Europei, Di Martino vola in finale, Barberi forse




 
La promozione in finale di un'altra maglia azzurra (forse due, capirete dopo perché) chiude una giornata positiva per i colori italiani ai Campionati Europei indoor di Birmingham. Antonietta Di Martino si è unita a Cosimo Calandro, che già aveva centrato l’obiettivo nella sessione mattutina finendo tra i primissimi nelle batterie dei 3000. La prova dell'altista campana non ha avuto esitazioni fino alle quote decisive: 1,79, 1,84, 1,89, tutte superate alla prima prova, sempre con un’ampiezza a dir poco confortante. L’unica incertezza arriva a 1,93, dove il primo tentativo si risolve con un errore. Solo un inciampo, perché la Di Martino si sblocca subito dopo, superando con ampio margine la misura che alla fine risulta decisiva (contro l'1,96 richiesto per l'ammissione diretta, altezza che nessuna atleta è riuscita a superare). Nel complesso, ciò che salta evidente all’occhio, è la generale difficoltà nell’attaccare quote che quest’anno sono state routine per tutte le migliori. “E’ una pedana strana – tenta di spiegare la Di Martino – più cerchi di correre, e più sembra di rallentare. Non mi piace granché, ma in fondo è e sarà uguale per tutti. L’errore a 1,93? Ho sbagliato la curva, una cosa che mi succede ancora di tanto in tanto, l’unico problema che mi porto ancora dietro”. Domani sarà in finale, pronta a sfidare tutte le altre signore dell’alto (via alle 13.15, le 14.15 italiane). Quello di Barberi è un vero e proprio giallo, la cui conclusione è ancora da scrivere. L’azzurro chiude al terzo posto la prima semifinale dei 400 metri, conquistando ampiamente l’accesso alla finale e scendendo (alla stima dell’occhio allenato), abbondantemente al di sotto del suo personale, qualcosa intorno ai 46.5. Invece, in zona mista, arriva la doccia fredda: squalifica per invasione di corsia. Parte subito il ricorso della delegazione italiana, mirato al reinserimento in classifica di Barberi. I filmati non evidenziano in maniera certa nessuna invasione, ma al momento in cui questo servizio viene pubblicato, manca ancora la decisione ufficiale. Non solo Barberi e Di martino, comunque. Elisa Cusma vola in semifinale negli 800 metri, chiudendo al quarto posto (2:03.34) la sua batteria, pilotata sul ritmo più veloce dalla favorita numero uno, la slovena Jolanda Ceplak. Ritmo molto intenso dal via (28.3, 59.5), con la Cusma a seguire da vicino il passo della prima; poi, nel momento decisivo, una piccola ingenuità dell’italiana chiusa alla corda dalle avversarie, ma comunque ripescata grazie ai tempi. “Ho fatto una cavolata – il commento della Cusma – ma sapevo che comunque, con quei passaggi, sarei riuscita a passare. Del resto, partire forte era l’unica cosa da fare, visto che potevamo permetterci di correre sul tempo”. Disco verde anche per Maurizio Bobbato, che conquista la semifinale degli 800 metri seguendo bene il ritmo di testa e finendo (da terzo della sua batteria) per essere ripescato con i tempi (il suo: 1:50.35). Si è fermata in semifinale, invece, la corsa di Daniela Reina. La marchigiana, brava questa mattina a cogliere il personale nella batteria dei 400 con 52.95, ha praticamente ripetuto in semifinale la prestazione, finendo quinta in 53.00. Europeo, il suo, da archiviare in positivo, considerati i due crono al di sotto del vecchio personale (53.11). Assegnate le prime quattro medaglie d’oro: titolo del peso a Mikulas Konopka (Slovacchia, 21,57), 60 ostacoli maschili a Gregory Sedoc (Olanda, 7.63), 60 ostacoli femminili per Susanna Kallur (Svezia, 7.87), Pentathlon a Carolina Kluft (Svezia, 4944 punti). Domani, è la giornata di esordio di Andrew Howe: l’azzurro sarà in pedana alla 9.05 locali (le 10.05 in Italia), nelle qualificazioni del lungo. Primo impegno anche per Daniela Graglia e Anita Pistone (batterie dei 60 metri piani), Fabio Cerutti e Massimiliano Donati (60 metri piani anche per loro), Assunta Legnante e Chiara Rosa (getto del peso). Semifinali degli 800 metri per Elisa Cusma e Maurizio Bobbato, mentre nelle gare di finale schiereremo Cosimo Calandro (3000 metri), Antonietta Di Martino (alto), e forse Andrea Barberi (400). Nella foto, Antonietta Di Martino a Birmingham (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)


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