Internazionale: Claretti 71.66 a L'Avana



Titoli di coda luminosi in chiusura della trentesima edizione dei Campionati Europei indoor, con l'attenzione sul risultato tecnico sensazionale di Sebastian Bayer. Tra le altre notizie, l'attività all'aperto in altri continenti, con Clarissa Claretti grande protagonista a Cuba. 

Torino Grand'Europa

Edizione bellissima e spettacolare. Il rimpianto di una vetrina che non fosse estesa al mondo, sentimento palpitante in talune rassegne continentali del passato, questa volta è stato assente. Merito di alcuni atleti, anche italiani, in grado di esaltare il pubblico presente e quello televisivo, e di una rigenerata tensione agonistica vibrante e frontale. Alcune delle fotografie più emozionanti dei Campionati le hanno lasciate nella memoria i nostri atleti, con sei medaglie dal sapore speciale, soprattutto perché ottenute con nomi del tutto nuovi rispetto ai sei della scintillante Italia di Birmingham.  

Zona medaglie 

La Russia, pur se piena di ricambi e di novità per l'assenza di molti nomi di grido (Lebedeva, Slesarenko, Isinbayeva su tutte), con diciotto podi di cui dieci d'oro (otto delle ragazze), ha portato a casa quasi il doppio del bottino della nazione numero due, una Germania già sull'asse di Berlino con degli under 23 prodigiosi, ed il triplo delle terze damigelle, la compattissima Italia e la risorta Francia.  A secco di medaglie d'oro la Spagna (ma con quattro argenti), e le altre due tradizionali potenze ex-sovietiche quali Bielorussia ed Ucraina. Dato statistico: nessuno dei campioni d'Europa di Birmingham si è confermato a Torino: ne erano presenti sette, e soltanto tre si sono accomodati sul podio, ma non sul gradino più alto. 

I primati 

Oltre trenta i records nazionali caduti all'Oval Lingotto, con due primati europei dal sapore mostruoso, diversissimi ed entrambi difficilmente spiegabili. Se Dwain Chambers aveva già lasciato tanti segni quante domande nel corso delle precedenti settimane, arrivando a più riprese al primato personale dei 60 metri (6.52 e 6.51), la prestazione del tedesco Bayer abbraccia l'epico mondo della leggenda, scomodando paragoni "Beamoniani" sia perché la specialità (il salto in lungo) è la stessa, sia per l'entità dell'impresa. 

Avevamo visto Bayer conquistare l'argento agli Europei Junior di Kaunas nel 2005, acerbo ma di bella struttura fisica. Nel 2007 un infortunio lo aveva tenuto lontano dalla stagione all'aperto, poi il recupero ed il secondo titolo nazionale assoluto conquistato a Norimberga (il primo fu nel 2006) con 8.15. A Torino si è presentato con un personal best di 8.17 ottenuto dieci giorni prima, ed è stato autore di una gara indimenticabile quanto surreale. Il suo gesto è semplice e non disegna dinamiche nervose nell'aria, ma una parabola naturale quanto efficace. Il primo salto di 8.29 (record nazionale) ha trovato, in noi ignari di quanto sarebbe accaduto in seguito, diverse formule di lettura: bella pedana, salto della domenica, e così via. 

Sogno o son desto? 

Assopitosi come spettatore aggiunto per i seguenti tre turni di salto, è stato riportato alla realtà dalle manciate di sabbia che gli avversari mangiavano, minandone la precoce sicurezza di aver già vinto, ed è tornato in pedana per corroborare la temporanea leadership, resa più fragile dalle misure ottenute al quinto turno dal maturo connazionale Winter (8.22) e dal polacco Starzak (8.18). Il risultato è stato un nullo attorno agli 8.25.  

Le due "x" finali degli inseguitori più pericolosi lo hanno rilassato, e non avendo più niente da perdere con la medaglia d'oro già al collo, eccolo scorgere all'orizzonte il punto di atterraggio più lontano, l’unico obbiettivo rimastogli, con la freschezza di due soli salti effettuati. La ricerca gli è riuscita così bene ("il salto perfetto", l'ha definito in una intervista pubblicata dalla federazione tedesca), che ha messo altri 41 centimetri tra il primato nazionale di un'ora prima e quella cosa spaventosa che ha fatto di lui il Bob Beamon bianco. Aggiunti i dodici centimetri messi nel sacco al primo turno, rispetto al personale d'ingresso, fanno 54 centimetri in una sola gara. Più di mezzo metro. E altri centimetri regalati sull'asse di battuta a Carl Lewis, il cui record del mondo è rimasto nell'albo dei primati indoor a quattro dita.  

Indoor americane 

Nell'ultimo week-end alcuni buoni risultati sono usciti dalle piste di sviluppo superiore ai 200 metri di Lubbock  (20.69 del panamense Edwards sui 200), Ames (45.80 di Masheto sui 400), South Bend (46.23 di LeJerald Betters) e Seattle (3:57.86 di Galen Rupp sul miglio in una bella gara che ha visto il ritorno a buoni livelli di Gabriel Jennings). Sempre su pista troppo grande, a Johnson City, bella doppietta della novità Ramon Miller (20.97 e 46.98). A Baton Rouge, nel Louisiana Invitational, rientro per l'argento olimpico dei 100, il trinidegno Thompson, che ha vinto i 60 in 6.61. Da Boston la novità Cazal Arnett (46.34 sui 400). 

Su Powell il gelo 

In attesa del debutto stagionale sui cento metri di Usain Bolt (sabato prossimo a Spanih Town), il Grand Prix IAAF ha esordito a Melbourne con condizioni atmosferiche sfavorevoli. Nella gelata australiana Asafa Powell ha vinto i cento metri controvento in 10.23. Belle alcune pedane: 8.18 di LaPierre nel lungo con Watt portatosi a 8.11, 5.80 di Hooker nell'asta, 62.69 della Samuels nel disco, e soprattutto 19.36 della Vili nel peso. Dalla pista molte gare condizionate dal vento contrario (Xavier Carter 20.96 contro quasi tre metri di muro), ed un bel cinquemila dove il nativo Birmingham ha vinto in 13:16.26, portando con sé la scia del britannico Baddeley (13:20.99), che si è migliorato di un'enormità. 

Cuba: Claretti a 71.66

Clarissa Claretti ha vinto la terza gara consecutiva a L'Avana, nel giro di quindici giorni. L'azzurra ha gareggiato venerdì scorso nel Memorial Aurelio Janet con una serie tra le migliori della carriera: apertura con 70.25, bis con 69.79, terzo lancio (vincente) di 71.66, nullo, 70.57 ed ancora nullo. Oltre i settanta metri anche Arasay Thondike con 70.20.  Interessanti anche altre gare di lanci: Misleydis Gonzalez ha vinto il peso con 19.05, e la giovane cilena Duco si è portata a 18.19. Nel disco maschile 63.67 di Lastre. Ottimo decathlon per Leonel Suarez (8.415) e Yordanis Garcia (8.365). In Europa segnalazione per la discobola Grasu, che nei campionati invernali di Romania ha lanciato il disco a 63.28. 

Sud Africa 

A Germiston festival delle martelliste tedesche: la Heidler ha portato il mondiale stagionale a 74.25, la Klaas ha sfiorato il personale con 73.34. Nelle altre gare 8.10 di Mokoena nel lungo, 2:000.58 della novità diciottenne Semenya sugli 800 donne, 1:45.65 di Mulaudzi nella gara maschile dopo tre sconfitte consecutive patite sui 1500 metri.  

Maratona a Nagoya 

Giapponese lingua madre: prima Yoshiko Fujinaga in 2:28:13, quasi un minuto su Chika Horie (2:29:09), terza Yuko Machida (2:29:35). Inferiori alle attese le prestazioni della cinese Bai Xue (tredicesima in 2:35:17) e di Lidia Simon, addirittura ventunesima in 2:41:12. In Europa mezza maratona a Parigi con vittoria della lettone Prokopcuka in 1:10:43, mentre la corsa maschile è andata all'etiope Worku in 1:01:56. 

Marcia a Lugano 

Nel Gran Premio Città di Lugano, disputato domenica, la foltissima rappresentanza italiana non ha colto piazzamenti di prestigio nelle gare senior, ma ha ben figurato con gli junior: nelle due gare riservate agli under 20 Andrea Previtali si è classificato terzo sui 10 chilometri in 44:29 (sesto e settimo Ferrari e Somma, due allievi), mentre Federica Curiazzi (16 anni) ha centrato il secondo posto in 52:42. Nelle venti chilometri vittoria e primato britannico per Joanna Jackson in 1:31:16 e dominio del russo Yargunkin in 1:21:40 su un trio di bielorussi (Trotski, Stsepanchuk e Talashka).  Gli italiani: nella venti femminile settimo posto di Gisella Orsini in 1:33:46, ottavo per la Giorgi in 1:34:27 (primato personale), tredicesimo pr la Di Vincenzo (1:39:28). Tra gli uomini ottavo il diciannovenne Adragna (1:26:33, primato personale) e nono Palumbo in 1:27:29. 

Per questa settimana è tutto: nel prossimo week-end le finali NCAA indoor nel che quest'anno si disputeranno nel McFerrin Athletic Center di College Station, in Texas, e la Coppa Europa di Lanci nei due impianti di Los Realejos e Puerto de la Cruz, nelle Isole Canarie.

 

Marco Buccellato


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