Primo Nebiolo, presidente della FIDAL dal 1969 al 1989Il ruolo di primo piano svolto dalla carta stampata nel successo ottenuto dallo sport nella società moderna è riconosciuto da tutti. Non stupisce quindi che i primi due presidenti delle antenate della FIDAL siano stati due giornalisti sportivi: Gustavo Verona nel 1897-1898, e Mario Luigi Mina dal 1898 al 1906. Il primo, poi direttore de La Stampa Sportiva, fu entusiasta propugnatore; il secondo, anche lui torinese, fu abile manovratore che, grazie ai consensi ottenuti, fece acquisire credibilità al massimo organismo nazionale del nostro sport. Ad istituzione rispettata ma non ancora stabilmente consolidata, si pensò poi di affidare la presidenza a personaggi con saldi agganci politici: Attilio Brunialti (1907-1911), deputato parlamentare e docente universitario, e Romeo Gallenga Stuart (1911- 1912), anche lui deputato parlamentare. A obiettivo raggiunto, lo scettro del comando potè tornare nelle mani di uno sportivo di razza. Toccò a Edgardo Longoni, che pilotò con saggezza la FISA dal 1912 al 1922. Ex ginnasta, ciclista, podista e pilota automobilistico, giornalista che fondò il giornale Gli Sports, che nel 1913 fu direttore de La Gazzetta dello Sport, e dopo la Grande Guerra direttore dell’ANSA. Dopo alcuni anni di instabilità in cui il timone passò attraverso le mani dell’avvocato Giuseppe Fusinato (1922-1923), del generale Pietro Belloni (1923-1925), e del commendator Alberto Buriani (1925-1927), l’ordinamento politico nazionale prese saldamente nelle sue mani anche la gestione dello sport.

Si susseguirono al vertice della FIDAL il gerarca fascista Luigi Arpinati (1927-1929) e il segretario generale del Partito Nazionale Fascista Augusto Turati (1929-1930). Stabilizzato secondo la nuova impostazione l’intero movimento sportivo nazionale, la presidenza FIDAL fu poi affidata a un autentico appassionato che, date le sue disponibilità economiche, funse anche da mecenate dell’atletica italiana: Luigi Ridolfi. Onorevole, marchese, presidente di diversi club sportivi, membro della IAAF, resse la FIDAL dal 1930 al 1943 con grande saggezza e capacità. Le sue qualità e il suo impegno furono di tale livello che, quando la FIDAL nel 1957 si ritrovò senza presidente, fu richiamato in carica all’unanimità; durò però solo un anno, poiché nel 1958 morì. Dopo alcune reggenze temporanee nel periodo conclusivo della seconda guerra mondiale, il primo congresso post-bellico elesse alla presidenza Bruno Zauli, che la resse dal 1946 al 1957 con grande accortezza, e la dovette abbandonare solamente perché impegnato in più rilevanti compiti in seno al CONI. Laureato in medicina, giornalista sportivo, presidente del Gruppo Giudici Gare dal 1937, consigliere nazionale FIDAL dal 1932, nel dopoguerra consigliere IAAF e segretario generale del CONI, è ricordato soprattutto per tre fiori all’occhiello lasciati in eredità all’atletica italiana dopo la sua prematura scomparsa (1963): l’accordo con la Scuola, la scuola nazionale di atletica leggera di Formia, e l’approvazione del progetto della Coppa Europa, manifestazione partita nel 1965 e intitolata alla sua memoria. Dal 1959 al 1961 il presidente FIDAL fu il generale della guardia di finanza Gaetano Simoni, presidente del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, consigliere FIDAL sin dal 1934, e anche «reggente» della FIDAL dell’Italia centro-meridionale durante la guerra. Gli succedette, dal 1961 al 1969, Giosuè Poli, anche lui nell’ambiente dell’atletica con incarichi federali già da prima della guerra.

L’ormai improrogabile reimpostazione dell’attività federale fu concretizzata dal suo successore, l’imprenditore torinese Primo Nebiolo, laureato in giurisprudenza. Con alle spalle già una notevole esperienza di dirigente dello sport universitario (presidente della FISU dal 1961), Nebiolo si dedicò con tutte le sue forze alla promozione dell’atletica, agganciando relazioni proficue con un enorme numero di istituzioni. Eletto nel dicembre 1969, rimase in carica fino all’inizio del 1989. La sua frenetica e generosa attività a favore dell’atletica leggera, e le geniali novità gestionali introdotte, lo portarono nel 1981 alla nomina a presidente IAAF, che mantenne fino alla morte (1999). Dal 1989 al 2004 il suo successore fu Gianni Gola, idealmente legato alla figura di Gaetano Simoni, in quanto anche lui alto ufficiale della guardia di finanza e presidente del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle; anche Gola divenne membro del consiglio IAAF. Ad ex atleti di discreto livello come Poli (prove multiple), Nebiolo (salto in lungo) e Gola (lancio del martello), sul finire del 2004 è subentrato il campione europeo  1971 dei 1500 metri Francesco Arese, imprenditore di successo, tuttora in carica.

Marco Martini

 


I presidenti FIDAL nel secondo dopoguerra

18.2.1946 - Assemblea di Firenze: Bruno Zauli
10.3.1957 - Assemblea di Milano: Luigi Ridolfi
31.5.1958 - Reggenza del Vice Presidente Gaetano Simoni
22.2.1959 - Assemblea di Trento: Gaetano Simoni
5.3.1961 - Assemblea di Ischia: Giosuè Poli
8.4.1969 - Reggenza del Vice Presidente Vittorio Brunori
7.12.1969 - Assemblea straordinaria di Roma: Primo Nebiolo
7.2.1989 - Dimissioni di Primo Nebiolo
8.2.1989 - Reggenza del Vice Presidente sostituto Adriano Rossi
23.4.1989 - Assemblea straordinaria di Firenze: Gianni Gola
29.11.1992 - Assemblea di Isernia: Gianni Gola
20.11.1994 - Assemblea straordinaria di Roma: Gianni Gola
17.11.1996 - Assemblea di Rimini: Gianni Gola
8.12.1998 - Assemblea di Ferrara: Gianni Gola
28.1.2001 - Assemblea di Chianciano Terme: Gianni Gola
27.11.2004 - Assemblea di Chianciano Terme: Franco Arese
23.11.2008 - Assemblea di Torino: Franco Arese
2.12.2012 - Assemblea di Milano: Alfio Giomi

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