Internazionale, dall'Oriente con furore




 
L’inesauribile stagione su pista continua a produrre prestazioni eccezionali dall’Oriente, nonostante la conclusione dei grandi meetings estivi, ed in particolare in Corea, dove il risultato più eclatante è giunto dallo sprint. Spearmon esagerato Non capita frequentemente di trovare in chiusura di stagione, ed in particolare nel settore velocità, una simile cascata di prestazioni di significato tecnico assoluto. Ricordiamo diversi anni fa un 19.97 ad opera del namibiano Fredericks ottenuto nell'altura di Johannesburg, in Coppa del Mondo, ma quello che è successo in questo epilogo di 2006 su pista è davvero stupefacente: ben sei prestazioni sotto i dieci secondi sui cento metri, e cinque sotto i venti secondi sui duecento, delle quali addirittura tre consecutive ad opera di un figlio d'arte sempre più veloce: Wallace Spearmon Jr. Dopo il 19.88 di Stoccarda (World Athletics Final) ed il 19.87 di Atene (Coppa del Mondo) ecco Spearmon sfoderare un favoloso quanto incredibile 19.65, con vento zero, sulla pista coreana di Daegu, in uno dei meetings orientali settembrini dove di consueto gli sprinters più potenti si esprimono su tempi ben al di sopra dello standard medio estivo. Spearmon ha praticamente corso da solo, infliggendo oltre un secondo e mezzo al secondo classificato. Della forma strepitosa dello statunitense si sapeva: oltre ai due sub-20 appena ricordati, c'erano stati nel volgere di poche settimane anche due nuovi primati personali sui cento metri: prima 10.18 a Mosca, infine 10.11 a Shanghai. Grazie al suo 19.65, Spearmon si porta in terza posizione nelle graduatorie di tutti i tempi alle spalle dell'ancora inarrivabile 19.32 di Michael Johnson e del 19.63 ottenuto da Xavier Carter lo scorso luglio a Losanna. Il risultato giunge alla fine di un anno, che relativamente alla distanza dei duecento, sembra uno spartiacque: ben sei specialisti sono scesi sotto il muro dei venti secondi: gli americani di primissimo piano Carter, Spearmon e Gay (tutti e tre sotto i 19.70!), i giamaicani Bolt e Powell e la meteora USA Vaden. Nella lista stagionale dei primi trenta, la metà è costituita da uomini a stelle e strisce. Il meeting di Daegu ha visto anche altri protagonisti della scena internazionale con le polveri tutt'altro che bagnate: Stefan Holm ha superato ancora i 2.30 nell'alto, Liu Xiang ha illuminato ancora gli ostacoli regolando Allen Johnson per soli due centesimi in 13.14, e Yelena Isinbayeva ha vinto la gara di asta con 4.70 nel giorno dell'ennesimo miglioramento di Tatiana Grigorieva, passaporto australiano da oltre un lustro, che ha infilato una eccezionale seconda parte di stagione ingioellata dall'exploit finale a 4.58. L'Asia in copertina Oltre ai meetings di Shanghai, Yokohama e Daegu, l'Asia ha ospitato anche il meeting di lanci di Nuova Delhi, in attesa della prossima edizione dei Giochi Asiatici in programma in dicembre a Doha, e sta lanciando un caldissimo autunno giapponese, di cui parleremo tra poche righe. A Nuova Delhi le cinesi hanno dato prova di efficienza grazie alla pesista Li Meiju (18.49, a cinque centimetri dal miglior risultato stagionale) ed alla discobola Sun Taifeng, entrata tra le prime venti del mondo con un ottimo 62.98. Gu Yuan, un tempo numero uno cinese del martello prima dell'avvento di Zhang Wenxiu, si è accontentata di 65.70. Tra i maschi, il solito polacco Majewski ha chiuso la stagione vittoriosamente con un lancio di 19.83. Il Kenya è già ripartito Nel corso degli "All Japan Corporate Team Championships", disputati tra sabato e domenica ad Oita, alcune superlative prestazioni nel mezzofondo hanno modificato i piani alti delle liste mondiali stagionali: Josphat Muchiri Ndambiri, kenyano ventunenne di stanza in Giappone, recentemente visto sui tremila a Rieti, ha corso il diecimila più veloce dell'anno se si esclude la fantascientifica gara di Bruxelles, correndo in 27:04.79. Dietro di lui un altro prodotto dell'esercito di giovani kenyani che calca le piste giapponesi, John Kariuki, secondo in un magnifico 27:14.84, terzo lo junior James Mwangi Murigi in 27:57.35. Grande anche il diecimila femminile, dove Kayoko Fukushi ha realizzato la migliore prestazione mondiale stagionale per un'atleta extraeuropea, correndo in 30:57.90. La Fukushi aveva già vinto a Helsinki, nel corso del Grand Prix estivo, in 31:00.64, e sarà la principale atleta presentata dal Giappone ai Mondiali di mezza maratona di Debrecen in programma nel prossimo fine settimana. Nel diecimila della Fukushi, ben altre sette atlete hanno corso sotto i 32 minuti: le kenyane Ongori, Kebaso e Kimwei (31:22.68, mondiale stagionale juniores), e quattro atlete del Sol Levante. Tanto per gradire, dalle altre specialità della corsa ecco Shingo Suetsugu mettere a segno un buon 20.36 sui 200. A proposito di Josphat Muchiri Ndambiri, si è cimentato anche sui 5000 (secondo in 13:15.29 dietro a Martin Irungu Mathathi, vincitore con 13:13.82), in una gara che ha visto il rientro del celebre Charles Kamathi, ex-iridato dei diecimila, che ha chiuso in 13:22.48. Il Brasile regna a Tunja Nella sede della quarantaquattresima edizione dei Campionati del Sud America, disputati in Colombia, brillano gli atleti brasiliani, ed arriva pure qualcosa di interessante, ad iniziare dall'8.32 ottenuto nel salto in lungo maschile da Rogerio Bispo da Silva, ventuno anni e già ad 8.21 nel corso del 2006. La misura è stata però inficiata per l'omologazione statistica per via del vento troppo favorevole. Ancora dalle gare maschili, una nota per i titoli continentali conquistati da Sanderlei Parrela sui 400 (46.19), dall'argentino Chiaraviglio nell'asta (5.40) e per i numerosi record nazionali caduti nel corso della manifestazione. Per l'assegnazione dei titoli femminili, buone prestazioni sono state ottenute da Maureen Maggi (6.86 ventoso nel lungo), Fabiana Murer nell'asta (4.47) e dall'argentina Dahlgren nel martello (69.07). Bella la battaglia nel triplo, con le prime due piazze contese nello spazio di un centimetro: oro a Tania da Silva con 13.92, record dei campionati, ed argento con record nazionale ella colombiana Ibarguen con 13.91. Newcastle Della mezza maratona di domenica si è parlato nelle news del fine settimana per via della partecipazione di Stefano Baldini. Il sabato si è corsa la prova veloce sui tre chilometri, che ha fruttato due migliori prestazioni mondiali, ad opera di Craig Mottram (7:41.7) e Meseret Defar (8:46.9). Il valore relativo di queste prestazioni non deve stupire: le prove su strada più corte di cinque chilometri sono rarissime, anzi si vanno depauperando nel tempo persino quelle su una distanza intermedia come gli otto chilometri, che resiste solo in poche selezionate classicissime in calendario. Per la "statistica", ma sarebbe ben più opportuno riferirsi alla "cronaca", le due migliori prestazioni mondiali battute appartenevano al marocchino Brahim Boutayeb (7:49) ed alla tedesca di origine rumena Luminita Zaituc (8:53). The Newyorkers Una volta perla della chiusura della stagione del mezzofondo veloce, il miglio della quinta strada (New York) ha via via perso prestigio anche per le sempre più rare adesioni da parte di personaggi di primissimo piano del settore. Quest'anno la vittoria è andata, nel miglio maschile, a Kevin Sullivan, canadese sulla breccia da almeno dieci anni, che in 3:54.1 ha preceduto il neozelandese Willis, autore di una eccellente stagione in pista, ed il giovane americano Tegenkamp. Nel miglio femminile inatteso crollo della russa Kanales, una delle favorite, e via libera alla 23enne statunitense Sara Hall, che in 4:28 ha preceduto un'altro prodotto della Nuova Zelanda, Kim Smith (che studia e vive negli Stati Uniti), e l'altra americana Donohue. Kosice Marathon La più vecchia maratona d'Europa è stata vinta dal kenyano Edwin Kipchom, 22 anni, grazie al nuovo personale di 2:12:54, che migliora il 2:13:03 ottenuto a Salonicco quest'anno. Kipchom ha preceduto il bielorusso Tyamchik e l'altro kenyano David Maiyo. Ancora Bielorussia, ma per la vittoria, nella maratona femminile, andata a Natallia Kulesh in 2:36:47. Twin Cities Marathon La maratona di Minneapolis-St.Paul, valida come campionato degli Stati Uniti, ha riportato le vittorie del veterano Mbarak Hussein (kenyano di nascita, USA d'adozione, quarantuno anni) in 2:13:52 e di Marla Runyan, la conosciutissima podista ipovedente che vanta due partecipazioni ai Giochi Olimpici, che ha concluso la prova in 2:32:17. L'atletica internazionale si trasferisce a Debrecen per il mondiale di corsa su strada, ma avremo anche maratone a Colonia e Eindhoven, ed attività outdoor in Asia. Nella sezione statistiche, sono già scaricabili le liste mondiali stagionali complete aggiornate al 30 settembre. Marco Buccellato


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