Giavellotto: se un lancio vale un'isola

06 Marzo 2018

Per chi andrà oltre la miglior misura sul suolo finlandese (93,09) in palio un’isola dell’arcipelago di Turku ai Paavo Nurmi Games del prossimo 5 giugno


 

di Giorgio Cimbrico

A chi vince la Parigi-Roubaix danno una pietra del pavé, a chi vincerà il giavellotto ai Paavo Nurmi Games di Turku, il 5 giugno, daranno un’isola. Ma a una condizione: il keihas, giavellotto in finnico, dovrà piantarsi a 93,10, un centimetro meglio di quanto mai sia stato ottenuto sul suolo di Suomi: il punto di riferimento è il 93,09 di Aki Parviainen, a Kuortane, il 26 giugno 1999.

“Se è vero, voglio che quell’isola sia mia”, si è affrettato a intervenire il sassone Johannes Vetter, campione del mondo, padrone della seconda misura di sempre, il 94.44 di Lucerna che ha preceduto la sua vittoria londinese, in fondo a un acceso derby tra Germania e Repubblica Ceca. Vetter ha iniziato l’annata come meglio non poteva sperare: 91,22 a Potchefstroom, durante un periodo di allenamento in Sudafrica.

“Spero sia grande abbastanza per costruirci una sauna”, ha replicato il turingio Thomas Rohler, campione olimpico, terzo di tutti t tempi con il 93,90 di Doha, quando rischiò di infilzare un cameraman qatarino, e amaramente finito ai piedi del podio mondiale. Rohler ha avuto la meglio negli ultimi due appuntamenti a Turku ed è il titolare della miglior misura del meeting, 91,28. Per diventare padrone dell’isola - che c’è - mancherebbero due metri scarsi.

“Di sicuro la misura vincente inizierà con il numero 9”: il terzo ad entrare in scena è Tero Pitkamaki, 35 anni, l’unica “lancia” rimasta a una Finlandia in ribasso in quella che era una passione nazionale, una saga degna del Kalevala, il poema epico di lassù. Tero ha nell’albo d’oro due vittorie ai Nurmi Games, nel 2014 e nel 2015, ed è in possesso di un record ormai datato, 91,53 quasi tredici anni fa. Come per Parviainen, il luogo è Kuortane, uno di quei piccoli borghi soffocati dalle betulle che saltavano agli onori dell’atletica. A Turku, Matti Jarvinen centrò il quinto dei suoi dieci record del mondo, 74,02 il 27 giugno 1932, poco prima di imbarcarsi per l’America e conquistare l’oro olimpico a Los Angeles.

“A Turku - testimonia Rohler, nato a Jena, dove Jan Zelezny ha fissato un record del mondo, 98,48, che tiene duro da 22 anni - l’atmosfera è speciale, il pubblico caloroso e per avere la meglio, come al solito, sarà necessario lanciare molto lontano”. L’arcipelago di Turku è formato da 20.000 isole e isolotti: la scelta del premio è già stata fatta dagli organizzatori o sarà prerogativa del vincitore?

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