Howe, lavori in corso a Vigna di Valle



Metti un pomeriggio a "casa" di Andrew Howe. Vigna di Valle, Centro sportivo dell'Aeronautica Militare, sala muscolazione; fuori, a fare da cornice (e colonna sonora), la solita pioggia di questo infinito inizio di primavera. L'appuntamento è speciale. E' tempo di test, è il momento della verifica. L'argento mondiale del lungo di Osaka, tirato a lucido come una Formula Uno (non sembra esserci massa grassa sul suo corpo), completa il riscaldamento, mentre mamma-coach René Felton, il responsabile azzurro dei salti in estensione Claudio Mazzaufo, e il DT Nicola Silvaggi (in questo caso in veste di "tester" a tutti gli effetti), preparano la strumentazione. Pedana di Bosco, per cominciare: mezzo squat con contromovimento, e da fermo; pliometria da varie altezze. Felton e Mazzaufo guidano l'esecuzione, Silvaggi la monitora, registrando i dati per la successiva analisi. Si passa al "castello", con l'ausilio del muscle lab (lo strumento per la valutazione della forza): il menù dice mezzo squat, in esecuzione prima solo concentrica, poi eccentrico-concentrica (per spiegare meglio: prima partendo già in semipiegamento delle gambe, poi dalla stazione eretta). I carichi salgono progressivamente, ed il computer registra, rappresenta graficamente, confronta, ripescando i numeri dalla memoria (la banca dati di Howe comincia ad essere cospicua). Se ne va via tutto il pomeriggio (e poi c'è chi dice che i test sono riposanti...). Dunque? "Top secret", ridono Silvaggi e Mazzaufo. Ma si vede che c'è soddisfazione. "Andrew ha lavorato bene sulla forza - il commento, stavolta serio, del Direttore tecnico -, la macchina non mente. I dati di oggi li abbiamo raffrontati con quelli dell'inizio di marzo, ed il progresso è netto. Ma il risultato è significativo anche in rapporto ai test di due anni fa, quando eravamo in piena fase agonistica, prima di Goteborg. Questo ovviamente fa ben sperare". Mazzaufo si diletta con la metafora: "E' come se fossero state gettate delle grosse fondamenta - dice mentre lo sguardo gli si accende -. Sono robuste, solide: ora dobbiamo edificare la struttura, piano per piano". Cosa che avverrà, con il rispetto dei tempi, nelle prossime settimane. L'esordio di Howe, come noto, avverrà alla metà di maggio, in occasione della fase regionale dei Campionati di società (nel Lazio si gareggerà a Rieti). "Andrew correrà quasi certamente i 200 metri, ma non è detto che l'apuntamento non preveda anche un primo test nel lungo", dice René Felton. "Vedremo, in ogni caso non mi aspetto niente di speciale da queste prime gare", il commento del campione d'Europa. "Devo lavorare ancora sodo per arrivare al meglio ai Giochi olimpici, senza forzare assolutamente i tempi. Come sto? Sono tranquillo, e questa è la cosa più importante. Qui sono nel mio ambiente, posso concentrarmi solo sul lavoro, lasciando fuori tutto quello che non serve". Il campione è serio. La "botta" invernale (una stagione indoor chiusa prima ancora di cominciare) è assorbita. Anzi, sembra quasi che gli abbia fatto bene; ogni gesto nel lavoro è attento, misurato. La settimana prossima (dal sei al nove), raduno dei saltatori a Formia: altra fase importante, comincia la picchiata verso l'esordio outdoor. Il lago di Bracciano oggi è placido, non ruggisce. L'autoblindo parcheggiato vicino alla riva fa un po' set cinematografico, ma ricorda che, in fondo, siamo sempre in una base militare (seppur speciale, con il suo straordinario museo dell'aria). L'Aeronautica si coccola il suo gioiello, salutato in palestra da un'altra azzurra di primo piano, oltre che compagna di club, la martellista Clarissa Claretti. Per lui si fanno piani, spuntano progetti. Potrebbe nascere un rettilineo coperto, che renderebbe il Centro un'isola completamente autonoma. L'officina di Andrew Howe. Marco Sicari Nelle due foto, altrettanti momenti della seduta di allenamento-test di Andrew Howe. Con lui, si riconoscono il DT Nicola Silvaggi (al computer), ed il responsabile azzurro dei salti in estensione Claudio Mazzaufo.


Condividi con
Seguici su: