Internazionale: Stoccolma antipasto mondiale




 
Con il meeting di Londra di venerdì scorso, e quello di Stoccolma oggi, si chiude la prima parte della stagione dei grandi meetings. Prima dei Mondiali toccherà alle Universiadi, e dopo Osaka l'atletica internazionale di vertice tornerà con la Golden League ed il World Athletics Tour in generale. Hoffa sbanca Londra Diverse le componenti che hanno vanificato il ventilato assalto di Tyson Gay al primato del mondo dei cento metri maschili a Londra: il vento non favorevole, una condotta tecnica di corsa non brillantissima da parte dello statunitense, ed una serata nel complesso poco favorevole, visti anche i risultati degli avversari di Gay. Nel complesso il meeting londinese ha offerto diverse ottime performances, con una ciliegina imperdibile: il favoloso 22.43 di Reese Hoffa nel getto del peso. Oltre che migliore prestazione stagionale, la straordinaria bordata dello statunitense è anche il quinto miglior risultato del nuovo millennio. Particolarità legata a questo parametro: dal 2000 in avanti, i soli specialisti a lanciare oltre la misura di ventidue metri sono stati gli americani. Hoffa ha ottenuto il lancio vincente all'ultimo turno, in risposta al 21.66 del connazionale Cantwell, che pensava di essersi messo al sicuro con la parabola azzeccata al quarto lancio. A Londra hanno impressionato ancora Sanya Richards, che a dispetto del verdetto impietoso dei Trials ha dimostrato ancora una volta di non avere rivali sui 400 metri (49.79), la solita Isinbayeva (4.82 e 4.80 due giorni più tardi a Mosca), ed altri tre atleti americani: il duo Wariner-Merritt sui 400 (44.05 e 44.23), ed il triplista Wilson, che con 17.58 ha vinto una ottima competizione di triplo che ha riportato in auge Leevan Sands (17.55 ventoso) ed il grenadino Randy Lewis (17.43). Titoli di coda Con l'ultima grande tornata di campionati nazionali in Europa si sono assegnati i titoli di Russia, Francia, Spagna, Finlandia ed Ucraina. Ma in vetrina, con tutto il potenziale o quasi, c'è stata anche la Cina, a Shijiazhuang. La Finlandia ha ospitato i campionati a Lappeenranta, dove il solo Pitkamaki ha fatto notizia, lanciando lontanissimo fin dalle qualificazioni (88.67), e centrando un quasi-novanta metri in finale (89.43). In Francia Muriel Hurtis, tornata quest'anno ai livelli della stagione 2002, ha sorpreso con un eccellente 22.38 centrato nelle batterie con vento nettamente a sfavore. Bene anche la saltatrice Skotnik (ennesimo 1.95 della stagione) e Leslie Djhone (45.19). Eunice Barber ha vinto il titolo nel lungo con 6.66, ed ai Mondiali disputerà sia la gara in pedana che l'eptathlon. Altro ancora: 20.33 di Alerte sui 100, 13.29 in semifinale di Doucouré (13.43 in finale), 49.29 sugli ostacoli bassi del portentoso Bellaabouss, un talento precoce che si è diviso fino a poco tempo fa con gli ottocento metri. La Russia senza le stars Come annunciato, e largamente prevedibile, le dive Isinbayeva, Lebedeva e Slesarenko hanno preferito allentare la tensione altrove, in vista dei mondiali. Le prime due hanno gareggiato a Mosca domenica, come vedremo, mentre l'olimpionica dell'alto ha dichiarato da tempo di voler dedicare le ultime settimane prima di volare per Osaka al solo allenamento. Non sono mancati comunque spunti e risultati, come di consueto soprattutto al femminile. Tra le gare più attese i 400 e gli 800 metri, forti addirittura di sessanta atlete iscritte! Ha vinto la Kotlyarova, capace di riscrivere il mondiale stagionale in 1:58.14. La Kotlyarova viene dai 400 (è stata finalista olimpica e mondiale e bronzo europeo), ha trentun'anni, ed è la campionessa europea in carica. Ha battuto la Cherkasova (1:58.37) e la vice-campionessa d'Europa Klyuka (1:58.63). Quarta la Soboleva, che ha preferito correre questa distanza anziché i 1500, ottava la primatista mondiale delle siepi Samitova, alla ricerca di frequenza veloci, scesa a 2:01.40 in batteria. Proprio nelle siepi i campionati di Tula hanno fatto registrare il quinto ed il sesto tempo di sempre (dopo le quattro prestazioni firmate Samitova), ad opera della Volkova (9.13.35) e della Petrova (9.14.35). La Volkova tre giorni più tardi farà suoi anche i cinquemila in quindici minuti e due centesimi. La bagarre dei 400 è stata il terreno di caccia della favorita Antyukh, che ha recuperato l'efficienza un po' sbiadita delle ultime apparizioni, vincendo in 50.10 sulla Veshkurova (50.22) e sull'esperta Nazarova (50.52). Solo settima la Zykina in 51.04, addirittura fuori dalla finale la Kapachinskaya, che a Parigi prese l'oro sui 200 dopo la squalifica di Kelli White, per perderlo a sua volta (per le medesime ragioni) in favore di Torri Edwards. Numeri alieni E' un po' il senso della finale del salto in lungo femminile: con il posto mondiale assicurato per Lebedeva e Kotova, si sono trovate in quattro, fortissime, a giocarsi il viaggio in Giappone. Con 7.08 si resta incredibilmente a casa (è il caso della Simagina, già due volte oltre i sette metri quest'anno), e sull'aereo per Osaka il posto è per la Kolchanova (grazie a un sensazionale 7.17 finale, dopo aver aperto la gara con 7.01 ed essere stata superata dalla Simagina). A meno di ripensamenti dei selezionatori, la Simagina non avrà spazio. E' tornata anche la Pyatykh, che ha gareggiato pochissimo quest'anno, vincitrice nel triplo con 14.60. Lanci: nel peso, specialità che ci riguarda da vicino in campo femminile, ha vinto Anna Omarova, una ventisettenne di un metro ed ottanta per centrotre chili, sesta a Birmingham agli Euroindoor. Sotto i diciannove metri la Avdeyeva (solo 22 anni) con 18.75, terza la 39enne sempiterna Khudoroshkina con 18.57. Chicherova 2.01 Nelle altre gare di corsa titoli alla Polyakova sui 100 in 11.09, alla Rusakova-Kresova in 22.72, alla Pechonkina-Nosova in 53.61 (solo quarta la campionessa d'Europa Isakova). Nell'alto lo spareggio per accompagnare la Slesarenko ad Osaka è stato vinto da una ritrovata Anna Chicherova, senza smalto nelle ultime stagioni, approdata al personale all'aperto con 2.01, oltretutto con la pedana inzuppata di pioggia. Al suo attivo anche una prova più che buona a 2.05, ma senza successo. Alle sue spalle Galina Alexandrova, ora conosciuta come Savchenko, confermatasi ad alto livello con 1.98. Nell'asta scontato uno-due per la Feofanova (4.75) e la Golubchikova (4.70). L'altra Russia Infortunatosi l'unico velocista di livello internazionale (Yepishin), nella gare maschili di Tula si sono imposti Borzakovskiy sugli 800 (1:45.45), Rybakov nell'alto con un normale 2.30 su Shustov e Silnov, fermi a 2.27 (Ukhov, 2.39 nell'inverno, fermato da condizioni fisiche precarie a 2.12 in qualificazione), Pishchalnikov nel disco (entrato in forma al momento giusto con 64.95). Nelle altre gare del settore lanci vittorie di Zagornyi nel martello (77.90) e Makarov nel giavellotto (86.90). Progredisce ancora il biondo Lyubovslavskiy nel peso, con 20.77. Beitia a 2.02 Ruth Beitia ha portato il primato spagnolo dell'alto femminile a 2.02 nel corso dei campionati nazionali di San Sebastian. Gara esente da errori, prima di tre prove fallite sulla quota di 2.04. Il protagonista maschile dei campionati spagnoli è stato ancora una volta Francisco Fernandez, capace di distruggere il proprio primato nazionale dei diecimila metri di marcia su pista in 38:07.65, quarta prestazione mondiale di tutti i tempi, al meno di dieci secondi dal mondiale di Ivano Brugnetti (37:58.6 a Sesto San Giovanni due anni fa). Nelle altre gare, buono il riscontro nelle siepi maschili (in cinque hanno corso in meno di 8:25) e 66.12 di Pestano nel disco. Record di famiglia Nel corso dei campionati ucraini Dmytro Demyanyuk ha valicato nell'alto i 2.32, misura che lo issa ad un solo centimetro dal primato di suo padre Aleksey, un ventralista capace di superare i 2.33 nel corso dell'incontro internazionale URSS-USA di Leningrado nel 1981. Demyanyuk ha battuto il notissimo Sokolovskiy ed ilc ampione iridato Krymarenko, entrambi fermatisi a 2.26. In vista anche l'ottocentista Tatyana Petlyuk (1:59.85) e l'eptatleta Blonska, che con 6.733 punti ha centrato primato nazionale e migliore prestazione 2007 con vento legale. Tra le prestazioni della Blonska val la pena di citare il 6.61 nel lungo, il 13.13 sugli ostacoli e l'1.85 nell'alto. In precedenza la Blonska aveva ottenuto la sua migliore prestazione sempre quest'anno, in occasione dell'Hypomeeting di Goetzis, dove si era classificata seconda a poco più di 50 punti dalla Klueft. Cinesi Senza Liu Xiang, la stella dei campionati nazionali di Shijiazhuang è stata ancora una volta la martellista Zhang Wenxiu, che ha portato il record asiatico a 74.86, ma segnaliamo ancora da una pedana un risultato dal significato non meno straordinario, l'incredibile 19.13 ottenuto nel getto del peso da un'atleta della quale parliamo da marzo, Gong Lijiao, la cui data di nascita è dieci gennaio millenovecentonovantuno! Si tratta ovviamente della migliore prestazione mondiale under 18, della settima prestazione mondiale stagionale (un centimetro davanti alla Kleinert e due dietro a Chiara Rosa!). Il primato di Gong Lijiao migliora di poco quanto già fatto nella stagione indoor (19.07 a Shanghai, mentre nelle stesse ore la crema dei lanci d'Europa si sobbarcava il freddo di Yalta in occasione della Coppa Europa di lanci invernali). Nel peso le prime tre hanno lanciato a più di 18.80, confermando la costante vitalità del settore. Altri risultati da Shijiazhuang: tre discobole sopra i 62 metri, Shi Dongpeng a 13.31 sui 110 ostacoli e tre triplisti oltre i 16.80, specialità che al maschile sta godendo un momento di risveglio. Altro dall'Europa Domenica a Mosca (Russian Challenge) 53.92 della Pechonkina-Nosova sui 400 ostacoli e 14.86 della Lebedeva. Tereshin ha vinto l'alto con 2.30. Nel meeting di soli lanci di Nikiti (Grecia) 73.66 della martellista polacca Skolimowska. Nella gara maschile 79.55 di Charfreitag e 78.60 dell'ungherese Pars. La Kleinert, nominata poc'anzi, ha vinto la gara di peso con 18.22. Ancora lanci in evidenza dai campionati lettoni: 76.22 (record nazionale) del martelista Sokolovs, e 82.02 nel giavellotto di Kovals. Per concludere, 64.68 di Frank casanas nel disco, sabato scorso in Olanda. Gebrselassie, un re a New York Nel tempo di 59:24 Haile Gebrselassie ha vinto la mezza maratona di New York precedendo lo statunitense Abdirahman (1:00:29) ed il kenyano Robert Cheruiyot, già vincitore nelle maratone di Boston e Chicago. Le condizioni atmosferiche clementi nonostante la piena estate e la condotta di gara molto veloce dettata fin dalle battute iniziali dai due principali avversari di Gebre hanno creato le condizioni per l'eccellente prestazione cronometrica. La mezza femminile è stata vinta da Hilda Kibet (1:10:32), che ha preceduto di un secondo Catherine Ndereba e di tre la neozelandese Rillstone. Stasera Stoccolma Oggi è previsto l'ultimo atto della prima parte della stagione del World Athletics Tour. Si tratta dell'ultimo grande meeting prima dei Campionati del Mondo di Osaka. Nello stadio svedese sono attesi duelli favolosi e prestazioni di grande significato tecnico: basti pensare che nella seconda serie dei cento metri maschili troviamo gente come Kim Collins (ex-campione del mondo), Marcus Brunson ed addirittura Xavier Carter, al rientro dopo l'infortunio dei Trials. Asafa Powell correrà ovviamente la migliore delle tre serie, confrontandosi con Obikwelu, Atkins, Martina e la novità dell'ultima ora, l'ex-nigeriano ora qataregno Francis, sceso improvvisamente a 9.99 nella finale dei Giochi Asiatici di Amman. Sui 400 Wariner (alla ricerca del primo sub-44 della stagione) e Kerron Clement; Bekele sui tremila, Paul Koech nelle siepi e la 4x100 con USA, Giamaica e Polonia completano il quadro delle corse maschili. Nei concorsi, Linus Thornblad cercherà di guadagnarsi la convocazione per i mondiali in extremis: l'obiettivo minimo è il 2.28 richiesto dai responsabili tecnici svedesi. Nel triplo mancherà Olsson, alle prese con problemi fisici che lo hanno invitato alla prudenza, ma ci saranno Gregorio, Oprea, ed il trio Wilson-Sands-Lewis reduce da Londra. Donne: Sanya Richards risulta iscritta sia ai cento metri, dove vanta un 11.28 targato 2003, che ai 400, un vero bis dei campionati USA dove ritroverà la Felix (brillante seconda a Londra in 50.17) e le varie Hastings, Trotter e Danner-Wineberg. L'alto donne, da molte settimane specialità sotto osservazione soprattutto per i risultati di Blanka Vlasic, vede la partecipazione appunto dell'altissima atleta croata, della padrona di casa Bergqvist, della ritrovata Chicherova e della Hellebaut. Nell'asta ci sono tutte le migliori tranne la Isinbayeva, nel lungo la Klueft. Periscopio mondiale Osaka-no. E' già lunga la lista degli atleti che per un motivo o per l'altro non saranno presenti all'undicesima edizione dei campionati del Mondo. L'ultimo annuncio in ordine di tempo è della primatista mondiale del lancio del giavellotto Menendez, che ha scelto di rinunciare per i noti problemi fisici alla gamba. Altra giavellottista assente sulla pedana giapponese sarà la primatista statunitense Kreiner. La lista continua; niente mondiali per Lornah Kiplagat (Olanda), Nathan Douglas (Gran Bretagna, candidato alla finale del triplo), e per il celebre Saif Saeed Shaheen. Non gareggerà nemmeno Docus Inzikiru, ugandese iridata delle siepi, perché incinta. Forfait (ma la rivedremo a Pechino) di Yulia Nesterenko, campionessa olimpica dei 100 metri, di Roland Pognon e di Marta Dominguez, tutti alle prese con infortuni. Da Helsinki a Osaka Campioni del mondo alla difesa del titolo, alcuni con ottime probabilità di bis (Wariner, Bekele, Alekna, la Felix, la Isinbayeva, la Ostapchuk e la Klueft), altri meno, altri fuori gioco. E' il caso di Justin Gatlin, di Shaheen (come detto è infortunato), dell'astista Blom (si è autoescluso). In forse Jefferson Perez nella marcia e la giamaicana Smith nel triplo, non saranno della partita nemmeno Tonique Darling-Williams, la cubana Calatayud e Paula Radcliffe. Marco Buccellato


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