni globali a parte, il meeting di Goetzis, in Austria, giunto alla trentaduesima edizione. Roman Sebrle, l'uomo più atteso, si è chiamato fuori dopo tre gare, col punteggio compromesso a causa di un inguardabile 4,18 nel lungo. Ha vinto Bryan Clay, ed è una piacevole conferma, con un gran totale di 8.677 punti. Il kazako Karpov, regolare come al solito, ha chiuso in seconda posizione con 8.293 punti, davanti al giamaicano Smith che con 8.269 ha migliorato il primato del Centro America. Carolina Klueft, nonostante abbia parzialmente fatto flop sulle sue gare preferite (1,88 in alto, 24"26 sui 200 3 6,50 in lungo), ha vinto a mani basse con 6.719 punti, davanti all'ucraina Blonska (6.448) ed a Lilli Schwarzkopf (6.335). Mondialino rimandato German Chiaraviglio, il fenomeno italo-argentino classe 1987 tesserato a Catania, ha portato il primato sudamericano junior del'asta a 5,70 a Ponce. E' anche record nazionale assoluto. Trattandosi di materia giovanile, il risultato potrebbe essere ancora valido come record italiano junior, così come il 5,65 di fine aprile ottenuto a Santa Fe. Chiaraviglio ha poi passato i 5,75 per tentare il mondiale junior a 5,81, fallito. A Hengelo è nata una stella L'etiope Ibrahim Jellan Gashu ha vinto il sensazionale diecimila dei Fanny Blankers-Koen Games in 27'15"90. Il ragazzo deve compiere diciassette anni tra pochi giorni, ed ha migliorato il vecchissimo primato etiope junior di Addis Abebe (1989), che all'epoca già sembrava suo padre più che se stesso. Il giovanissimo Ibrahim è stato argento sui 3000 a Marrakech lo scorso anno, ai Mondiali under 18. Gli sconfitti hanno realizzato tempi ecezionali: 27'16"75 per Micah Kogo (venti anni), 27'17"00 per Moses Mosop, 27'19"45 per Bernard Kiprop Kipyego. A scendere ancora tre atleti in meno di 27'25", altri cinque sotto i ventotto minuti. Mondiali stagionali stabiliti ad Hengelo: 2,32 del ceko Ton nell'alto, 14'35"37 della solita Defar sui 5000. Il ritono in Europa di Marion Jones ha smosso i media: nonostante il freddo e la lunga attesa per la partenza dei cento, l'americana ha confermato di esserci meglio del previsto, ed ha vinto in 11"16. Europa, soprattutto Germania E' il momento della Germania: tra Dessau e le due sessioni di Neuwied-Engers, un gran numero di cifre buone per il nostro osservatorio. In Sassonia Wilfred Bungei, star degli 800 ben conosciuta in Italia ha vinto in un tranquillo 1'46"55, ma il protagonista vero del meeting è stato il prodigioso lettone Vasilevskis, argento olimpico, che ha infilato il giavellotto in quel corridoio di cielo che l'ha portato ad 88,12, record nazionale. Il giorno seguente, a Riga, si è superato ancora con 90,43! Alla faccia di Thorkildsen, ex-capolista mondiale, che a Floro ha lanciato contemporaneamente ad 84,99. Sempre a Dessau la sassata di Natalya Sadova, mondiale stagionale nel disco con 66,85. La replica a Hengelo con 65,30. La due giorni di Neuwield-Engers è stata dedicata ai lanci, con i padroni di casa ispiratissimi: 20,89 Bartels, 20,83 Sack, 20,46 Bock. Per le ragazze, il 19,19 della Lammert non è bastato per fermare la cubana Cumba (19,66), ma sufficiente per lasciare dietro la Kleinert (18,93). Dalle altre pedane 78,51 di Esser e 63,53 della Dietzsch. Ancora dalla Germania una gara di asta a Saulheim: è emersa la spagnola Agirre, che sale ancora fino a 4,50 a batte gente di calibro come la Polnova, la Buschbaum, la Hingst. Chiude la settimana tedesca il meeting di Zeulenroda: nel martello vince Kobs con 77,82, Frank sfiora di due centimetri gli 82 metri nel giavellotto. Pedana fortunata Alcune pedane nascono sotto una buona stella, e la loro storia è scritta di risultati tecnici di grande spessore. Negli USA c'è quella di Salinas e prima ancora quella di San Jose. Nella vecchia DDR c'era quella da record di Neubrandenburg; per la Francia vale Salon-de-Provence, dove il sudafricano Kruger scavallò i settanta metri qualche stagione fa. Giovedì scorso è tornato su quella pedana, migliorando notevolmente lo stagionale (65,10), ma assistendo impotente all'impresa di Zoltan Kovago, argento ad Atene 2004, che ha mancato per un filo d'erba il sogno di tutti i discoboli, i settanta metri. Con 69,95 non ha centrato il record nazionale di Fazekas, roba d'altri tempi, ma per ora va benissimo così. Battaglia durissima nella gara femminile: la ceka Pospisilova-Cechlova ha dovuto lanciare a 65,44 per battere Nicoleta Grasu, in gran forma nelle ultime due settimane, seconda con 65,21. A zonzo per l'Europa, con un po' d'Italia Dalla Slovenia 20,28 di "Hulk" Vodovnik a Kranj. Nello stesso meeting 54,84 di Stefano Lomater nel disco dietro il quarantenne Primc (55,62). A Palafrugell, in Spagna, vittorie con 13"35 per Micol Cattaneo sugli ostacoli e con 16,41 di Fabrizio Schembri nel triplo. Sui 200 presenti la Grillo (24"52), la De Angeli (24"60) e Mazzilli (21"75). Nel disco 67,08 del cubano Casanas. In Polonia primato polacco under 23 del velocista Kuc (10"17); dall'asta 4,60 della Pyrek e 5,70 di Czerwinski. Ilya Markov, il marciatore russo, ha ottenuto il miglior risultato della stagione sui 5 chilometri con 19'01"24. Martellando sotto la pioggia A Sochi due mazzate da 75,33 e 75,19 hanno riportato in prima pagina Tatyana Lysenko, giunta a sorpresa al record del mondo del martello femminile lo scorso anno (77,06). Nonostante gli scrosci d'acqua la Lysenko ha dato spettacolo, con sei lanci validi (il più "scarso" di 71,28). Gulfiya Khanafeyeva, seconda classificata, non è stata da meno, con quattro lanci oltre i 74 metri ed un top di 74,95. Il festival dei numeri prosegue con quelli espressi dalla Khoroskikh (72,81) e dalla Konevtsova (71,31). Eccellente il livello generale, in primis tra le donne, come di consueto: Lyudmila Kolchanova ha raggiunto i sette metri nel lungo, sempre con pedana inzuppata d'acqua. Liliya Shobukhova, neo-primatista del mondo nei tremila indoor, ha vinto i 1500 m,etri in 4'09"27. Ricchi gli 800: 1'58"62 della Klyuka, 1'58"95 della Kotlyarova, 1'59"23 di Yuliya Chizhenko, 1'59"59 della veterana Tsyganova. Alla Pospelova i 400 in 50"62, con seconda ancora la Kotlyarova in 50"99; nel triplo 14,60 di Viktoriya Gurova, ed infine festa in famiglia per i discoboli: 64,19 del capellone Bogdan Pishchalnikov e 61,49 della sorella Darya. Grand'Asia Il terzo Grand Prix asiatico in pochi giorni si è tenuto a Pune, in India. Miglior risultato il 63,44 della cinese Song Aimin nel disco femminile. Un'altra cinese, Xu Shaoyang, anch'ella discobola, ha ottenuto 62,29 a Zhengzhou, nella nuova tappa del Grand Prix nazionale. Sempre lì, 71,58 di Zhang Wenxiu, e doppia impresa nell'alto, da parte di atleti giovanissimi: 2,28 di Huang Haiqiang, diciotto anni, ed 1,92 di Zheng Xingyuan, diciassette. Nel lungo è tornato a gareggiare Zhang Xiaoyi, l'altro diciassettenne autore di un incredibile 8,17 un mese fa. Non si può pretendere la luna, e riteniamo che il 7,96 (vento nullo) confermi tutto il talento di questo ragazzo. Attività da capogiro da qui a lunedì prossimo: oggi il meeting di Ostrava, ricchissimo di campioni, domani il gala femminile di Atene, giovedì il meeting EAA di Bydgoszcz. Venerdì via ad un week-end da fantascienza con Oslo, Cottbus, Saragozza, new York, Kalamata, Praga, Tartu e Rehlingen, oltre ai meetings USA ed a quelli minori sparsi per tutt'Europa. Marco Buccellato


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