Internazionale, Lagat supera Coghlan




 

Tra i tanti motivi di interesse della settimana internazionale appena conclusa, i capitoli principali sono riservati ai Millrose Games di New York ed agli appuntamenti europei di Glasgow e Karlsruhe. Di seguito, nel sommario, il resto del panorama statunitense e continentale, il mondo dell'atletica su strada, e le notizie dalla pista e dalle gare di marcia.

Bernard VIII

Bernard Lagat vince per l'ottava volta il miglio dei Millrose Games del Madison Square Garden (in 3:56.34), e riceve premio e complimenti dall'uomo che, con lui, deteneva il primato di sette vittorie, l'irlandese Eamonn Coghlan, che diede inizio alla leggendaria serie nel lontano 1977. E' questo il fatto sportivo più risonante della edizione numero 103 del più vecchio meeting indoor del mondo. Passa quasi in secondo piano che sia stato Asbel Kiprop, il campione olimpico dei 1500 metri dopo la revoca dell'oro a Rashid Ramzi, a cedere il passo (in 3:58.03) all'ex-kenyano, protagonista annunciato della notte newyorchese sia in pista che dopo, avendo donato il premio in denaro al fondo di aiuti per la tregedia haitiana. Kiprop era alla prima uscita indoor della carriera, in un palcoscenico di stelle.

Altri ottimi risultati dal Madison Square Garden: il 7.49 di Terrence Trammell sui 60 ostacoli (battuto il campione del mondo Brathwaite) ed il 21.95 del colosso Christian Cantwell nel getto del peso, entrambi mondiali stagionali, come quelli di Ivory Williams sui 60 metri (6.59) e della canadese Priscilla Lopes sui 60 ostacoli (8.01), che dureranno però poche ore, migliorati rispettivamente dal gaiamaicano Ryan Shields a Bloomington (6.58) e da Jessica Ennis prima (7.97 a Glasgow) e da Lolo Jones poi (7.90 a Karlsruhe). Buoni per la cronaca anche i 60 donne, con sconfitta millesimale di Veronica Campbell contro Me'Lisa Barber.

Glasgow, Ennis superlativa

Il match a cinque tra USA, britannici, tedeschi, svedesi e selezione del Commonwealth di Glasgow ha confermato lo stato di grazia di Jessica Ennis, iridata nell'eptathlon, che prima ha disintegrato il personal best sui 60 ostacoli in 7.90 (primato nazionale e prestigiosissima vittoria su Lolo Jones), poi, quaranta minuti dopo, è scesa in pedana per il salto in alto cogliendo un maginfico secondo posto a 1.94, stessa misura della statunitense Howard ed ennesimo primato personale indoor della stagione (siamo a quota sette). Alla Kelvin Hall ha esordito Carmelita Jeter, che ha vinto i 60 metri in 7.19. Britannici primi con tre punti di vantaggio sugli USA. Sudafricani a fare e non fare classifica per il Commonwealth: battuto Mulaudzi dal tedeschino Schembera sugli 800, non sceso in pedana Mokoena. 

Karlsruhe, due frecce di nome Jones

Una è Lolo Jones, che ritrova morale dopo la sconfitta patìta dalla Ennis a Glasgow, e centra in 7.90 il mondiale stagionale dei 60 ostacoli (7.97 in batteria), l'altra è Laverne Jones, Isole Vergini, che nelle batterie dei 60 corre in 7.09, replicato dal 7.11 della finale. Belle cose anche dai 60 ostacoli maschili, che mandano in orbita il ceko Svoboda (7.55 in batteria e 7.50 in finale, doppio primato nazionale) e regalano anche emozioni con Allen Johnson, anni trentanove, capace di disinpegnarsi tra le barriere in 7.58! Altri buoni risultati, in qualche caso buonissimi, da Borzakosvkiy (1:45.94), Gathimba (3:37.01), Shaheen (bentornato, 7;43,44), Sylvia Kibet (8:41.24) e la Burka (4:03.92). Gara faticosa (molti errori) ma alla fine rabbiosa come sempre Ariane Friedrich, salita a due metri nell'alto. Per i ceki, gioie anche dagli 800 col primato nazionale di Holusa (1:46.09).

Russia, Ucraina, Bielorussia, Olanda

Tra Mosca e Krasnodar un meeting dietro l'altro. Venerdì scorso Ivan Ukhov è stato sconfitto da Aleksandr Shustov alla quota di 2.30, Per il leader mondiale stagionale (2.37), solo 2.27. A Krasnodar miglio pedana del 2010 per Olga Kucherenko con 6.71 (seconda Anna Nazarova con 6.68, terza l'eptatleta Chernova con 6.65). Rivista Tatyana Kotova, assente da molto tempo, quinta con 6.52. Nella velocità 7.22 per Yuliya Katsura sui 60 metri. A Zaporizhzya (Ucraina) ottime gare di prove multiple: Kasyanov ha migliorato il primato nazionale con 6254 punti (nella serie 8.04 nel lungo). La Melnychenko ha vinto il pentathlon con 4373 punti. Nelle gare di salto in lungo 8.05 di Kuznyetsov e 6.69 della Rybalko. Nell'alto 2.28 della novità Sayevich.

Gran gara di peso a Mogilyov, Bielorussia: l'ex-campione ddel mondo Mikhnevich e Pavel Lyzhin sono stati i protagonisti di una scontro conclusosi con la vottoria del primo con prestazioni quali 21.30 e 21.12. Nella gara femminile 18.78 della Korolchik, ora signora Pravalinskaya, e anche 2.32 nell'alto del russo campione del mondo Rybakov. Prove multiple in Olanda: nel pentagonale di Apeldoorn (Olanda, Francia, Repubblica Ceka, Gran Bretagna e Spagna), vittoria ai punti ai francesi. Nelle classifiche individuali spiccano lìolandese Sintnicolaas con 5882 punti e la francese Djimou con 4507.

Il ritorno di Lewis-Francis

Dopo lunghe vicissitudini tecniche e personali rientro positivo per Mark Lewis-Francis, che nell'impianto londinese di Lee Valley ha corso i 60 metri in 6.59, miglior prestazione europea dell'anno. Altre news dalle gare indoor in Europa: dopo la migliore prestazione europea sui 2000, lo spagnolo Sergio Sanchez ha corso i tremila metri in 7:42.71 a Valencia, miglior tempo della stagione. Dopo l'1.97 del debutto, Ruth Beitia ha saltato 1.96.

Brambilla 1.83 a Bratislava

Nel meeting di Bratislava 1.83 di Elena Brambilla nel salto in alto, suprata in classifica dalla britannica Humbertson e dalla norvegese Grindem, entrambe capaci di valicare 1.86. In Estonia 20.43 del pesista Urtans. La 17enne saltatrice in alto lituana Palsyte è salita di ben sette centimetri in un colpo solo a Vilnius, superando quota 1.92, e mostrando un carattere niente male nel cercare il paradiso a 1.97, quota affrontata senza tentennamenti e senza fortuna.

Indoor americane

Allyson Felix al debutto: la gazzella americana ha esordito ad Albuquerque, correndo i 400 indoor in 52.05, a distanza di sei anni dall'unico 400 corso al coperto nel corso della carriera. L'eptatleta statunitense Hyleas Fountain ha totalizzato il secondo miglior punteggio di sempre nella storia del pentathlon USA a State College (4731 punti). Nella serie 6.68 nel lungo e 8.04 sui 60 ostacoli. Nella stesse manifestazione è tornato in pista Casimir Loxsom, promettentissimo 18enne che un paio di settimane fa aveva realizzato il miglior crono di sempre per uno junior sui 600 metri indoor. Stavolta, correndo gli 800 in 1:47.98, ha confermato il talento. Miglior tempo della due serie, quello dell'australiano Foster (1:47.48), nuovo primato dell'area oceanica.

Il decatleta Ashton Eaton ha migliorato il primato univversitario dell'eptathlon con 6256 punti. Nell'impianto dell'università di Harvard ha gareggiato Bryan Clay, che ha lasciato a zero la tabellina del salto con l'asta, ma ha corso i 60 ostacoli in 7.84, dimostrando di essere in condizione.

Talenti in crescita: la 21enne Kaufman è salita ad 1.91. La bahamense Ferguson (Sheniqua, 20 anni, non la più famosa Debbie) è scesa a 7.22 sui 60. Curtis Mitchell, 21 anni tra un mese, ha corso i 200 in 20.69 in Texas, nella stessa maniefstazione in cui Tabarie Henry ha migliorato il primato dei 400 delle Isole Vergini in 45.81 (mondiale stagionale). Appena diciottenne ma già vista gareggiare in meeting di primo piano, Jordan Hasay ha corso il miglio in 4:38.48. E' piccolina, biondissima, e sta crescendo sull'onda della nuova recente esplosione del mezzofondo americano.

A Seattle (pista sovradimensionata) bel duello tra Galen Rupp e Scott Bauhs sui tremila, con vittoria del primo, pluricampione universitario, in 7:51.48. Su un'altra pista gigante (Lexington) 20.77 del trinidegno Sorrillo. Sulla pedana del peso 20.53 di Cory Martin. Ancora dal fronte dei lanci, 20.57 di Ryan Whiting in Arizona. Mondo velocità: 6.59 del poco conosciuto LaCour a Houston, 6.60 di Stevens a Findlay, 6.61 del non ancora ventenne Rowland.

Matrimoni

Ragazze americane che ora impareremo a conoscere, nelle telecronache e nei reports, anche col cognome dei rispettivi mariti: Anna Willard è diventata la signora Pierce, Marshevet Hooker la signora Myers, Jennifer Stuczynski la signora Suhr. Stesso nome, ma diversa nazionalità, per Brian Mondschein e Jillian Schwartz, entrambi statunitensi e saltatori con l'asta, ora cittadini israeliani.

Osaka Marathon

L'etiope Amane Gobena ha vinto la maratona di Osaka in 2:25:14, rimontando la portoghese Barros (seconda al traguardo in 2:25:45), intorno al quarantesimo chilometro. Decisamente una buona corsa, con la giapponese Ozaki terza in 2:26:27 e l'ex-campionessa del mondo Lidia Simon quarta, nonostante una caduta, in 2:27:17. E' stata l'ultima maratona della carriera per la 38enne Kayoko Obata (quinta in 2:27:19), la numero ventisei, con nessun ritiro in segno passivo. Vittorie etiopi anche a Marrakech, con Yared Dagnaw (2:10:20) e Gelaw Tsega (2:32:06).

Pista

Australia e Giamaica: a Canberra esordio del bronzo mondiale del lungo Watt con 8.13, 45.32 del quattrocentista Offereins e 81.11 di Farquhar nel lancio del giavellotto. A Kingston esordio di Nesta Carter in 10.15. Asafa Powell, assieme al folto gruppo di compagni di allenamento, non ha preso parte come annunciato ai 400 metri per lo slittamento della gara con oltre due ore di ritardo, ultima del programma. In Germania esordio del campione del mondo di disco Harting, che a Berlino ha lanciato a 64.94.

Marcia

Nei campionati giapponesi dei venti chilometri (a Kobe) vince l'ospite coreano Kim Hyun-sub in 1:20:39. Primo dei marciatori locali Koichiro Morioka in 1:20:43, secondo Akihiro Sugimoto in 1:22:32. Senza rivali le due protagoniste della gara femminile: prima Mayumi Kawasaki in 1:30:37, seconda Kumi Otoshi in 1:30:58.

Australia: in attesa del rientro del campione del mondo di Osaka Nathan Deakes (tra una decina di giorni a Hobart), la marcia in pista si è messa in moto a Canberra con la disputa di un buon cinquemila, dove Jared Tallent ha fatto il vuoto in 19:08.81 lasciando ad oltre quaranta secondi il connazionale Rutter. Marcia indoor: ecco Diniz, campione europeo a Göteborg 2006, che debutta a Nogent-sur-Oise in 18:47.57 sui cinque chilometri.

Göteborg: Olsson sì, Vlasic no

Al Samsung Galan si attende lo spettacolo dalla pedana del triplo. In gara l'ex-campione olimpico Olsson, il campione del mondo Idowu, l'ex-iridato Davis e tutti i migliori cubani. Non ci sarà invece Blanka Vlasic, nuovamente fermata dal medico per non mettere a rischio la partecipazione ai Mondiali di Doha. Düsseldorf: atteso l'esordio di Dayron Robles, che pochi giorni dopo sarà anche a Stoccarda.

Ritiri

Smette di lanciare il pesista australiano Anlezark (20.96 di personale), atleta che ebbe la miglior stagione nel 2002, quando si laureò campione del Commonwealth e fu secondo in Coppa del Mondo. In carriera è stato anche finalista olimpicoe mondiale e argento ai Mondiali Junior nel 1996. Di qualche giorno fa è l'addio alle pedane di un altro pesista, uno dei più grandi degli ultimi quindici anni, l'ucraino Bilonoh, campione olimpico ad Atene. Lascia, a 33 anni, anche Ionela Tirlea, una delle migliori atlete espresse a livello internazionale dalla Romania. Fortissima da junior, ha raccolto meno successi di quanti se ne aspettasse da senior.

Allacciate le cinture

Oggi è gia Göteborg, domani Düsseldorf. Sabato si vola ad Arnstadt (in pedana la Di Martino), mentre poche ore prima, nella notte di sabato toccherà ai Reebok Indoor Games di Boston. Domenica, i voli potrebbero assumere dimensioni vertiginose: a Mosca è attesa in pedana Yelena Isinbayeva.

Marco Buccellato




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