Internazionale, i giorni dei Trials




 
La rubrica internazionale torna con il resoconto dei campionati nazionali in USA, Giamaica, ed in altri paesi dell'area centro e nord-americana. Inoltre Giappone e periscopio sull'attività degli ultimi giorni in Europa. Iniziamo con i Trials USA: edizione più che buona, con pochi clamorosi flop e pronostici tutto sommato rispettati, con l'inserimento nella squadra mondiale di qualche ragazzo di belle speranze. Vediamo cosa è successo in campo maschile.

 

Gay incendia la pista, poi si risparmia 

 

Dopo aver recitato il ruolo del castigamatti per tutta la primavera, Micahel Rodgers è uscito dai Trials col titolo statunitense dei cento metri. Vero che Tyson Gay, dopo aver cannoneggiato in batteria con 9.75 si è fatto da parte per proteggere la delicata corazza (difenderà in ogni caso a Berlino il doppio titolo mondiale individuale conquistato a Osaka), ma ciò non toglie nulla al meritato successo di questo sprinter di taglia contenuta, che ha corso in 9.92 in batteria, 9.85 in semifinale, 9.91 in finale. Sia chiaro, i numeri li ha fatti il vento, sempre abbondantemente oltre il limite.  Con la sorpresa dell'esclusione di Dix dalla finale, sul podio sono saliti due atleti maturi: Patton, secondo in 9.92, e Monzavous Edwards, terzo con dieci netti. Fuori dalla finale anche il campione universitario Holliday, via fin dalle batterie (per infortunio) la novità Ryan Bailey.  

 

Crawford vola 

 

200 metri, l'ultimo urlo secondo il programma. Ed è davvero da urlo il 19.73 con cui l'ex-campione olimpico Crawford chiude sulla spinta di un vento fin troppo amico. Qui la clamorosa novità si chiama Charles Clark, pittoresco ventunenne con poco passato e qualche tatuaggio reversibile per impressionare gli avversari, che spiazza i pronostici con un 20.00 che gli permette di sopravanzare perfino Spearmon (20.03). 

 

Senza Wariner (wild-card) i 400 sono andati senza discussioni a Merritt (44.50) sul ventenne Roberts e Clement, che non ha partecipato ai 400 ostacoli, nei quali è iridato in carica. Quinto Neville, che fu titolare a Pechino, fuori in semifinale Xavier Carter, che come nelle altre occasioni, per far troppe cose le sbaglia tutte. Sui 200 agguanta la finale, ma chiude quinto. 

 

Ostacoli: fuorigioco Oliver per un infortunio non ancora superato, l'esito della finale si è deciso sui millesimji in favore di David Payne su Trammell (13.12 per entrambi). Sorpresa (relativa) per il nome del numero tre. Non è Faulk, atleta in formidabile progresso che combina qualche pasticcio di troppo in finale, ma è Aries Merritt, trasformato dopo le apparizioni deludenti di inizio stagione, che coglie il jolly in 13.15. Ai blocchi, in batteria, anche Allen Johnson, 38 primavere. subito fuori con 13.67. Nei 400 ostacoli prestazioni di tutto valore per Jackson (48.03), il giovane Dutch (48.18) ed Angelo Taylor (48.30). Non ce,l'ha fatta l'altro giovane talento Anderson, quinto. 

 

Phillips 8.57 

 

Salti: resta inopinatamente fuori dai mondiali il bianco Jesse Williams, che prende le misure con un tentativo di troppo a 2.28, e resta arenato al quarto posto. Sull'aereo Harris, Moffatt ed il più quotato Manson. Dwight Phillips si è messo alle spalle il trauma per l'esclusione dalle Olimpiadi a causa del quarto posto della finale del lungo della scorsa stagione. 8.57 in avvio di finale, poi si siede sulla panca e si gode il riposo. Resta fuori Pate, pr con 8.20, dentro Brian Johnson con 8.26 ed il poco noto Kitchens, 8.23. Magnifico quinto con 8.18 il 18enne Goodwin, anche campione junior nella finale di categoria. Non c'entra coi Trials ma c'entra col salto in lungo: fonti spagnole assicurano sull'imminente rientro alle competizioni di Ivan Pedroso. 

 

In extremis (prima gara da mesi) passa la dogana anche Walter Davis nel triplo (titolo a Roulhac con 17.44). Rimane il rimpianto per Bryan Clay, che non ha nemmeno partecipato alle prove di decathlon per infortunio e resterà a casa in agosto. Ma altrimenti non si sarebbero chiamati Trials. Hoffa è il campione del mondo ma è andato in pedana per vincere lo stesso: non c'è riuscito per un Cantwell in forma gigante (21.82), che ha battuto anche Taylor e Nelson. Segnaliamo infine il primato nazionale junior di German Fernandez sui 5000 (quinto con 13:25.46), il titolo di Rupp sui 10000 dopo le recenti prodezze nelle finali universitarie,  

 

Le gare femminili 

 

Non finisce di stupire Carmelita Jeter, 29 anni compiuti a novembre, che fino a tre anni fa non passava il riconoscimento "a vista" e ora furoreggia a tutto campo mandando agli annali un clamoroso 10.72 (in semifinale), che è il miglior tempo di sempre in ogni condizione, esclusi quelli riconducibili a Florence Griffith e Marion Jones. Vento forte alle spalle, ma è un tempone.

 

In finale è battaglia vera con Muna Lee, velocista minuta e leggera, 10.78 per entrambe, poi sotto gli undici va anche Lauryn Williams in 10.96.  Fuori la Hooker (stesso destino per la talentuosa sorellina saltatrice Destinee, ma almeno Marshevet troverà spazio sul podio dei 200), fuorila SOlomon. addirittura non ammesse in finale Torri Edwards e Allyson Felix. La qual Felix, anche se iridata in carica, ha fatto ottime cose sui 200, vincendo in 22.02 ventoso, con Muna Lee ancora inchiodata alla seconda piazza. 400 metri: gioco facile per Sanya Richards in 50.05. Quest'anno non corrono né la Trotter né la Wineberg-Danner, nemmeno lla Henderson. La 31 Dunn, ex-giamaicana come la Richards, è seconda, terza la 20enne Beard, un po' d'aria nuova. Nel mezzofondo sui podo salgono tutte le migliori, Rowbury, Wurth-Thomas, Willard sui 1500, Goucher sui 5000, Begley e soprattutto Flanagan sui 10000. La Willard prende posto con successo anche nelle siepi, seconda dietro la fortissima Barringer. 

 

Lolo no 

 

Ostacoli alti: la malmessa Lolo Jones non ce l'ha fatta e dopo aver controllato il superamento della batteria non si è presentata alla partenza delle semifinali. In finale, pur se con vento di 2.2 metri al secondo, tempi di gran lustro: l'olimpionica Harper è prima in 12.36, seconda Ginnie Powell in 12.47, terza la Cherry in 12.58. Non partita Michelle Perry, in ogni caso iridata ad Osaka e in virtù di ciò ammessa di diritto. Ostacoli bassi: prime tre piazze per le logiche favorite, Demus, Tosta-Johnson e Ross-Williams. Per la Demus anche un 53.78 di buon auspicio. A proposito, è in arrivo la Pechonkina, di ritorno dopo lunghissima assenza.  

 

Nel lungo la Reese ha aperto la finale con 7.09 (sempre col vento) poi ha palesato i vecchi problemi tecnici e ha ridotto la gittata dei balzi. Sempre più irriconoscibile l'ex-campionessa del mondo Madison, ormai buona velocista e quasi ex-saltatrice. Infine, due note: corridoio aereo ideale per il giavellotto di Kara Patterson, non attesa a misure quali quella vincente, 63.95. Maledizioni inviate in gran quantità, invece, da Hyleas Fountain, che nell'eptathlon aveva già fatto scorta di gran punteggi con il 12.90 negli ostacoli ed il 6.95 nel lungo: si è fermata alla soglia dell'ultima fatica, gli 800 metri, per un infortunio muscolare. In pista e in pedana anche i ragazzi e ragazze per i campionati juniores. Vento generoso e talento hanno fatto registrare cose come 10.02 per Rowland e 10.07 per Cherry (10.02 in batteria). 

 

Campionati giamaicani: Bolt 9.86 

 

La stella Bolt ha vinto entrambe le gare della velocità, e su questo non c'era discussione aperta. Una sgroppaina sui 200 in 20.25, un gran 9.86 sui cento. L'aria di casa ha rigenerato Asafa Powell, tornato a correre sotto i dieci secondi con 9.97. Il terzo uomo per Berlino è Michael Frater, 10.02. Sui 200 biglietto pagato per Mullings e Anderson, che han ben figurato anche sui 100 rispettivamente con 10.08 e 10.07. 

 

Veronica Campbell ha disertato i 100, forte della wild card come detentrice del titolo mondiale che le permettera in ogni caso si essere ai blocchi sulla distanza breve a Berlino. La finale è stata vinta dalla campionessa olimpica Fraser con 10.88. Vero che a Pechino è stata la migliore di tutte, ma per il titolo era più quotata la Stewart, seconda in 10.93. Sherone Simpson ha voluto esserci e provarci nonostante il grave infortunio della fine della scorsa estate, e si è arenata in semifinale. La Fraser ha poi agguantato il secondo posto nei 200 dietro una Campbell non al 100% (comunque capace di correre in 22.40). Terza la Facey, con un tempo così così, ma con un piazzamento che restituisce lustro a una atleta capace di ottime cose fino a due stagioni fa. 

 

Tutto come da copione per la Walker, olimpionica dei 400 ostacoli, che ha vinto ma di un solo centesimo sulla 22enne Spencer. Nella finale maschile è strabordato Isa Phillips (48.05), secondo l'immarcescibile McFarlane, terzo la novità a sorpresa Robertson, che per un centesimo ha bruciato il più conosciuto Buckley. Ostacoli alti: tre veterane ai primi tre posti della finale femminile: Ennis-London, Foster-Hylton e Golding-Clarke hanno tutte 34-35 anni. Le due Williams (Novlene e Shericka) hanno dominato i 400 in 50.21 e 50.39, ed anche qui per un centesimo la candidata terza Lloyd è stata scippata del podio dalla più giovane Day. 

 

Campionati nazionali a Trinidad 

 

Sensazione nella finale dei cento metri maschili, con ben cinque atleti al limite dei 10.10 ed il sesto, che proprio scarso non è, a 10.14. Per il titolo l'ha spuntata l'argento olimpico Richard Thompson in 10.01. Terzo Marc Burns in 10.04 e quarto Darrel Brown, argento mondiale 2003 in quota junior, in 10.04. Secondo, contro le aspettative, il 31enne Aaron Armstrong, che dopo aver speso mezza carriera come statunitense di medio livello a Trinidad ha trovato la dimensione migliore. Nella finale femminile gran risultato di Kelly-Ann Baptiste, brava a sfruttare un metro e sette di vento a favore che marchiare il nuovo primato dell'isola in 10.94. 

 

Campionati a Barbados e Saint Kitts 

 

Notevole riscontro per Andrew Hinds, 25 anni. Titolo sui 100 in 10.03, bis sui 200 in 20.38. Brathwaite non trova avversari sugli ostacoli che vince in 13.39 (13.37 in batteria), ed è in arrivo anche il fratellino Shane, secondo classificato nella rassegna nazionale di Bridgetown. L'odor di mondiale rimette le ali a Kim Collins, che ai campionati di Saint Kitts a Bassaterre ritrova lo smalto per correre in 10.15 con vento non molto significativo. 

 

Campionati canadesi a Toronto 

 

Tramontati gli effetti speciali degli anni '80 e '90, il livello langue nella mediocrità eccezion fatta per qualche pezzo grosso. La sfida dei cento ostacoli è stata vinta dall'ex-iridata Felicien con 12.80, seconda il bronzo olimpico Priscilla Lopes con 12.95. Vento fortemente contrario. Dylan Armstrong, brillante finalista a Pechino, ha vinto il peso con 20.30. Buono il lungo donne con tre atlete oltre i 6.65, ma il vento girava anche troppo.  

 

Campionati giapponesi 

 

Onorati dlla presenza di Koji Murofushi (debutto sui generis con 73.26), la rassegna di Hiroshima ha vissuto i momenti più elettrizzanti con le gare di velocità maschile: nei turni preliminari botti con Eriguchi (10.07) e Tsukahara (10.09), che però rinuncia alla finale a titolo precauzionale per un risentimento. Eriguchi, venti anni, vince in 10.14, ma si becca entrambe le volte quasi due metri di soffio alle spalle. Uscito di scena Suetsugu, che andò sul podio a Parigi, ecco Takahira, vincitore dei 200 in 20.22. Il record arriva però dallo sprint femminile, ancora una volta dalla 21enne Fukushima, che va a godersi il compleanno del giorno seguente forte del nuovo limite nazionale dei 200 in 23 secondi netti. 

 

Sudamericani 

 

Campionati di area a Lima, in Perù. Doppio titolo per il panamense Edwards nello sprint, ma senza lasciare tracce indelebili. Doppietta anche per il lanciatore argentino Lauro, 19.20 e 60.41. Nelle altre gare 1:20:53.6 del marciatore colombiano Lopez sui ventimila metri e primato del giavellottista Ibarguen con 81.07 (sempre Colombia). Donne: la 37enne Adriano è campionessa con 61 metri, la ventenne cilena Duco arriva al titolo con 17.73 nel peso. 

 

Tedeschi 

 

A Biberach la Obergföll prosegue la striscia di lanci lunghi con 67.93. La 37enne Nerius, all'ultimo anno di attività, lancia a 64.05. Nella riunione di Bottrop Andrea Alterio ha corso i 110 ostacoli in 13.67 con 2,1 di vento a favore. La serie è stata vinta dal tedesco Mathiszik con 13.56, secondo il polacco Kubaszewski con 13.62, entrambi atleti di dieci anni più giovani di Alterio. Interessante, nei risultati femminili, il 12.81 sugli ostacoli della eptatleta inglese Ennis, pienamente recuperata dopo i guai fisici del recente passato. A Gottinga campionati giovanili. L'under 23 Menga si candida per un posto nella staffetta tedesca vincendo i 200 in 20.52. La 10enne Gierisch va al record nazionale under 20 con 14.02 nel triplo. Il gigantesco Storl (nemmeno diciannove anni) fa la barba ai venti metri col peso da senior (!) con 19.86. 

 

Nord Europa: Kanter allunga 

 

L'estone Gerd Kanter ha lanciato nella piccola Kohila a 71.64. Si tratta dell'ottava misura assoluta mai registrata nella storia del lancio del disco maschile, la terza per il campione olimpico. La serie è tutta da gustare: nullo, 69.93, nullo, 71.64, 68.03, 70.92. Dopo tre gare consecutive vinte con 8.33, il sudafricano Mokoena sale nella Finlandia ove gareggia spesso in estate e vince a Turku con 8.14 e vento nettamente a sfavore. Ancora dalla Finlandia il festival del giavellotto a Pihtipudas, vinto da Iptamaki con 86.47. Si rivede la 35enne Ingberg, seconda con 61.03 dietro l'australiana Mickle (61.83). A Sollentuna (Svezia) il sudanese Kaki emigra sui 1500 e chiude in 3:39.89. C'è il ritorno del rosso Rutherford, argento europeo del lungo, che plana in prossimità degli otto metri con 7.98. Il figurone lò fa l'egiziano El-Ghazaly, che lontano dalle pedane californiane, foriere di grandi misure, fa ancor meglio con 66.34. 

 

Altro dall'Europa 

 

E' il momento di Karailiev, il triplista bulgaro in evidenza nelle ultime settimane. Sabato a Sofia ha migliorato il personal best con un salto da 17.41. Sabato a Nivelles 10.09 di Brendan Christian sui 100 metri. Con lui e Bailey (9.99) ad Antigua ci sono le basi per metter su una  staffetta gagliarda. Nella riunione di Malaga 13:07.02 dell'eritreo Tadese sui 5000, quarto posto di Nic Vizzoni nel martello con 76.91 (vittoria al solito Pars con 79.95), e gran prova di efficienza di Marta Dominguez, che arriva ad un altro primato spagnolo sui 3000 siepi in 9:16.50, quarta prestazione europea e sesta mondiale all-time. Bani quarta nel giavellotto con 55.86. 

 

Marco Buccellato




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