I confini del Miglio femminile

05 Settembre 2016

Alla vigilia dell'annunciato tentativo di record del mondo di Genzebe Dibaba al Palio della Quercia di Rovereto, ripercorriamo la storia dei primati delle donne su questa distanza (1.609,34m)


 

di Giorgio Cimbrico

Il record mondiale del miglio ha da poco varcato il confine dei vent’anni: Svetlana Masterkova arricchi la panoplia del Letzigrund con un record del mondo, 4:12.56, che frantumava quello di Paula Ivan, 4:15.61, e che per la dominatrice di Atlanta (oro negli 800 e nei 1500) assumeva un doppio significato: il passaggio ai 1500 in 3:56.77 le regalò anche il tempo più veloce di carriera sulla versione metrica della distanza. Per l’exploit ebbe un premio e un bonus: 50.000 dollari e un chilo d’oro. Tirata per il primo chilometro dalla connazionale Ljudmila Borisova (“ritmo perfetto: il suo lavoro è stato decisivo”), Svetlana offrì questi parziali: 62:1, 2:06.8, 2:39.5, 3:12.2. Gli ultimi 200 furono percorsi in 29 secondi. La seconda, l’americana Regina Jacobs, giunse a 10 secondi.

La storia del miglio in versione femminile non è un’antica e fronzuta quercia né una chanson de geste come la profondissima vicenda che riguarda quello maschile, ma riveste ugualmente una forte importanza perché riguarda una delle distanze che le ragazze hanno conquistato nella loro lotta – degna delle antiche suffragette - per una parità oggi giunta a compimento.

Il titolo di “Bannister donna” può toccare a Paola Pigni, una delle grandi iniziatrici, capace in carriera di correre dai 400 alla maratona: la milanese, bronzo olimpico nei 1500, compare nella progressione nel record del mondo, prima ad aver varcato la barriera dei 4:30: 4:29.5 l’8 agosto 1973 a Viareggio, con passaggio ai 1500 in 4:12.4. Di ambientazione viareggina anche l’attuale record italiano, 4:23.29 di Gabriella Dorio, reduce dai Giochi di Mosca dove aveva sfiorato la medaglia di bronzo nei 1500.

I 4:20 sarebbero stati doppiati da Mary Decker, in quel momento Mary Tabb, il 9 luglio 1982 allo stadio parigino intitolato a Jean Bouin: 4:18.08 (4:01.7 ai 1500) con un drastico progresso sul 4:20.89 bolognese, datato 1981, della russa Ljudmila Veselkova. Mary, questa volta Slaney, avrebbe portato il mondiale a 4:16.71 (4:00.55 ai 1500) a Zurigo 1985 strappando il limite alla romena Maricica Puica, 4:17.44 a Rieti nell’82 e tuttora record su suolo italiano. Proprio una connazionale di Maricica, Paula Ivan, avrebbe riportato quel record nei Balcani: 4:15.51 a Nizza ’89, per la prima volta con passaggio sotto i 4 minuti: 3:59.23.

Nella lista all time non compare il nome di Genzebe Dibaba ma il suo 4:13.31 indoor (a Stoccolma il 17 febbraio di quest’anno) è il secondo tempo della storia in una combinata al coperto/all’aperto.
WR 4:12.56 Svetlana Masterkova (RUS) - Zurigo 14.8.1996 (3:56.77 ai 1500)
AFR 4:16.71 Faith Kipyegon (KEN) - Bruxelles 11.9.2015
WL 4:18.60 Faith Kipyegon (KEN) - Oslo 9.6.2016
AC 4:17.44 Maricica Puica (ROM) - Rieti 16.9.1982
ITA 4:23.29 Gabriella Dorio - Viareggio 14.8.1980
WR indoor 4:13.31 Genzebe Dibaba (ETH) - Stoccolma 17.2.2016

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