Internazionale, a Boston sesta la Genovese




 
Apertura del notiziario internazionale con la maratona di Boston, ed a seguire l'intensa attività su pista negli Stati Uniti, infine notizie e risultati da Europa, Asia ed Africa. Boston: poker di Cheruiyot Nella centododicesima edizione della maratona più antica della terra (da quest'anno ancora più ricca per via del bonus di centocinquantamila dollari destinato ai vincitori, per un totale di quasi ottocentomila dollari di montepremi) il segno più importante è stato impresso ancora una volta da Robert Kipkoech Cheruiyot, giunto alla quarta vittoria nella classica americana. La corsa si è sviluppata all'insegna del dominio del favorito, passato a metà percorso in 1:03:07, in compagnia del marocchino Bouramdane, degli etiopi Girma e Adilo, e dei connazionali Mwangi Macharia e Kwambai. Mezz'ora dopo Cheruiyot aveva incrementato il vantaggio sul marocchino, portandolo a più di venti secondi. Al traguardo, tagliato da Cheruiyot in 2:07:46, il distacco sul secondo classificato è stato superiore al minuto (Bouramdane in 2:09:04). Terzo un altro maghrebino, El Boumlili (2:10:35), poi gli etiopi ed il resto della pattuglia kenyana. Bruna Genovese sesta in 2:30:52, finale mozzafiato La maratona femminile si è decisa in extremis in favore della etiope Dire Tune Arissi, già due volte vincitrice a Houston la scorsa stagione ed in gennaio (in 2:24:40). Al quinto chilometro Bruna Genovese si trovava in compagnia di Jelena Prokopcuka (la favorita), Rita Jeptoo Sitienei, l'altra kenyana Chemjor, le russe Grigoryeva e Biktimoriva, le etiopi Askale Tafa Magarsa, Robe Tula e Dire Tune e la romena Olaru. La Genovese aveva preso per un breve tratto la testa del gruppo dopo cinque miglia, prima di lasciare il comando alle etiopi. L'alternanza in testa vedeva prima la Prokopcuka, poi la Biktimirova, che portava con sé Jeptoo, Margasa e Tune. Le prime due accusavano la fatica sulla Heartbreak Hill, la collina spezzacuore della maratona, e solo la Tune insidiava la russa. Il duello proseguiva per i restanti chilometri, ed alla fine solo due secondi hanno diviso la Tune (prima in 2:25:25) dalla Biktimirova. Terza Rita Jeptoo in 2:26:34, quarta una delusa Prokopcuka in 2:28:12, quinta Askale Tufa Magarsa in 2:29:48, sesta Bruna Genovese in 2:30:52. World Marathon Majors Series La classifica 2007-2008 aggiornata del circuito vede al comando sempre Martin Lel (75 punti), seguito da Robert Cheruiyot (55) e dal marocchino Goumri (40). Baldini è ventesimo con cinque punti. Tra le donne comanda la Wami (65) su Mikitenko e Chunxiu (40). L'altra classifica, valida per il biennio 2008-2009, indica in due coppie (Lel-Cheruiyot e Mikitenko-Tune) i leaders. Due coppie si spartiscono anche il provvisorio terzo posto (Wanjiru-Bouramdane e Zakharova-Biktimirova). Anteprima coi Trials Sempre a Boston, ma su un tracciato diverso (come fu per i trials maschili di New York), domenica si sono disputati i trials olimpici femminili di maratona: ha vinto Deena Kastor-Drossin, nel rispetto dei pronostici, in 2:29:35. Seconda l'ex-polacca Lewy-Boulet in 2:30:19, terza Blake Russell-Phillips in 2:32:40. Le altre corse su strada A Belgrado vittoria di William Kwambai Kipchumba, kenyano di trent'anni, in 2:14:03. La mezza maratona è stata vinta da William Kariku Mwangi in 1:02:51, e da Olivera Jevtic in 1:11:41, in entrambi i casi record della corsa. Nella mezza di Pardubice (Repubblica Ceka) primato della corsa per Samuel Mwangi in 1:02:05. Mezza anche a Nizza, con vittoria di Denis Musembi Ndiso in 1:00.54 Nella maratona di Nagano (Giappone) brillante affermazione per la russa Alevtina Ivanova in 2.26:39 sull'australiana Smyth (grande miglioramento a 2:28:52). A Bonn vittoria del kenyano Vincent Kipchirchir in 2:13:04. Nella maratona di Zurigo (senza Roethlin) vince il russo Kulkov in 2:11:15 su Edwin Kibowen (2:11:50), mentre tra le donne il successo va alla 32enne etiope Birra in 2:32:08. La maratona di Alessandro il Grande (a Salonicco), un martirio con 26 gradi e l'82% di umidità, è stata vinta dal kenyano Kipruto in 2:13:06 e da Liz Chemweno (2:35:04). USA: Walnut, Waco e tutto il resto Settimana molto interessante negli States: sono scesi in pista molti dei numeri uno ed i risultati di valore non sono mancati. Iniziamo dalle Mt. SAC Relays di Walnut (cinquantesima edizione), dove le prime due giornate si sono svolte all'insegna del mezzofondo (Sally Kipyego 15:11.88 e l'australiano Birmingham 13:21.12 sui cinquemila). Domenica il meglio, con Dwight Phillips atterrato a 8.24, 55.45 della Demus sui 400 ostacoli e 22.66 di Veronica Campbell (ora sposata Brown, solo terza Torri Edwards). Dai lanci 79.46 del martellista slovacco Charfreitag, 62.71 del discobolo Trainor (battuto Godina, tornato alcuni giorni fa oltre i 62 metri) e 81.65 del giavellottista White. Da non dimenticare le staffette: una selezione internazionale femminile (con la Campbell-Brown) ha battuto la squadra USA (42.85 contro 42.92, terzo il Bob Kersee Team con Allyson Felix cronometrata in 9.8 lanciato), mentre la squadra dell'Adidas, con Tyson Gay in ultima frazione (38.51) ha beffato una selezione mista centroamericana (il trinidegno Brown più tre giamaicani in 38.93), orfana di Asafa Powell, rinunciatario dell'ultima ora. Re dei 400 Nel Michael Johnson Classic di Waco, in Texas, 44.56 di Jeremy Wariner e 50.47 di Sanya Richards (mentre la giamaicana Spencer ha piazzato un grande 50.55 ad Azusa). Benissimo anche Trey Harts, un giovane, che sui 200 demolisce il personale in 20.44. A West Lafayette doppietta del lanciatore Winger (20.36/60.20). Ad Austin, sempre in Texas, 22.84 di Alexandria Anderson e 12.88 (ventoso) di Lacena Golding sui 100 ostacoli. In Louisiana allunga la Reese A Baton Rouge Brittney Reese ha avvicinato il record universitario del salto in lungo (di Jackie Joyner, 6.99) saltando 6.93. Grande anche Leevan Sands (Bahamas) autore di 17.25 nel triplo. Sempre a Baton Rouge ecco anche Lolo Jones, subito al mondiale stagionale (eguagliato) dei 100 ostacoli in 12.72 (seconda la giamaicana Wilson in 12.88), mentre nella velocità maschile Holliday (10.17) ha superato lo zambiano Phiri (10.20, record nazionale eguagliato). Sui 200 donne il vento (pari-pari due metri al secondo) ha lanciato la sempre più convinvente Porscha Lucas (22.69). Il risveglio USA nel lungo (vedi Phillips) è completato dall'8.18 di Pate e dall'8.03 di Brian Johnson. Oliver e Merritt, due scheggie: 13.08 e 19.80! Continua l'ottima stagione dell'ostacolista David Oliver. Dopo il 13.10 ventoso di Gainesville, eccolo strabiliare a Greensboro in 13.08 con vento regolare. Il metro e sei (nei limiti) ha favorevolmente inciso anche sulle prestazioni di Herring (13.30) e di Richardson (13.31, stavolta ufficiale, e non come il precedente, riproposto poi in un più normale 13.1 manuale). Sui duecento metri LaShwan Merritt è sfrecciato in 19.80, prestazione non omologabile a causa dei 3,2 metri di vento favorevole. A Greensboro diverse altre cose interessanti: nei cento femminili 11.18 della nigeriana Osayomi e 22.84 di Marshevet Hooker sulla doppia distanza. Sugli ostacoli Damu Cherry ha corso in finale in 12.82 dopo aver impressionato in batteria con 12.83 ventoso. Ad un solo centesimo la sorprendente Kellie Wells. Xavier Carter ha corso le due staffette, senza impressionare. Kansas Relays con Jackson Nella quattro giorni di Lawrence eccellente 48.32 di Bershawn Jackson sui 400 ostacoli ed altrettanto per il 12.78 di Nicole Denby sui 100 ostacoli. Notevole anche 13.26 ventoso di Hicks sui 110. Dai concorsi prova interlocutoria di Cantwell (20.58), 6.68 della Goulbourne nel lungo sulla novità Jimoh (6.59, già a 6.91 quest'anno), 81.53 del canadese Russell nel giavellotto. Miscellanea USA La campionessa del mondo dei 400 metri, la britannica Ohuruogu, ha gareggiato sui cento (11.49) e sui 200 (23.02), entrambi con troppo vento a favore. Deirdre Mullen, altista non molto conosciuta, ha superato 1.92 a Princeton. A Fayetteville il bahamense Andretti Bain ha corso i 400 in 45.38, battendo la novità Henry (45.42). Doppietta di J-Mee Samuels nella velocità con 10.12 ventoso e 20.55 legale. Ancora sprint da Fort Worth, dove la protagonista è stata Virgil Hodge, sprinter di St.Kitts, che ha corso i duecento in 22.76 e i cento in 11.26. Continua a far parlare di sé Queen Harrison, ventenne accreditata di 12.83 sui 100 metri ostacoli in questo scorcio di stagione. Ad Atlanta si è esibita in batteria con 12.93 e 56.57 (giro con ostacoli), poi in finale ha ceduto sulla distanza corta in 12.91 alla fortissima coetanea Castlin 812.88) ma ha portato il personale dei 400 ostacoli a 55.16. Controvento (decisamente forte) va segnalato il 10.17 di Travis Padgett, che ha lottato contro un muro d'aria. Per finire, da Azusa, arriva il 6.72 della neo-canadese Abdulai (è nata in Ghana), un talento di cui abbiamo parlato in altre precedenti occasioni, e da Nashville registriamo il debutto di Hazel Clark (ora signora Riley), che ha corso gli 800 in 2:01.98. Africa: che Rudisha! Controverso ritorno dell'olimpionica del triplo Mbango: a Yaoundé è rientrata dopo un'eternità con 14.50. La competizione della camerunense è stata interrotta dopo soli due salti dal divieto, imposto ai giudici dal presidente della federazione, di misurare le successive prove dell'atleta, rea di aver disertato i Giochi Africani di Algeri, e tuttora sotto provvedimento disciplinare. Ai trials di Nairobi (in palio c'era la partecipazione ai campionati africani) ottimo David Rudisha sugli 800, vinti in 1:44.38 con un passaggio al fulmicotone a metà gara (in altitudine!). Secondo Asbel Kiprop, prototipo del "miler" moderno, in 1:44.99. Vittorie anche per Isaac Songok sui 5000 (13:28.4) e Matelong sulle siepi (8.16.7, mondiale stagionale). 8.37 di Al-Khuwalidi Grande gara di lungo a Ryad, in occasione dei campionati sauditi interclubs. Alla fine l'ha spuntata Al-Khuwalidi, autore di 8.37 all'ultimo salto, su un Al-Sabee tornato su grandi livelli (8.31 nel round iniziale). Nel frattempo Irving Saladino ha ripreso ad allenarsi e debutterà alla fine di maggio in Europa. Tornando all'Oriente, segnaliamo due eventi a Pechino: una maratona (vinta dalla cinese Chen Rong in 2:30:42) e la due giorni del Challenge IAAF per i marciatori con i successi dell'australiano Tallent (1:20:11) sullo junior Wang Hao (1:20:25), e della cinese Liu Hong (1:29:33) sui venti chilometri, e di Si Tianfeng sui cinquanta (3:45:13), con otto atleti ritirati per via delle condizioni ambientali, ed undici squalificati. Sud America Già vincitore nella maratona di New York ed autore di un ottimo 2007, il brasiliano Marilson dos Santos si è imposto nella mezza maratona di San Paolo in 1:02:57. La triplista Gisele de Oliveira ha saltato 14.28 in una gara di triplo, sempre a San Paolo. Lebedeva verso le Olimpiadi La russa Tatyana Lebedeva tornerà a gareggiare in occasione della Coppa Campioni per Club nella terza decade di maggio. Nei programmi dell'olimpionica il triplo figura solo in occasione dei campionati russi di Kazan, validi come selezione olimpica. Prossimamente Ecco i nomi di spicco iscritti alla maratona di Vienna di domenica prossima: Abel Kirui (2:06:51 di primato personale), Wilson Onsare (2:06:47), Paul Biwott (2:08.17), William Rotich (2:09:53), Duncan Kibet (al debutto sui 42 chilometri), Philemon Kisang. Tra le donne la giapponese Morimoto (2:24:33, proprio a Vienna due anni fa). Altra maratona domenicale a Madrid: troveremo Raymond Kipkoech (2:06:47), Yusuf Songoka, Kavutu, Freddy Cherono e Moiben. Per gli spagnoli Chema Martinez, capitano di lunghissimo corso. Maratona importante anche in Germania, ad Amburgo. In pista, da dopodomani si svolgeranno le celeberrime Penn Relays di Philadelphia, e contemporaneamente le Drake Relays di Des Moines (99° edizione), con Webb, Cantwell, Hoffa ed Allen Johnson. In calendario anche le Oregon Relays di Eugene, l'Hamilton Invitational di Berkely, e meeting a La Jolla, Norman ed in molte altre sedi. Marco Buccellato


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