Internazionale, fame di mondiale




 

Nell'edizione odierna delle news internazionali prendiamo in esame l'ulltima ricca tornata di risultati dal mondo, in particolare dall'Europa, dove si sono disputati, oltre agli Assoluti di Milano, oltre quindici altri campionati nazionali. Inoltre, uno sguardo ai campionati juniores che hanno riguardato l'Africa e l'area panamericana. 

Stoccolma in archivio 

Il DN-Galan svedese rilancia Allyson Felix, capace di 21.88 sui 200 metri, e lascia alle statistiche un altro mondiale stagionale, quello del campione olimpico del peso Majewski (21.95, record polacco), che nel fine settimana completerà l'opera con il titolo nazionale (21.17).  Tra i risultati da ricordare il 9.79 ventoso di Tyson Gay, che ha destato un'ottima impressione, soprattutto tecnica, resa ancor più visibile nelle riprese frontali della gara.

Lo statunitense avanzava a ginocchia alte e senza dispersioni latarali, mentre Asafa Powell inseguiva pestando la pista su due binari più larghi. Per finire, ancora vittorie statunitensi nel mezzofondo femminile, sia per la Wurth-Thomas (4:03.01 dopo il terzo posto di Losanna ed il secondo di Roma), sia per la Barringer (15:05.25), che a Berlino correrà le siepi con ambizioni più che giustificate.

Campionati nazionali in Europa 

 

Moltissimi: Spagna, Polonia, Finlandia, Romania e Svezia tra i più importanti, inseriti in calendario in prossimità dei mondiali come ultima occasione per centrare i minimi e guadagnare la selezione in extremis. Vediamo gli spunti, con un occhio particolare agli atleti e atlete impegnati a Berlino in gare che prevedono presenze azzurre. 

 

Spagna 

 

A Barcellona è arrivata la squalifica per Paquillo Fernandez: il titolo dei diecimila metri di marcia è andato a Molina in 40:14.70. Le prestazioni più interessanti sono giunte dal disco uomini (Pestano 66.22) e dal triplo, dove l'ospite cubano Copello ha saltato 17.28. Mezzofondo: Mayte Martinez 2:01.35 sugli 800 metri, splendido duello Rodriguez-Fernandez nei 1500 (ritmi bassi, ma a denti stretti per la vittoria in 4:18.69 contro 4:18.98). 1500 uomini: Estevez si aggiudica il titolo in 3:38.63 su Higuero, Casado e Rodriguez. 

 

Romania 

 

Su tutti il 53.95 che la Morosanu ha centrato nei 400 metri ostacoli, seconda prestazione mondiale stagionale e prima europea dietro l'inarrivabile 52.63 di Lashinda Demus. Fuori causa la Tirlea, la Morosanu rappresenta per la Romania attuale l'arma migliore nelle gare in pista. Salti: out per infortunio Oprea nel triplo, non è che il lungo se la rida: a vincere è il 30enne Tudor, si viaggia sui sette metri e mezzo. Meglio al femminile, dove in contraltare alla non buona stagione della Gavrila (13.99), ecco la Bujin, che sabato si è portata a 14.42. 

 

Dai lanci 18.52 della Heltne-Vilceanu (bronzo a Torino, una sola volta oltre i 17 metri fino a due stagioni orsono) e 64.40 della 38enne Grasu nel disco, prodezza che ha riservato all'ultimo lancio dopo una serie tutta intorno ai 63 metri. Vicino alla soglia dei 70 metri la martellista junior Perie, titolatissima da under 18 e under 20, con 69.40. A ruota l'anziana Melinte, seconda con 68.47. Si è rivista l’olimpionica Constantina Dita, che ha vinto i titoli dei 5000 (in 16:43.27) e dei diecimila (in 34:48.82). 

 

Siepi: 9:33.33 di Cristina Casandra, 9:51.56 della Bobocel (svelta anche sugli 800 col terzo posto in 2:04.09). L'alto non ha più protagonisti di caratura internazionale come furono Sorin Matei (attuale presidente della federazione) e Monica Iagar: titolo al 30enne Vasilache con 2.25. Tra le donne si vince con 1.84. 

 

Polonia 

 

A Bydgoszcz, detto di Majewski, non sono mancati i risultati, ad iniziare dal 4.80 che Anna Rogowska ha riportato nel salto con l'asta. Un po' tutti i migliori hanno mostrato una condizione all'altezza dell'appuntamento mondiale: Anita Wlodarczyk si è imposta nel martello con 75.74 (serie: 72.60, 72.11, 75.74, 74.45, 73.48, 70.90), Malachowski ha vinto il disco con 64.15, Ziolkowski il martello maschile con 77.11.  

 

In buona luce anche lo sprinter Kuc (10.21 regolare e 20.46 ventoso), in crescita la Stepaniuk nell'alto (1.93) e la lunghista Dobija (6.74). Per ultimo l'inatteso abbondante miglioramento del giavellottista Markowski, autore di 84.85. Marcia: titoli a Sudol in 1:21:49 ed alla Dygacz in 1:33:52. 

 

Finlandia 

 

Pitkämäki ha ceduto soffrendo più degli altri la pioggia fortissima che ha caratterizzato la giornata conclusiva dei campionati nazionali di Espoo. Il titolo del giavellotto è andato a Wirkkala con 85.84, secondo Ruuskanen con 84.64. Sabato, con condizioni ben più favorevoli, 8.19 di Evola nel salto in lungo. Nella prima giornata 77.76 di Karjaleinen nel martello. 

 

Svezia 

 

E' rimasta lontano dai meetings per finire di curarsi e ritrovare la condizione, ed ecco Emma Green ripresentarsi in pedana ai campionati nazionali di Malmoe, dove ha superato quota 1.96. Per il resto, 8.09 del lunghista Torneus e titolo del salto triplo a Christian Olsson con 16.72. 

 

Belgio, Olanda, Svizzera 

 

A Oordegem nessuno spunto particolare, eccezion fatta per il discreto 45.60 che Cedric Van Branteghem ha corso nelle batterie dei 400 metri. Kevin Borlée ha preferito correre i 200, mentre il gemello Jonathan (44.78 quest'anno) come si sa è infortunato. Olanda: nessun risultato di particolare rilievo. Il saltatore Nuijens (2.29 quest'anno) ha vinto il titolo con 2.21. A Zurigo, nel Letzingrund, continua a crescere la giovane ostacolista Urech, ormai a ridosso dei tredici secondi in 13.01.  

 

Ungheria  

 

Il nome per dar lustro alla spedizione magiara è quello del martellista Pars. Dei dieci migliori lanci dell'anno, otto sono suoi. A Budapest l'ultima rotazione ha fruttato 79.95.  

 

Area balcanica: Slovenia, Serbia, Croazia 

 

Meglio il campione olimpico Kozmus, al primo "over-80" dell'anno a Maribor (80.34). In ombra per tutta la stagione, il quotato velocista Osovnikar è di nuovo in condizione: la scorsa settimana ha centrato un clamoroso 10.04 ventoso in Austria, mentre a Maribor si è laureato campione nazionale in 10.22. Nelle altre gare 14.20 della triplista Sestak-Martinovic e sconfitta della Ceplak sugli 800 ad opera di Sonja Roman. La bionda slovena è rientrata la scorsa settimana dopo la fine della squalifica per doping. Non sarà a Berlino.  

 

In Serbia tornata favorevole ai concorsi: nel triplo 14.35 della Topic-Mitrovic, nel peso inatteso 20.46 di Rujevic (aveva 19.52 quest'anno). Nel corso della settimana, prima dei campionati di Sremska Mitrovica, da segnalare l'eccezionale (in considerazione dei trentotto anni di età) 2.31 di Dragutin Topic. A Berlino andranno dieci elementi, tra cui lo stesso Topic e Goran Nava. 

 

Area baltica 

 

In Estonia il numero uno è ovviamente il discobolo Kanter. Domenica ha vinto a Tallinn il titolo nazionale con un lancio di 68.08. Da Kaunas (campionati lituani) ha risposto Alekna con 68.44. Dalla Lettonia 80.52 di Rags nel giavellotto (Vasilevskis non è sceso in pedana). 

 

Irlanda 

 

Il quattrocentista Gillick (44.77), ha vinto i 200 in 21.43 contro un autentico muro di vento contrario. I migliori atleti hanno più che altro sostenuto test senza affanni. Tra le donne in evidenza la martellista O'Keefe (69.91), e la marciatrice Loughnane, che sui cinquemila ha centrato il personale in 21:03.45. Nel diecimila di marcia maschile riecco Heffernan con 39:11.72. 

 

Norvegia e Grecia 

 

Continuiamo a parlare di marciatori, imparentati tra loro: a Lillehammer Kjersti Plaetzer-Tysse ha frantumato il miglior risultato mondiale dell'anno dei tremila metri di marcia in pista in 12:00.53, mentre Erik Tysse, sui cinquemila, ha chiuso in 18:37.17. In pedana, precisamente nel giavellotto, eccellente 88.55 del due volte olimpionico Thorkildsen, che non ha ancora vinto un Mondiale (due argenti) ed andrà a Berlino con l’intenzione di colmare la lacuna. Grecia: il salto triplo, specie al femminile, qui ha una tradizione luminosa. I titoli di Atene sono andati alla giovane Papahristou con 14.35 ed a Tsiamis con 16.89.  

 

Bielorussia: il Memorial Ovsyanik 

 

Lanci in evidenza, come da copione: va fortissima la campionessa olimpica del martello Miankova, che manda l'attrezzo ad un metro esatto dal personale (76.32). La serie: 71.62, 76.32, 75.80, 69.33, 74.12, nullo. Seconda ancora la Pchelnik con 73.11.  A riposo Shayunou (il miglior martellista dopo l'uscita di scena di Tsikhan e Devyatovskiy), nella gara maschile si vince con 76 metri.

 

Detto del record nazionale della Novik nel giavellotto (63.25), resta il triplo maschile, con l'ospite slovacco (ex-bielorusso) Vakukevich, che vince la gara di triplo con 17.09 (anche un 17.07).  A Berlino andranno in 26, tredici uomini e tredici donne: in squadra la campionessa olimpica di Atene 2004 Nesterenko, il decatleta Krauchanka, la pesista Mikhnevich-Khoroneko (non la Ostapchuk). Nessuna specialista su 400, 800 e 1500. Nel martello la Miankova e la Pchelnik, non la Smalyachkova. 

 

I ceki 

 

Pochi ma buoni, 22 elementi con le punte dei primatisti del mondo Spotakova nel giavellotto e Sebrle nel decathlon. In squadra anche Baba nell'alto, il lunghista Novotny, il martellista Melich, la triplista Sestakova e la discobola Cechlova-Pospisilova.  

 

Inghilterra 

 

Dopo alcune stagioni di anonimato rispunta improvvisamente il velocista di Sierra Leone Bangura, che a Loughborough, prima di cedere a Aikines-Aryeetey nella finale dei cento metri, corre la batteria in 10.09 con vento al limite. Condizioni favorevoli anche altrove: negli ostacoli alti 13.44 di Sharman e 13.56 di Priestley. 

 

Ultimi meetings tedeschi 

 

Leverkusen venerdì, Bochum domenica: nel primo dei due meetings una ottima Nerius ha scalfito una volta di più la sicurezza della connazionale Obergföll, impreziosendo con un lancio di 66.82 una serie tutta ruotante attorno ai 64 metri. Nell'asta la Spiegelburg ha eguagliato il personale di 4.70.  

A Bochum, la vigilia mondiale risveglia il campione del mondo di Parigi Kim Collins, che vince 100 e 200 in 10.08 (ventoso) e 20.45. Buona asta per Steven Lewis, britannico, con 5.72. Al top stagionale il discobolo Harting con 68.10. 

 

Copertina domenicale per le staffette tedesche. Per entrambe c'è la miglior prestazione europea stagionale: Unger, Broening, Kosenkow e Keller chiudono in 38.40, Wagner, Moellinger, Tschirch e Sailer in 43.12. Rientro per la giamaicana Sherone Simpson, battuta dalla Sailer in 11.11 contro 11.12 (ventoso). Ancora lontanissima la pesista Kleinert, alla miglior stagione della carriera (come continuità di risultati). Stavolta piazza la palla a 19.71. 

 

Tula: la Antyukh ostacolista 

 

Non si accontentava di andare a Berlino come riserva dei 400, così Natalya Antyukh si è presentata al via dei 400 metri ostacoli della Coppa russa di Tula, ultimo rendez-vous per definire la squadra (oltre cento elementi) che i selezionatori russi porteranno al mondiale.  La Antyukh ha guadagnato la maglia di titolare con un 54.19 che è diretto discendente di quanto fatto dall'atleta da giovanissima. Iniziò ostacolista, fino ad essere la migliore delle categorie giovanili in Russia, poi approdò alla distanza piana. Non correva una gara di 400 metri ostacoli da nove anni.

 

Nella gara di Tula la primatista del mondo Pechonkina ha urtato un ostacolo e non ha concluso la gara. In mostra anche la Abakumova (64.67 nel giavellotto), la Kiryashova nell'asta (personal best di 4.65), e la primatista del mondo di lancio del martello Tatyana Lysenko, alla seconda gara dopo il termine della squalifica (74.19). Ancora: Vinichenko a 78.19 nel martello uomini, 2.30 di Shustov nell'alto. 

 

Panamericani junior a Trinidad: Davis mondiale, Rowland quasi 

 

Nell'Hasely Crawford Stadium di Port-of-Spain sfiora il mondiale junior dei cento metri il diciannovenne statunitense Marcus Rowland, che in finale vince in 10.03 sul connazionale Cherry (10.17, 10.04 quest'anno). Il campione mondiale under 18 dei 400 metri Kirani James è andto a prendersi un altro titolo, stavolta di area, in 45.43, in una bella finale dove il secondo, lo statunitense Tate, ha corso in 45.50. 

 

La perla dei campionati, un po' attesa a dir la verità, è giunta dai 110 ostacoli, dove un altro statunitense, l'ancora diciassettenne Wayne Davis, ha migliorato il record del mondo con ostacoli da 99 centimetri abbassandolo a 13.08, dopo averlo già migliorato con 13.19 in batteria.  

 

Per restare in tema di campioni del futuro, annotiamoci questo nome: Robin Reynolds, di Miami, nata nel febbraio del 1994: ha primati di 11.60 e 23.56. Domenica a Greensboro, nel corso dell'ultima giornata degli "Junior Olympics", ha corso i 400 metri in un incredibile 52.15. In precedenza, 23.39 ventoso nelle batterie dei 200. Un fenomeno. 

 

Africani juniores 

 

Ha fatto il giro del mondo la notizia dell'1:56.72 della sudafricana Caster Semenya alle Isole Mauritius, nel corso dei Campionati d'Africa under 20. La 18enne sudafricana, ha migliorato non senza sorpresa generale il primato mondiale stagionale degli 800 metri. 1:56.72 è anche il secondo risultato di sempre per una atleta di categoria junior (dopo i mondiali a ripetizione di Pamela Jelimo). 

 

La Semenya aveva corso in marzo in 2:00.58, al termine di una serie di costanti miglioramenti, ma era emersa la scorsa stagione vincendo gli 800 metri ai Giochi del Commonwealth under 18, a Pune, in India, migliorandosi di circa cinque secondi dopo l'uscita di scena in batteria ai Mondiali junior di Bydgoszcz. Il bis, non nella forma ma nella sostanza, sui 1500 nella giornata conclusiva, vinti in 4:08.01. Otto secondi di miglioramento.

 

Marco Buccellato


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