Howe a pieno regime, in gara a Pergine il 23




 
La scalata quotidiana da Rieti al Terminillo è diventata un'abitudine. Lassù, ai 1532 metri sul livello del mare del bell'impianto in località Cinque Confini (sei corsie e l'aria frizzante della montagna) Andrew Howe sta costruendo il suo primo vero impegno da velocista della carriera. Quello con il Mondiale di Daegu. "Si sta bene qui - racconta il portacolori dell'Aeronautica Militare - ci sono 23, 24 gradi, il sole è caldo ma si riesce a respirare. Le condizioni sono ideali". In verità, già nel biennio 2004-2005 l'azzurro visse l'Olimpiade ed un Mondiale da sprinter, sempre sui 200 metri. Ma la prima, Atene, quando era ancora uno junior, fu solo (l'ovvia) prosecuzione dell'exploit ai mondiali di categoria di Grosseto; la seconda, una partecipazione ripresa per i capelli dopo uno dei tanti, troppi infortuni che ne hanno contraddistinto l'esperienza da atleta (in entrambi i casi, sia ad Atene sia ad Helsinki, Howe fu eliminati ai quarti di finale). Questa volta è diversa almeno da un punto di vista: Howe ha scelto - anche se in maniera abbastanza tormentata - i 200 metri. "Che cosa mi hanno lasciato gli Assoluti di Torino? Non molto, in verità. Forse la consapevolezza che avrei dovuto concentrarmi esclusivamente sulla velocità, piuttosto che provare ancora il lungo. Ma è troppo facile dirlo adesso, credo fosse necessario vivere anche quella esperienza". Sparite le grane fisiche. E questo, è probabilmente il dato più importante. "Nulla di particolarmente grave, per fortuna. Solo una contrattura, successiva ai 200 degli Assoluti, e sparita con una settimana di riposo attivo, cioè di lavoro senza particolari sollecitazioni. Ora sono tornato ad allenarmi a pieno regime, con l'obiettivo di correre almeno 3 o quattro volte i 200 metri prima del Mondiale".

La prima, sarà in Italia, il 23 luglio: "Correrò al Meeting di Pergine Valsugana, mi auguro che ci siano le condizioni per ottenere già in quell'occasione un buon tempo. Non so chi ci sarà come avversario, ma non è importante, voglio restare concentrato su di me. Poi, vedremo, mi piacerebbe correre alla tappa Diamond League di Londra, e stiamo lavorando proprio per questo". La Samsung Diamond League propone già stasera un bel match sui 200 metri, tra le superstar Usain Bolt e Chrisophe Lemaitre. "Me la vedrò in tv, certo! Io dico che Lemaitre può correre molto forte, anche sotto i 20 secondi, visti i tempi che fa ormai regolarmente sui 100. Insomma, Bolt è sempre Bolt, e se corre come sa, non ce n'è per nessuno: però penso che stasera dovrà impegnarsi". Le liste mondiali vedono Howe occupare attualmente il diciassettesimo posto (grazie al 20.31 del Compeed Golden Gala, 26 maggio), in un elenco che comprende però 6 statunitensi e 6 giamaicani, e che quindi, in chiave iridata, va decisamente emendato.

Al Terminillo, in ogni caso, l'atmosfera è serena. Howe prosegue il rapporto di collaborazione con Roberto Bonomi, che integra e supporta il programma di allenamento dell'azzurro. L'atmosfera del gruppo è una sorta di valore aggiunto. I compagni di lavoro sono ora, tra gli altri, Simone Collio, Roberto Donati, Maria Enrica Spacca. "Vivo meglio l'allenamento - ride Howe - una battuta, uno scherzo, una parola nel recupero. Insomma, niente a che vedere con la monotonia del passato, quando mi allenavo completamente da solo. Non rinnego niente, certo: era esattamente ciò che mi serviva allora. Adesso, invece, ho bisogno di questo tipo di ambiente". Si riparte da Pergine, quindi dove Howe corse da sedicenne, dieci anni fa (il 30 giugno del 2001) realizzando una doppietta 100-200 metri (10.48 ventoso, +2.3, e 21.25 con aria in faccia, -0.9).

Curiosamente, la riunione trentina potrebbe diventare il crocevia di un altro numero uno dell'atletica azzurra: Alex Schwazer, atteso ad una gara-test sui 10km in pista, potenzialmente determinante ai fini della sua partecipazione (sui 20km) al Mondiale di Daegu. L'altoatesino, abbandonata l'idea di lavorare in quota a Livigno, inizierà domani un periodo di preparazione a Dimaro (TN), insieme con il compagno di club nei Carabinieri Matteo Giupponi (altro candidato all'azzurro nella prova iridata). Schwazer-Howe, i gioielli dell'atletica azzurra, si ritroveranno fianco a fianco.

Marco Sicari

Nella foto, Andrew Howe all'arrivo dei 200 metri del Compeed Golden Gala (Giancarlo Colombo/FIDAL)




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