Internazionale: Hengelo, poker di prodezze




 

Il racconto della settimana internazionale è occupato in gran parte dall’approfondimento sui Fanny Blankers-Koen Games di Hengelo, dove Irving Saladino è atterrato a 8.73 e la kenyana 19enne Pamela Jelimo ha realizzato una prestazione-monstre. Sulla breccia anche l’immarcescibile Gebrselassie ed il braccio dell’Iran, Ehsan Hadadi. 

Maxi-Saladino 

La rotondità del salto è la stessa del salto vincente di Osaka, la velocità della rincorsa forse no (i piedi disegnano traiettorie meno arrotondate), la chiusura è magistrale: ecco l'8.73 di Irving Saladino al primo turno di salti sulla pedana di Hengelo. Vento giusto (1,2), e al terzo turno un nullo (molto nullo), che valeva altrettanto. Lo stacco del salto vincente è stato perfetto (si e no due centimetri lasciati sull'asse), ma dopo il debutto di Rio con 8.39 non si pensava che il panamense potesse planare già così lontano. Nella storia dell'atletica solo in sei hanno saltato più lontano di lui, ma solo Carl Lewis l'ha fatto per sei volte (una indoor), delle quali ben quattro sul magico tapis roulant di Indianapolis. 8.73 è il record del mondo del nuovo millennio, primato del Centro America (scalza Pedroso), ed il nono salto in assoluto a livello del mare. Ora è atteso a Berlino, con Howe al primo round. 

Jelimo mondiale junior 

Pare sia alla quarta gara della sua vita sugli 800. Fino alla scorsa stagione era conosciuta (da pochissimi) per il titolo africano junior sui 400 metri. Quest'anno ha vinto i trials per i campionati africani allungando sugli 800. Il tempo (2:01) già sorprendeva per l'altura (Nairobi) e per la reale novità del soggetto. Lo stupore è aumentato con la vittoria ai campionati di cui sopra (ancora più in altura) in 1:58.70 su madame Mutola, l'oro d'Africa al femminile.  

La prestazione di Hengelo, un 1:55.76 corso praticamente da sola, va letta con una sola definizione: Pamela Jelimo è una forza della natura. Il limite abbattuto apparteneva ad una cinese dell’ondata del 1993, tale Wang Yuan,  che corse (in batteria..) in 1:57.18. In condizioni ben più visibili fu ottenuto il record mondiale junior ancora precedente, per opera della tedeschina dell’Est Hildegard Ulrich, che a Praga, nel corso di una finale europea, ottenne 1:57.45. Alta, fiera, tutt'altro che il copione-scricciolo attributo di altre mezzofondiste keniane, la Jelimo con sole quattro gare, compresa la batteria dei campionati africani, è già a mezzo secondo dal miglior tempo di sempre della Mutola. La Jamal, star di livello mondiale, è transitata per il traguardo della pista di Hengelo quasi tre secondi dopo la kenyana. 

Gebre, scommessa olimpica

 

Non tragga in inganno il sorriso furbetto di Haile Gebrselassie dopo il traguardo dei diecimila di Hengelo. Non era diretto all'abbraccio con Sihine, il campione-ombra fortissimo ma sempre parzialmente oscurato da Bekele, ma direttamente alla pista di Pechino, da dove ora sarà difficile  tenerlo lontano. All'ingresso in rettilineo i piedi dei due etiopi hanno girato rotondi, mentre l'eterno rivale kenyano Kipchoge ha declamato la resa. Quattro uomini sotto i 27 minuti (anche il ventenne Komon), e missione compiuta per la leggenda vivente in 26:51.20 (26:50.53 per Sihine). L'altro astro Bekele ha rinunciato ai propositi di mondiale viste le folate che gli soffiavano addosso, ed ha vinto i 5000 in 12:58.94. Ci riproverà tra non molto. 

Il terzo incomodo 

Alzi la mano chi avrebbe scommesso un euro sulla vittoria dell'iraniano Hadadi sul terribile duo Kanter-Alekna: invece è successo, e a suon di primato asiatico del disco (68.52). L'iraniano è da un paio di stagioni sulla breccia con misure importanti. Già da qualche settimana andava a pieni giri (vincitore a Doha con 67.20) e nel 2005 si era migliorato complessivamente di dieci metri. Il ringhio di Kanter al primo turno (68,28) non lo ha impressionato, ed ora spera di migliorare la settima piazza mondiale di Osaka, miglior risultato della carriera. Fa quasi due metri di altezza e ha la faccia da bravo ragazzo, ma in pedana mostra i denti. E' una stagione ricca di ottime misure per il disco. Poche ore prima a Salinas Ian Waltz aveva lanciato a 68.90, Jarred Rome a 68.44 ed il solito australiano Harradine a 66.37, nuovo record dell'Oceania. Sarà anche il vento, ma i risultati piovono a grappoli. 

Antipasto pechinese 

Scene di entusiasmo hanno accompagnato l'esibizione di Liu Xiang a Pechino, nel meeting (quatto giornate!) che ha formalmente inaugurato la stagione olimpica in terra cinese. Il campione olimpico ha vinto da par suo in 13.18 su Shi Dongpeng (13.29) e la novità Ji Wei (13.41). Liu sta facendo scuola: il quarto classificato, Xie Wenjun (13.51) deve ancora compiere 18 anni! In evidenza anche il giapponese Narisako sui 400 ostacoli in 48.87, e la pattuglia di giovanissime dei 10000, Zhang Yingying (18 anni) 31:38.35, Bai Xue (31:40.38) e Chen Rong (31:41.60), le ultime due ventenni.  C'era anche la Vili-Adams nel peso, imbattibile con 19.31 sulla bambina-prodigio Gong Lijiao (19.09). Da segnalare infine il 62.09 della giavellottista Zhang Li (quella 19enne, non la più conosciuta 30enne, anche lei in gara), che rappresenta la seconda prestazione di sempre under 20. 

Fermi sui blocchi 

I divi della velocità si sono presi una settimana di riposo, anche se a Provo qualcuno ha beneficiato dell'altura (come vedremo). Molti invece i lanci da considerare per le notizie: nel Tucson Throwers Classic 82.83 del finlandese Mikkola nel giavellotto, 20.26 di Noah Bryant nel peso (sono già 15 i lanciatori USA sopra i 20 metri da inizio stagione) e 64.38 di Godina nel disco. A Provo molte sessioni di sprint e quasi tutte le gare di lanci "in doppio" anche nella stessa giornata. I migliori risultati sono venuti dai 100 maschili, dove Preston Perry ha corso in 10.04 battendo il 32enne giamaicano Dunkley che ha pescato il jolly della giornata chiudendo in 10.07. Carlos Moore (9.97 ventoso a Modesto 15 giorni fa), ha corso in 10.10 per poi vincere i 200 in 20.36.  

Sud America 

Il ciclo dei meeting internazionali brasiliani si chiude con Belem, dove è emerso Gilbert Kipchoge in 1:44.52 sugli 800. Il triplista di Grenada (quanti talenti sta sfornando..) Randy Lewis non ha bissato il 17.49 di giovedì scorso a San Paolo, ma ha comunque vinto con 17.15. Gregorio, che qui fece sfracelli un anno fa, non rimbalza come dovrebbe e chiude l'ennesima gara della stagione al di qua dei diciassette metri (quattro su cinque). Bravissima la giamaicana Brooks, che vince 100 e 200 in 11.18 e 22.70. 

Germania e Francia 

A parte il settore lanci visto in discreta condizione ad Halle, i tedeschi iniziano bene anche in pista: il 22enne Schnelting ha corso i 200 in 20.53 controvento a Weinheim, e la Kappler (stessa sede) ha esordito con 6.73 nel lungo. In netto progresso l'ostacolista Carolin Nytra, scesa a 12.93 a Brema. Apre anche la Friedrich nell'alto con 1.95 a Zweibrucken. Replica per i maschi Raul Spank, 20 anni, che supera i 2.30 a Garbsen. Sempre in Germania si è disputato domenica il meeting di Rehlingen, dove il marocchino Iguider ha migliorato il già suo mondiale stagionale dei 1500 metri portandolo a 3:32.63 (settimo Christian Neunhauserer in 3:43.92, sesto La Rosa sui tremila in 7:59.55).

Tornando ad Halle (prima giornata), da segnalare l'ennesimo mondiale di Mykyta Nesterenko (70.13 col disco da 1,75 chilogrammi).  Pochi giorni fa Nesterenko aveva strabiliato con l'attrezzo da un chilo e mezzo a Koncha-Zaspa, addirittura 77.50! Domenica è tornato in pedana con l'attrezzo leggero, a suon di 75.36. Sempre da Koncha-Zaspa, una notizia: ritorna sulla scena internazionale, finalmente, un atleta iracheno. Si tratta del discobolo Naser Abdul-Shakhid, che si è fatto più che onore con 59.77. 

Nel meeting nazionale di Forbach (Francia) gran gara dei triplisti: Fofana, a 31 anni suonati, vola a 17.34, mentre il virgulto Lechanga (22 anni) risponde con 17.07. Va vicino ai diciassette anche Taillepierre, mentre Dijone esordisce con 45.57 e la Falzon va più lontata di sempre nel martello con 73.33. Per l'Italia, 13.56 della O'Reilly nel triplo con vento 0.6; in Spagna, nel meeting di Palafrugell, 13.64 di Marzia Caravelli sui 100 ostacoli e 12.56 di Giovanna Franzon nel triplo. 

Sorpresa 

Il campione del mondo del giavellotto Pitkamaeki è stato sconfitto all'esordio (a Kuortane) dal connazionale Ruuskanen. Non gli accadeva da molto tempo di perdere "in casa". Ruuskanen ha vinto all'ultimo lancio col nuovo personale di 87.33, per Pitkamaeki 86.89, un metro esatto più del terzo classificato, Jarvenpaa.  

Marcia 

Ivano Brugnetti non ha concluso la venti chilometri del challenge IAAF di Cracovia: il campione olimpico si è ritirato dopo essere transitato nel gruppo di testa al quinto chilometro in 20:29. La vittoria è andata al messicano Eder Sanchez in 1:19.34, su Francisco Fernandez (1:19:46) e sull'altro spagnolo Molina (1:20:18). Torna al successo la bielorussa Turava con 1:28:33, seconda la portoghese Feitor, terza la romena Stef-Iovan. 

Coming soon 

Parte la Golden League, con Berlino. Il Reebok Grand Prix di New York del 31 maggio (Tyson Gay vs Usain Bolt) è il “must” dell’attività USA. Ricca l’attività anche nel vecchio continente, a meno di un mese dalla Coppa Europa di Annecy.

 

Marco Buccellato


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