Formia saluta la nascita del Centro IAAF dell'asta




 
Una mattinata importante, bella, e non solo perché a fare da cornice è spuntato il primo sole estivo della stagione. A Formia, alla Scuola Nazionale di atletica leggera, si sono ritrovati in tanti, per la cerimonia di inaugurazione del Centro Mondiale IAAF del salto con l’asta. In primis, il segretario generale del CONI Raffaele Pagnozzi (il padrone di casa, considerato che il Comitato Olimpico è il proprietario del centro), il vice presidente vicario della IAAF Sergey Bubka (che qui siglò uno dei suoi 35 record del mondo, salendo a 6,09 nel 1991), e il vice presidente vicario della FIDAL Alberto Morini. E poi, la primatista del mondo Yelena Isinbayeva (che alla Scuola è ormai di casa), il responsabile tecnico del nascente centro Vitaly Petrov, il membro italiano di Consiglio IAAF Anna Riccardi, il responsabile del dipartimento IAAF dei servizi alle Federazioni (nonché ex direttore tecnico azzurro) Elio Locatelli, il DT delle squadre nazionali Nicola Silvaggi, il responsabile della Preparazione Olimpica CONI Roberto Fabbricini, il direttore della Scuola formiana Nicola Perrone, Elio Papponetti (definirlo in una qualche maniera sarebbe riduttivo), il direttore del Golden Gala Luigi D’Onofrio, i consiglieri FIDAL Mauro Nasciuti e Laurent Ottoz, il segretario generale FIDAL Gianfranco Carabelli. Tanta gente, riunita per un atto che è bel lungi dall’essere simbolico, e la cui filosofia è stata ben spiegata da Sergey Bubka: “Abbiamo intenzione – ha detto il tuttora primatista del mondo – di far sorgere strutture come queste attorno ai grandi tecnici, in maniera tale che possano divenire motore dello sviluppo dell’atletica leggera. Vorremmo che a crescere fossero non solo gli atleti, ma anche i loro allenatori personali; gli uomini come Vitaly Petrov devono poter trasmettere tutto il proprio sapere, la propria conoscenza, ai coach di domani”. L’orgoglio italiano di vedere un proprio centro di preparazione protagonista del progetto, nelle parole del segretario generale del CONI: “Crediamo molto nelle potenzialità di Formia – ha detto Pagnozzi – e siamo felici che la Scuola possa diventare una palestra di nuovi campioni. Sapere che diversi stranieri frequentano il centro, ci riempie di soddisfazione: significa che la struttura offre il meglio in termini di condizioni di preparazione”. “L’atletica italiana farà certamente la sua parte – ha detto il vice presidente FIDAL Morini – e sempre più farà di Formia la sua casa. La nostra partecipazione al progetto si manifesterà con la presenza non più sporadica dei migliori giovani, assistiti dai rispettivi tecnici”. Elio Locatelli si è soffermato sui particolari operativi dello IAAF World Pole Vault Centre: “Vi si alleneranno atleti di diverse nazioni, come l’argentino Chiaraviglio, il belga Rants, e vi opereranno tecnici come Domenico Ingrosso, che lo stesso Vitaly Petrov ha indicato come suo collaboratore. A Petrov abbiamo affiancato un manager, Giacomo Candeloro, che si occuperà di sbrigare tutte le questioni organizzative, lasciando ai tecnici il compito principale: allenare”.

Divertita e divertente, come sempre, Yelena Isinbayeva. “Formia mi piace per una infinità di ragioni – le sue parole – e non mi riferisco solo alle perfette condizioni di preparazione, al clima sempre favorevole. Qui c’è un’atmosfera familiare, ci sono persone che mi fanno sentire come a casa. Il cuoco Giovanni mi chiede sempre cosa voglio mangiare…ed è davvero difficile resistere!”. L’italiano di Yelena migliora a vista d’occhio. Con il personale della scuola, e con gli atleti italiani, si esprime sempre nella lingua di Dante: “Ma non voglio fare interviste in italiano, non sono ancora pronta! No, scherzi a parte, qui ho davvero trovato le migliori condizioni di allenamento, e credo di aver lavorato davvero bene. Il 2008 è un anno importante, ed è inutile stare a sottolineare perché: io mi auguro che sia un anno indimenticabile per me, e che io riesca a vincere a Pechino. La mia più grande avversaria? Me stessa. In pedana sono sola, le avversarie non c’entrano”. L’esordio stagionale, nell’occasione più importante sul suolo italiano: l’11 luglio a Roma, al Golden Gala, terza tappa del circuito della Golden League: “Sì, ci sarò, e dopo non farò molte altre gare: a Pechino voglio arrivare nel pieno della forma. Poi, ci sarà spazio per i meeting”. In precedenza, la semplice ma toccante cerimonia di intitolazione del complesso medico-fisioterapico del centro alla memoria di Antonio Fava, per lunghi anni responsabile sanitario della Scuola. A scoprire la targa posta all’ingresso, il fratello Franco (indimenticato mezzofondista, oggi prima firma del Corriere dello Sport-Stadio) e il segretario del CONI Pagnozzi. A ricordarlo, successivamente, nell’aula dedicata all’architetto-discobolo Gianni Brandizzi (altro grande della nostra storia sportiva), il giornalista Vanni Lòriga, predecessore di Franco Fava nella rubrica dell’atletica al Corriere dello Sport. m.s. Nella foto in alto, Sergey Bubka consegna a Nicola Perrone, direttore della Scuola di Formia, la targa di riconoscimento della IAAF; al centro, Yelena Isinbayeva; in basso, Franco Fava e Raffaele Pagnozzi scoprono la targa del centro medico della Scuola, intitolato ad Antonio Fava (Di Russo)



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